A tavola con le streghe

Il volume, dopo un rapido excursus sul demonismo e la stregoneria in rapporto alla sessualità e al peccato carnale, considera la gola e la gastronomia con particolari riferimenti alla cucina erotica odierna. Gli autori, dopo aver brevemente esposto il pensiero attuale sulla fisioanatomia dei sensi nella specie umana in rapporto al sesso, descrivono le necessità alimentari e sessuali, il loro legame con l’appagamento e la sazietà, il rapporto con le passioni, il desiderio, il piacere e il dolore. La seconda parte del libro contiene e commenta oltre cento ricette di seduzione. Le “ricette” sono riportate in maniera particolareggiata, con tutti gli ingredienti necessari e le modalità per realizzarle. Alla domanda se le ricette siano in grado di appagare il piacere del gusto e stimolare il sesso, gli autori hanno cercato di rispondere con i singoli commenti, ricordando che in questo settore gioca molto, se non tutto, la fantasia e le condizioni psichiche, ambientali e individuali. Le considerazioni finali parlano degli afrodisiaci e dell’importanza della psiche nella elaborazione del desiderio sessuale.

Alchimia

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Novità novembre 2020 - Il libro Alchimia di Jacques Van Lennep propone una importante visione d’insieme dell’arte a soggetto alchemico e dei problemi che essa solleva. Per i non iniziati a questa disciplina esoterica l’alchimia porta con se una valutazione sospetta: quella di essere un mito e non una realtà. Tale reputazione è respinta dagli iniziati all’arte alchemica poiché si ritiene che essa, perfettamente integra, sia parte delle cosiddette scienze occulte. Tale appartenenza costituisce certamente la causa principale dell’interesse che questa disciplina è capace di suscitare. Da poco tempo alcuni studiosi si sono dedicati ad analizzare queste apparenze, a distinguere il vero dal falso, a mettere in luce gli aspetti positivi della letteratura alchemica, lunghissima e ancora oggi poco nota. Cosa dire allora della sua arte, la cui interpretazione doveva dipendere da quelle conoscenze?

Nel suo senso più comune, l’alchimia è l’arte della trasmutazione, che consiste nel convertire alcuni metalli vili in argento e oro. Per riuscirvi, l’alchimista doveva scoprire la pietra filosofale, che sotto forma di una “polvere di proiezione” era in grado di realizzare questa conversione. L’insieme delle operazioni a ciò finalizzate fu chiamato Grande Opera. Gli alchimisti ricercavano inoltre un rimedio universale, l’elisir di lunga vita. Definita in questo modo, in base al suo aspetto più caratteristico, la disciplina alchemica presentava due facce, una operativa e l’altra speculativa. La prima rientrava nella metallurgia e nella chimica primitiva, la seconda si presentava come una ricerca mistica. Il presente libro si accosta a tali aspetti per mezzo dell’iconografia ermetica, sintesi eccellente delle due polarità di questa dottrina esoterica: le ricerche tecniche e l’indagine filosofica. L’iniziazione alla simbologia alchemica si scontra con la difficoltà connessa alle interferenze di questa disciplina con le molteplici forme dell’attività e del pensiero umano, si tratti della filosofia, della religione, delle scienze - dalla chimica alla medicina, passando per la metallurgia - fino alla politica e all’economia.

Come spiega l’Autore Van Lennep: “Nell’alchimia la storia si confonde con la leggenda, la realtà con il simbolo. Il suo stesso nome, trasmessoci attraverso gli arabi, è tutt’uno con le sue origini mitiche che la tradizione cercò nell’antico Egitto. I testi originari ancora conservati vi furono redatti nei primi secoli della nostra era, e comprendono il nucleo essenziale delle sue pratiche e allegorie trasmesse poi da arabi e bizantini, che contribuirono al suo arricchimento. In Occidente l’alchimia ebbe i suoi esordi solo nel XII secolo, per conoscere il suo periodo classico nel secolo successivo, quando furono concepiti i testi latini destinati ad essere i principali punti di riferimento. L’iconografia alchemica, che poté svilupparsi solo dopo la completa assimilazione della dottrina, ci è nota dalla fine del XIV secolo. Pur essendo influenzata in origine dall’iconografia religiosa, le sue immagini si arricchirono ben presto di temi profani”.

L’intento di questo manuale della storia dell’arte alchemica è contribuire a suggerire nuovi percorsi di esplorazione.

Indice libro

Capitolo 1 - Le chiavi del Museo di Ermete
Capitolo 2 - Le immagini dei manoscritti
Capitolo 3 - La Grande Opera incisa
Capitolo 4 - Pietre filosofali
Capitolo 5 - Pittori e filosofi
Capitolo 6- Arti del fuoco
Conclusioni

Appendici

Alchimia, architettura, spiritualità in Alessandro VII

Anna Maria Partini, dopo aver studiato, principalmente dal punto di vista alchemico, il marchese Massimiliano Palombara, Francesco Maria Santinelli, padre Athanasius Kircher, il cardinale Decio Azzolino e soprattutto la regina Cristina di Svezia, fulcro intorno a cui si riunivano questi studiosi, ha naturalmente spostato le sue ricerche sulla personalità di papa Alessandro VII (Fabio Chigi) che nel dicembre del 1655 accolse appunto la regina Cristina (venuta in Italia dopo la sua abiura al luteranesimo per abbracciare la religione cattolica), che era in rapporto epistolare con Athanasius Kircher e che ben conosceva anche il Cameriere Maggiore della regina, Francesco Maria Santinelli.

In questo breve saggio ben documentato, la Partini tratteggia la figura di Fabio Chigi, salito sul soglio pontificio nel 1655, un papa che diede grande impulso alla vita culturale e accademica del tempo e che s'impegnò nella ricostruzione e nell'abbellimento della città. Sotto il suo pontificato Bernini (che fu anche scultore privato del papa) realizzò il Colonnato di San Pietro, e vennero ricostruite celebri piazze come quella del Popolo, della Minerva, della Rotonda. Come risulta dai suoi codici e dai rapporti col Kircher, s'interessò delle scienze naturali e soprattutto della "scienza dei numeri", come dimostra il lavoro che il padre gesuita compilò per lui, intitolato Diatribe Aritmetica. Questo fervente entusiasmo per la cultura e l'edilizia era unito a una forte spiritualità religiosa alimentata da quotidiane meditazioni. Pubblicò diverse opere apparse anonime improntate alla pietà salesiana e gesuitica. Il testo pubblicato all'interno di questo saggio, La buona filosofia o l'arte della salvezza ovvero Istruzioni per vivere perfettamente riunite in tre precetti, appartiene a questo genere di lavori. Scrive l'Autrice: "La cosa che mi ha colpito leggendo il testo è la grandissima tensione spirituale e interiore di papa Alessandro VII e il suo forte senso della trascendenza in Dio. Tutta la vita dell'uomo è impostata da lui, dall'inizio alla fine della giornata, a custodire la relazione con l'Essere Supremo".

