36 stratagemmi

I 36 stratagemmi non vanno considerati un "manuale" nel senso occidentale del termine, bensì un compendio sapienziale in cui nulla si "afferma", nulla si "nega", tutto continuamente si crea, si moltiplica, scompare per ricomparire sotto altra forma. Queste affermazioni, formulate più di sei secoli fa, operano a vari livelli di comprensione – a seconda delle capacità di approfondimento e di percezione di ciascuno – e in vari ambiti: quello più strettamente bellico e strategico, quello delle più tradizionali discipline marziali, ma trovano anche un'attuazione più vasta, di tipo sociale ed economico nonché nel campo della pirateria informatica. Intorno al XV secolo, nell'epoca compresa tra la fine della dinastia Ming e l'inizio di quella Qing, videro la luce i 36 stratagemmi, raccolti in forma estremamente sintetica da monaci guerrieri e divenuti, nell'arco dei secoli successivi, un classico delle astuzie belliche segrete di ogni tempo, talmente prezioso da rimanere del tutto nascosto all'Occidente perfino nell'epoca di Mao Tze-tung, che ne applicò con successo i principi per tutta la durata del suo regime. Ideale complemento del Tao-tê-Ching, dell'Arte della guerra di Sun Zu e dell'I:Ching, spesso direttamente correlati a quegli insegnamenti, i 36 stratagemmi hanno analogamente trovato applicazione, in epoca moderna, nei contesti più disparati e apparentemente lontani tra loro, dal marketing alla psicologia comportamentale, dalle arti marziali alla formazione manageriale e ai rapporti interpersonali, lasciando spesso in ombra, che pone al centro dell'universo l'uomo in quanto attivamente consapevole di se stesso. Lo stesso numero 36 deriva dalla "filosofia dell'unità degli opposti", espressa nell'I:Ching con la nozione di Yin e Yang, le due categorie complementari dell'universo, alle quali appartiene ogni singola cosa esistente. La loro interazione determina lo sviluppo di tutti gli eventi in una miriade di rapporti: offesa e difesa, forza e moderazione, regolarità e sorpresa, vuoto e solidità, amici e nemici, ospite e padrone di casa, lavoro e riposo e così via. Tale unità presenta anche un'altra importante caratteristica, secondo cui ogni qualità o entità può trasformarsi nel suo opposto: in base a questo principio, in determinate circostanze, il debole può vincere il forte o il nemico trasformarsi in amico (e viceversa).

Ahamannam io sono cibo

Tutte le creature nascono dal cibo, inteso come cibo spirituale e materiale, in un continuo rito di sacrificio universale dell'Essere per la vita.

Nel suo supremo senso, la fame di cibo non è meramente fame di questo o di quello ma fame di armonia, cioè di unità. Quando l'armonia è raggiunta, la "fame" apparentemente cessa, con la realizzazione dell'Unità energetica. Al di là delle forme e degli apparenti cibi, non vi è che la dualità erronea o l'Unità interiore raggiunta, cioè l'armonia di sé, di cui tutte le apparenti forme non sono che simboli. Il bisogno di amare è anch'esso fame di Unità, sia che tu venga a me (mio cibo) sia che io mi dissolva in te (tuo cibo): nell'Unità raggiunta non c'è che l'Uno. In realtà noi non siamo che immagini: ciò che realmente "è" è l'Essere. Di qui il significato supremo della frase di Cristo: "chi mangia la mia carne e beve il mio sangue sta in me e io in lui." Nello stesso senso l'Autore interpreta il canto della Taittiriya Upanishad: "Io sono il cibo...e colui che mangia il cibo...è nel cuore dell'immortalità". La gioia dell'amore è nel donarsi alla fame dell'altro e assumere il dono dell'altro, annullando l'io e l'altro nell'Uno.

Aikido i fondamenti spirituali della via dell'armonia

Questo libro è il primo scritto da un importante Maestro americano di Aikido che prende in esame il modo in cui quest'arte marziale del ventesimo secolo sia stata emanata dalle antiche tradizioni spirituali del Giappone. William Gleason offre un lucido commento agli insegnamenti di Morihei Ueshiba, fondatore dell'Aikido. Molti insegnamenti di quest'ultimo appaiono per la prima volta in questo libro. Ueshiba considerava l'Aikido non come un metodo di combattimento né come uno sport competitivo, ma piuttosto come un mezzo per divenire uno con le leggi dell'ordine universale. L'Aikido, affermava, è radicato nei principi del kototama, un sistema di sillabe sacre giapponesi. Esaminando i principi di base dello Shinto è dello Zen, Gleason mostra come le sillabe del kototama rappresentino aspetti diversi dell'energia vitale universale, ovvero del ki. Le sue spiegazioni di concetti come Uno Spirito, Quattro Anime, Tre Fondamenti e Otto Poteri descrivono la generazione ed il movimento del ki, che è la sorgente della forza nelle arti marziali. Oltre 160 fotografie illustrano l'applicazione del kototama ai movimenti effettivi dell'aikido. In 22 sequenze fotografiche, l'autore e i suoi allievi dimostrano alcune forme complete nel dettaglio. La profondità di analisi di Gleason rende questo volume molto di più che un manuale tecnico. Esso si rivelerà una fonte inestimabile sia per il neofito, sia per il praticante esperto di arti marziali. "Si tratta di un libro necessario, opportuno e ben scritto. William Gleason è il primo a spiegare in dettaglio gli insegnamenti spirituali del fondatore". Mitsugi Saotome Shihan, autore di AIKIDO - La Via del Budo

Alla ricerca del sé

Un brillante giornalista e produttore televisivo francese scopre e vive in prima persona il fascino e l'efficacia della meditazione Yoga, che diventa la sua vera ragione di vita.

Bhagavad Gita

La Bhagavad Gita è un testo fondamentale di saggezza e conoscenza, che contiene la più chiara interpretazione di tutti gli insegnamenti delle Upanishad. I sei capitoli di questo libro commentato da Maharishi Mahesh Yogi costituiscono a loro volta il cuore di tutta la Bhagavad Gita. Nel poema, lo stesso Signore Krishna spiega ad Arjuna che l’uomo è per se stesso un amico e un nemico allo stesso tempo, poiché costantemente diviso tra mente e cuore, tra senso del dovere e ricerca del piacere. Lo Yoga e la Meditazione sono solo il mezzo per equilibrare queste diverse tendenze e liberarsi dalla dualità, unica fonte dell’infelicità. «Colui che ha conquistato il suo Sé per mezzo del suo Sé soltanto è l’amico di se stesso; ma il Sé di colui che non ha conquistato il suo Sé si comporterà con l’inimicizia di un avversario». Così ammonisce la Gita. E più avanti: «Non possiamo percepire la natura reale di questo mondo. La sua fine, la sua origine, la sua esistenza rimangono sconosciute. Solo tagliando quest’albero dalle robuste radici con la solida ascia del non-attaccamento si può cercare quello stato che, una volta raggiunto, non consente ritorno». Questo commento alla Bhagavad Gita, dovuto ad una delle massime autorità spirituali del nostro tempo, è un mezzo prezioso per raggiungere tale stato, esponendo l’arte che, anche negli atti quotidiani della vita pratica, consente di conciliare le opposte tendenze, indirizzando così gli esseri umani verso una costante evoluzione.

Bhagavad Gita canto del beato

interpretazione lirica di Giulio Cogni

La Bhagavad-Gita (« Canto del Beato ») è il famoso canto del Mahabharata del leggendario Vyasa cui Arjuna, prima della battaglia con i cugini traditori nel campo di Kurukshetra, pieno d'angoscia per il male che si prepara  a compiere, interroga il grande re Krishna. Questi gli risponde  incitandolo  all'azione, che egli ritiene giusta e, in una tremenda visione, gli si rivela come un aspetto del divino Brahman.
Il dialogo tra Arjuna e Krishna si svolge in 18 capitoli, e costituisce da secoli il Vangelo dell'India, per i sublimi concetti etici e religiosi che espone con un'altissima intuizione lirica.
La Bhagavad-Gita è certamente il massimo canto epico-didascalico del mondo. La fondamentale dottrina  unitaria che domina tutto il pensiero filosofico indiano, quella cioè per la quale ogni aspetto del mondo è soltanto manifestazione dell'Uno, dell'Io trascendentale, del Sé, Atman universale, viene qui  espressa nell'esposizione dell'essenza dello Yoga che troviamo nel VI capitolo. E da queste prime spiegazioni prende avvio un discorso profondissimo, che abbraccia ogni aspetto dell'agire umano e universale; un discorso, però, che non perde mai il suo altissimo valore poetico.
Il commento e la traduzione lirica di uno dei più profondi studiosi della materia fanno di questa nuova versione italiana un'opera di particolare pregio, grazie alla perfetta conoscenza della pronuncia e della metrica indiana che ha permesso, per la prima volta, un'esposizione in versi che rispetta perfettamente il ritmo e la rapidità sintetica della lingua originale.

Budo classico Vol. 2

Le arti marziali giapponesi come discipline spirituali. Il Budo Classico non consiste in metodi di combattimento come il Bujutsu o le Arti Marziali vere e proprie; e non si tratta neppure di attività sportiva come il Judo, il Karate o il Kendo. Esso è innanzitutto e soprattutto un insieme di discipline spirituali, il cui fine ultimo si raggiunge attraverso il più rigoroso esercizio mentale e fisico: è l'autorealizzazione del Buddhismo Zen tradizionale. L'autore tratteggia la storia, la filosofia e i metodi di questa particolare varietà di "via marziale", che si esegue a volte con l'uso delle armi, e volte senza.

