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Suggestione e Autosuggestione Cosciente - Il metodo Coue

Guarire da una malattia, riuscire a dimagrire, dire finalmente addio all’ansia.
Sono molte le cose che potremmo desiderare per stare meglio, vivere con maggiore consapevolezza o
semplicemente liberarci di una cattiva abitudine.

La volontà però spesso non basta a raggiungere i nostri obiettivi.

Dovremmo per questo rinunciare?

Non la volontà, bensì l’immaginazione, è la prima delle facoltà umane” affermava con geniale intuito
nella seconda metà dell’800 Emile Coué, farmacista francese pioniere della psicosomatica,
scopritore della tecnica di autosuggestione positiva e fondatore del metodo di autosuggestione cosciente
che porta il suo nome, il Metodo Coué.

Ma come funziona l’immaginazione? E perché è più forte della volontà?

L’inconscio condiziona il nostro stato psicofisico, oggi tutti siamo sicuri di questa affermazione.
Nella seconda metà dell’800 non è ancora così, la psicologia deve muovere ufficialmente i primi passi e
l’inconscio è una materia oscura ancora tutta da esplorare. Emile Coué però ha già capito che spesso
le patologie fisiche non provengono dal corpo e intraprende così un suo percorso, indipendente e originale,
che darà vita ad un metodo.

Nella sua farmacia di Troyes inizia a curare i pazienti con tecniche nuove che lui stesso ha ideato:
pillole prive di principio attivo e frasi che stimolano la guarigione.
In seguito il suo metodo di autosuggestione positiva godrà di grande fama e sarà successivamente ispiratore
per molte medicine alternative e nella tecnica dell’ipnosi.

Eppure nei confronti di suggestione e autosuggestione ancora oggi resistono pregiudizi.

Spesso associamo il significato di suggestione ad un condizionamento mentale da scovare nelle trame del nostro quotidiano e rifiutare con fermezza. Come la suggestione condiziona la nostra mente però è un meccanismo naturale.

Ogni giorno siamo esposti a messaggi, semplici frasi o idee altrui che ci possono influenzare suggestionandoci.
E’ lo stesso meccanismo che scatta ad esempio nell’ipocondria, quando ci basta leggere il bugiardino di un farmaco per avvertire improvvisamente tutti i sintomi di una malattia.
Nulla di più falso, la mente suggestionata si è solo lasciata andare all’autoconvinzione di essere malati.

In realtà tale meccanismo non ha nulla di negativo a priori: la suggestione è la realizzazione di un pensiero
attraverso un processo inconscio. Ma la natura dei pensieri possiamo deciderla noi.
Quindi possiamo scegliere l’idea che ci suggestiona. E decidere di volgerla a nostro favore poiché
l’immaginazione condiziona il nostro cervello, non la volontà.

Se siamo convinti di essere malati lo saremo, se ci convinciamo che un farmaco ci farà bene ci guarirà sicuramente,
anche se privo di principio attivo. E' la base dell’effetto placebo, anche questo scoperto da Coué.
Lo stesso può avvenire con una frase, se facciamo nostre le suggestioni e ci autoconvinciamo, cioè lasciamo che
la nostra mente si autosuggestioni in modo consapevole.

Emile Coué per primo ha compreso le potenzialità del condizionamento e il meccanismo di autosuggestione cosciente.
E quanto è forte l’immaginazione quando prende il posto della volontà.
Perché il potere della nostra mente è enorme. Ma molto spesso noi non lo sappiamo.


Coueismo – nascita di un Metodo

Emile Coué nasce a Troyes il 26 febbraio del 1857. Nella vita coltiva due grandi passioni: la chimica e le relazioni umane.
La prima lo porta a scegliere la facoltà di farmacia. La seconda lo rende grande osservatore dei suoi pazienti.

Parla molto ai pazienti, soprattutto li ascolta.
Si accorge così che in alcuni soggetti le patologie sono solo immaginate.
Il problema non si annida nel corpo, si nasconde nel cervello. Comprende che per curare buona parte dei malati
deve addentrarsi in quella che per l’epoca è una strada ancora tutta da percorrere: la mente umana.

