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Il mito della virilità

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Categoria: Miti e Paganesimo
Collana: Edizioni MediterraneeEdizioni Mediterranee

Olivia Gazalé

Chi è Olivia Gazalè

Olivia Gazalé ha insegnato filosofia per più di vent’anni nelle classi preparatorie dell’Institut d’études politiques di Parigi e ai Mardis de la philo, di cui è la co-fondatrice. È l’autrice
del best seller Je t’aime à la philo - Quand les philosophes parlent d’amour et de sexe.

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9788827230633

Novità Dicembre 2020 - E se gli uomini, come le donne, fossero da sempre vittime del mito della virilità? Il libro di Olivia Gazalè affronta lo stereotipo e la crisi del genere maschile attraverso un affascinante ed esaustivo percorso nelle nostre radici filosofiche e culturali. Per consolidare il proprio dominio, il maschio, fin dalle origini della civiltà, ha teorizzato la propria supremazia costruendo il mito della supremazia dei maschi. Un androcentrismo che ha determinato l’inferiorità della donna nella sua essenza, ma anche quella degli “altri” uomini (lo straniero, il “subumano”, il “pederasta”...). L’identità maschile prodotta da questa narrazione ha storicamente legittimato la sottovalutazione della donna e l’oppressione dell’uomo sull’uomo.

La tesi dell’Autrice è che effettivamente esiste una problematica prettamente maschile. Tuttavia le donne non ne sono responsabili: è questo modello di mascolinità a cadere nella sua stessa trappola. Il mondo androcentrico è da un secolo in piena decostruzione. Il malessere della mascolinità è arrivato a tal punto che certi ambienti nostalgici – che la Gazalè chiama mascolinisti - lamentano una crisi della virilità e accusano il femminismo di aver privato l’uomo della sua naturale egemonia. In realtà l’emancipazione femminile non è la causa del malessere del ruolo maschile. La forza virile è caduta nella propria trappola quando ha posto l'ideale della superiorità maschile a fondamento dell’ordine sociale, politico, religioso, economico e sessuale. Gli uomini hanno giustificato e organizzato l’asservimento delle donne, ma si sono condannati a ragionare secondo logiche sessiste che impongono di reprimere le proprie emozioni, temere l’impotenza e biasimare l’effeminatezza, coltivando allo stesso tempo il gusto della violenza.

Come spiega l’Autrice la celebre formula di Simone de Beauvoir vale quindi anche per gli uomini. Così come non “si nasce donna”, non “si nasce uomo”: si tratta di diventarlo costruendosi attraverso un lento lavoro di socializzazione e di rimanerlo, dimostrando continuamente attraverso le proprie azioni di aver interiorizzato il ruolo. Se appartenere al genere maschile è un “privilegio”, per usare le parole del sociologo Pierre Bourdieu questo implica anche un insieme di costi. Essere un uomo significa obbedire a una serie di obblighi comportamentali e morali, confermare e dimostrare costantemente la perfetta interiorizzazione ad un ideale altamente costrittivo.

L'opera presenta una acuta analisi sociologica e filosofica che farà discutere. Una storia appassionante del femminile e del maschile, dal patriarcato tradizionale alla società contemporanea, che reinterpreta in modo originale il tema dei ruoli sessuali. E' la crisi dell’uomo contemporaneo e del modello tradizionale di forza virile vista come necessaria in senso funzionale – corrisponde a un bisogno impellente di affrancarsi da norme coercitive e discriminatorie – e in senso filosofico: non poteva non accadere.

Indice Libro

Introduzione – Virilità e malessere
Prima parte – All’inizio era il femminile
Seconda parte – La virilizzazione del mondo
Terza parte – L’essenzializzazione della donna: la trinità vergine-madre-puttana
Quarta parte – La costruzione del mito virile
Quinta parte – Potenza e impotenza
Sesta parte – La decostruzione del mondo virile
Conclusione – Reinventare la mascolinità

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