Le Sette chiavi del sentiero
Categorie: Maestri Spirituali, Edizioni Mediterranee
| Augusto Timperanza | |
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Docente di Filosofia, Pedagogia e Psicologia nella scuola secondaria superiore, si è lungamente interessato ai problemi fondamentaliriguardanti la natura umana e il senso della sua avventura terrena. Ha lavorato, per circa un ventennio, in gruppi italiani e francesi che s'interessano all'insegnamento di G.I. Gurdjieff, sotto la guida di un suo anziano allievo; dopo la scomparsa di quest'ultimo, si è dedicato, attraverso una ricerca personalee del tutto autonoma, all'approfondimento di quell'insegnamento, a suoparere, ancora sconosciuto. Questo libro ne rappresenta il risultato e la testimonianza. |
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| 2005 | |
| 304 | |
| 13,5x21,5 | |
| 9788827217733 | |
| CRESCITA INTERIORE | |
| Yoga, Zen, Meditazione |
Un nuovo modo di comprendere l'insegnamento di G.I. Gurdjieff. Al ricercatore che voglia seriamente studiare il complesso d'idee conosciuto come l'insegnamento di G.I. Gurdjieff, si presentano due ordini di problemi.
Il primo riguarda tutto ciò che lo stesso Gurdjieff ha scritto: il suo scopo non era certo quello di esporre i contenuti di una dottrina secondo un ordine sistematico, per cui nei suoi testi non si potranno trovare che elementi frammentari, a volte espressi in maniera intenzionalmente tortuosa e involuta, che hanno bisogno di chiavi interpretative non fornite dall'Autore.
Il secondo problema è che la dottrina di Gurdjieff è stata filtrata attraverso la mentalità di uno dei suoi più controversi allievi P.D. Ouspensky, anche se lo stesso Gurdjieff ne aveva dovuto apprezzare la "fedeltà" a quanto da lui detto. Ma esiste realmente qualcosa che possa essere chiamato insegnamento di Gurdjieff? Per arrivare a stabilirlo, visto che le fonti dirette non erano sufficienti – una volta compreso che era necessario andare oltre i concetti materializzati, usati da Ouspensky, per afferrare che cosa Gurdjieff abbia veramente voluto trasmettere con le sue immagini, con le sue "allegorie" – Timperanza si è incamminato lungo quella via che per ogni ricercatore è l'unica valida da percorrere: lo studio di altre fonti. Quindi, leggendo i testi del Maestro, con una mente distaccata e osservatrice, ha scoperto meccanismi, ingranaggi, ammortizzatori, accumulatori: un'interiorità umana e il relativo cosmo simile a un telaio meccanico o a una locomotiva, dove, aggiustando un pezzo, cambiandone un altro, oliando qualche parte arrugginita o riallacciando un filo, si possono ristabilire quei contatti che permettono di entrare in un mondo diverso dall'ordinario e trovare quella conoscenza nascosta che Gurdjieff definisce come oggettiva.Le sette chiavi del sentiero testimonia tale ricerca, del tutto personale, non adattabile ad altri, che permette di approfondire le idee di Gurdjieff, per così dire, dall'esterno, molto più di quanto non sia possibile dall'interno dei suoi scritti.



