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Vinyasa Yoga cos'è

vinyasa blog

Tra i tipi di Yoga esistono pratiche meno evidenti rispetto alle forme 
più esterne: una di esse è il Vinyasa Yoga.
Le sottili pratiche interne dell'Ashtanga Vinyasa Yoga indicano la
soglia che distingue il mondo esterno dall'esperienza intuitiva.
L'esperienza mistica e interiore che Vinyasa ci dona è la
consapevolezza dei modelli interconnessi di percezione.

Lo sai? La pratica Ashtanga Yoga si compenetra alla complessità della vita 
e lascia germogliare meravigliosi istanti di apertura e comprensione.
Il corpo si muove e si espande, nuovi pensieri prendono forma e si ampliano.
Una scintilla si accende nell'incontro tra il panorama eterogeneo e variabile 
del mondo che si muove dentro e fuori di noi.

Nel corso della pratica accade spesso di giungere in modo spontaneo alla Verità.
In modo improvviso e spontaneo.
Abbandonando l'idea di praticare lo Yoga per raggiungere un obiettivo.
Proprio così, la consapevolezza arriva nel momento in cui la pratica 
viene vissuta senza aspettative.
Come quando all'improvviso ci troviamo davanti un bellissimo paesaggio, 
la nostra intuizione si libera e prende la forma della compassione
che connette l'Universo.
Ci sentiamo liberi e liberati, intimamente connessi a tutto e a tutti, 
in perfetta sintonia con l'ambiente circostante e con noi stessi.

La scintilla di realtà che abbiamo sperimentato ci porta a planare leggeri in un cielo di serenità.
Afferriamo il nuovo stato e cerchiamo di trattenerlo, di ripeterlo.
È allora che la meravigliosa esperienza scompare.
Abbiamo creato un'aspettativa alla nostra pratica, cerchiamo di riaccendere 
la scintilla della realtà sperimentata.
Ma non possiamo essere noi gli artefici di quella scintilla.
Il risveglio emerge spontaneo, possiamo solo impegnarci con dedizione
nel ricreare le condizioni che possono favorire quell'esperienza.

Praticare è il mezzo per rendere consapevole il nostro cammino.
Farlo con dedizione e coerenza richiede però l'abbandono di ogni aspettativa 
verso obiettivi o traguardi che possiamo realizzare con i nostri sforzi
giorno dopo giorno, pratica dopo pratica.
È un impegno senza fine.

Accogliere con serenità ciò che viene dalla pratica è un approccio che 
incoraggia ad accogliere qualsiasi cosa ci si presenti davanti.

Yoga Vinyasa

Procedendo con la pratica degli esercizi Yoga, emerge l'interazione tra 
fattori opposti e complementari che esistono dentro e fuori di noi.
A livello più profondo del metodo contemplativo Vinyasa
ogni movimento Ashtanga stimola relazione e contempla l'interazione degli opposti.
Forme interne della pratica sono la respirazione Pranayama
lo sguardo focalizzato drishti, le chiusure bandha e le posizioni delle mani mudra.

Vinyasa Yoga contempla le percezioni e genera equilibrio nelle relazioni 
in cui la percezione stessa è immersa.
Ma l'immersione nell'oceano delle relazioni tra elementi interni e esterni
è animata da spinte antitetiche, azioni e controazioni alla base delle energie universali.

La parola sanscrita vinyasa è composta da due termini che implicano 
una sequenza di azioni e controazioni: Vi significa organizzare qualcosa o
santificare in base al contesto o in sua assenza.
Nyasa significa santificare e focalizzare l'attenzione meditando su
un oggetto per poi liberare il contenuto oggetto della meditazione.

Come spiegano Richard Freeman e Mary Taylor nel libro Yoga L'arte del Vinyasa 
“La pratica Vinyasa fa riferimento alla sequenza focalizzata e intenzionale di forma, 
pensiero in movimento e respiro che libera la mente rivoluzionando il contesto 
in cui si trovano corpo, sensazioni, forma, e tutto ciò che è oggetto di attenzione.
Se da una parte può essere considerata una forma specifica di pratica yoga, 
in un senso più ampio vinyasa è il processo consapevole che si verifica in modo 
del tutto naturale quando pianifichiamo qualsiasi avvenimento in modo corretto”.

Sembra un concetto complesso? Tutti conosciamo un movimento generato
dall'equilibrio di azioni contrastanti che accompagna il nostro primo istante
dopo la nascita fino all'ultimo atto nel momento della morte: la respirazione.
Esiste un elemento più naturale del flusso e riflusso del nostro respiro?
Nulla, se lo facciamo in modo consapevole.
Inspirare e espirare è forse l’esempio più evidente di Vinyasa come
pratica coerente e sempre presente di azioni contrapposte.
Espansione e contrazione al tempo stesso rilassante unione
degli opposti nel corpo e nella mente.

La forma di yoga vinyasa è una sequenza di asana codificata 
all’inizio del ventesimo secolo da Sri T. Krishnamacharya e dal suo allievo, Sri K. Pattabhi Jois.
La sequenza dinamica e fluida accompagna il corpo in una serie specifica di posizioni.
Ogni movimento si fa leggero nella sottile relazione con lo sguardo e la respirazione.
Ashtanga Vinyasa Yoga include le pratiche di respirazione, meditazione
e l’unione e la sintesi degli elementi presenti negli otto rami dello yoga
che Patanjali descrive nello Yoga Sutra.
Quattro elementi abbracciano l'essenza della pratica Vinyasa Yoga e 
ogni elemento contempla l'armonia delle relazioni nel flusso continuo del
movimento consapevole: respirazione, sguardo focalizzato, chiusure, posizioni delle mani.

Ogni giorno ci prepariamo alla nostra pratica.
Ogni giorno ci prepariamo per un appuntamento importante.
Con attenzione ed entusiasmo. Ci facciamo belli, indossiamo gli abiti migliori.
Chi stiamo aspettando però non arriva, l'incontro non avviene.
Il giorno dopo ci prepareremo con la stessa gioia.
La stessa serenità.
Accogliendo ciò che accade.
Ogni giorno.


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