Asia mysteriosa

Formatasi nel 1929, per ordine diretto dei “Saggi” dell’Himalaya, e sciolta nel 1940, la Confraternita dei Polari apparve in un momento particolarmente propizio per tutta una serie d’interessi diffusi e relativi alla conoscenza di non meglio definiti “centri iniziatici di conoscenza”. Questa società segreta, in cui si accedeva solo per iniziazione, si collocava all’interno di una solida tradizione rosacrociana. Fu creata da due esoteristi di origine italiana, Mario Fille e Cesare Accomani ed entrò in tal modo nell’insieme della corrente ermetica italiana che fu così importante nella genesi della Massoneria egizia e dei movimenti rosacroce. La morale dei Polari si basava su tre Tavole-Regole:

1. Lottare contro l’egoismo, l’orgoglio, l’ipocrisia;
2. Proteggere gli animali;
3. Osservare le regole dell’igiene.

L’Oracolo della Forza Astrale, che venne rivelato nel 1908 a Mario Fille da un misterioso “Padre Giuliano” a Bagnaia (Viterbo), non è un sistema propriamente cabalistico, ma un mezzo di telegrafia telepatica, dove i numeri servono a trasmettere delle comunicazioni che emanano da esseri che vivono sul piano fisico e che possiedono la saggezza. Si basa su un metodo rigorosamente matematico, e il suo detentore, obbligato com’è a seguire regole precise e immutabili, non può, in alcun modo, influenzare lo sviluppo delle risposte.

Aspasia e Frine

a cura di Vittorio Fincati

Feconda poetessa e scrittrice, Berthe-Corinne Le Barillier, che adottò il nom de plume di Jean Bertheroy, narra in questa breve opera la storia di due famose etère che vissero nei secoli più belli della storia greca, quando quell’antica civiltà raggiunse l’apice della produzione artistica e letteraria.
Amante di Pericle una e dell’oratore Iperide l’altra, brillarono per intelligenza e spregiudicatezza e furono protagoniste degli unici procedimenti giudiziari nei confronti di donne greche di cui ci è giunta testimonianza.
Incarnando quella spinta eversiva propria della loro libertà sessuale, le due donne furono indubbiamente  di grande attrattiva per l’autrice che agli inizi del secolo aveva preso a cuore la lotta per i diritti femminili.
Le due biografie, entrambe di dieci capitoli, rispecchiano il poco che si sa di Aspasia e Frine. La Le Barillier ha cercato di raffigurarle con accenti molto personali, talvolta “caricando” qualche elemento biografico con eccessivo soggettivismo spiritualista, che trovava la sua giustificazione nei primi movimenti di liberazione femminili. Ed è proprio questa caratteristica che rende piacevolmente interessante e curiosa la sua prosa.

Athanasius Kircher e l'alchimia

Mente enciclopedica e geniale, interessato a tutti i rami dello scibile, Athanasius Kircher nacque in Germania, vicino Fulda, il 12 maggio 1602. Entrato nella Compagnia di Gesù, insegnò matematica e lingue orientali, prima in Germania poi in Francia. Chiamato a Roma da Urbano VIII nel 1633 per insegnare matematica al Collegio Romano, trascorse qui la maggior parte della sua vita e rappresentò per quasi cinquant'anni la maggiore autorità culturale della cattolicità. Fu in corrispondenza con gli uomini più colti del suo tempo e con i Gesuiti delle missioni orientali. Il presente volume comprende una prima parte con cenni biografici e un attento esame del suo pensiero filosofico e scientifico, ma soprattutto alchemico, di Anna Maria Partini. La seconda consiste nella traduzione di brani scelti del Kircher. Il Kircher si interessò di fisica, chimica, matematica, filosofia, astronomia, storia naturale, musica, e cercò, attraverso i suoi studi sui geroglifici, di riportare alla luce la tradizione ermetica. Seguace di Marsilio Ficino, scrisse numerose opere di ermetismo religioso e fece parte del famoso cenacolo alchemico che si riuniva intorno la Regina Cristina di Svezia. Qui conobbe e frequentò, tra gli altri, gli alchimisti Francesco Maria Santinelli, nobile di Pesaro, autore della Lux Obnubilata, e il marchese Massimiliano Palombara, autore della Bugia, le cui personalità ermetiche sono state messe in luce dalla stessa curatrice (A.M. Partini) in due scritti pubblicati in questa stessa collana. Anche questa volta dallo studio attento della curatrice è emerso il punto di vista alchemico di Kircher che oscilla tra l'"archimia" (Vera Chimica) e l'Alchimia spirituale. Nell'Oedipus Aegyptiacus, forse l'opera sua più nota dove parla anche degli Obelischi e della Mensa Isiaca, avvicina le varie fasi del processo alchemico al mito di Osiride, Iside e Horo. Interessanti sono le sue osservazioni sullo "solfo fisso", termine poco usato nella simbologia alchemica, Tintura che trasforma la Luna in Sole; Solfo che va poi volatilizzato per convertire in Sole (corporizzare lo spirito e spiritualizzare il corpo). Leggendo quindi attentamente tra le righe gli scritti del Kircher si possono scoprire i segreti più occulti su cui bisogna osservare il silenzio, com'è indicato dalla figura di Arpocrate (dio del silenzio), che s'intravede all'ombra di un cartiglio retto da Mercurio nel frontespizio di una delle sue opere più suggestive, l'Obeliscus Pamphilius.

Boxe Thailandese Muay Thai

La Muay Thai o Boxe Thailandese può essere definita a ragione l'arte marziale del Duemila: inarrestabile e spettacolare, ha avuto negli ultimi anni un enorme aumento di popolarità grazie alla sua particolare efficacia. In realtà, è una disciplina antichissima, le cui origini si perdono nella notte dei tempi: le prime testimonianze relative ad essa risalgono a quasi 2000 anni fa, quando veniva pratica nel misterioso regno del Siam. Il presente libro è il primo in italiano sull'argomento, scritto da una delle massime autorità del campo. Questo volume illustra le origini dell'arte, tutte le pratiche preparatorie al combattimento (Wai Khruu e Ram Muay), le metodologie di allenamento dei combattenti professionisti thailandesi e le tecniche fondamentali: pugni, calci con le tibie, colpi di ginocchio, colpi di gomito, prese e proiezioni. Un testo che colma una grande lacune nel panorama marziale italiano, indispensabile per i principianti, per gli atleti avanzati, per gli insegnamenti e per gli appassionati in genere.

