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Cosa sono i Tarocchi

Chi governa i simboli governa il mondo. Quando comunicano i simboli, la parola perde potere, forza, capacità di trasmissione.
Perchè il simbolo senza mediazione alcuna permette di ritrovare l'eterno essenziale del quale è espressione.
Cosa sono i Tarocchi è un mistero legato alle radici del simbolismo medievale che trae origini nell'articolata rete di allegorie appartenenti alle diverse scuole esoteriche: dall'ermetismo alchemico all'astrologia, dai miti magico-religiosi degli antichi alla massoneria, dalle dottrine dei rosacroce a quelle degli esoteristi moderni.

In ordine di tempo il primo a riavvolgere il filo dei simboli è Oswald Wirth nel celebre testo I Tarocchi. Narra Wirth che prima ancora dell'incisione su legno, la clientela popolare fosse attratta dal lavoro di abili artigiani che a mano riproducevano su pergamena soggetti religiosi e profani. “Le composizioni più apprezzate erano raggruppate in serie, venivano messi in vendita complessi sempre più elaborati. Dal trio delle virtù teologali e dai quattro evangelisti, dai quattro elementi e dalle quattro virtù cardinali, si passò ai sette pianeti, ai sette sacramenti, ai sette peccati capitali, senza trascurare le allegorie relative ai cinque sensi, alle nove muse.”
Sono nate così le Naibi, i primi mazzi di carte noti in Italia nel secolo XIV, cinquanta immagini distribuite in cinque serie di dieci carte. Le serie corrispondono alle condizioni della Vita, alle Muse, alle Scienze, alle Virtù e ai pianeti. Le condizioni della vita vanno dalla più umile fino al supremo potere temporale e spirituale: il mendicante, il servo, l'artigiano, il mercante, il gentiluomo, il cavaliere, il dotto, il re, l'imperatore e il papa. Per completare la seconda serie, alle muse è stato aggiunto Apollo. Alle carte raffiguranti i sette pianeti sono stati aggiunti l'ottava sfera, il Primo mobile e la Prima causa. Spiega Wirth che per quanto riguarda le scienze e le virtù c'era soltanto l'imbarazzo della scelta. Era un gioco didattico.
Verosimilmente, i tarocchi sono nati dalla combinazione delle Naibi con le carte numerali.
Da Venezia, dove veniva usato nel XIV secolo, proviene il più antico mazzo di carte giunto fino a noi: 78 carte suddiviso in due categorie. La prima comprende 22 carte. La seconda è composta da 56 carte e si divide in quattro serie di 14: bastoni, coppe, spade e denari. Ogni serie comprende dieci carte numerali. A questo mazzo le Naibi sembrano aver fornito i 22 arcani maggiori, compreso Il Matto carta non numerata.

Relativamente moderni nella forma ma antichissimi nella sostanza, il valore iniziatico dei tarocchi va oltre ogni discussione sulla loro antichità. I simboli hanno catturato l'immaginazione di chiunque abbia voluto interpretarli. Tra i più grandi estimatori della divinazione con i tarocchi l'abate Constant, sotto lo pseudonimo di Eliphas Lévi, considerato tra i padri dell'occultismo contemporaneo così li descriveva: è un'autentica macchina filosofica che impedisce allo spirito di smarrirsi pur lasciandogli l'iniziativa e la libertà. E' la matematica applicata all'assoluto, l'alleanza del positivo all'ideale. Una lotteria di pensieri tutti rigorosamente esatti come i numeri: è forse infine quanto il genio umano ha mai concepito di più semplice e insieme di più grande.

Tarocchi significato carte

Le carte, soprattutto gli arcani maggiori, sono oggetto delle analisi più sottili e più diverse. Traghettatrici di molteplici significati simbolici, nella lettura dei tarocchi una ad una le immagini dischiudono la dimensione dell'ignoto senza occultare il loro scopo: farci divinare una sapienza perenne e preziosa.

I. Il Bagatto è simbolo della forza di volontà e la creatività. È il creatore del proprio universo.

II. La Papessa simboleggia l'intuito e la sapienza. È la custode e la mediatrice della sapienza. Contemplazione percettiva del mondo e della vita.

III. L'Imperatrice rappresenta la forza e l'energia femminili. È la Madre-Terra.

IV. L'Imperatore simboleggia la forza e l'energia virili. È lo scopritore, l'iniziatore, il conduttore, l'autorità.

V. Il Papa (o Ierofante) simboleggia la religione, la coscienza spirituale religiosa. È il custode della fede e del rituale. Sforzarsi di trovare la propria via.

