Karate ed Oltre
Categorie: Arti Marziali, Edizioni Mediterranee
| Mario Morelli, Silvio Raho | |
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Mario Morelli è stato Maestro di karate e Cintura Nera 5° Dan, Nazionale e Capitano della squadra campione d’Italia, già nei primi periodi della diffusione del Karate in Italia si è perfezionato alla scuola dei Maestri Yamashita e Toyama, allievi diretti del fondatore del Wadoryu M° Hironori Otsuka. Per anni è stato il responsabile federale per lo stile Wadoryu e ha formato alla sua scuola numerosi campioni e maestri. Silvio Raho Cintura Nera 1° Dan, allievo del Maestro Morelli ha collaborato con lui alla stesura dell’opera, rappresentando in prima persona l’esigenza degli atleti di conoscere i punti di contatto tra le potenzialità fisiche e quelle mentali e spirituali del karate. Nella stessa collana è già pubblicato Il libro completo del Karate Wadoryu. |
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| 1997 | |
| 240 | |
| 17x24 | |
| 1000 ill.ni | |
| 9788827204412 | |
| ARTI MARZIALI |
L'arte del combattimento a mani nude che assume oggi il nome di Karate ebbe origini probabilmente ben cinque millenni or sono, trasferendosi dall'India alla Cina e quindi in Giappone. Qui nel sec. XV sono nate varie scuole, giunte fino ai nostri giorni. I più recenti Maestri e codificatori del karate hanno fondato scuole che portano tuttora il loro nome. Con il tempo, e con la trasformazione del Karate in semplice attività sportiva, le tecniche più dure e pericolose vennero eliminate, lasciando soltanto colpi inoffensivi di calcio e di pugno o le forme o Kata, che sono esibizioni di cultura nell'arte marziale. Questo libro vuole mostrare una parte delle tecniche trascurate dall'insegnamento sportivo, desumibili dai Kata e dai vari tipi di Kumite, nonché l'applicazione pratica di tutti i Kata dello stile Wadoryu. Ma qual è, a distanza di secoli, il significato e lo scopo di questa disciplina per il praticante di oggi? Egli viene posto di fronte a difficoltà tecniche di livello crescente, messo a confronto con altri praticanti aventi esperienza e preparazione simili. Ciò gli permette di accrescere la conoscenza dei propri mezzi e la consapevolezza di poter migliorare. Lo studio del gesto tecnico non si esaurisce nel tendere alla perfezione, perché può favorire la maturazione del praticante e la sua creatività, nel rispetto del Karate ed oltre.