Somministra allora farmaci senza principio attivo e poi dispensa parole convincenti, autorevoli.
“Vedrà che le farà bene” è una delle frasi che ripete più spesso.
I pazienti gli credono. E guariscono.

Il piccolo farmacista di provincia scopre così l’effetto placebo e il potere della suggestione positiva.
A fine Ottocento non esistono ancora terapie consolidate. Esistono solo i pionieri.

Molte ricerche si dedicano allo studio dell’inconscio e Coué, uomo di scienza, è interessato ad
approfondire il suo lavoro.

Attraverso il medico Hippolyte Bernheim, si mette in contatto con il medico ipnotista Auguste-Ambroise Liébeault.
Si dedica con attenzione all’ipnosi e la pratica per un po’ di tempo, ma non è soddisfatto.
Questa terapia all’epoca è totalmente eterodiretta, priva i pazienti di consapevolezza e libero arbitrio.
Coué non vuole questo, anche perché attraverso la sua tecnica riesce ad ottenere gli stessi risultati mantenendo
intatta la consapevolezza dei suoi assistiti.

Rafforzato nelle sue convinzioni Emile Coué torna così al suo Metodo, perfezionandolo.

Gli ottimi risultati conseguiti gli permettono di fondare alcuni istituti nel resto della Francia e in altre grandi città europee.
Il Metodo Coué, nato in una piccola farmacia di provincia raccoglie in quegli anni il successo internazionale e
l’interesse di un pubblico sempre più vasto.

I principi del Metodo

In molti casi i sintomi della patologia sono prodotto puro dell’immaginazione.
Ciò avviene poiché le malattie hanno origine sia mentale sia fisica.
Questa verità, tanto semplice quanto reale è la scoperta del farmacista di Troyes e il cardine del Metodo Coué: l’immaginazione può tutto, e se può far ammalare può anche portare la guarigione.

In questa tecnica la volontà cede il posto all’immaginazione. Ciò comporta un’azione sinergica che
potenzia gli aspetti consapevoli e inconsapevoli del cervello, in caso di conflitto però – afferma Emile Coué -
sarà sempre l’immaginazione ad avere la meglio sulla volontà.

Scrive anche un libro sul Metodo Coué dell’autosuggestione cosciente al fine di aiutare i pazienti ad apprendere
la tecnica vera e propria. Vi riporta tutti i segreti del Metodo, le frasi mantra da ripetere e le esperienze dirette di guarigione. Sarà un testo anticipatore di tanta successiva psicoterapia, premiato con un successo straordinario
e la pubblicazione di oltre 60 edizioni.


Sviluppi successivi al Metodo Coué

Con la morte dell’anziano farmacista, nel 1926, finiscono anche le fortune del Metodo.
Emile Coué non ha avuto successori all’altezza della sua capacità e la sua tecnica viene bollata come
terapia per i poveri, esiliata negli istituti per la cura delle classi sociali meno agiate.

Dal punto di vista scientifico le sue scoperte cadono nell’oblio fagocitate dalle nascenti e costose forme di
psicoterapia e psicoanalisi, maggiormente amate da medici interessati a curare le classi borghesi medio alte.

Eppure le scoperte di Coué sono reali, il suo Metodo – originale e indipendente - veramente efficace.
E la rivincita finalmente arriva.

Passa il tempo e una delle conferme migliori alle teorie del pioniere dell’inconscio arriva negli anni ’50
attraverso la medicina psicosomatica, che fornisce una lettura di molte patologie in chiave di somatizzazione
rimettendo così al centro il conflitto non esternato in molti fenomeni clinici derivati dallo stress.
Torna Coué e torna il Metodo.

L’importanza del pensiero positivo e l’incredibile influenza che questo può avere sulla nostra mente è stata
riscoperta e confermata anche in altri ambiti oltre alle medicine alternative e la psicosomatica.
Sono molti i percorsi di crescita personale che si avvalgono di tecniche di autoconvinzione per ottenere
successo nel lavoro, raggiungere obiettivi, modificare aspetti del carattere, migliorare o raggiungere
il benessere psicofisico.

Il Metodo di Emile Coué ha così attraversato il tempo, ambiti scientifici e scuole di pensiero differenti per
indagare ancora con successo la mente umana attraverso la potenza dell’immaginazione e la forza
dell’autosuggestione cosciente.

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