Chi è Gustav Meyrink

Lo scrittore Gustav Meyrink nasce a Vienna nel 1868. Prima di scrivere libri, tra le molte attività che ha svolto nella sua vita, è stato anche banchiere ed ha vissuto a Praga - la capitale mitteleuropea del mistero e della magia – per circa vent’anni. Non a caso il più noto tra i suoi romanzi è Il Golem, ispirato proprio alla leggenda praghese del gigante d’argilla. A un certo punto, dopo molte delusioni amorose e colto da una sorta di noia esistenziale, si è dedicato con passione alla lettura e allo studio di opere di occultismo.

Conquistato dal fascino intellettuale delle dottrine esoteriche ha poi approfondito la Kabbalah ebraica (pur non essendo ebreo come erroneamente si crede) e l’alchimia. E’ stato anche vicino alla Società Teosofica e alla Societas Rosicruciana in Anglia e in seguito si è convertito al buddhismo.

I romanzi di Gustav Meyrink

Le sue opere sono state pubblicate sulla rivista Simplicissimus di Monaco fino al raggiungimento della grande notorietà con la pubblicazione de Il Golem nel 1915. Studio Tesi Edizioni lo celebra nel suo catalogo con due romanzi: La notte di Valpurga e Fabbricanti d’oro.

La Notte di Valpurga è uno dei libri cardine del Novecento e della letteratura legata all’occultismo e al mistero; basti pensare che la Valpurgische Nacht è la notte delle streghe e appartiene alle leggende dell’immaginario demoniaco. Il romanzo racconta l’Apocalisse, la dissoluzione tragica del mondo senza appello né possibilità di lieto fine. L'Apocalisse che narra l'Autore è una metafora che riguarda l’impero austro-ungarico negli anni della Prima Guerra Mondiale e della Rivoluzione russa. L’Autore vede intorno a sé l'umanità sofferente, sconvolta da guerre e rivoluzioni e lui, da fine conoscitore dell’animo umano, ne ha saputo disegnare i contorni con sublime maestria.

I Fabbricanti d’Oro è invece un romanzo ambientato tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Settecento che raccoglie le storie di tre alchimisti: Laskaris, Sendivogius e Sehfeld. In questa opera per la prima e unica volta, Meyrink usa un registro narrativo a metà strada tra la ricostruzione storica e il racconto di fantasia: il romanzo racconta la vita dei tre protagonisti e intreccia le trame storiche all’interno di una reale conoscenza dei simboli alchemici e della pratica dell’alchimista, come era stato lo stesso Autore.

Nel catalogo di Edizioni Mediterranee c’è un filo rosso che lega l'Autore a un'altra figura quasi simbolica per la nostra casa editrice: Julius Evola. Fu infatti il barone a tradurre e a curare le edizioni italiane di molte sue opere (edizioni Bocca, ristampate da edizioni del Gattopardo). Dell'Autore si parla anche in Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo. Un altro personaggio caro alle Edizioni Mediterranee, il filosofo Massimo Scaligero, ha pubblicato un contributo sulla narrativa dell'autore viennese - Misticismo e narrativa: che cosa c'è in Meyrink comparso nella rivista L'Italia Letteraria - a due anni dalla sua morte (1932 Starnberg, Germania).

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