Bracciano negli Occhi della Memoria

Un libro che si sofferma sugli archetipi, i luoghi, i momenti caratterizzanti la storia dell'affascinante località lacustre, approfondendo le figure dei suoi protagonisti (siano essi determinanti che appartenenti alla quotidianità), tratteggiando episodi e passaggi nel tempo, nell'intento di far riapparire immagini che altrimenti sprofonderebbero nell'oblio, di suscitare curiosità e provocare suggestioni. Attraverso quest'opera il lettore meno interessato potrà conoscere la fisionomia del Paese nel racconto delle sue vicissitudini, l'appassionato vorrà penetrarne lo spirito e le relazioni con il quadro storico del tempo. Non viene, infatti, proposta soltanto la storia 'importante', ma anche quella definita storia "evénementiel" la quale delinea la sfera dei fatti che non si collegano a delle costanti, ma vengono solo momentaneamente in primo piano. Le pagine ricostruiscono i primordi, cui segue una lenta evoluzione, alimento alla nascita, alla stabilizzazione e alla crescita dell'agglomerato urbano. I vari tasselli contribuiscono a delineare un mosaico per quanto possibile completo e in qualche misura illuminante. Tutto è basato su documenti che, sommati, determinano unità, continuità, vitalità, verità storica a volte intrigante, a volte banale. Come la vita. L'Autrice propone, in sequenza cronologica, un'ampia visione temporale a più dimensioni, una veduta, proiettata per mezzo di molteplici punti di vista, soprattutto dell'esistenza collettiva, quella più stabile ma anche quella sporadica, saltuaria che, comunque, contribuisce alla completezza del quadro d'insieme. L'Autrice, in sintonia con Fernand Braudel, concepisce la storia come uno spettacolo complesso, in movimento, e conferisce comunque il giusto riconoscimento agli individui che hanno vissuto un ruolo pregnante, nella consapevolezza però che il valore legato alle vicissitudini dei singoli si fonde nella più complessa realtà del sociale. La storia è scienza del passato e spiega il presente. La storia è l'uomo.

Bruno Gröning

Da oltre un secolo gli scienziati tentano di comprendere quali forze governino i fenomeni della vita e del Cosmo. Segreti che celano eventi sovrannaturali spingendo l’uomo a cercare oltre la vita biologica. Non v’è dubbio che i miracoli avvengano e la guarigione spontanea si manifesti principalmente attraverso la fede e la preghiera, ma generalmente accade quando le persone non trovano giovamento nella medicina tradizionale. In tal caso, alcuni si orientano verso sistemi naturali, altri provano la guarigione per via spirituale, campo inviso dalla medicina ufficiale. E nel mare magnum dell’argomento, tra ciarlatani e profeti, emergono personaggi che offrono una visione “altra” del loro operato, non statisticamente catalogabili in quanto non appartenenti alla Chiesa Cattolica, madre dei miracoli, o alla Scienza Moderna che sempre di più si apre a nuove concezioni. Non sono santi, né scienziati ma Alte Essenze che usano la vita a beneficio degli altri. Uno di Essi è Bruno Gröning, un uomo divenuto un fenomeno mondiale negli anni Cinquanta che scatenò le folle con scene bibliche; i paralitici riacquistavano l’uso degli arti, i ciechi tornavano a vedere, gli ammalati si alzavano dalle barelle e qualsiasi malattia scompariva alla sua presenza. Un mistero che suscitò giudizi tra i più contrastanti della storia contemporanea. Gröning trasformava le malattie in salute, sollevava gli uomini dai pesi, ma soprattutto li amava. Le persone guarite riconoscevano in Lui l’inviato da Dio mentre i suoi avversari, tra i quali medici e giornalisti, lo respingevano con incomprensibile malignità. Quando si trattava di Gröning non contava più la verità ma l’effetto che egli produceva sull’opinione pubblica. Bruno Gröning, un uomo che in seguito alla sua morte divenne più celebre di quanto lo fosse stato in vita per le guarigioni che ancor oggi avvengono a migliaia tramite il suo insegnamento.

Bubishi la Bibbia del karate

La Bibbia del Karate è la definizione data dal famoso maestro Miyagi al libro segreto che tutti i leggendari insegnanti di karate hanno studiato. Il Bubishi è infatti una classica opera cinese, gelosamente custodita per secoli, che comprende e mette in relazione tra loro filosofia, medicina, tecnica e arti marziali.Gli argomenti trattati sono quindi molteplici e affascinanti: storia, medicina cinese, farmacologia erboristica, punti vitali, tecniche di combattimento.Una messe di informazioni meticolose e di illustrazioni che ci fa capire come il karate non sia un mero esercizio di forza e abilità, ma un complesso sistema filosofico e di vita. Bubishi è stato presentato per la prima volta al mondo occidentale, tradotto in inglese da Patrick McCarthy, nel 1987; successivamente è stato riveduto e corredato da ulteriori note e spiegazioni, frutto di studi estremamente dettagliati, per facilitarne la comprensione, senza nulla togliere all'antica saggezza che informa l'Opera.

Budo classico Vol. 2

Le arti marziali giapponesi come discipline spirituali. Il Budo Classico non consiste in metodi di combattimento come il Bujutsu o le Arti Marziali vere e proprie; e non si tratta neppure di attività sportiva come il Judo, il Karate o il Kendo. Esso è innanzitutto e soprattutto un insieme di discipline spirituali, il cui fine ultimo si raggiunge attraverso il più rigoroso esercizio mentale e fisico: è l'autorealizzazione del Buddhismo Zen tradizionale. L'autore tratteggia la storia, la filosofia e i metodi di questa particolare varietà di "via marziale", che si esegue a volte con l'uso delle armi, e volte senza.

Budo shoshinshu

Budōshoshinshu, Insegnamenti Essenziali sulla Via del Guerriero scritto dal maestro Daidoji Yūzan nel periodo Edo, rappresenta il trattato più autorevole sulla filosofia del samurai. Tema principale è il ruolo del guerriero in tempo di pace e la difesa del codice dei samurai.

Nello stesso periodo e sullo stesso argomento il samurai Yamamoto Tsunemoto scrive un altro trattato, l’Hagakure. Le due opere avranno percorsi molto differenti poiché il primo sarà fin da subito reso pubblico, lo scritto di Yamamoto invece sarà adottato dalla famiglia Nabeshima come testo segreto del clan e tale rimarrà fino al XX secolo. I due trattati hanno anche differenti impronte: mentre l’Hagakure è stato definito più radicale e romantico, l’opera di Daidoji è più pratica e maggiormente influenzata dal confucianesimo.

La storia ci tramanda che copie manoscritte del Budōshoshinshu siano circolate tra un certo numero di clan poco dopo la morte di Yūzan, avvenuta nel 1730. Fu corretta e pubblicata in xilografie nel 1834 per volontà del clan Matsushiro ma questa versione aveva ridotto alcune sezioni del trattato e in questa sintesi si erano perse nozioni essenziali. Nel 1943, Furukawa Tesshi curò una nuova edizione, basata su un manoscritto ritenuto più conforme all’originale di Daidoji: la presente traduzione è basata su questi manoscritti di Furukawa.