Budo la via spirituale delle arti marziali

Karate, Tai Chi, Judo e Aikido significano saper dominare il proprio corpo e la propria forza nel combattimento e difesa personale. Ma queste arti marziali non significano solo forma, tecnica, e neppure solamente contenuto e spirito: esse rappresentano la possibilità di ritrovare se stessi, di imparare a riconoscere le cose, di perfezionare l'anima e lo spirito. Nella teoria e nella pratica tale fondamento spirituale viene troppo spesso dimenticato: ci si concentra sul risultato sportivo agonistico che priva le arti marziali del loro vero senso. Werner Lind, fondatore e direttore di una scuola di karate orientata verso la tradizione, spiega, in questo libro cosa sono e cosa possono veramente essere le arti marziali se l'allievo scopre la Via, il Do. In modo comprensibile anche per chi poco conosce della materia, l'autore approfondisce i diversi gradi della Filosofia della Via — il Budo — emblema di tutte le arti marziali che, pur differenziandosi tra loro, hanno il medesimo scopo: istruire l'individuo in modo da superare la forma e la tecnica, stimolando l'energia vitale interiore ad un maggiore sviluppo per crescere moralmente e spiritualmente. Quindi, la Via raggiunge il livello massimo non nel perfetto agonista, ma nell'uomo che ha raggiunto la pienezza nel pensiero, nel comportamento e nei sentimenti.

Budo shoshinshu

Budōshoshinshu, Insegnamenti Essenziali sulla Via del Guerriero scritto dal maestro Daidoji Yūzan nel periodo Edo, rappresenta il trattato più autorevole sulla filosofia del samurai. Tema principale è il ruolo del guerriero in tempo di pace e la difesa del codice dei samurai.

Nello stesso periodo e sullo stesso argomento il samurai Yamamoto Tsunemoto scrive un altro trattato, l’Hagakure. Le due opere avranno percorsi molto differenti poiché il primo sarà fin da subito reso pubblico, lo scritto di Yamamoto invece sarà adottato dalla famiglia Nabeshima come testo segreto del clan e tale rimarrà fino al XX secolo. I due trattati hanno anche differenti impronte: mentre l’Hagakure è stato definito più radicale e romantico, l’opera di Daidoji è più pratica e maggiormente influenzata dal confucianesimo.

La storia ci tramanda che copie manoscritte del Budōshoshinshu siano circolate tra un certo numero di clan poco dopo la morte di Yūzan, avvenuta nel 1730. Fu corretta e pubblicata in xilografie nel 1834 per volontà del clan Matsushiro ma questa versione aveva ridotto alcune sezioni del trattato e in questa sintesi si erano perse nozioni essenziali. Nel 1943, Furukawa Tesshi curò una nuova edizione, basata su un manoscritto ritenuto più conforme all’originale di Daidoji: la presente traduzione è basata su questi manoscritti di Furukawa.

Ma in che modo i discorsi sulla cultura dei samurai possono suscitare oggi l’interesse del lettore moderno? Sicuramente per gli appassionati di storia del Giappone, il libro riporta testimonianze del periodo alla luce degli ideali che ispiravano il corso delle azioni e restituisce prospettive che arricchiscono gli eventi e la politica dell’epoca.

In secondo luogo, è vero che la classe dei guerrieri dovette soccombere ma lo spirito del samurai continua a vivere: è evidente in molte sfere della società, nel mondo degli affari e nell'organizzazione sociale e del lavoro. La filosofia dei guerrieri rappresenta una delle chiavi per comprendere la società giapponese contemporanea.

Infine, la vita di un samurai era densa di significato, cosa che spesso sembra mancare nelle nostre esistenze prese da materialismo e consumismo. Con i suoi 56 sintetici saggi che indicano come vivere secondo i principi morali samurai - improntati a lealtà, solidarietà, integrità professionale e rivolti ad un fine più alto per proseguire la vera tradizione cavalleresca del Bushidō- il presente trattato riempie un vuoto di valori, evidenzia ideali e principi che appaiono ormai perduti e ci rassicura sull’importanza della nostra esistenza e delle nostre scelte.

Bujutsu & Budo moderno vol. 3

Le più efficaci forme di autodifesa tratte dalla tradizione classica. Il Bujutsu moderno consiste in ben definite ed efficaci forme di autodifesa, sia con armi, sia a mani nude, che sono state perfettamente adattate per le necessità contemporanee degli esperti nella tradizione classica. Invece - secondo l'Autore - la storia del Budo moderno, e in particolare le versioni sportive del Kendo, del Judo e del Karate, comportano un adattamento ed una alterazione degli ideali classici. Egli analizza i molti miti relativi al Budo moderno, criticando tutto ciò che divide queste moderne versioni dalla loro essenza tradizionale di discipline spirituali

Bujutsu classico vol. 1

Gli aspetti pratici delle arti marziali: le armi e le tecniche. Le arti marziali giapponesi come discipline spirituali . Sviluppatosi nel corso degli incessanti conflitti del Giappone medievale, il "Bujutsu" ("arti marziali") dotò il guerriero di quell'addestramento tecnico e psicologico che lo preparava a far uso delle sue armi in uno scontro reale. "Bujutsu classico" fa comprendere la natura intensamente pratica delle arti marziali. L'Autore descrive le sedici più importanti forme di Bujutsu, con l'uso di numerose tecniche.

Bushido - l'anima del Giappone

Il Bushi-do, che significa letteralmente “via del guerriero”, è il codice morale che i cavalieri dovevano osservare nella vita quotidiana e nell’esercizio della loro professione. Non è scritto – tutt’al più è codificato in alcune massime trasmesse oralmente o fissate su carta da qualche famoso saggio o guerriero – tuttavia possiede una forza assai più potente dell’esempio concreto e di una legge scritta sulle tavole del cuore. Non è il parto di una sola mente, né è nato dall’esperienza di vita di un singolo personaggio: si è sviluppato in modo piuttosto organico nel corso dei secoli all’interno della casta militare.

I suoi concetti cardine – rettitudine, coraggio, audacia, sopportazione, benevolenza, empatia, cortesia, sincerità, onore, lealtà, autocontrollo – sono stati spiegati agli occidentali magistralmente, più di cento anni fa, da questo trattato che è ancora oggi è il punto di riferimento per comprendere il Giappone antico e moderno, le arti marziali e il mondo dei samurai.

Bushido per principianti

Bushido per principianti, il cui titolo giapponese è Bushido Shoshinshu (traduzione di Thomas Cleary), venne scritto dopo cinque secoli di legge marziale in Giappone per fornire ai guerrieri istruzioni pratiche e morali, correggere comportamenti refrattari e delineare gli standard di condotta personale, sociale e professionale tipici del Bushido (la “Via del Guerriero”), il codice cavalleresco giapponese. È uno specchio piuttosto fedele di molte caratteristiche e aspetti della moderna civiltà giapponese, e rappresenta una tradizione fondamentale di prestigio e potere. Responsabilità familiari, relazioni familiari, doveri pubblici, educazione, finanza, etica e così via; tutti questi aspetti della vita e altri ancora vengono affrontati in questo testo dal punto di vista dello spirito marziale della cavalleria giapponese. Anche le forme di incompetenza e corruzione politica e professionale che il Giappone oggi si ritrova ad affrontare sono descritte con precisione sconcertante in questo libro vecchio di tre secoli, tanto profonde sono le radici dei modelli feudali e militari del Giappone antico. Questo manuale rappresenta quindi una risorsa essenziale per tutti coloro che vogliono avere una comprensione realistica del Giappone e dei giapponesi.

Capire lo yoga

Origini, contenuti, significati e sviluppi di una disciplina di emancipazione della coscienza. Questo libro vuole essere un aiuto per chi desidera entrare nello spirito dello Yoga. Esso, pur non potendo sostituirsi all'insegnamento diretto degli istruttori, potrà essere di grande utilità, poiché contiene una sintesi informativa e culturale che risponde alle molteplici domande che chiunque si avvicini allo Yoga si pone. Ad esempio: quali sono l'origine e lo sviluppo dello Yoga, quali le sue concezioni fondamentali, quali le sue finalità. E inoltre: quale utilità può avere, e a quale esigenza risponde la pratica dello Yoga; è oggi attuale la pratica dello Yoga, e quali risultati consente di raggiungere. Lo Yoga è una disciplina di evoluzione spirituale in cui la materia non è zavorra, ma strumento, il corpo non è fango, ma tempio l'energia vitale non è satana, ma il motore dell'emancipazione; un procedimento che, rivelando, quanto di sacro c'è nel profano, mostra l'origine spirituale dell'universo fisico. Lo Yogi è cultore del corpo e della salute, come individuo dalle prestazioni fisiche eccezionali, raggiunte attraverso un paziente allenamento, e come medico e di se stesso, grazie all'amorosa cura che egli ha del proprio corpo. Contemporaneamente, è cultore della psiche, come ricercatore della propria, interiorità; ed ancora è cultore dello spirito, come devoto, filosofo, spesso ritirato in profonda meditazione, quando non in estasi mistica. Rispondendo alle molte domande, questo libro, con l'aiuto di testi antichi e moderni e con la pratica dell'Autore, noto insegnante di Yoga, dice qualcosa di nuovo su questo importante argomento. Una parte del volume è dedicata all'esposizione e alla spiegazione di tutte le più importanti posizioni dello Yoga, con le relative illustrazioni.

