• Home
  • News
  • Il Samhain celtico, il vero spirito della festa di Halloween

News

Il Capodanno dei Drudi: il Samhain Celtico

Il Samhain celtico aveva in passato il compito di delimitare la stagione calda da quella fredda. I Celti infatti si basavano sul calendario lunare con un mese aggiunto ogni cinque anni, e il loro anno era nettamente diviso in due stagioni, l’Inverno e l’Estate.

La parola Samhain (pronunciata sho-uinn) significa fine dell’estate e la festa, che durava tre notti, rappresentava l’inizio dell’inverno e il capodanno celtico.

Ci si può stupire che l’anno nuovo coincida con l’inizio del periodo invernale ma non dimentichiamo la credenza druidica – attestata dallo stesso Cesare – che fa della divinità notturna Dis Pater l’origine degli esseri e delle cose. Il Capodanno Celtico segna quindi l’ingresso nel mondo “notturno”, periodo dell’anno che i bretoni chiamano ancora mesi neri.

Celebrazione del Samhain rituale nella notte del 31 ottobre

La festa celebrava principalmente la morte e l’unione tra i due mondi: l’aldilà e il mondo dei vivi. La comunione tra i due mondi nella notte del 31 ottobre provoca, secondo la tradizione celtica, l’abbattimento delle leggi dello spazio tempo. I sidh, cioè i Tumuli in cui vivono dei ed eroi, sono aperti e la comunità dei morti è richiamata dal Tir nan oge - dimensione parallela in cui gli spiriti giacciono in una condizione di felicità ed eterna giovinezza - per tornare a camminare nel mondo dei vivi. Proprio a rappresentare il passaggio tra la vita e la morte, ma anche il passaggio al nuovo anno, alla vigilia del Samhain Celtico tutti i fuochi dovevano essere spenti. Il rito è, da alcuni ricercatori, considerato mal conosciuto per l’assenza di fonti scritte. La credenza popolare racconta che nella notte del 31 ottobre gli antichi celti si radunavano nei boschi per celebrare sacrifici animali mentre i Druidi accendevano il fuoco sacro, simbolo dell’anno che rinasce. Al ritorno nei villaggi il rituale si concludeva con i successivi tre giorni di festa e banchetti, mascherati con le pelli degli animali sacrificati. Prettamente irlandese sembra essere la tradizione di abbandonare cibarie davanti l’uscio della propria abitazione, con lo scopo di ingraziarsi gli spiriti e convincerli a non fare scherzi ai padroni di casa.

Halloween festa pagana riadattata dopo l'avvento del cristianesimo

Con la conquista romana e l’introduzione del calendario giuliano nel 46 a.C. si perde la funzione di capodanno, resta però l’importanza della festa celtica, che i druidi, seppur di nascosto continuavano a celebrare. Poiché sradicare del tutto una tradizione popolare è pressoché impossibile, la Chiesa non fece altro che conservare quella tradizione facendola virare verso il Cristianesimo. L’escamotage fu di farla coincidere con un giorno dedicato a tutti i santi (All Hallows Day) e Halloween (dove -een sta per eve-vigilia) tuttora si festeggia – ormai in tutto il mondo – il 31 ottobre alla vigilia di Ognissanti. I festeggiamenti più o meno pagani di Halloween sono un proseguimento della festa celtica.

Senza andare fino in Irlanda a cercare la leggenda di Jack O’Lantern e del suo errare senza posa, in Italia, dove vantiamo una tradizione popolare ricchissima, si celebra ancora oggi a Firenze la Rificolona: una festa di origine medievale che si svolge tra il 7 e l’8 settembre, alla vigilia della vendemmia. Era usanza che tutti i contadini scendessero in città con canne o bastoni alla cui sommità venivano poste zucche svuotate e intagliate a forma di viso, illuminate da una candela, il luogo del raduno era piazza della Santissima Trinità a Firenze.


“When witches abound
and ghosts are seen
your fate you‘ll learn
on Halloween”

(antica filastrocca inglese Trad.: Quando le streghe abbondano / e fantasmi vengono avvistati / scoprirai il tuo destino nel giorno di Halloween)

Copyright © Edizioni Mediterranee Srl - Via Flaminia, 109 - 00196 Roma - P.IVA 00878961002 - Design

edmed orange 70

 

Print Friendly, PDF & Email