I quattro libri dell'architettura
Categorie: Arte, Edizioni Studio Tesi
| Andrea Palladio | |
|
Andrea di Pietro dalla Gondola (Padova 1508 -Vicenza 1580), ribattezzato "Palladio" dal letterato Trissino, fu da questi avviato agli studi umanistici. Autore di un commento ai Dieci Libri dell'Architettura di Marco Vitruvio Pollione (1556), deve la sua fama incalcolabile tanto al trattato che qui presentiamo quanto alle architetture realizzate: le ville in terra veneta, la Basilica, il Teatro Olimpico, i palazzi Thiene e Valmarana a Vicenza, le chiese di San Giorgio Maggiore e del Redentore a Venezia. |
|
| 2018 | |
| Marco Biraghi | |
| 438 | |
| 15x24 | |
| 198 | |
| 9788876926297 | |
| VARIA | |
| Arte e architettura |
Pubblicati a Venezia nel 1570 ma attesi e lavorati per un ingente numero di anni, I quattro libri dell’architettura rappresentano la summa architettonica del tardo Rinascimento e il purissimo distillato della sapienza di Palladio: sapienza empirica, costruttiva, ma ciò nondimeno raffinata; lungamente ricercata e modellata sul fondamentale exemplum di due illustri predecessori: Marco Vitruvio Pollione e Leon Battista Alberti. In nessun modo tuttavia Palladio può essere considerato un semplice imitatore: la materia architettonica trattata – quadripartita in dottrina classica degli ordini, edifici dei privati cittadini, costruzioni di pubblica utilità, architettura religiosa antica – pur prendendo avvio dall’attenta lettura e dal rilievo del patrimonio monumentale dei Romani, si è trasformata in invenzione originale. Il “nuovo” classico di Palladio è lontano da ogni neoclassicismo di maniera: ciò che vive nella sua architettura – e ne fa un organismo unico, «uno intiero e bene finito corpo» – è un sistema di relazioni necessarie, perfettamente calcolate benché non manifestate apertamente: proporzionalità di cui geometria e musica si armonizzano. Difficilmente sopravvalutabili nella vastità della portata, I quattro libri di Palladio – per quanto spesso semplificati o equivocati – hanno influenzato l’architettura occidentale per i successivi quattro secoli, modificandola in modo irreversibile.