Ma in che modo i discorsi sulla cultura dei samurai possono suscitare oggi l’interesse del lettore moderno? Sicuramente per gli appassionati di storia del Giappone, il libro riporta testimonianze del periodo alla luce degli ideali che ispiravano il corso delle azioni e restituisce prospettive che arricchiscono gli eventi e la politica dell’epoca.

In secondo luogo, è vero che la classe dei guerrieri dovette soccombere ma lo spirito del samurai continua a vivere: è evidente in molte sfere della società, nel mondo degli affari e nell'organizzazione sociale e del lavoro. La filosofia dei guerrieri rappresenta una delle chiavi per comprendere la società giapponese contemporanea.

Infine, la vita di un samurai era densa di significato, cosa che spesso sembra mancare nelle nostre esistenze prese da materialismo e consumismo. Con i suoi 56 sintetici saggi che indicano come vivere secondo i principi morali samurai - improntati a lealtà, solidarietà, integrità professionale e rivolti ad un fine più alto per proseguire la vera tradizione cavalleresca del Bushidō- il presente trattato riempie un vuoto di valori, evidenzia ideali e principi che appaiono ormai perduti e ci rassicura sull’importanza della nostra esistenza e delle nostre scelte.

Bujutsu & Budo moderno vol. 3

Le più efficaci forme di autodifesa tratte dalla tradizione classica. Il Bujutsu moderno consiste in ben definite ed efficaci forme di autodifesa, sia con armi, sia a mani nude, che sono state perfettamente adattate per le necessità contemporanee degli esperti nella tradizione classica. Invece - secondo l'Autore - la storia del Budo moderno, e in particolare le versioni sportive del Kendo, del Judo e del Karate, comportano un adattamento ed una alterazione degli ideali classici. Egli analizza i molti miti relativi al Budo moderno, criticando tutto ciò che divide queste moderne versioni dalla loro essenza tradizionale di discipline spirituali

Bujutsu classico vol. 1

Gli aspetti pratici delle arti marziali: le armi e le tecniche. Le arti marziali giapponesi come discipline spirituali . Sviluppatosi nel corso degli incessanti conflitti del Giappone medievale, il "Bujutsu" ("arti marziali") dotò il guerriero di quell'addestramento tecnico e psicologico che lo preparava a far uso delle sue armi in uno scontro reale. "Bujutsu classico" fa comprendere la natura intensamente pratica delle arti marziali. L'Autore descrive le sedici più importanti forme di Bujutsu, con l'uso di numerose tecniche.

Bushido per principianti

Bushido per principianti, il cui titolo giapponese è Bushido Shoshinshu (traduzione di Thomas Cleary), venne scritto dopo cinque secoli di legge marziale in Giappone per fornire ai guerrieri istruzioni pratiche e morali, correggere comportamenti refrattari e delineare gli standard di condotta personale, sociale e professionale tipici del Bushido (la “Via del Guerriero”), il codice cavalleresco giapponese. È uno specchio piuttosto fedele di molte caratteristiche e aspetti della moderna civiltà giapponese, e rappresenta una tradizione fondamentale di prestigio e potere. Responsabilità familiari, relazioni familiari, doveri pubblici, educazione, finanza, etica e così via; tutti questi aspetti della vita e altri ancora vengono affrontati in questo testo dal punto di vista dello spirito marziale della cavalleria giapponese. Anche le forme di incompetenza e corruzione politica e professionale che il Giappone oggi si ritrova ad affrontare sono descritte con precisione sconcertante in questo libro vecchio di tre secoli, tanto profonde sono le radici dei modelli feudali e militari del Giappone antico. Questo manuale rappresenta quindi una risorsa essenziale per tutti coloro che vogliono avere una comprensione realistica del Giappone e dei giapponesi.

Cagliostro il maestro sconosciuto

Un libro avvincente, che si legge come un romanzo ma è una testimonianza di verità. Con argomentazioni ineccepibili, Pier Carpi dimostra che il conte di Cagliostro e Giuseppe Balsamo sono in realtà due persone distinte. Balsamo era un imbroglione palermitano, usato dall’Inquisizione per condannare Cagliostro. Questi era invece un guaritore famoso, un alchimista, un veggente, e aveva poteri straordinari, riconosciutigli anche dai suoi nemici. La sua vita è una grande avventura, che in questo libro appare come un affresco d’epoca, con al centro un maestro sconosciuto come Cagliostro, che profetizzò la rivoluzione francese, la presa della Bastiglia, l’avvento di Napoleone. Personaggio straordinario, il conte di Cagliostro è ormai entrato nell’immaginario collettivo. Lui stesso lo aveva detto: “Voi non riuscirete a uccidermi”. Dopo di lui, infatti, l’Inquisizione venne spazzata via e i suoi nemici sono morti tutti di morte violenta.

Cagliostro il mago massone

Vita e morte del conte di Cagliostro e il suo Rito Egizio
Autore di prodigi o impostore? Il conte Alessandro di Cagliostro fu un personaggio carismatico della società europea nei tumultuosi anni che portarono alla Rivoluzione francese. Alchimista, guaritore e massone, ispirò sia devozione assoluta che scherno feroce, nonché due romanzi di Alexander Dumas, un dramma di Goethe e l’opera il Mozart: Il flauto magico. La fede sincera nei poteri magici, inclusa l’immortalità, conferiti dal suo Rito Egizio, diede fama a Cagliostro, ma gli procurò anche pericolosi nemici. I suoi celebri viaggi in Medio Oriente e nelle capitali d’Europa cessarono bruscamente nel 1789 a Roma, dove venne arrestato dall’Inquisizione e condannato a morte per eresia. Ma ancora oggi l’enigma di quest’uomo eccezionale è tuttora irrisolto. Cagliostro era lo pseudonimo di Giuseppe Balsamo, siciliano di umili origini e famigerato truffatore? Oppure egli fu investito di una missione divina in una delle più pericolose epoche europee? Il mago massone racconta la sua straordinaria vicenda, completa della prima traduzione mai pubblicata del Rito Egizio. Gli autori esaminano il processo intentato contro di lui con l’accusa di essere un impostore e un eretico, concludendo che la Chiesa romana e la stessa storia lo hanno trattato in maniera estremamente ingiusta. Questa avvincente cronaca, basata su nuove testimonianze documentali, mostra che l’uomo condannato fu un autentico chiaroveggente e un vero campione della Massoneria. I suoi insegnamenti possono oggi rivelarci molte cose, non solo sui segreti massonici, ma anche sulla misteriosa ostilità che il movimento continua ad attirare.

Civiltà perdute e misteriose

Un itinerario fantastico tra luoghi misteriosi o immaginari, civiltà scomparse, misteri del passato: una chiave per la comprensione di noi stessi e della nostra storia.