Colloqui sullo yoga Integrale

In queste pagine sono state raccolte, dalla memoria paziente di qualche discepolo, le ricostruzioni estremamente efficaci e toccanti


In queste pagine sono state raccolte, dalla memoria paziente di qualche discepolo, le ricostruzioni estremamente efficaci e toccanti delle conversazioni che Mère teneva ai discepoli negli anni 1930 e 31 in una sala dell'Ashram di Pondicherry. In esse sono tracciate, con molta semplicità ma con altrettanta chiarezza, le linee fondamentali dello yoga di Sri Aurobindo. A tali colloqui sono stati uniti, sotto il titolo "Risposte e Aforismi", alcuni brani di lettere, brevi massime o semplici riflessioni dedicate da Mère ai discepoli negli anni dal 1930 al 1938. Questo è il primo testo integrale di Mère tradotto e pubblicato in Italia. Esso apre la strada alla pubblicazione integrale degli scritti di questo straordinario Essere, che è, nella grande semplicità del suo linguaggio disadorno e "parlato", il testimone e il pioniere di un'esperienza le cui conseguenze non possono ancora essere valutate appieno, ma che già ora attirano l'interesse, anche in Europa, di molti uomini di scienza e di cultura. A Parigi è sorto un "Istituto di ricerche evolutive" col precipuo scopo di studiare le testimonianze, lasciate da Mère e da Sri Aurobindo, su questa "avventura", che è in pieno svolgimento: l'avventura della specie. Analoghe iniziative stanno nascendo in Italia e in altri paesi dell'Europa e dell'America. Questo libro è un primo contributo a tali "ricerche".

Crisi nel pensiero moderno

La scienza del ventesimo secolo ha elargito all’umanità una generosa messe di doni: le ha portato benessere materiale e ha ampliato i suoi orizzonti mentali; ma ha anche prodotto un grande disagio interiore; e a poco a poco ha fatto perdere di vista i principi etici e spirituali più comuni, baluardo di ogni grande civiltà del passato. Oggi i valori assoluti sembrano un sogno irragiungibile. Il nostro è un mondo nuovo e inconsueto di relatività. E dunque essenziale cercare di sostituire il nostro perduto senso dei valori. J. Donald Walters considera la realtà da un punto di vista completamente nuovo e libero, giacché collega direttamente la filosofia alla scienza moderna e alle leggi della natura. Questo libro, che porta chiarezza nella storia della filosofia occidentale, offre una radicale e limpida soluzione al nichilismo, e a quello che l’Autore definisce il problema del “nonsenso”. Egli collega in modo autorevole l’approccio scientifico a una seria indagine filosofica, dimostrando che di fatto i valori esistono, ma nell’ordine naturale e nelle leggi che governano la natura, oltre che nel comportamento umano. Crisi ne/pensiero moderno costruisce dei ponti: riesce a conciliare controversie considerate prima d’ora irriducibili; là dove altri hanno visto solo contraddizioni, riesce a cogliere connessioni, osservando le cose da una prospettiva di eccezionale ampiezza. Questo libro non mette in discussione le scoperte scientifiche. Al contrario, le pone in una luce completamente nuova, giungendo - tra l’altro - a dimostrare che la realtà fondamentale dell’universo è coscienza pura. «Vi prego -scrive l’Autore - di accostarvi a questo libro come a qualcosa di nuovo - o, se preferite, come ad un nuovo punto di vista. Non cercate di determinare a quale scuola di pensiero occidentale si richiami: non deve le sue soluzioni a nessuna di esse. E ricordate che ci vuole tempo per dimostrare di essere nel giusto su temi così difficili. Vi prego quindi di seguirmi, prima di confutarmi, anche se il primo istinto vi porterà a respingere le mie argomentazioni».

Dim Mak

Il Dim Mak, ultramillenaria tecnica di combattimento a mani nude, è nato sulla base delle dottrine taoiste del VI sec. a.C., e rimane a tutt'oggi l'arte più misteriosa ed occulta della tradizione marziale, in passato conosciuta e riservata a pochissimi eletti fra i monaci Shaolin. La spietata efficacia che caratterizza il Dim Mak, incentrata sulla letale percussione di alcuni punti del corpo, senza, tuttavia, che ne rimanga alcuna traccia, giustifica sicuramente il riserbo e la segretezza che finora hanno accompagnato questa micidiale tecnica di difesa-offesa. La trattazione ermetica e suggestiva dell'argomento rispecchia pienamente l'atmosfera che gli stessi autori hanno respirato allorché sono definitivamente penetrati nel mistero del "Tocco della Morte".

Divina beatitudine

Insegnamenti di saggezza. A cura di Rosa e Sergio Domian. Lo scopo di questo libro è di far conoscere l'insegnamento di Swami Premananda


Insegnamenti di saggezza. A cura di Rosa e Sergio Domian. Lo scopo di questo libro è di far conoscere l'insegnamento di Swami Premananda ai numerosi devoti che affluiscono nel suo ashram, nel Tamil Nadu, e a coloro che pur non avendo la possibilità di compiere questo viaggio desiderano avvicinarsi a lui. I curatori hanno preferito lasciare la parola all'autore, attingendo alle scarse pubblicazioni in lingua inglese dell'ashram, poiché Swami Premananda si esprime normalmente in lingua tamil, alle videocassette e alle registrazioni dei discorsi fatte dai devoti e agli articoli del giornale dell'ashram. Il testo è stato raggruppato per argomenti, sotto forma di domande e risposte, per renderne più agevole la consultazione. Swami Premananda non ama le disquisizioni filosofiche o i lunghi discorsi; il suo insegnamento è eminentemente pratico e improntato alla più grande semplicità. Perciò, in questo libro si è cercato di rimanere sempre aderenti allo spirito, più che alla lettera dei suoi discorsi.

Enciclopedia del Dim-Mak

Fondata sulle teorie dell'agopuntura, l'antica arte cinese del dim-mak ('colpire il punto') può essere usata per menomare ed uccidere l'avversario, come anche per guarirlo. Fino ad oggi, gli artisti marziali hanno dovuto far affidamento solo sui testi di agopuntura per ottenere informazioni riguardo ai punti da usare e al loro funzionamento. Sfortunatamente, questo metodo di ricerca si è rivelato inadeguato perché tali testi si occupano solamente dell'aspetto terapeutico dell'arte, tralasciando quello marziale. Combinando la sua esperienza personale con quella di Wally Simpson, uno dei più famosi agopuntori australiani, Erle Montaigue ha posto rimedio al problema. Il risultato di quest'impegno combinato è un'opera enciclopedica, monumentale, che esamina, in maniera dettagliata, tutti i punti appartenenti ai dodici meridiani fondamentali e agli otto meridiani straordinari utilizzati nell'agopuntura. Il volume fornisce al lettore informazioni precise sulla localizzazione dei punti, sugli effetti generati da colpi sferrati contro di essi, sui punti "di preparazione" utilizzati per aumentare gli effetti del colpo principale, sui punti "antidoto", e sulle applicazioni terapeutiche di ogni punto. A conclusione dell'opera c'è un capitolo riguardante la visione medico-scientifica del dim-mak e un capitolo in cui Erle Montaigue fornisce al lettore le combinazioni d'attacco che, secondo la sua esperienza personale, sono le più letali.

Gandhi commenta la Bhagavad Gita

Tra le numerose interpretazioni della Gita brilla per autorevolezza e approfondimento questa dell'apostolo della non-violenza.

Il Mahatma Gandhi, il padre dell’indipendenza dell’India, è Autore di questa personalissima “lettura” della Bhagavad Gita, uno dei più importanti testi della filosofia sapienziale dell’India.
Il volume raccoglie la trascrizione, eseguita da due allievi, di una serie di conversazioni sulla Gita che Gandhi tenne dal 24 febbraio al 27 novembre 1926 presso l’Ashram Satyagraha di Ahmedabad.
Il fatto che si tratti di un testo ricostruito dagli appunti presi nel corso di vere e proprie “lezioni” rende vivo e spontaneo il linguaggio dell’opera, tanto che al lettore sembrerà di partecipare di persona all’ascolto delle spiegazioni del Mahatma. Non si può non rilevare come una perfetta rispondenza tra dottrina e vita pratica abbia sempre ispirato l’esistenza dell’apostolo della non-violenza. Nella vita e nelle azioni quotidiane – e anche nell’adempimento della sua missione di “liberatore dell’India” – Gandhi riuscì sempre a coniugare i sublimi ideali espressi dalla Gita con l’opera alla quale si era votato. Il libro contiene continui richiami e confronti tra il proprio agire e l’insegnamento della Gita, esprimendo quindi una assoluta e davvero unica sintonia tra i principi e la pratica.

Gayatri

La parola Gāyatrī è usata nelle scritture induiste con tre diversi significati. In primo luogo, viene usata per il ben noto mantra, che viene recitato e sul quale si medita durante il saṃdhyā; in secondo luogo, per il chandas, o metro, nel quale è composto il suddetto mantra, e infine, per quella Devī (Dea) che incarna il potere di questo mantra.

Il professor Tainmi tratta in maniera chiara e sintetica della natura, del significato del Gāyatrī Mantra e del suo metro, prendendo in esame innanzitutto la natura essenziale di Gāyatrī Devī, ossia del Potere che viene invocato tramite questa straordinaria affermazione meditativa di ventiquattro sillabe che non ha bisogno di particolari riti di accompagnamento e che chiunque può recitare.

