Essere consapevoli è tutto
Essere consapevoli è un punto di arrivo. Cambia il modo in cui vivi e l'atteggiamento nei confronti di ciò che ti accade e ti circonda. Lo sport è un buon paragone. Ne nasce un bellissimo percorso sapientemente tessuto da Nicola Cacco attraverso le vite e i cammini esistenziali di molti grandi nomi del mondo dello sport.
Dal nuoto al calcio alla ginnastica artistica, dalle specialità dell'atletica leggera al basket. Le vicende personali e sportive si inanellano in parallelo, richiamando lezioni antiche dispensate da grandi maestri. Applicarle ai propri obiettivi ha fatto la differenza nella vita di questi grandi campioni dello sport.
Come nasce Vincere Consapevolmente?
La società in cui viviamo è sempre più povera di valori. Lo sport è un modo in cui le persone possono mettersi alla prova per migliorarsi e quindi mi è sembrato un buon mezzo attraverso cui veicolare insegnamenti preziosi. VIN.CO! è un modo per dare il mio contributo al cambiamento che voglio vedere nel mondo. In Italia pochi parlano di meditazione in ambito sportivo ma la consapevolezza è uno degli ingredienti principali della carriera di un campione.
Qual è la sua personale definizione di consapevolezza? Ci spiega perché?
L’altra sera ho rivisto Pleasantville, un film che racconta la storia di due giovani che si ritrovano a vivere in una sitcom degli anni cinquanta in bianco e nero. Nel mondo di finzione di Plesantville tutto è perfetto e ordinato e non esistono conflitti. A mano a mano che le esperienze di vita reale dei protagonisti entrano nella quotidianità di quel mondo fatto di sola apparenza, cominciano a comparire colori. La scoperta dell’amore fa colorare di rosso una rosa e tutto quello che rompe le abitudini fa emergere nuove tinte mai viste prima. La vita vera, fatta di emozioni quanto di difficoltà, finisce con il colorare quella anonima cittadina. Ecco, questa è la consapevolezza per me: i colori che rompono l’abitudine.
Riferendosi ad un grande maestro, nel libro scrive Le sue parole sono semi che attendono di essere piantati nell’esperienza di ogni giorno. Un maestro incarna coerenza perché vive ciò che insegna, è la stessa cosa cui dovrebbe aspirare un buon allievo?
La coerenza è uno dei valori che ritengo più importanti. Allineare pensiero, parole e azioni è una sfida ardua. La quotidianità è il campo in cui seminare i giusti valori e la pratica quotidiana è l’unica possibilità per farli germogliare. La meditazione è quel tempo che ci permette di eliminare il rumore del superfluo e delle abitudini, e il grigiore del bianco e nero.
E' vero che oggi appare più complicato o difficile intraprendere cammini che richiedono disciplina? Se sì, a suo parere per quale motivo?
Sì, è vero. Penso sia dovuto all’appagamento istantaneo generato dai like dei social, dal junk-food e da tutti quegli anestetici che sono immessi nel mercato per creare picchi di dopamina nel cervello. Viviamo nel paradosso della crescita continua, nell’illusione del fare di più per guadagnare di più. Fermarsi è un atto rivoluzionario, ma non va di moda. È difficile rimanere in stretto contatto con la propria interiorità. Spesso comportamenti e abitudini sono il tentativo di evitare di entrare in relazione in maniera sincera con il proprio vissuto. Il silenzio della meditazione fa emergere verità a volte scomode, ma sicuramente capaci di apportare giusti cambiamenti.
E' tutta questione di mentalità?
Dio fornisce il vento, ma l’uomo deve alzare le vele. Ho iniziato il libro con queste parole di Sant’Agostino. No, non è tutta questione di mentalità, ma la giusta mentalità fa sicuramente la differenza. È importante capire quale sia la giusta mentalità: quella della vittoria ad ogni costo? No, per me non è così, una bella storia sportiva può prescindere dalla vittoria. Io direi che è, più che altro, tutta questione di umanità. Oggi, purtroppo, lo sport spesso è inquinato dalla logica del profitto e del primeggiare sull’altro. Qualcuno ha iniettato questa mentalità malata nella nostra società e quindi, di conseguenza, nel mondo dello sport. Ma la cosa bella è sapere che esistono ed esisteranno valori che non possono essere comprati o scalfiti.
La riuscita in ambito sportivo è sempre necessariamente accompagnata da una crescita interiore?
Purtroppo no. Che senso ha essere un campione dello sport, avere magari la casa a Montecarlo, decine di sponsor e svariati milioni in banca se non si prova ad accrescere il bene nel mondo? La crescita interiore porta a comprendere l’interconnessione di tutte le cose. Si può essere un campione dello sport ma un piccolo uomo, così come esistono grandi uomini scarsi nello sport.
Quanto è cambiata la sua vita dopo aver scelto di intraprendere un percorso di crescita? A suo parere, se ce ne sono, oggi quali sono le difficoltà maggiori nell'intraprendere un percorso alla ricerca della consapevolezza?
La mia vita è stata stravolta in positivo. Tornando a quello che ho detto prima, la meditazione mi ha permesso di vedere la vita a colori. Ma ci sono colori chiari e altri scuri, colori che piacciono e altri meno. La consapevolezza mette in contatto con tutto lo spettro del vivere: con le gioie e le sofferenze, con le vittorie e le sconfitte. Per dipingere una vita piena, vera e reale è necessario imparare ad usare il giallo di una giornata di sole e il bianco di un silenzio, ma anche il blu di una notte triste e il nero delle ombre necessarie.
Nel libro narra le vicende di grandi nomi dello sport tra passato e presente. Sono storie incredibili e insegnamenti preziosi che contraddistinguono il cammino di consapevolezza. Ma c'è uno sport che si presta meglio di altri a coltivare la presenza mentale?
Direi di no. Mi sta affascinando lavorare con mio papà che, a 75 anni, ha vinto 2 ori e un bronzo ai campionati mondiali di apnea. L’apnea è uno sport diverso da tutti gli altri perché manca la relazione con il respiro, normalmente utilizzato come ancora per il momento presente. Papà mi ha raccontato di esperienze particolari in cui ha sentito di perdere completamente la consapevolezza di sé. La stessa sensazione che mi è capitato di provare a volte durante la meditazione: l’accesso ad uno stato di coscienza altro, non ordinario. Nel mondo dello sport questo stato è chiamato flow, chi lo ha vissuto lo ha raccontato in un modo simile a come i mistici hanno descritto l’incontro con Dio.



