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I racconti dell'Alhambra

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«Sono venuto a Granada circa tre settimane fa, a passare un po’ di tempo qui durante la stagione più bella dell’anno... Il governatore dell’Alhambra, trovando che eravamo male alloggiati in città, ci ha dato il permesso di risiedere in un canto dell’antico palazzo moresco, in uno dei luog ...Altre informazioni
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«Sono venuto a Granada circa tre settimane fa, a passare un po’ di tempo qui durante la stagione più bella dell’anno... Il governatore dell’Alhambra, trovando che eravamo male alloggiati in città, ci ha dato il permesso di risiedere in un canto dell’antico palazzo moresco, in uno dei luoghi più belli, romantici, deliziosi del mondo... Mi sembra tutto assolutamente un sogno, o come se fossi sotto un incantesimo in qualche palazzo fatato»: così Irving descriveva a un amico americano l’incipit del suo soggiorno all’Alhambra, nel 1829. Ospite d’eccezione in un luogo ricco di memorie sospese tra la dura luce della storia e l’incantato chiaroscuro della leggenda, tra rovine incombenti e frammenti di un antico splendore, Irving si trasformò in un eccezionale osservatore di altrettanto straordinari personaggi, raccogliendo bozzetti, storie e leggende che si intarsiano in un irripetibile mosaico narrativo.

Washington Irving
9788876926143
240
14x23
NARRATIVA

Washington Irving (1783-1859), proveniente da un’agiata famiglia della borghesia newyorkese, preferì ben presto alla carriera giuridica, cui sembrava destinato, una vita dedicata ai viaggi e alla letteratura. Nel 1807 offrì il suo primo, precoce saggio narrativo, Salmagundi: o ghiribizzi e opinioni del signor Lancelot Langstaff, in cui si evidenzia quella forte vena umoristica e satirica che si mostrerà al meglio nella successiva Storia di New York, del 1809, attribuita dall’autore a un immaginario erudito olandese giunto sulle sponde americane con i primi coloni.
Dal 1818, Irving iniziò il suo lungo soggiorno europeo. Per diciassette anni l’Inghilterra – e soprattutto la campagna inglese – fu per lui una nuova patria; conquistato dai modelli romantici, Irving venne affascinato dallo studio e dalla rielaborazione delle tradizioni popolari. A questo suo amore si deve la versione americana di alcune leggende europee (Il libro degli schizzi, 1819-1820) e il volume I racconti dell’Alhambra (1831).
Il suo ritorno negli Stati Uniti, nel 1835, consolidò la sua fama di scrittore e lo spronò a completare l’imponente Vita di Washington, portata a termine poco prima della morte, nel 1859.

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