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Predizioni e profezie - Nostradamus ovvero Michel de Nostre-Dame

In tema di predizioni e profezie Nostradamus, al secolo Michel de Nostre-Dame (1503 – 1566) è il personaggio del primo Rinascimento che esercita ancora oggi attrazione fortissima sull’immaginario popolare.


Al di là delle divinazioni e della sua fama di astrologo, Michel de Nostre-Dame è stato anche fine intellettuale e umanista del suo tempo: da medico – laureato a Montpellier nel 1532 – ha cercato di affrontare il morbo della peste, all’epoca molto diffuso. Da vero curioso del mondo e della conoscenza si è occupato di fenomeni astronomici ed ha studiato i testi sacri come i Veda, la Cabala, i Vangeli. E’ stato anche uno studioso di procedimenti biologici naturali. Durante il suo decennio di viaggi in Europa ha incontrato personaggi come Agrippa di Nettesheim, astrologo e negromante perseguitato per il suo trattato De occulta philosophia e Paracelso, medico e alchimista.

L'astrologo
è stato consultato e tenuto in grande considerazione dai potenti e sovrani del suo tempo, una su tutti Caterina de’ Medici, e anche dopo la sua morte ha continuato a suscitare curiosità, rispetto e popolarità. Le profezie di Nostradamus, dette Centurie, sono state interpretate in tanti modi e tante volte nel corso dei secoli poiché le predizioni non sono disposte in ordine cronologico. La modernità e il fascino di queste divinazioni stanno nella formulazione totalmente staccata dal contesto civile e sociale in cui scrisse l’Autore. Attraverso formule misteriose, anagrammi e stravolgimenti del linguaggio, lasciano intravedere avvenimenti senza tempo slegati da qualsiasi convenzione cronologica.

La stessa morte di Nostradamus è avvolta nell'aura magica della sua fama di profeta: sofferente di gotta da molti anni la malattia era diventata vera e propria idropisia. Il forte accumulo di enormi quantità di liquido linfatico lo avevano reso sempre più dolorante e impossibilitato ai movimenti. Il suo studio era stato trasformato anche in camera da letto a causa delle sue difficoltà motorie. In un giorno di Luglio del 1566 il vate predissse al suo segretario che non lo avrebbe trovato vivo all'alba del giorno seguente. La mattina dopo il segretario Chavigny fece entrare i familiari nello studio: il corpo giaceva a terra morto. La salma venne seppellita nella locale cappella ma durante gli scontri della rivoluzione francese i resti furono portati nel sud della Francia a Salon-de-Provence nella chiesa Collégiale Saint-Laurent, dove riposa ancora oggi.

Le Profezie

Le profezie – apocalittiche o meno - sono raccolte nelle Centurie (nelle intenzioni dodici libri di cento quartine ciascuno, quelle effettivamente pubblicate furono 942 ). L’assenza di ordine cronologico rende difficile l’interpretazione. Perché questa scelta? Da un lato il Veggente, come tutti gli iniziati alle discipline esoteriche, con questo stile può aver voluto evitare di rendersi comprensibile anche a chi non era degno. Dall’altro lato a quel tempo era probabilmente necessario difendersi dall’Inquisizione (molto attiva e sempre pronta ai roghi e alla prigione) sia da eventuali ire dei sovrani che certamente non avrebbero gradito profezie riguardanti il crollo di imperi e casati. Esiste l’ipotesi che le quartine in realtà contengano una storiografia del Rinascimento che narra avvenimenti storici cruciali contemporanei all’Autore. Si tratterebbe di una storiografia profetica dovuta al fatto che nel passato è contenuta l’intrinseca possibilità, cioè il segreto della previsione del futuro. C’è anche chi la definisce chiaroveggenza retroattiva: nel senso che la forma ermetica delle quartine permette di leggere la previsione come si vuole.

Profezie Nostradamus avverate

Nel 1558 il Veggente è stato nominato astrologo di corte da Caterina de’ Medici, preoccupata per la profezia che minacciava di morte il marito Enrico II. Al sovrano era stato predetto che avrebbe trovato la morte in seguito alla partecipazione ad un torneo. Nonostante l’avvertimento il 30 giugno del 1559 il sovrano partecipa ad un torneo e resta vittima di un terribile incidente. Muore il 10 luglio a causa della gravissima ferita riportata. La sua fine era descritta nella quartina 35 della prima centuria.

Tra i fatti più recenti predetti dal Veggente ci sarebbe anche l’ascesa di Donald Trump alla Casa Bianca. Nel passato sono state attribuite predizioni sulla rivoluzione francese, l’ascesa di Hitler e molto altro. La profezia sull’attacco alle Torri Gemelle nel 2001 si è invece rivelato un falso realizzato nello stile delle celebri quartine.

Profezie Nostradamus: fine del mondo

Le predizioni descrivono l'età del ferro e della macchina, scoperte scientifiche e tecniche ma tragico abbassamento morale e spirituale dei popoli e dei loro capi. Le profezie sulla fine del mondo sono sicuramente le più sconvolgenti: il Veggente ha descritto una spettacolare cometa che incendia il futuro dell’umanità con dettagli che, a noi contemporanei, rimandano ad eventi accaduti ai nostri giorni o nel recente passato. L’opinione che accomuna alcuni interpreti è che la predizione sull’apocalisse possa fare riferimento ad un futuro che è già iniziato: “La grande carestia che sento avvicinarsi verrà più volte per divenire poi universale Così grande e lunga che si vedrà strappare la radice dal bosco e il pargolo dalla mammella”. La carestia viene descritta come qualcosa di locale che diviene universale e, a noi oggi, lancia più di un riferimento alle nazioni meno sviluppate e alle condizioni di miseria che avanzano in tutti i Paesi.

Le rivelazioni sulla sorte di Roma sono solitamente legate a quelle del Papa. La cosa è spiegabile attraverso secoli di potere temporale che, appunto nel tempo, hanno fatto coincidere l’uno con l’altra. Nelle quartine apocalittiche è ricorrente il tema del crollo del Colosseo, che combacia anche con il crollo della città di Roma (simbolo del mondo occidentale) e in generale del mondo come lo abbiamo sempre conosciuto.

Un segnale di speranza: l'avvento di un uomo migliore in un mondo migliore

Per citare Carlo Patrian nel libro dedicato a le profezie di Nostradamus “nell’oscuro affresco da incubo del dramma umano riassunto ne La danza della morte delle Centurie, Nostradamus fa risplendere alcune profezie (X 42-74-98-99 ed Epistola a Enrico II) fari luminosissimi usciti dal tunnel della notte nella luce immensa del giorno, in un mondo nuovo. In pochissimi versi una grandiosa era nuova “Pacifici anni, agli umani gioia, rinnovamento… salute grandi flutti gioia e lusinghiero tempo… alla fine il lupo, il leone, il bue, la timida daina, i mastini insieme vivrannogloriosa pace universale per mille anni”. Benché l’abolizione delle guerre sembri subito un’utopia va ricordato che altrettanto sembrava l’abolizione del commercio degli schiavi che dall’antichità greco-romana toccò il culmine nel XVIII secolo ma se ne vide l’abolizione con la convenzione di Ginevra nel (1926-48). La follia della guerra, ci indica nelle sue profezie Nostradamus sparirà con l’avvento di un uomo migliore in un mondo migliore.”

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