VI. L'Innamorato è simbolo dell'unione dei contrari attraverso l'amore. L'unione col partner dà la possibilità di recuperare la parte di unità perduta e di acquisire completezza.

VII. Il Carro simboleggia il controllo dei sentimenti e dei pensieri contrastanti. Il dominio dell'Ego conferisce potere e conduce alla vittoria.

VIII. La Giustizia simboleggia l'equità, la verità, la bilancia e l'armonia. Chi rispetta le leggi dell'universo vive in armonia.

IX. L'Eremita simbolo della via dell'iniziazione e della conoscenza. Abbandona i beni terreni per trovare l'illuminazione nella solitudine. Trovare la verità e l'illuminazione cercandola dentro di sé.

X. La Ruota della Fortuna simboleggia i continui alti e bassi della vita, l'incessante avvicendarsi di bene e male, di forza e debolezza, di abbondanza e penuria. L'interrogante deve rendersi conto che la dualità è necessaria. Senza sofferenza non può esistere gioia.

XI. La Forza è la forza interiore, l'energia vitale e la gioia di vivere. L'interrogante deve imparare a raggiungere il proprio centro interno e ad agire partendo da esso. Così facendo evocherà le forze del profondo, risveglierà il proprio potenziale interiore e potrà affrontare le difficoltà, sia esterne che interne, con determinatezza e sicurezza.

XII. L 'Appeso simboleggia una fase di transizione, di trasformazione. Sacrifica il proprio Ego per raggiungere una maggiore perfezione. Un periodo di passività e di preparazione, durante il quale liberarsi delle vecchie strutture.

XIII. La Morte più che la morte fisica sta ad indicare che la situazione esistente non è più valida e deve terminare. Se non sceglie autonomamente il cambiamento lo costringeranno influssi negativi, perdite finanziarie, difficoltà professionali, conflitti col partner.

XIV. La Temperanza simboleggia l'equilibrio, l'unione dei contrari. Conquistare le virtù della modestia e della moderazione. Potrà progredire solo se eviterà gli estremi. Non debbono prevalere né i fattori positivi né quelli negativi.

XV. Il Diavolo simboleggia il piacere dei sensi, la gioia di vivere e di godere. L'attaccamento alla materia nasce soprattutto dall'eccessiva repressione dei bisogni naturali. Il diavolo ci ammonisce a non trascurare la sensualità.

XVI. La Torre evoca la distruzione delle strutture precedenti. Poiché è necessario un cambiamento immediato, l'edificio fatiscente deve essere abbattuto. È un atto doloroso, ma inevitabile. Occorre far posto al nuovo.

XVII. Le Stelle simboleggia veggenza e ispirazione. Le maschere dell'Ego cadono. Lo spirito si libera e si apre. Poiché non si limitano la libertà del suo spirito né dolore né timore, si sprigiona un potenziale creativo insospettato. E' necessario imparare ad amministrare queste possibilità pressoché illimitate poiché una ricaduta nella limitatezza dell'Ego distrugge il sottile tessuto delle energie cosmiche.

XVIII. La Luna simboleggia l'aspetto oscuro, misterioso dell'anima. Rappresenta l'inconscio, l'ignoto. Imparare ad immergersi nel proprio inconscio. Poiché il viaggio nell'ignoto è pieno di pericoli, deve stare attento a non perdersi nel
regno delle illusioni. La sfera sconosciuta della nostra psiche esercita su di noi grande fascino, ma è anche quella che ci fa più paura.

XIX. Il Sole è simbolo della forza e la gioia che si irradiano. Saper utilizzare l'energia creativa di cui si è caricati. Lo compenetra di sé l'energia positiva del Sole; sprigiona vitalità e gioia di vivere.

XX. Il Giudizio simboleggia la resurrezione, la rinascita dello spirito. Questa fase è caratterizzata dalla gioia che comunica la vita che rinasce, ma è anche il momento di rendere conto del proprio passato.

XXI. Il Mondo simboleggia la perfezione. Abbattere le limitazioni del proprio Ego e ritornare all'unità cosmica. Vengono premiati gli sforzi compiuti nel passato. La persona è tutt'uno con l'universo; la aiutano a compiere la Grande Opera tutte le forze del cosmo.

Il Matto è l'anello di congiunzione fra la prima carta, Il Bagatto, e la ventunesima carta, Il Mondo. Se si considera il Matto carta iniziale della serie dei Grandi Arcani simboleggia l'ignoranza, la follia, la spensieratezza, la sete di avventure e la giovinezza. Se la si considera l'ultima carta della serie simboleggia il ritorno a uno stato di fiducia e innocenza. Confidare nella propria voce interiore. Percorrere la via, ovunque vada.

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