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Mitologia delle piante inebrianti

€ 15,00€ 14,25
Categoria: Edizioni Studio Tesi


Giorgio Samorini

Giorgio Samorini

Studioso etnobotanico da decenni ricerca... continua a leggere

200
14x23
9788876926112
ANTROPOLOGIA, ETNOBOTANICA
folklore, mitologia

Le piante inebrianti sono state ovunque considerate
un dono che le divinità fecero agli uomini per permettere
la comunicazione con la sfera divina, con il mondo
degli spiriti o degli antenati. Tale credenza ha portato
all’elaborazione del mito d’origine della pianta inebriante,
che spiega, motiva, e continuamente fonda la sua
esistenza e il suo rapporto causale con l’uomo.
Un mito più o meno elaborato, a volte ben preservatosi
nelle cosmogonie e nelle antropogonie delle popolazioni
tradizionali, in altri casi rintracciabile in un racconto,
una novella o un semplice aneddoto, come forma
residuale folklorica degli antichi miti.

Nel testo Samorini raccoglie e spiega i racconti mitologici
delle più disparate fonti vegetali inebrianti: dagli stimolanti
quali caffè, tè, tabacco, coca, ai narcotici e sedativi come le
bevande alcoliche e il papavero da oppio, alle fonti visionarie
e allucinogene quali canapa, peyote, mandragora, ayahuasca, funghi.

Con un’osservazione che spazia fra le culture umane
attuali e del passato, riemergono le origini siderali della vite,
il parto vegetale della prima donna di questo mondo (ayahuasca),
i miti che vedono nascere piante inebrianti nel luogo di
amplessi umani (tabacco) o divini (kava), o incestuosi (coca),
passando per quelli che lo vedono originare dalla tomba di
donne morte ingiustamente (papavero) o per mal d’amore (betel),
o che originano per volontà divina come fattore salvifico
tribale (peyote, iboga).

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