Gheranda Samhita la scienza dello yoga

Questa notissima opera che ha visto la luce diversi secoli fa grazie al Saggio Gheranda, e che appare finalmente anche in lingua italiana, è un trattato di Hatha Yoga che espone in forma graduale e spiega didatticamente tutte le tecniche dello Hatha Yoga fino alle diverse forme di Samadhi. Il testo inizia dalla spiegazione del rapporto tra Guru e discepolo e delle modalità necessarie affinché quest’ultimo possa realizzare il frutto dello yoga. L’Hatha Yoga non è soltanto il cosiddetto “Yoga della salute”, ma, come altri tipi di Yoga, mira al risveglio dell’energia latente nell’uomo, o Kundalini. Tale risveglio comporta la sperimentazione di una vasta gamma di esperienze spirituali, sempre più sottili, che culmineranno nella illuminazione. Lo strumento attraverso il quale l’aspirante, o Sadhaka, potrà progredire sono le Asana o posizioni, da praticare in una determinata sequenza, per una certa durata e accompagnate da un particolare ritmo respiratorio (Pranayama). Contemporaneamente, il praticante dovrà ripetere il proprio Mantra (o sillaba sacra) eseguendo la concentrazione, o Dharana. Successivamente Rishi Gheranda tratta dei Mudra, ossia i gesti sacri, di grandissimo, arcano potere. Solo con la pratica continua di tutto quanto la Samitha consiglia il praticante potrà infine conseguire il benefico Samadhi. Finalmente anche per i lettori di lingua italiana si rende così disponibile questo testo di fondamentale importanza e di preziosa utilità per la conoscenza dello Yoga.

Gli aforismi yoga di Patanjali

Oltre 1500 anni fa, un grande saggio dell’India, Patanjali, compose una serie di aforismi, o Sutra, allo scopo di spiegare lo Yoga ai suoi contemporanei. Nessun’altra opera, prima e dopo di questa, è apparsa altrettanto preziosa e illuminante per la conoscenza di che cosa sia lo Yoga, quele siano i suoi scopi, i suoi metodi, i suoi poteri, e quale liberazione esso possa donare. Di volta in volta, lo Yoga è stato definito, dai suo vari studiosi, una filosofia, una religione, un modo di vita, uno stato dell’essere, e, perfino un semplice esercizio fisico. In realtà, lo Yoga non può essere definito esattamente servendosi di termini o espressioni propri delle tradizioni occidentali; esso è semplicemente “lo Yoga”, e come tale deve essere studiato, al fine di comprendere la sua natura, il suo significato, la sua essenza. Questa nuova traduzione del testo originale sanscrito, arricchita da un limpido e preciso commento, sfronda questo testo classico di verbose astrusità e di oscuri aspetti esoterici che caratterizzavano le precedenti versioni, offrendolo al lettore nella sua chiara e semplice integrità. I traduttori hanno posto ogni cura nel rendere utilizzabile lo Yoga, nei suoi principi e nei suoi metodi, in particolare al lettore occidentale, gettando un ponte tra il pensiero orientale e il nostro mondo. L’opera pertanto interesserà e si rivelerà utile tanto agli studiosi della filosofia e delle religioni dell’India, quanto ai praticanti di Yoga o aspiranti tali, che vi troveranno gli indispensabili fondamenti della teoria e della pratica.

Gli Yoga Sutra di Patanjali

Nel suo libro di traduzione e commento agli Yoga Sūtra di Patañjali l'Autore E. F. Bryant introduce un nuovo standard per tutte le persone interessate alla comprensione dell'originale testo classico, tra i più importanti della letteratura indiana e di tutto il mondo. Yoga Sūtra testo sanscrito scritto duemila anni fa, ha l’obiettivo di insegnare come fare esperienza diretta dell’anima- l’atman - e di liberarla dal mondo della sofferenza.

Opera di fondamentale importanza per la comprensione dei processi mentali che descrivonola nostra incapacità di raggiungere stati di quiete e di iniziare il percorso verso la liberazione. In quanto tale, è un testo che descrivemolto bene anche la pratica dello yoga da svolgere "sul tappetino".

Ha anche il grande pregio di raccogliere,confrontandoli, gli aspetti più importanti dei commentari classici, da Vyāsa, a Vācaspati Miśra, a Vijñāna Bhikṣu e ancora altri,oltre alle considerazioni personali dell'Autore, che derivano da anni di studio accademico e di pratica viva. Il lettore interessato all’argomento, ma che manca di formazione accademica specifica, può accedere a molti testi importanti in un unico volume.

Ogni sūtra è spiegato e commentato in modo semplice ma con precisione e chiarezza in modo da risultare comprensibile anche al lettore che si avvicina per la prima volta a questi argomenti.

Indice

  • Prefazione di B.K.S. Iyengar
  • Prefazione alla traduzione italiana
  • Guida alla pronuncia del sanscrito
  • La storia dello Yoga
  • Lo Yoga di Patañjali
  • L’argomento degli Yoga S.
  • La presente traduzione e il commentario
  • Capitolo I - Immersione meditativa
  • Capitolo II - Pratica
  • Capitolo III - Poteri mistici
  • Capitolo IV - Indipendenza assoluta
  • Riflessioni conclusive
  • Riassunto dei capitoli
  • Appendice - Devanāgarī, traslitterazione e traduzione dei sūtra
  • Note
  • Bibliografia
  • Glossario dei termini e nomi sanscriti
  • Indice dei termini

Guida al viaggio spirituale

Dove stiamo andando? Come viviamo la nostra vita? Il guru del Siddha Yoga ci addita il sentiero da percorrere per la vera realizzazione del Sé. Nel momento in cui cominciamo a porci queste domande, abbiamo già iniziato, che lo sappiamo o no, il viaggio della vita spirituale. Nei brani, nelle domande e risposte e nelle interviste che si trovano in questo libro, un grande Maestro spirituale descrive i diversi stadi di quel viaggio, trattando la natura della vita, il riconoscimento del Sé interiore, la giusta pratica del mantra e della meditazione, il risveglio dell'energia interiore, la funzione del Guru, e molto di più. Presi insieme,i capitoli formano una mappa completa del processo di Autoconoscenza, dalla prima domanda improvvisa, al raggiungimento dello stato di gioia perfetta e libertà che è la sua mèta. Guida al viaggio spirituale è sia un manuale del viaggio interiore, sia un'introduzione agli insegnamenti di uno dei più rispettati Maestri di meditazione dei nostri tempi.

Guida allo Yoga

Quinta Edizione. Sri Aurobindo è uno dei più grandi maestri spirituali della nostra epoca che ha indicato a tutti la via della liberazione. Acquistando la coscienza di sé, l’individuo compie il primo passo della propria evoluzione. Il segreto dello yoga di Aurobindo sta proprio in questa trasformazione, che non è un abbandono o un annullamento della natura ordinaria, ma un cambiamento di coscienza, e quindi di stato. La coscienza di sé comporta un più rapido procedimento di evoluzione, che si attua, appunto, per mezzo dello yoga. Il fine superiore che ispira questa concezione è quello di portare l’umanità a una più alta e diversa coscienza di sé, poiché il tempo per tale maturazione è finalmente giunto. Quest’opera, pertanto, ha un carattere illuminante circa la missione di Aurobindo, che è quella di trovare ed esprimere il divino nell’uomo. Non si tratta di un miglioramento, ma di una radicale e completa trasformazione. Il presente volume è composto di quattro parti, che si integrano e si completano vicendevolmente, offrendo un quadro esatto dello yoga di Aurobindo, e rappresentano nel contempo una valida e preziosa guida per la pratica dello yoga. Il fatto che una gran parte del testo si basi su risposte del Maestro a domande dei suoi discepoli, coordinate in modo organico e logico, accresce ulteriormente il valore e l’utilità dell’opera, dando modo di comprendere a fondo e con chiarezza gli enunciati relativi allo yoga di Aurobindo.

Hagakure

Precetti per un Samurai .
A cura di Bruno Ballardini e Antonio Fichera.
Tenendo conto di un’importantissima ricerca di un accademico degli Stati Uniti che contiene scoperte fondamentali in questo campo, Ballardini e Fichera hanno operato una profonda revisione della traduzione del testo originale, approfondendo aspetti storico-filosofici finora poco conosciuti. In tal modo hanno trovato e corretto un mare di errori contenuti nelle più importanti edizioni italiane e inglesi dell’opera, che negli anni hanno portato a date e interpretazioni completamente sbagliate Questa, quindi, è l’edizione dell’Hagakure più corretta fra quelle esistenti! È corredata da un’eccellente introduzione storico-filologica scritta con perizia e gran preparazione. Insieme a questa c’è la più completa bibliografia esistente per chi si occupi di questi studi tanto che il testo si prepara a diventare libro di testo degli Istituti di orientalistica universitari. L’Hagakure è uno dei capisaldi della letteratura samuraica ed è costituito da una raccolta di argomenti vari che riunisce gli insegnamenti segreti impartiti dal monaco buddhista Yamamoto Tsunetomo a un giovane samurai di nome Tashiro Matazaemon Tsuramoto. Nonostante la sua devozione – e trasgredendo a un principio basilare del codice etico del guerriero nipponico che gli avrebbe dovuto imporre l’ubbidienza assoluta – Tsuramoto, per fortuna della Storia e nostra, non esaudì la volontà di J ch che gli aveva chiesto di dare alle fiamme il manoscritto, pertanto le conversazioni avvenute tra il Maestro e il suo unico allievo circolarono per quasi due secoli presso dei gruppi ristretti di samurai e in seguito vennero pubblicate. Gli insegnamenti di Yamamoto Tsunetomo sono suddivisi in 11 capitoli che comprendono 1343 brani, generalmente concisi. Apparentemente difforme e caotico per il gran numero di argomenti in esso contenuti (precetti, consigli pratici e morali, alcuni scarni dati autobiografici, citazioni e massime, riferimenti letterari, considerazioni filosofiche e religiose e resoconti epici e storici), l’Hagakure è invece redatto in modo accurato. Infatti, i temi guida di ciascun volume sono sempre trattati compiutamente e organicamente. L’Hagakure non propone al lettore un sistema filosofico codificato, nel senso che non contiene argomenti sistematici o circoscritti in definizioni. I pensieri che vi sono espressi non sono né intellettuali né eruditi e la loro apparente mancanza di metodicità dipende dall’essere stati, in origine, delle vere e proprie conversazioni. I temi trattati spaziano dalle visioni più profonde dell’autore riguardo la “Via del samurai”, agli strumenti che si devono usare nella “Cerimonia del tè” o semplicemente al perché alcune mansioni abbiano un determinato nome.