- L'insolito terrestre
- Isole e paesi di un altro mondo
- Il miraggio di San Brandano
- Il mistero dell'isola Antilia
- I fanciulli dalla pelle verde
- I grandi avi bianchi
- Le civiltà perdute
- La Valle delle Meraviglie
- La leggenda della Valmasque
- I regni immaginari
- La città sotterranea dei Lemuri
- Manoa
- L'El Dorado originario
- La fontana della giovinezza
- La civiltà dei Nuraghe
- L'ipogeo di Hal-Saflieni
- La macchina per resuscitare i morti
- La magia di Cristoforo Colombo
- Colombo cabalista
- Il Libro Magico di Alberto Magno
- Il Conte di Saint-Germain
- I ritratti magici di Belmez de la Moraleda
- I fuochi misteriosi
- I Libri Sibillini e Giovanna d'Arco.

Combat Muay Boran

Il Combat Muay Boran rappresenta un approccio pratico allo stile tradizionale di combattimento originale della Thailandia, strutturato scientificamente per la lotta a mani nude. Paragonato alle spettacolari esibizioni coreografate così popolari oggigiorno nei film di arti marziali e nelle dimostrazioni, il Combat Muay Boran si distingue per il suo obiettivo primario: mettere uomini e donne in condizione di combattere per difendere la propria incolumità. Le tecniche illustrate si basano sull’antico stile di combattimento Chern Muay: l’uso aggressivo delle 9 armi naturali del corpo (Nawarthawooth) per attaccare, difendersi e contrattaccare. Inoltre, nel presente volume viene mostrato l’impiego dei quattro principali sistemi di attacco tradizionali: Proiettare, Schiacciare, Afferrare, Spezzare.

Il testo è corredato da un CDrom multilingue (Italiano, Inglese, Spagnolo) che permette la visualizzazione animata delle applicazioni di tutte le tecniche affrontate.

Come ho trovato l'arca di Noè

Angelo Palego (1935-2021), autore di ben 22 spedizioni sul massiccio dell'Ararat, espone nei dettagli il modo in cui, guidato dalla Bibbia e dalla sua intuizione, ha compiuto questa sua straordinaria scoperta. I resti dell'arca di Noè, divisi in due tronconi, si trovano su un ghiacciaio a circa 4800 metri d'altezza. I ghiacci e il clima hanno consentito al legno bitumato dell'Arca di resistere per circa 5.000 anni alla naturale distruzione. Alcuni frammenti dell'arca, recuperati negli anni passati da altri ricercatori, dimostrano l'esistenza di questo prezioso reperto, che tuttavia appare e scompare di tanto in tanto a causa dello scorrimento dei ghiacci. I frammenti lignei a suo tempo raccolti sono stati scientificamente datati a 5000 anni fa. I tronconi dell'Arca non sono oggi raggiungibili direttamente, perché semisepolti dai ghiacci e in una posizione inaccessibile. Tuttavia, diverse fotografie eseguite dall'autore ne dimostrano la presenza, e le dimensioni concordano esattamente con quelle descritte nella Bibbia: 300 cubiti di lunghezza (circa 133 metri) per 50 di larghezza (32 m) per 30 di altezza (13 metri). Divisa in tre piani, questa enorme ""zattera"", delle dimensioni di un grande palazzo, costruita in ""legno resinoso"" e ricoperta di pece, ha resistito per cinque millenni alle intemperie e ai terremoti, per riapparire oggi quale testimonianza della verità del racconto biblico e - secondo l'Autore - dell'esistenza e della gloria di Dio. Il libro riporta dettagliatamente, con numerose fotografie, illustrazioni e documenti questa meravigliosa avventura.

Conoscenza sacra

Novità Marzo 2021 - Il libro Conoscenza Sacra di Seyyed Hossein Nasr contiene una analisi profonda sul senso della sacralità del conoscere. In Oriente, la conoscenza è stata associata al sacro e alla perfezione spirituale. Conoscere significava essere trasformati dal processo stesso di apprendimento, come anche la tradizione occidentale ha affermato per secoli, prima di venire eclissata dalla secolarizzazione e dall’umanesimo post-medievale che imposero la divisione tra sapere ed essere e tra intelligenza e divino. Con il presente studio, l’Autore si propone di ribaltare questo distacco e di riaffermare le qualità sacre della dottrina e dell’autentica tradizione dell’Occidente con l’aiuto di quelle tradizioni ancora vive in Oriente, dove la conoscenza non è mai stata distaccata dal trascendente.

L’Autore descrive l’approccio al Sacro di Induismo, Buddhismo, Taoismo, Ebraismo, Cristianesimo, Islam, Zoroastrismo e commenta le sfide quali individualismo, razionalismo integrale, storicismo, residui di neopositivismo che le religioni devono affrontare nel mondo reso totalmente profano. A causa della perdita del senso della sacralità, l’uomo moderno ha perso anche quello dello stupore, al punto da non rendersi più conto di quanto sia prodigioso il mistero dell’intelligenza. L’opera si compone dei testi base per le prestigiose Conferenze Gifford tenute da Hossein Nasr a Edimburgo e di esaurienti note in calce che integrano il volume stesso e guidano per ulteriori ricerche quei lettori che siano attratti dai temi e dalle tesi presentate.

Il punto di vista dello studioso islamico è quello della Tradizione non nel senso di idee e consuetudini tramandate di generazione in generazione, ma nel senso di verità di origine divina e in quanto tale atemporale. Come spiega Giovanni Monastra nella prefazione la vita dell’Autore è stata una continua e organica ricerca del sacro illuminata da una visione religiosa profondamente radicata nella “unità trascendente delle religioni”. In tale contesto si acquisisce la conoscenza sacra che si basa sull’intuizione intellettuale.

Indice
Prefazione di Giovanni Monastra
Introduzione

1. La conoscenza e la sua desacralizzazione
2. Cos'è la tradizione?
3. La riscoperta del sacro: la rinascita della tradizione
4. Scientia sacra
5. L'uomo, pontificale e prometeico
6. Il cosmo come teofania
7. Eternità e ordine temporale
8. L'arte tradizionale come fonte di conoscenza e grazia
9. Conoscenza principiale e molteplicità delle forme sacre
10. La conoscenza del sacro come liberazione

Indice dei nomi e dei testi citati

Cristina di Svezia e il suo cenacolo alchemico

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Questo testo prosegue e amplia le ricerche dell’Autrice su Cristina di Svezia, su Francesco Santinelli e su Massimiliano Palombara, presentandoci episodi biografici e analisi testuali interessanti non soltanto dal punto di vista storico ma rivelatori dell’“opera alchemica” di questi tre personaggi, tutti appassionati del conoscere e del sapere che in quel periodo si esplicava attraverso l’alchimia e l’astrologia. Praticare queste materie non era in contrasto con la religione cattolica, lo dimostra il fatto che Cristina di Svezia rinunciò a un regno che amava e sapeva governare, per abbracciare la religione cattolica. Forse Cristina è il personaggio che esprime più validamente la rinuncia al mondo terreno, addirittura a un regno, per seguire più liberamente i suoi impulsi sapienziali e religiosi. Non a caso è stata chiamata “Minerva del Nord”. In particolare nel libro viene ricordata e commentata la famosa porta magica di piazza Vittorio, ingresso secondario di Villa Palombara sull’Esquilino, uno dei pochi monumenti alchemici rimasto intatto nei secoli. Alcune rime del poeta e latinista Massimiliano Paombara, riscoperte recentemente in due manoscritti dell’Archivio Palombara-Massimo, che vengono pubblicate per la prima volta, si riferiscono alle “massime” della Porta Magica. In base allo studio di queste rime, l’Autrice ha potuto affermare che le “iscrizioni ermetiche” incise sotto i simboli della Porta e sulle pareti del “palazzino” sono opera del Palombara stesso e non del fantomatico pellegrino del Cancellieri come si è sempre creduto.

