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John Dee e Le Conversazioni Angeliche

Un’epoca oscura. Un eminente intellettuale. Un tentativo estremo.

È difficile non subire il fascino di John Dee.
La sua vita e le sue ricerche rappresentano l’esaltante rincorsa alla sacralità del conoscere.
E un lascito enorme a chi, dopo di lui, ha scelto di percorrere il sentiero esoterico.

A Dee tanto devono gli insegnamenti ermetici della Golden Dawn, l’ordine dei rosacroce, e
l’occultista Aleister Crowley, da molti definito l’esoterista più importante del Novecento.

C’è chi – come il diplomatico Vaclav Budovec - definisce Dee un profeta e un ribelle.
E chi, con un salto di qualche secolo, ne parla come un contemplativo filosofo naturale.
Nel mezzo gli restano attaccate le etichette di mago solitario e spiritista.
Ma davvero, chi è John Dee? Perché le conversazioni angeliche contenute nei diari sono uno dei più
duraturi misteri intellettuali del primo periodo moderno?

John Dee nasce il 12 luglio del 1527. Il suo intelletto fuori dall’ordinario lo porta a frequentare il St.
John College a 15 anni. Da studente molto giovane e vivace, presto inizia a
collezionare libri: metterà insieme la biblioteca privata più ampia dell’Inghilterra del Rinascimento.
Tanto famosa la sua biblioteca quanto celebre il suo proprietario, matematico astrologo e
scienziato stimato dai contemporanei.

La regina Elisabetta I lo nomina suo astrologo personale, investitura che gli permette anche la
giusta serenità per dedicarsi alle scienze, la filosofia l’astrologia e la matematica.
Come tutti gli uomini colti del suo tempo coltiva infatti un sapere olistico.

Ma la seconda metà del XVI secolo non è un periodo particolarmente felice.
L’umanità è avvolta in un cupo pessimismo. Nell’attacco al potere tra Riforma e Controriforma,
pesano le divisioni religiose e i contrasti politici.
La vita è immersa nel caos e nell’incertezza. Fiumi di persone dal destino fumoso si riversano nelle città.
Londra è presa d’assalto, gonfia di sconosciuti a caccia di protezione politica e religiosa, o di un semplice lavoro.
Chi non riesce a trovare quello che cerca si imbarca verso il nuovo mondo. La sopravvivenza innanzi tutto.

Non stupisce il forte senso di sfiducia che pervade i contemporanei di Dee, tanto da accompagnare
la fine del XVI secolo ad una credenza: l’apocalisse è vicina, il mondo sta per finire.

Anche l’ambiente intellettuale vive grandi ambiguità.
La diffusione della carta stampata segna un passaggio storico, ma il risultato è una élite in crisi nel
tentativo di pacificare gli antichi testi con le notizie in arrivo dal Nuovo Mondo.

In un’epoca carica di fermento e sconvolgimenti, Dee vive sotto la protezione della regina Elisabetta.
È stimato uomo di scienza, conosciuto e tenuto in enorme considerazione dai maggiori sovrani d’Europa.
Potrebbe ritirarsi in contemplazione nella casa di Mortlake, procedere ai suoi studi nel laboratorio alchemico.

Potrebbe. Ma i diari raccontano un’altra verità.

I diari segreti e i dialoghi con le entità spirituali

Intorno al 1581 le ricerche prendono una direzione insolita.
Potremmo definirla stravagante e coraggiosa, ma non imprevedibile: John Dee è un ermetico e tra
gli scaffali della sua personale collezione di libri vi si trovano testi ebraici, matematici e alchemici.
Ci sono anche i libri di magia cerimoniale di Cornelio Agrippa.

Tra il 1581 e il 1586 e poi ancora nel 1607, John Dee si dedica alle conversazioni con gli angeli.
Per farlo si serve di volta in volta di un cristallomante, figura di confine che oggi definiremmo un medium.
Spesso e per errore viene ricordato solo Edward Kelly, spiritista e alchimista che finirà i suoi giorni
alla corte di Rodolfo II.
In realtà, le sedute spiritiche che servono a Dee per dialogare con le schiere angeliche sono condotte
nell’arco del tempo da tre cristallomanti: Barnabas Saul, Edward Kelly e Bartholomew Hickman.
Anche suo figlio, Arthur Dee, farà da tramite in alcune occasioni.
John sa che i bambini dialogano facilmente con le sfere celesti.

Al riparo nelle quattro mura del suo laboratorio alchemico della casa di Mortlake, o in giro per l’Europa
tra le corti più importanti.
I dialoghi con gli angeli costano a Dee anche l’accusa di necromanzia, dopo anni di attenzioni particolari
riservategli dalla Santa Sede, ossessionata che gli angeli di John Dee nascondano entità meno celesti.

Gli appunti segreti di Dee parlano invece di comunicazioni con gli Arcangeli.
Il filosofo adotta un approccio anche numerico e si rifà alla Cabala ebraica.
Si focalizza sui loro nomi, e sul particolare compito che ognuno di loro svolge nel mondo naturale.
Scorrono così le conversazioni con Gabriele, Michele, Raffaele, Uriel e Haniel.

Non solo loro però. Gli arcangeli non sono gli unici esseri angelici a prendere parte alle comunicazioni con Dee.
Ci sono anche altre entità spirituali che non appartengono all’angelologia ebraica, cristiana e islamica.

I messaggi angelici che Dee riceve lo esortano a condividere le rivelazioni con i potenti d’Europa.

Ma esattamente qual è il messaggio degli angeli?

Messaggio angelico e scritti enochiani

Gli occultisti da sempre hanno evocato spiriti per esaudire i propri
interessi materiali: ricchezza, potere, dominio spirituale.
Piccoli e grandi egoismi che poco hanno a che fare con il contemplativo mondo della
filosofia naturale di John Dee.

Nei dialoghi con gli angeli Dee avvalora la credenza che il mondo naturale somiglia a un testo scritto.
Ma si tratta di un testo imperfetto, ormai lontano dal principio divino. Impossibile leggerlo nel modo giusto.
A partire dal 1582 gli angeli dettano a Dee, lettera per lettera, un sistema crittografico per alcuni aspetti
simile alla Cabala, composto di ventuno caratteri da comporre da destra verso sinistra.
Sarà lo strumento per leggere, interpretare e correggere il libro della Natura.

Il messaggio degli angeli, ricco di contenuti “da condividere con chi è degno” rivela dunque anche il
mezzo più antico, il principio divino che rappresenta la “vera Cabala della natura”.
Una lingua che promette di riconnettere il profano al sacro riunendo tutte le parti
del sistema cosmico: la lingua enochiana.

Lo scambio tra il mondo celeste e quello terrestre racchiuso nelle conversazioni angeliche
svela la verità di John Dee. L’epopea di un uomo al limite tra mondo medievale e moderno che
aspira a salvare il suo tempo.

 

Se ti interessa approfondire l'argomento:

Le conversazioni angeliche di John Dee

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