Hapkido

L’Hapkido è un’arte marziale koreana della quale si è iniziato a parlare a partire dalla seconda metà del secolo scorso ma che è divenuta in breve tempo uno stile internazionale. È una selezione delle migliori componenti delle arti marziali maggiormente note, arricchita da innovazioni particolari per ottenere il più completo, unico e vario arsenale di tecniche di autodifesa: percussioni, calci, immobilizzazioni, schivate, prese, chiavi articolari, leve, proiezioni, cadute, rovesciamenti, combattimento a terra, uso delle armi, meditazione e guarigione. Come molte arti marziali asiatiche, l’Hapkido sottolinea l’unione di corpo, mente e spirito, il perfezionamento del proprio carattere, la responsabilità sociale e l’appropriato uso della forza. Diversamente, invece, dalla maggior parte delle arti marziali, utilizza più di 1200 tecniche, intuitivamente modificate o combinate per ottenere centinaia di variazioni. Questo è il primo testo pubblicato sull’argomento che fornisce un’introduzione, seria e competente, ai segreti dell’Hapkido; si avvale di una scrittura semplice e di numerosissime fotografie di grande qualità. È la lettura essenziale per chiunque cerchi una concisa, onesta e accurata panoramica sulla storia, la filosofia e le tecniche di questa ancora poco nota arte marziale. L’Hapkido è comunque una disciplina praticata attualmente in oltre cento Paesi e continua ad espandersi molto rapidamente, grazie all’impegno dei suoi numerosi maestri che per la maggior parte risiedono negli Stati Uniti.

I classici del pugno

Un libro che riunisce alcuni testi fondamentali per la comprensione delle arti marziali interne cinesi e la profonda influenza che hanno esercitato sul karate antico di Okinawa attraverso gli scritti di grandi maestri del passato che hanno trasmesso così le loro conoscenze derivate dall’esperienza diretta.

I brevi trattati – Il nuovo libro delle tecniche efficaci, Il Canone del pugilato, I dieci punti fondamentali del Tàijíquán, Trattato sul Tàijíquáne Il Canone illustrato del Tàijíquán –sono stati tradotti direttamente dagli originali cinesi, con particolare attenzione alla resa dei termini tecnici che spesso, passando da una lingua all’altra, perdono importanti livelli di significato e quindi di corretta informazione.

Oltre all’aspetto tecnico, ogni testo sottolinea in maniera peculiare quanto il lavoro del praticante di arti marziali sia innanzitutto un percorso di crescita e approfondimento delle proprie qualità interiori, per arrivare a conoscere le condizioni che generano il conflitto e poterlo evitare.

L’antologia che avete in mano è particolarmente preziosa: raccoglie alcuni trattati rarissimi, mai tradotti prima in lingua occidentale, che illuminano sull’uso dell’energia interna nell’esecuzione delle tecniche. Gli insegnanti e gli studiosi potranno senz’altro rinvenirvi spunti indispensabili per arrivare a comprendere a fondo l’antica ‘arte del Pugno’” (Bruno Ballardini).

I Mantra

Con l’ampliarsi dell’interesse per le religioni e il misticismo dell’Oriente, sempre più numerosi sono coloro che vengono affascinati dai «mantra», le formule sacre che si imparano a memoria per la meditazione in India, Cina e Tibet. Come è comprensibile, il loro significato preciso e la loro funzione sono rimasti a lungo circondati da un alone di segretezza, per evitarne errate interpretazioni e abusi. John Blofeld, ben noto studioso della contemplazione yo.gica buddhista, spiega il significato e la funzione di queste sacre «parole di potenza». I meditatori le recitano sonoramente e ritmicamente, o le ripetono interiormente, e spesso visualizzano le sillabe come se emanassero raggi di luce fulgidamente colorata. L’efficacia dei mantra quale ausilio per la meditazione è indiscussa, tuttavia molti ritengono che le sillabe stesse siano sature di poteri meravigliosi o miracolosi. Blofeld approfondisce questi aspetti dell’argomento con grande intuizione e sensibilità e con la saggezza che gli deriva dall’esperienza diretta fatta con monaci e lama incontrati durante i lunghi anni da lui vissuti in Oriente.

I preziosi precetti

Quest'opera spiega in un linguaggio semplice ed accessibile i precetti di saggezza di Paramhansa Yogananda, dando  importanti  consigli  sulle  vie  che  conducono  a  Dio,  e che  gli   uomini   percorrono  nella  loro  ricerca  spirituale.

Vengono qui trattati molti argomenti di fondamentale importanza, tra cui:  la meditazione e la concentrazìone; il  Kriya Yoga, grande « acceleratore »  spirituale; i tipi di magnetismo che influenzano l'uomo;  le interpretazioni di Paramhansa Yogananda sulle parabole di Cristo e le sue intuizioni sulla Bhagavad Gita;  la descrizione del rapporto tra Guru e discepolo; l'espansione dell'amore e della compassione attraverso la reverenza per la vita.

I  trenta  brevi  capitoli  di  quest'opera  sono  altrettanti  passi nella via  sulla quale Kamala ci  guida, con  infinito amore, verso  la  realizzazione e verso  Dìo,  riflettendo su  noi quella luce spirituale di cui Paramhansa Yogananda illuminò tutti coloro che ebbero la grande ventura di conoscerlo e di seguirlo nella sua terrena apparizione.

I segreti dei samurai

Questo volume dedicato alle arti marziali del Giappone feudale, illustra dettagliatamente le armi, le tecniche, le strategie e i principi di combattimento che resero così terribili i guerrieri giapponesi. Si tratta dell'unica opera occidentale dedicata a questo argomento. Partendo da una panoramica delle prime lotte tumultuose per la supremazia politica, il volume segue e presenta l'affascinante ed inarrestabile ascesa della classe militare verso il potere assoluto. Tutte le più importanti arti marziali sono esaminate in maniera particolareggiata, e l'evoluzione di ognuna di esse è seguita attraverso i più famosi maestri e combattenti. Gli autori trattano inoltre di metodi di preparazione e di allenamento pressoché sconosciuti, considerati generalmente esoterici e spesso anche di origine divina: essi avevano lo scopo di aiutare lo sviluppo del potere interiore dell'uomo, e di fondere tutte le sue energie in un'unica forza concentrata. Il volume si conclude alle soglie dei tempi moderni, e fornisce in tal modo un'ampia e accurata retrospettiva per una migliore comprensione delle arti marziali così come vengono oggi praticate, che si sono irradiate dal Giappone in tutto il mondo. Riccamente illustrato, questo studio si approfondisce su ogni forma e tipo di arte marziale, a mani nude o con armi. Oltre che appassionati e cultori di arti marziali, il volume interessa anche studiosi e collezionisti di armi ed armature, i quali troveranno nel testo numerose e dettagliate illustrazioni.

I segreti del viaggio interiore

"I segreti del viaggio interiore" è una guida concreta per integrare la ricerca interiore con le esigenze della vita quotidiana. Profondo e commovente, a volte allegro, sempre pratico, "I segreti del viaggio interiore" ci conduce alla focalizzazione immediata su antiche verità. Tratta in modo succinto argomenti quali l'ego, la mente, i genitori e i figli, il matrimonio, il modo di sperimentare l'amore e di ottenere Dio senza abbandonare il mondo. "In questa raccolta dal contenuto pratico e gioioso, Swami Muktananda, chiaramente consapevole delle esigenze della vita, ci guida verso il mondo interiore della libertà". (Joseph Chilton Pearce, Autore di "Crack in the Cosmic Egg" e "The Magical Child").

I segreti dell'arte giapponese della guerra

I Segreti dell'Arte Giapponese della Guerra - Libro

Il libro I Segreti dell'Arte Giapponese della Guerra è la prima traduzione italiana degli scritti fondamentali di Yamamoto Kansuke (1501-1561). I testi di Yamamoto hanno fornito le basi della sua “Scuola della vittoria certa”, la cui filosofia precedette Il libro dei cinque anellidi Miyamoto Musashi. La scienza della guerra di Yamamoto, e in particolare lo studio delle risposte strategiche alle situazioni variabili.I precetti della sua dottrina marziale contengono elementi essenziali relativi all’addestramento e alle strategie utili ai guerrieri di ogni tipo.

Uomo misterioso e di umili origini, Yamamoto si distinse al servizio del grande Takeda Shingen (1521-1573). Yamamoto fu un militare di professione e fondò la cosiddetta “Scuola della vittoria certa”, che formò anche il famoso Miyamoto Musashi. La sua scuola sviluppò l’arte del cogliere le situazioni vantaggiose in combattimento, affinché il guerriero potesse agire solo quando il successo era virtualmente assicurato.