Recensione di Giuseppe Lorin

Recensione acetrippers.com

Cronaca di Akakor

L'Autore, giornalista televisivo è esperto in questioni latinoamericane, riporta in questo libro un racconto, trasmessogli oralmente, che dopo dubbi iniziali gli è parso assolutamente autentico: la Cronaca di Akakor. Akakor, situata nel territorio al confine tra Brasile e Perù, sta ancora aspettando di essere scoperta. La Cronaca di Akakor racconta la storia dei popoli che la abitavano e risale a 12.000 anni fa. Finora non si conosce data più remota di una testimonianza trasmessaci di una civiltà altamente evoluta. Tatunca Nara, sovrano e principe del popolo degli Ugha Mongulala, racconta la gloriosa ma anche tragica storia del suo popolo. Egli parla di una civiltà molto evoluta, fondata su un sapere divino e, sotto molti aspetti, superiore a quella dei Maya e degli Inca. Nella costruzione delle città e nelle loro strutture logistiche si adoperavano tecniche e leggi fisiche per noi inspiegabili. La fine ineluttabile di questo antichissimo popolo sudamericano sarà provocata dalla conquista del continente da parte degli Spagnoli e del crudele, spietato sterminio della popolazione indigena. L'autenticità di questa straordinaria Cronaca viene confermata dalle più recenti scoperte archeologiche in Amazzonia. Un documento singolare e stimolante, che unisce mondi diversi e supera il tempo.

Cronovisore

Per la prima volta Padre François Brune, riconosciuto esperto di transcomunicazione e di fenomeni paranormali, rende note le confidenze che Padre Pellegrino Ernetti gli fece riguardo al progetto del «cronovisore» al quale lavorarono per anni una dozzina di scienziati, ricercatori e premi Nobel del calibro di Enrico Fermi. «Un’idea molto semplice, un po’ come l’uovo di Colombo» – rivelò a Brune il monaco benedettino che viveva presso l’abbazia di San Giorgio Maggiore a Venezia – uno strumento, simile ad un televisore, capace di produrre visioni straordinarie. Per questo e per altri oscuri motivi la sconvolgente scoperta dell’équipe di scienziati fu messa a tacere dal Vaticano e l’apparecchio venne smontato. Ora dove si trova? Esistono dei progetti? Sarebbe possibile ricostruirlo? Il sacerdote francese si è posto sulle tracce di tale misteriosa «macchina del tempo» fin dalla morte di Padre Ernetti, avvenuta nel 1944, e come un detective ha ricomposto pazientemente in lunghi anni il mosaico della storia di questa pericolosa invenzione. Le scoperte alle quali è giunto e le circostanziate ipotesi su dove sia finito l’incredibile congegno costituiscono la materia di questo nuovissimo e appassionato libro che sicuramente farà molto discutere e probabilmente creerà un vero e proprio «caso».

De Architectura

Il De Architectura si presenta come un trattato eclettico – un tentativo di costituire una sintesi organica delle acquisizioni teoriche greco-ellenistiche e dei dati desunti dalla pratica dell’ars aedificatoria – e nello stesso tempo come un testo canonico, summa articolata e composita, ricca di innumerevoli implicazioni e suggestioni, comunque unica testimonianza dell’elaborazione di teorie architettoniche dell’antichità classica. L’opera di Vitruvio anticipa in senso umanistico la centralità della figura dell’architetto e della sua arte, ed esprime come presupposto irrinunciabile l’esigenza di un’armonica sintesi del sapere e della conoscenza che lo renderanno non un semplice organizzatore e codificatore di uno spazio, ma il suo interprete ed ermeneuta. A partire dal Quattrocento in avanti, il trattato diverrà la fonte interpretativa, il modello interlocutorio e il presupposto ispiratore dei fondamenti teorici dell’arte architettonica, tanto che Vincenzo Scamozzi, architetto e trattatista veneto del Cinquecento, dopo una lettura attenta ed assidua dell’opera afferma che Vitruvio “ha ragionato di tutte, o almeno le più difficili e bisognevoli parti dell’architettura e bisogni dell’architetto, il che se molti conoscessero, non così facilmente si vanterebbero di essere architetti, che appena sanno quello che gli appartiene”.

Deus Invictus

Il breve saggio di Franz Altheim, pubblicato per la prima volta nel 1957, si occupa appunto di storia delle religioni, e in particolare di storia delle religioni tardoantiche. L'argomento su cui verte il lavoro del professore tedesco è il culto del dio Sole nel bacino del Mediterraneo attraverso i secoli. Il percorso geografico e storico di questa divinità inizia dal mondo arabo e lentamente influenzerà la religione romana, già di per sé costituita da un'unione di elementi allogeni (divinità greche ed etrusche), sovrapponendosi a quello di Mithra, di derivazione indo-iranica. In particolare sarà l'imperatore-sacerdote Elagabalo a imporne il culto a Roma, tingendolo di nefandezze e oscenità. Testimonianze di questa religione solare sono rintracciabili nelle Etiopiche di Eliodoro, il più compiuto dei romanzi del III secolo d.C., in cui Helios è il dio supremo per antonomasia, e nei testi del filosofo neoplatonico Porfirio, come Il trattato sul Sole. L'intricato percorso del dio Sole, nell'accurata e dotta esposizione di Altheim, si conclude con infine gli imperatori Aureliano, che si proclamava vicario terreno del Sole, e Costantino, spesso assimilato all'astro nascente.

