Storia di una capinera

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Il restauro filologico che si compie con questo libro segna un piccolo evento memorabile per chiunque abbia interesse all'opera di Giovanni Verga. La riscoperta ...Altre informazioni
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Il restauro filologico che si compie con questo libro segna un piccolo evento memorabile per chiunque abbia interesse all'opera di Giovanni Verga. La riscoperta

Il restauro filologico che si compie con questo libro segna un piccolo evento memorabile per chiunque abbia interesse all'opera di Giovanni Verga. La riscoperta dell'editio princeps di Storia di una capinera si presenta come un contributo prezioso agli studiosi di cose verghiane, e come l'occasione, per il lettore non professionale, di conoscere la prima creatura viva di un narratore di razza allo stato aurorale. Verga sceglie la forma del romanzo epistolare per narrare la triste vicenda di una fanciulla costretta a farsi monaca. In toni a tratti sconvolti e deliranti, Maria scrive all'amica Marianna, la sola persona con cui possa confidarsi; le lettere testimoniano della lunga serie di violenze cui la giovane tenta di ribellarsi con tutte le forze ma che alla fine la vedranno soccombere.

Giovanni Verga
9788876920264
112
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NARRATIVA

Giovanni Verga (Catania 1840-1922) nasce da famiglia di origini nobiliari; frequenta per dieci anni la scuola di Antonino Abate. Nel 1857 porta a termine il suo primo lavoro letterario Amore e patria, romanzo storico-amoroso. Tra il 1861 e il 1862 pubblica il romanzo storico I carbonari della montagna, l'anno seguente il racconto erotico-politico Sulle lagune. Nel 1865 si reca per la prima volta a Firenze, dove alcuni anni più tardi si lega d'amicizia col conterraneo Luigi Capuana. Con Una peccatrice (1866) e Storia di una capinera (1871) prende l'avvio la sua prima stagione narrativa di derivazione ancora romantica. Nel 1872 Verga si trasferisce a Milano dove rimarrà per quasi vent'anni. Stringe amicizia, tra gli altri, con i due Boito, Praga, Giacosa, De Roberto. Il racconto Nedda (1874) segna l'inizio del passaggio dello scrittore alla poetica verista, compiuto pienamente nella raccolta di novelle Vita dei campi (1880) e nei Malavoglia (1881) primo romanzo del programmato ciclo I vinti. Seguiranno altre opere tra cui: Novelle rusticane (1882), Per le vie (1883), il romanzo Mastro don Gesualdo (1889) (secondo del ciclo, mentre resterà incompiuto il terzo, La Duchessa di Leyra). Grande è l'apporto che Verga dà al teatro verista, in particolare con il dramma Cavalleria rusticana, andato in scena nel 1884, da cui verrà tratta l'opera di Pietro Mascagni. Nel 1893 lo scrittore ritorna a Catania, dove muore, nella sua casa natale, il 27 gennaio 1922.

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