Tradotto e corredato dalle preziose note di Thomas Cleary, uno dei traduttori principali della sapienza marziale dell’Asia, questo libro è fondamentale per militari, membri delle forze dell’ordine, per chi si occupa di situazioni di emergenza e anche per praticanti di arti marziali, atleti, uomini d’affari, diplomatici e politici.

Leggi la recensione de I Segreti dell'Arte Giapponese della Guerrapubblicata da SakuraMagazine

I venti principi del karate

Libro I VENTI PRINCIPI DEL KARATE di Gichin Funakoshi

Gichin Funakoshi, il Padre del karate, disse una volta che “lo scopo ultimo del karate non risiede nella vittoria o nella sconfitta, ma nel perfezionare il carattere di chi lo pratica”. Per diffondere questa visione dell’Arte e offrire una guida ai futuri praticanti, egli redasse i suoi ormai leggendari Venti Princìpi. Da soli essi hanno avuto una grande diffusione, ma non era mai stata pubblicata fin’ora una traduzione del commento che li accompagnava.

Funakoshi pone la massima enfasi sugli aspetti spirituali e sulle doti mentali più che sulla forza bruta e sulla tecnica. I praticanti, quindi, non dovrebbero pensare solo alla tecnica – pugni, calci, parate – ma coltivare allo stesso modo gli aspetti spirituali della pratica. “Occorre prestare attenzione a se stessi, il resto verrà da sé”, era il messaggio che egli volle trasmettere ai posteri oltre sessant’anni fa.

I Princìpi sono rimasti aperti a varie interpretazioni. Il commento contenuto in questo libro, ricco di pensieri filosofici, affascinanti episodi storici e consigli per coloro che cercano il modo migliore di praticare, li chiarisce molto bene. Il breve trattato è inoltre accompagnato dalla calligrafia originale del Maestro e costituisce senza dubbio una lettura preziosa per gli appassionati di arti marziali.

Leggi la recensione del libro I Venti Principi del Karate pubblicata da DaSapere

Il codice del samurai

La vera via del Guerriero.
L'influenza dei samurai e del loro codice del Bushido sulle usanze e sulla morale del Giappone è stata enorme. Per quasi settecento anni gli Shogun hanno governato il Giappone. Questi dittatori militari svilupparono un codice d'onore che ogni "cavaliere gentiluomo" doveva seguire. Con il tempo, tali regole di comportamento divennero parte così integrante del tessuto della società giapponese che la "Via del Guerriero" divenne nota come "Lo spirito nazionale del Giappone". Tale spirito nazionale, o ideale di comportamento, viene rivelato ne Il codice del samurai come in nessun altro libro sull'argomento. Esso espone principi e regole di vita giunti fino ai nostri giorni. L'onore e il dovere vengono continuamente sottolineati ai giovani che devono anche essere indifferenti al dolore, incrollabilmente leali ed esperti in tutte le arti militari, mai dimenticando di dover morire. Questo codice, che ha contribuito a formare anche il Giappone di oggi, è rispettato anche nel "dojo".

Il controllo del flusso energetico nelle arti marziali

Testo che spiega il Budo ni okeru Kiryuu-no Seigyo cioè Energia e flusso energetico. Sono termini utilizzati nello studio e nella pratica delle arti marziali orientali che affascinano e incuriosiscono, spesso però non vengono compresi in modo chiaro: cos’è l’energia? Qual è la sua sorgente originaria e come si può controllare il flusso per ottenere una efficace applicazione nelle tecniche di autodifesa e combattimento?

La natura stessa della ricerca ha portato l’Autore a trattare l’argomento dal punto di vista occidentale e dal punto di vista orientale. In Occidente indagare il concetto di energia ha richiesto un approccio multidisciplinare che coinvolge i campi della fisica, della biologia, chimica, medicina sportiva, biomeccanica, cultura e pratica marziale. Per quanto riguarda la cultura orientale invece, il concetto di Qi è ampiamente radicato nella tradizione. L’energia interna e dell'Universo è da sempre un argomento molto presente nelle discipline orientali, che sia chiamata in cinese Qi oppure in giapponese Ki, ed è ciò che fa a differenza tra le arti marziali orientali e gli sport di combattimento occidentali. Con riferimento a quest’ultimo ambito, nel libro sono state prese in esame le tecniche disarmate delle principali arti marziali giapponesi: aikido judo e karate.

Per le filosofie orientali l’energia dell’uomo deriva da quella dell’universo. La tradizione indica tre grandi scuole che si sono occupate dell’energia dell’universo: la scuola indiana del Prana, basata su una speculazione globale (l’uomo nell’universo); la scuola cinese del Qi, basata maggiormente sulla salute umana; la scuola nipponica del Ki, basata principalmente sull’azione. Per tutte le tradizioni una buona fonte di approvvigionamento esterno di energia è rappresentato da come respiriamo. Apprendere le tecniche di controllo del respiro è infatti fondamentale per introdurre e mantenere l’energia del corpo umano.

Esaminando i principi delle scienze occidentali e delle tradizioni orientali Orlandi ha indagato come entriamo in contatto con la nostra energia interiore, come incrementiamo e controlliamo l'energia durante l’esecuzione delle tecniche di autodifesa e combattimento. Per la loro corretta esecuzione è necessario conoscere il significato e l’applicazione della tecnica ma anche saper incanalare efficacemente il flusso di energia negli arti interessati.

Indice

  • Introduzione
  • Cap 1 - Concetti generali di energia e di flusso
  • Cap 2 - Energia Interna: la sorgente del flusso
  • Cap 3 - Energia esterna: la canalizzazione del flusso
  • Cap. 4 - Applicazione nelle arti marziali
  • Bibliografia

Il Corpo Alchemico

Agli inizi del V sec. d.C., diversi mistici indiani avviarono il rinnovamento di un insieme di tecniche con le quali intendevano rendere se stessi immortali. Chiamavano se stessi Siddha, termine precedentemente riservato ad una classe di semidei – venerati dagli indù come dai buddhisti – che si diceva abitassero sulle vette delle montagne o nelle regioni dell’atmosfera. Nell’arco dei successivi cinque-ottocento anni, emersero tre tipi di ordini di Siddha indù, ciascuno con il suo corpus specializzato di pratiche: i Siddha Kaula, i cui seguaci cercavano l’immortalità del corpo attraverso pratiche erotico-mistiche; i Rasa Siddha, alchimisti dell’India medievale, che operavano per trasmutare i loro corpi di carne e sangue in corpi immortali, mediante l’ingestione di minerali, equiparati ai fluidi sessuali del dio Shiva e della sua consorte ed i Natha Siddha, le cui pratiche di hatha yoga proiettavano le tecniche sessuali e di laboratorio dei Siddha Kaula e dei Rasa Siddha sulla griglia interiore del corpo sottile. Per i Siddha dell’India medievale, questi tre tipi di pratica congiunti conducevano direttamente all’immortalità del corpo, a poteri sovrannaturali ed alla divinizzazione; in una parola, alla condizione esaltata propria dei Siddha semidivini dei vecchi culti popolari.
Ne Il Corpo alchemico, David Gordon White mette in luce, collocandola nel più ampio contesto indiano, la tradizione estinta dei Siddha medievali. Basandosi su un insieme di testi di alchimia ancora inesplorati, egli dimostra per la prima volta che le discipline medievali dell’alchimia indù e dell’hatha yoga erano praticate dalle stesse persone, e che possono essere comprese solo se considerate insieme. I fluidi sessuali umani e le strutture del corpo sottile sono equivalenti microcosmici delle sostanze e degli apparati manipolati dall’alchimista nel suo laboratorio. Con tali intuizioni, White apre la strada ad una nuova e più completa comprensione dell’intero movimento della mistica medievale indiana, nell’ambito del più ampio contesto dell’Induismo asiatico, del Buddhismo, del Giainismo e dell’Islam.
Questo volume è un punto di riferimento essenziale per chiunque sia interessato allo yoga indiano, all’alchimia ed agli inizi medievali della scienza.

Il cuore dell'aikido

Con il suo messaggio di armonia universale, l’Aikido attrae un numero sempre maggiore di seguaci in tutto il mondo. Recentemente i praticanti di quest’arte marziale erano più di 1.600.000 sparsi in 90 differenti paesi. Il cuore dell’Aikido. La filosofia del Takemusu Aiki parla degli sforzi che ognuno di noi deve fare per promuovere la pace a tutti i livelli, quella pace che il leggendario fondatore, Morihei Ueshiba, credeva fosse il nucleo dell’Aikido. Takemusu Aiki significa “la forza che genera la vita capace di trasformazioni illimitate”: quest’idea è il fondamento spirituale su cui poggia l’Aikido. Il libro – tradotto prima in inglese e oggi, finalmente, in italiano – attinge all’essenza della filosofia e della spiritualità del fondatore, basata sulla religione scintoista. Sottolinea l’importanza dell’armonia nelle arti marziali e della promozione della pace che si può ottenere allontanando l’aggressività attraverso l’armonia. Questo testo di Morihei Ueshiba avrà un posto speciale nel cuore dei praticanti di aikido.