Dialoghi con l'angelo

A cura di Paola Giovetti . Nel 1943, alla vigilia del coinvolgimento dell'Ungheria nella guerra, quattro giovani amici – Hanna, Lili, Joseph e Gitta – decidono di trasferirsi da Budapest al piccolo villaggio di Budaliget per vivere una vita più semplice e più attenta all'essenziale. Un giorno, decidono di mettere per iscritto i propri problemi personali, e Gitta si rifugia dietro a delle banalità. Hanna dapprima se ne irrita, poi ha appena il tempo di dire: "Attenzione, non sono più io che parlo!", e pronuncia in piena coscienza parole che non possono venire da lei. Da quel giorno, per diciassette mesi, attraverso Hanna si manifesteranno energie di Luce, che i quattro amici chiameranno "Angeli" o "Maestri". Attraverso le loro parole si rivelerà, poco per volta, il senso di una nuova vita, una vita di integrazione e unione di tutti gli aspetti dell'Essere, una vita in cui il compito dell'uomo è superare la spaccatura tra spirito e materia e unire cielo e terra. Diciassette mesi che diventeranno sempre più drammatici: i tre fra loro che sono ebrei (Hanna, Joseph e Lili) finiranno la loro vita nei lager: l'incontro con gli Angeli li ha resi capaci di affrontare con coraggio il loro tragico destino. Gitta, che è cattolica, sopravviverà dopo aver tentato invano di salvare i suoi amici. Sedici anni più tardi riuscirà finalmente a emigrare in Francia portando con sé i piccoli quaderni dove, parola per parola, erano stati trascritti i dialoghi. Pubblicati originariamente in francese e poi in altre lingue europee (in inglese, francese e tedesco hanno venduto 900.000 copie), i Dialoghi appaiono per la prima volta in Italia in edizione integrale e, prossimamente, uscirà un film ispirato al libro.

Guarda il video "Chi parla nel libro Dialoghi con l'Angelo?"

Divo sole

La teurgia solare dell'alchimia

Il Sole non è un’idea né il semplice oggetto di una credenza, ma una realtà dai molteplici aspetti, soprattutto nei suoi effetti. Nei suoi raggi luminosi vi è la fonte di ogni azione fisica e chimica e di tutti i fenomeni cosmici e spirituali: la luce vitalizza e scompiglia, dà la vita e provoca la morte. Il Sole, “fuoco intelligente”, nel mondo grecoromano viene considerato un principio cosmico, un’idea. Per Platone, ad esempio, è l’immagine del Bene, quale si manifesta nella sfera delle cose visibili, per gli Orfici è l’intelligenza del mondo. Ed è, inoltre, fondamentale nel processo alchemico. L’essenza dell’alchimia consiste, infatti, nell’attrarre e condensare dai raggi solari, tramite un corpo materiale accuratamente preparato, che funge da magnete, un fluido proteiforme, conosciuto dai più come Spirito Universale, e nel corporificarlo, cioè nel renderlo visibile e afferrabile. Questo, una volta catturato, viene definito mercurio filosofico; sottoposto a una cottura graduale, conduce alla Pietra filosofale, la quale apre le porte di un insieme di sconosciute scienze che convergono tutte verso l’Assoluto. Il saggio di Alessandro Boella e Antonella Galli ripercorre e analizza la tradizione solare, che è la tradizione primordiale dell’umanità, servendosi di un insieme di fonti referenziate – orali e manoscritte, sempre e comunque sottoposte al vaglio dell’esperienza – e di archivi, con l’obiettivo di aiutare il lettore ad accedere a una visione d’insieme di dottrine e di prassi per lo più sconosciute e di difficile comprensione, o delle quali sono state fornite interpretazioni interessanti ma soggettive.

Dizionario dei faraoni

Cosa sappiamo in realtà dei faraoni, aldilà degli stereotipi e delle facili banalizzazioni proprie di una cultura di massa, cosa di questi re che hanno ispirato tanta letteratura – anche molto commerciale – e tanti film e numerosi compositori? Cosa c’è di reale dietro alle varie leggende che li accompagnano? Maschere senza volto, sembrano tutti simili, costretti in un’immagine che l’ideologia dell’epoca esigeva, quella di mediatori tra il cielo e la terra. Non possedendo archivi sufficienti che c’informino sulla vita quotidiana di questo o quel faraone, anche per lo storico sono difficili da differenziare se non per mezzo di una distinzione tra epoche, politiche e monumenti differenti. Tenendo conto di questi limiti e delle possibilità d’analisi, i due Autori si sono sforzati di caratterizzare obiettivamente i regni e le personalità dei “grandi faraoni” (Tuthmosi III, Akhenaton, Ramsete II) e di fare il punto sul maggior numero possibile di sovrani meno noti. Situando gli uni e gli altri all’interno della rispettiva epoca e dei processi storici al fine di comprendere questi ultimi, si è resa indispensabile una serie di notizie dedicate ai periodi – regni e periodi intermedi – e a ciascuna delle dinastie che si sono succedute. Per ampliare il “paesaggio culturale” non mancano voci che trattano di alcune alte personalità di rango non reale, di città importanti dal punto di vista storico, lemmi che definiscono nozioni essenziali (faraone, coreggenza e così via) o significative realtà monumentali o istituzionali. Termina il dizionario una tavola cronologica, che organizza i grandi periodi della storia egiziana e rammenta i nomi reali più illustri di ognuno di questi periodi. Documenti alla mano, Pascal Vernus e Jean Yoyotte ci consegnano un’informazione concreta e critica, indispensabile per riflettere su un regime politico esemplare, meglio conosciuto per l’ideologia e le strutture formali che per la personalità dei suoi sovrani. Ausilio essenziale per lo studioso, il Dizionario dei faraoni rappresenta un’opera di riferimento per il curioso e il cultore illuminato, oltre che la guida a lungo attesa dal viaggiatore.

Dizionario della Sapienza Orientale

Il presente dizionario raccoglie per la prima volta in maniera coordinata e quanto più possibile completa i sistemi di insegnamento delle quattro grandi dottrine sapienziali orientali: Buddhismo, Induismo, Taoismo, Zen. Si tratta di un lavoro altamente impegnativo, realizzato con i contributi di noti specialisti nelle materie trattate, composto di oltre 4.000 voci, esposte in forma enciclopedica, con linguaggio chiaro e ben comprensibile anche ai non esperti. Lo scopo principale dell'opera è infatti quello di aprire un primo sentiero nella selva dell'ampia terminologia che concorre a formare e ad esprimere le dottrine in questione. Essa potrà pertanto essere di grande utilità non soltanto agli specialisti e agli appassionati in genere della sapienza e della letteratura orientale, ma anche a tutti coloro i quali, siano essi medici o psicoterapeuti, scienziati o medium, persone dedite alla meditazione o a qualsiasi altra attività spirituale o fisica, ricorrono oggi sempre più frequentemente a termini tratti dalle dottrine orientali di saggezza. Tali termini derivano, come minimo, da cinque lingue asiatiche (sanscrito, pali, tibetano, cinese e giapponese) e già uniformarne la trascrizione e la traduzione rappresenta una prima seria difficoltà. Quanto al senso da attribuire a tali termini, si intende qui una saggezza vera e autentica, in quanto intesa non come acquisizione puramente intellettuale, ma saggezza direttamente sperimentata, immediata e intuitiva, il cui momento decisivo consiste nella visione e nella comprensione della vera natura del mondo e dei cosiddetti oggetti ultimi. L'opera è quindi anche uno stimolo all'acquisizione diretta, da parte del lettore, di quella saggezza di cui tratta. Il testo è arricchito da numerose illustrazioni.

