Storia dei Longobardi

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La Storia dei Longobardi di Paolo Diacono, che si chiude al 744 con la morte di Liutprando, narra le vicende dei Longobardi del Settentrione ...Altre informazioni
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La Storia dei Longobardi di Paolo Diacono, che si chiude al 744 con la morte di Liutprando, narra le vicende dei Longobardi del Settentrione

La Storia dei Longobardi di Paolo Diacono, che si chiude al 744 con la morte di Liutprando, narra le vicende dei Longobardi del Settentrione, privilegiando quelle accadute a Cividale, uno dei ducati più potenti. Gli archivi di Cividale, di Benevento, la biblioteca di Cassino, e gli altri luoghi che Paolo visitò durante i suoi viaggi, gli posero a disposizione materiale di eccezionale importanza. Il suo impianto narrativo è sapiente: egli alterna abilmente l'offerta di notizie storiche precise e minuziose a richiami di maggiore ampiezza, variando e arricchendo la narrazione con racconti quasi fiabeschi e con brani agiografici relativi ad alcuni santi. Ed è proprio il tono espositivo variegato unitamente all'inserimento di brani poetici abbastanza ampi, che rende questo testo un' opera di gradevole lettura. L'amore e il dolore per la propria gente emergono con chiarezza nella Storia dei Longobardi di Benevento di Erchemberto. La narrazione che si ferma all'inizio dell'889, è limitata al Meridione d'Italia e, in particolar modo, a Benevento. L'interesse principale di Erchemberto consiste nel narrare con minuzia gli atti quasi quotidiani nei quali si espresse la rivalità tra le famiglie nobili della regione beneventana, ponendo notevole attenzione all'incidenza che in queste vicende assunsero il papato, gli imperiali e i musulmani. L'autore riesce ad imprimere un ritmo narrativo accattivante: al ragguaglio rapido di avvenimenti si alternano brani più distesi, descrizioni di personaggi, sobrie considerazioni personali, aneddoti. In poche parole, come nel caso della Storia dei Longobardi di Paolo Diacono, ci troviamo di fronte ad una lettura non solo educativa ma anche estremamente piacevole.

Paolo Diacono
9788876922312
256
14,5x23,5
STORIA

Paolo di Varnefrido, comunemente detto Diacono, nacque a Cividale del Friuli intorno al 720-725, discendente di una nobile famiglia longobarda. Educato da un tale Flavio (apprese, anche se in maniera non soddisfacente, la lingua greca), seguì probabilmente la figlia del re Desiderio a Benevento, la quale lo indusse a scrivere il rifacimento e la continuazione della storia romana di Eutropio. Fu monaco nell'ordine benedettino; autore di vari carmi e composizioni poetiche, scrisse gli excerpta del De significatione verborum di Festo e una storia dei vescovi di Metz. Tornato in patria dopo aver viaggiato a lungo in Francia, nel 787 si ritirò a Montecassino, dove scrisse la vita di papa Gregorio I e pose mano alla Historia Langobardorum. Morì il 13 aprile, come ci informa il necrologio cassinese, presumibilmente dell'anno 799. Erchemberto figlio del nobile Adelgario di Teano, fu inviato a Montecassino da ragazzo perché seguisse la vita del monaco. Catturato nell'881 dal conte Pandonolfo di Capua, perse tutto ciò che possedeva e si recò a Napoli, dove subì un' analoga sfortunata vicenda. Stabilitosi a Capua, dal momento che il cenobio di Montecassino era stato distrutto dai Saraceni, scrisse, su esortazione di parecchie persone, la storia dei Longobardi del ducato di Benevento. Gli ultimi scritti che di lui ci sono giunti sono databili al 900 circa.

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