Il discorso del demone sulle arti marziali

A cura di William Scott Wilson

Nel Discorso del Demone sulle Arti Marziali, tradotto da Issai Chozanshi da un classico del XVIII secolo destinato ai samurai, un anonimo guerriero si reca sul monte Kurama, il regno tradizionale dei Tengu, demoni con lun- ghi nasi, metà uomini e metà uccelli. Lì incontra una legione di tali demoni e, attraverso una serie di colloqui e discorsi spesso giocosi, essi gli rivelano i principi più profondi delle arti marziali e gli mostrano come i segreti dell’arte della spada impregnino di sé le verità della vita stessa. Il libro inizia con i Discorsi, una raccolta di storie fantastiche sul tema della trasformazione, che per Chozanshi rappresenta un fenomeno centrale della pratica delle arti marziali. Nella parte principale dell’opera, Il Discorso, Chozanshi dimostra come la trasformazione sia favorita e alimentata dal ch’i, la vitale e fondamentale energia che fluisce in tutte le cose. A tal fine, l’autore usa la voce dei Tengu, mentre il lettore è esortato ad ascoltare insieme al samurai le rivelazioni da parte del demone delle profonde verità concernenti il ch’i, i principi di yin e yang, per conoscere il modo in cui tali forze modellano la nostra esistenza. Nel Messaggio, La misteriosa tecnica del gatto, i temi raggiungono un’elegante conclusione utilizzando la parabola di un vecchio gatto sdentato che, come il demone, ha appreso alla perfezione l’arte di agire senza fare affidamento su nulla, e nel far ciò è in grado, nonostante l’età avanzata, di afferrare perfino il più astuto e terribile dei topi.

Libro inestimabile che dovrebbe essere presente nella biblioteca di quanti siano interessati ai principi fondamentali delle arti marziali. Non propone consigli su tecniche, strategie o manovre, ma cerca piuttosto di fornire al praticante di arti marziali un solido avviamento a un percorso interiore. Numerose note che richiamano le fonti cinesi che hanno influenzato il pensiero dell’autore.

Il guerriero Zen

L'Opera analizza le origini del Buddhismo e l’etica del samurai, il Bushido giapponese. L'Autore rintraccia lo stretto legame che esiste tra la compassione buddista e la via del guerriero. Questo prezioso testo diventa così l'introduzione basilare alla storia, alla filosofia e alle moderne pratiche dello Zen che hanno attinenza con le arti marziali giapponesi.

Esamina i principi Zen che hanno trovato un posto all’interno del budo, la via marziale giapponese: come lo zazen, la meditazione zen sul vuoto, o il mushin parola che definisce lamente vuota cioè lo stato di assoluto controllo e concentrazione raggiunto attraverso la meditazione.Mann spiega, tra gli altri principi della filosofia Zen, anche il particolare momento di concentrazione zanshin - letteralmente lo spirito del gesto -  raggiunto durante il combattimento e l'esecuzione dei kata, e il fudoshin, stato di imperturbabilità che indica lo spirito indomito. Sono alcuni dei termini della filosofia Zen studiati nell'approccio tradizionale che l'Autore poi cala nel contesto contemporaneo, rivolto al moderno guerriero.

Infatti dopo aver affrontato gli aspetti di ricerca interiore legati alle arti marziali, l'Autore si dedica al tema dell’etica e della pratica del budo come moderna disciplina sportiva. Mann si pone la domanda fondamentale: tutto questo è veramente Zen?

Il testo offre numerose testimonianze sul modo in cui le qualità fondamentali per ogni vero artista marziale siano strettamente intrecciate con questa antica filosofia orientale. Aiuterà tutti i praticanti a rientrare in contatto con l’autentica ricerca spirituale insita nelle arti marziali.

Indice

  • Cap. 1 - La vita e gli insegnamenti del Budda
  • Cap. 2 - Lo Zen nel contesto buddista
  • Cap. 3 - Lo Zen del guerriero - Prima parte: attrazione iniziale
  • Cap. 4 - Lo Zen del guerriero - Seconda parte: una relazione consolidata
  • Cap. 5 - La meditazione
  • Cap. 6 - Mushin e presenza mentale
  • Cap. 7 - Lo Zen, il Budo e l'etica
  • Cap. 8 - Il mondo contemporaneo del Budo
  • Epilogo - E' veramente Zen?
  • Bibliografia
  • Glossario

Il libro dei cinque anelli

Il Libro dei cinque anelli scritto da Miyamoto Musashi è considerato un classico dei trattati sulla strategia militare, spesso assimilato a l'arte della guerra di Sun Tzu. Il libro è conosciuto anche come "Il libro degli elementi" o "Il libro dei cinque elementi", dato che ognuno dei cinque capitoli del libro ha il nome di uno degli elementi che secondo l'autore costituivano il mondo. I cinque anelli sono: Terra, Acqua, Fuoco, Vento, Vuoto. Ogni elemento rappresenta un differente aspetto della strategia e si presume che il guerriero che sia in grado di padroneggiare perfettamente i cinque elementi sia un guerriero invincibile. Quando è stato presentata la prima traduzione in inglese il libro ha riscosso subito un notevole successo tra i manager che interpretavano gli insegnamenti del maestro nell'ottica della competizione economica. È pertanto considerato un manuale per il manager moderno e un prezioso consigliere da consultare in ogni circostanza.

Il manuale dello spadaccino

Forse non esiste simbolo più potente della spada per rappresentare l’era dei samurai. Nel Giappone del XVII secolo, l’arte della spada aveva assunto una popolarità quasi religiosa: era più che una mera padronanza delle tecniche, era un vero e proprio percorso verso la padronanza di sé. Il manuale dello spadaccino costituisce un’antologia di opere scritte da uomini che consideravano lo studio della scherma non solo un elemento essenziale alla vita e alla morte, ma anche un qualcosa che trascendeva la vita e la morte stesse. Il loro insegnamento, secondo cui affrontare un conflitto è un’arte che richiede grazia e coraggio, si rivolge a noi lettori con una sorprendente immediatezza e rilevanza. Questa antologia include gli scritti di Kotada Yahei Toshitada, Takuan Soho, Yagyu Munenori, Miyamoto Musashi, Matsura Seizan, Issai Chozanshi e Yamaoka Tesshu.

L’arte della spada possiede una grazia, una dignità e un’etichetta, accompagnate da tecniche che richiedono presenza mentale e coordinazione fisica, che sembrano svelare l’immediatezza della condizione umana, sia fisica che spirituale. E tutto ciò mentre si maneggia una lama che simboleggia la sottile linea che separa l’esistenza dalla non-esistenza.


Il samurai moderno

NOVITA' OTTOBRE 2021 Come dare sempre il meglio di sé

Un manuale ricco di consigli e attività pratiche che mostra come impiegare nel mondo moderno le tecniche dei famosi samurai giapponesi. I lettori impareranno a controllare la mente e le emozioni, a usare l’impegno e la dedizione per perfezionare le proprie abilità, a sviluppare una rete di leali sostenitori, a raggiungere i massimi livelli nel proprio campo di azione, e a diventare degli individui inarrestabili nel perseguimento degli obiettivi che si sono assegnati.

Il sanscrito

Riconosciuta come la più antica delle lingue indoeuropee, in cui la razionalità e la cura della precisione sono presenti accanto al pensiero analogico e simbolico, il sanscrito ancora oggi è capace di affascinare.
Questa lingua plurimillenaria permette di accostarsi a una diversa comprensione dell’uomo espressa in un linguaggio animato da ritmi, immagini e intuizioni folgoranti. Essa ha avuto senza dubbio un ruolo fondatore per la cultura indiana e per noi, oggi, costituisce una sorta di soglia, nell’universo della conoscenza, che dà accesso a un mondo fuori dell’ordinario nell’ambito delle civiltà umane.
Questo è possibile grazie all’ampiezza della letteratura scritta e orale, alla profondità dello sguardo portato sulla vita, alle competenze indotte dal suo studio (grammatica, logica...), alla bellezza e la sottigliezza della sua struttura interna e della sua eufonia – nello stesso tempo divinizzata e descritta con una minuziosa analisi critica – e infine alla sua presenza, ancora oggi, nel cuore delle pratiche, delle riflessioni, delle creazioni letterarie, religiose, filosofiche e scientifiche.
Questo libro unico e appassionante ci apre i tesori di una delle più feconde civiltà del mondo attraverso la sua lingua, ci accompagna in una terra incognita tenendoci per mano.

Il segreto e il sublime

John Blofeld narra misteri e magia del Taoismo attraverso le esperienze personali nei suoi anni di vita in Cina, dove ha raccolto testimonianze dirette di eremiti praticanti taoisti in ambienti naturali di squisita bellezza e suggestione. Non un romanzo con la maschera della realtà, ma una realtà avvincente con qualche leggera pennellata di romanzo.

Taoismo simbolo e dottrina: l’equilibrio degli opposti

Taoismo religione, filosofia, disciplina, pratica di vita: in quanti modi differenti siamo abituati a declinarlo? E’ però impossibile ingabbiare questa dottrina in una semplice definizione. Come riporta l'Autore ripercorrendo uno dei testi fondativi, il classico taoista Tao Te Ching, si legge la frase “ La Via (Tao) che può essere nominata non è la vera Via” attribuita al vecchio maestro Lao Tzu tra i padri del taoismo fondatore, si dice, assieme al maestro Zheong Tze (Chuang tzu). In verità è difficile attribuire date e paternità precise, le origini di questa disciplina si perdono nella storia della Cina, anche se le prime testimonianze scritte dell’esistenza della scuola taoista compaiono nel periodo in cui si affermava il Confucianesimo (periodo degli Stati Combattenti). Tornando al testo classico attribuito a Lao Tze si capisce che nel taoismo frasi come questa riportano ad una pratica mistica, che si occupava dei misteri del Supremo alla ricerca della Via. Il termine Tao (o Dao) è antichissimo, usato da diversi filosofi e scuole, letteralmente significa appunto Via o Sentiero. Il simbolo del Tao – l’equilibrio degli opposti nell’eterno alternarsi di yin yang - rappresenta un concetto dinamico, nulla è fermo e nulla è assoluto: questo permette il fluire del cosmo e della vita.

Wu Wei: non agire contro natura e contro il fluire del Tao

Il pensiero taoista rappresenta senza dubbio una tradizione di grande fascino che, dopo un periodo di decadenza è tornata d’attualità. In Occidente infatti le giovani generazioni stanno riscoprendo le filosofie orientali che invitano a vivere in armonia con i ritmi della natura e, proprio su questo, si basano i principi del taoismo. Sebbene Lao Tzu nasca a Loyang, sulle rive del Fiume Giallo, la dottrina taoista si sviluppa più a sud, lungo le lussureggianti valli dello Chang Jiang, o Yangtze Kiang. Proprio la Natura è il cuore della filosofia taoista, ma è una natura indifferente alla umana sorte. L’aspetto centrale del Tao è la sua qualità non antropocentrica e indifferente. Da qui la verità taoista del wu wei, grossolanamente tradotto come non agire, ma che nel suo significato più profondo significa non agire contro natura e contro il fluire del Tao.

Meditazione, tecniche yoga, Alchimia interna taoista: le Arti di lunga vita

Nel saggio, attraverso le conversazioni che l’Autore intrattiene con i personaggi incontrati nel suo viaggio, vengono presi in esame tutti gli aspetti della dottrina filosofica taoista. C’è il Taoismo popolare, che il mito fa risalire al leggendario Imperatore Giallo. A lui sono attribuite le pratiche magiche taoiste, gli oracoli, gli animali sacri come lo spirito-volpe e il drago cinese, in generale l’esoterismo taoista con adepti dotati di particolari poteri. L’Autore scopre e affronta poi l’aspetto di taoismo e sessualità, le pratiche di lunga vita basate su esercisti taoisti per trattenere l’energia, pratiche yoga e una speciale “alchimia interiore”. Il viaggio dell’Autore continua attraverso il taoismo filosofico, che con i suoi insegnamenti ha anticipato di molto la rivolta giovanile degli anni Sessanta contro la violenza, le ipocrisie, la sterile pedagogia e l’eccessiva considerazione per il denaro; il taoismo mistico, teso all’approfondimento dei misteri supremi e all’unione con il Tao sublime.

Il libro di J. Blofeld è scorrevole e di grande interesse per conoscere storia e pratica della dottrina taoista. Sicuramente adatto al neofita il testo sa coinvolgere e affascinare anche chi si interessa da tempo alle filosofie orientali.

Indice

Prefazione
CAPITOLO PRIMO - Una premessa
CAPITOLO SECONDO - Incontro con il taoismo: alcuni eremiti taoisti
CAPITOLO TERZO - Demoni, spiriti-volpe e il regno della magia: taoismo popolare
CAPITOLO QUARTO - Vivere in armonia con i ritmi della natura: arti taoiste e yoga
CAPITOLO QUINTO - Sapere e sapere di non sapere: filosofia taoista e cose affini
CAPITOLO SESTO - Il Senza Nome: il misticismo taoista
CAPITOLO SETTIMO - Uno stormo di draghi verso l’Occidente? Prospettive

Note bibliografiche e ringraziamenti

Il sogno del karate

Libro IL SOGNO DEL KARATE, Gichin Funakoshi

L'arte marziale moderna dalle origini al suo messaggio spirituale: nel libro Il Sogno del Karate il grande Maestro Gichin Funakoshi concentra tutta la sua esperienza. “In passato, prima di accettare un nuovo allievo, i Maestri osservavano il suo carattere. A coloro che ritenevano avessero una natura inadatta, fosse anche il proprio figlio, veniva severamente proibito di ricevere una formazione nelle arti marziali. Viceversa, attraverso la pratica del karate, era possibile moderare coloro che avevano un carattere violento”.
“Gli insegnanti delle scuole in cui insegno mi parlano a lungo dei loro studenti che si allenano nel karate, dicendomi di come il loro comportamento sia migliorato. Questi racconti sono per me fonte di orgoglio e soddisfazione”. Gichin Funakoshi

La prodigiosa ascesa del karate, dalle oscure e segrete tecniche dell'autodifesa di okinawa, a una delle più ammirate e universalmente riconosciute tradizioni marziali giapponesi, può essere attribuita a un solo uomo: Gichin Funakoshi, il padre del karate moderno. Le origini del karate restano avvolte nel mistero, ma Funakoshi lavorò instancabilmente tutta la vita per diffondere il suo messaggio di spiritualità, e l’importanza di vincere senza combattere. E oggi il karate vanta appassionati praticanti in tutto il mondo.

In questa opera il Maestro Funakoshi crea con le parole una narrativa del karate moderno, dalle sue origini alla sua vera essenza, attingendo dalla sua vasta conoscenza personale e dalle sue innumerevoli esperienze. Questo libro traccia un quadro affascinante dell’arte marziale, attraverso i ricordi della sua formazione fin dall’infanzia e le storie di molti maestri di karate. L'Autore spiega la filosofia della sua arte, per cui la vera vittoria consiste nel non combattere e il motivo per cui molti grandi artisti marziali migliorino con l’età.
Il libro è accompagnato da una prefazione di Hirokazu Kanazawa, uno degli allievi diretti che furono più vicini a Funakoshi, che ricorda con affetto il suo vecchio maestro attraverso aneddoti che fanno luce sulla sua fama leggendaria. Questo libro regala al lettore una prospettiva unica sulla storia dell’arte del karate, vista con gli occhi del più grande Maestro.

Leggi la recensione del libro pubblicata su DaSapere

Il Terzo Avvento

Che relazione esiste tra le profezie del passato e il potenziale della nostra coscienza? Per quanto tempo potremo impunemente attingere al nostro patrimonio ambientale? Come possiamo far ricomparire in Occidente famiglie unite e sane? Possiamo ridurre la crescita dell'insicurezza e dello stress lavorativo? Ecco alcuni degli interrogativi posti dal Terzo Avvento, un viaggio che copre 6000 anni con un percorso che attraversa la storia, la filosofia, la politica e l'economia. Il disequilibrio che affligge il nostro ecosistema e la nostra società sembra mettere in pericolo il futuro della nostra razza, mentre focolai di conflitti e catastrofi naturali si moltiplicano. Tuttavia l'Autore ritiene che questo "momento cerniera" sia portatore di uno straordinario potenziale di trasformazione. L'umanità che è alla ricerca, qualsiasi siano le sfide da fronteggiare, è alle soglie di un grande rito di passaggio. Partendo dalle profezie medievali di Gioacchino da Fiore, il messaggio di questo libro è allo stesso tempo pratico e profondo. Svelando degli insegnamenti esoterici tenuti celati per millenni, rivela l'esistenza di un sistema psicosomatico interiore che permette di cambiare noi stessi prima di cambiare il mondo. La storia delle rivoluzioni fallite evidenzia, infatti, la futilità dei tentativi che mirano a cambiare la società senza cambiare l'uomo nel proprio intimo. Ma non si tratta di rinfrescare delle teorie. La gnosi del Terzo Avvento si fonda su di un'esperienza immediata e pratica, registrata dal sistema nervoso centrale. Grégoire de Kalbermatten, con grande candore, ci invita a condividere la sua affascinante ricerca che l'ha condotto a una personalità unica, il maestro spirituale più realizzato dei nostri tempi: una donna nata sotto il segno dell'acquario.

Iniziazione al kundalini yoga

La maggior parte della gente compie una regolare messa a punto della propria auto per avere elevate prestazioni e una lunga durata. Manteniamo in piena efficienza la nostra auto ma dimentichiamo che il nostro corpo ha bisogno anch’esso della massima cura perché ci dia l’energia e il benessere necessari per una vita piena e felice. Partendo da una simile riflessione è stato compilato questo facile e divertente manuale di kundalini yoga che si struttura come un vero e proprio “manuale dell’utente”, ricco di consigli e istruzioni per far funzionare al meglio la macchina-corpo. I suoi capitoli, arricchiti da chiari e gradevoli disegni, affrontano la MANUTENZIONE ORDINARIA, l’IMPIANTO ELETTRICO (il cervello e il sistema nervoso), la REVISONE DEL MOTORE (la manutenzione degli organi) e il SISTEMA D’ACCENSIONE (le ghiandole). La tecnica del kundalini yoga fu introdotta dall’India in Occidente proprio dallo Yogi Bhajan (il manuale è stato di fatto curato da un suo discepolo).

Iniziazione all'essenza dello yoga

Ognuno di noi ha dentro di sé un potere capace di risolvere i propri problemi e malanni. Lo yoga è in grado di risvegliare tale potere, di guarire l'individuo e di conseguenza la società dai suoi mali e dai suoi peggiori nemici: la paura, l'avidità e l'aggressività. Ci sono diversi tipi di yoga e ciascuno può scegliere quello che meglio si adatta al proprio livello evolutivo, al proprio tipo di vita, ai propri doveri sociali e familiari, alla propria volontà e capacità: c’è uno yoga per ognuno. L’autore tratta e presenta le varie discipline dello yoga, permettendo al lettore di confrontare e scegliere.

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