Donne di potere

Figure femminili diverse tra loro, ma tutte Donne di Potere, come le racconta Paola Giovetti nel suo libro. Nobili, regine, imperatrici. Prime donne in politica, letterate, scienziate.Intelligenti, colte, ricche di fascino, libere, talora spregiudicate. Tutte hanno avuto posizioni di potere per nascita, per matrimonio, per merito o attraverso gli uomini che le hanno amate.

Vite complicate, le loro, dense di avventure, amori, studi, frequentazioni ad alto livello, intrighi, sofferenze, tragedie, oltre che di onori, soddisfazioni, lusso e piaceri. Vite vissute sempre con determinazione e coraggio, a volte con disperazione, senza cedere mai di un passo.

Le figure femminili qui presentate sono protagoniste della grande Storia, così che leggendo questo libro – impostato cronologicamente dal Quattrocento alla fine del Novecento – si ripercorrono vicende storiche, politiche, sociali, culturali e artistiche di primaria importanza, italiane e internazionali, e si ha modo di riflettere sulle troppo spesso inascoltate lezioni che la Storia ci offre.

Amate, odiate, ammirate, invidiate, temute, criticate, imitate: una galleria di personaggi straordinari – come non ne nascono più – raccontati con stile scorrevole, godibile e con ricchezza di notizie e aneddoti.

Indice Libro

Presentazione

  • Simonetta Cattaneo Vespucci, musa di Sandro Botticelli e Lorenzo il Magnifico (1453 - 1476)
  • Caterina Cornaro, l'ultima regina di Cipro (1454 - 1510)
  • Isabella d'Este, la primadonna del Rinascimento (1474 - 1539)
  • Lucrezia Borgia, figlia del Papa e duchessa di Ferrara (1480 - 1519)
  • Vittoria Colonna, la poetessa amica di Michelangelo (1490 - 1574)
  • Caterina de' Medici, un'italiana alla corte di Francia (1519 - 1589)
  • Cristina di Svezia, la "regina di Roma" (1626 - 1689)
  • Madame du Châtelet, la scienziata amante di Voltaire (1706 - 1749)
  • Madame de Pompadour, la potente favorita di Luigi XV (1721 - 1764)
  • Caterina la Grande, imperatrice di Russia (1729 - 1796)
  • Anna Amalia di Sassonia-Weimar, la duchessa amica di J.W. Goethe (1739 - 1807)
  • Maria Antonietta, la sfortunata regina di Francia (1755 - 1793)
  • Giuseppina di Beauharnais, il grande amore di Napoleone (1763 - 1814)
  • Lady Emma Hamilton, l'amante di Nelson che incantò l'Europa (1765 - 1815)
  • Madame Germaine de Staël, la donna che faceva paura a Napoleone (1766 - 1817)
  • Elisabetta di Baviera, la famosa principessa Sissi (1837 - 1898)
  • Margherita di Savoia, la prima regina d'Italia (1851 - 1926)
  • Eleanor Roosevelt, la first lady of the World (1884 - 1962)
  • Zita di Borbone-Parma, l'ultima imperatrice d'Austria-Ungheria (1892 - 1989)
  • Golda Meir, l'unico "vero uomo in Israele" (1898 - 1978)

Esoterismo e fascismo

Immagini e documenti inediti . Il primo libro che esamina esaustivamente i rapporti fra esoterismo e fascismo attraverso 37 saggi di 26 autori diversi e con l'aiuto di documenti spesso inediti, al di là di ogni sensazionalismo e fantasticheria ma in base a ricerche d'archivio secondo un metodo rigorosamente storico-scientifico. Non è esistito un "esoterismo fascista" né un "fascismo esoterico", cioè una componente del fascismo che si basasse su conoscenze di questo tipo come avvenne invece per il nazismo, ma vi fu sicuramente un complesso rapporto fra alcuni ambienti e singole personalità che avevano interessi spiritualisti, occulti, esoterici e il regime fascista, che operarono accanto ad esso o anche al suo interno. Di questa poco indagata situazione si occupa il volume curato da Gianfranco de Turris che esce dopo un lavoro di circa tre anni: per la prima volta un gruppo di specialisti esamina complessivamente i collegamenti tra massoneria, teosofia, antroposofia, neopaganesimo, tradizione italica e fascismo tracciando anche i ritratti di personalità importanti e a torto considerate minori come Arturo Reghini, Julius Evola, Aniceto del Massa, Massimo Scaligero, Guido De Giorgio, il duca Colonna di Cesarò. Si analizza il mistero de "la Grande Orma" e di una rappresentazione teatrale come Rumon. Il campo d'indagine è anche allargato al culto della romanità, che non fu solo esteriore, descrivendo l'attività dell'archeologo Giacomo Boni, e quindi ai simboli che utilizzò il fascismo e al suo aspetto di "religione civile" con la Scuola di Mistica Fascista, alle teorie della razza a sfondo tradizionale ed esoterico, al retroterra culturale "spirituale" e "spiritistico" di scrittori, pittori, musicisti che operarano in quel periodo. Si traccia il profilo del d'Annunzio "occulto" e del suo architetto "massone" Moroni. Si parla della fondazione dell'IsMEO voluto da Giovanni Gentile e Giuseppe Tucci per una apertura alla spiritualità dell'Oriente. Si indaga sulla presenza di Crowley in Italia e sulle piste "esoteriche" degli attentati a Mussolini. Non manca un esame delle riviste e degli editori che si occuparono di questi argomenti, del cinema mitico del fascismo e della cosiddetta "archeologia misteriosa" durante il Ventennio. Una panoramica mai effettuata prima con questa ampiezza che rivela caratteri inaspettati della cultura italiana fra le due guerre. Con due interviste a Giorgio Galli e Emilio Gentile.

Fascismo e terzo Reich

Pubblicato nel 1946 e ampliato nel 1970, questo saggio sul fenomeno politico e ideologico che furono fascismo e nazionalsocialismo, conserva a decenni di distanza la sua originalità. Si tratta, come volle precisare l'Autore nella prima edizione, di «una analisi critica dal punto di vista della Destra», priva di esaltazioni e idealizzazioni nostalgiche, di uno studio che si pone più sul piano metapolitico che politico e che, capitolo per capitolo, prende le mosse dai fatti contingenti quali si verificarono tra le due guerre, per poi spostarsi e analizzarli sul piano dottrinario. Una ricerca di tal genere risulta ancora oggi unica e originale, anche perché la corrispondente discriminazione fra quel che nel fascismo e nel nazionalsocialismo ebbe o poteva avere un significato positivo e ciò che in essi presentò un carattere problematico, incerto e deviato, viene svolta su un piano oggettivo e impersonale. Ne consegue che Destra in senso tradizionale e fascismo, per Evola, non si identificano senz'altro. Questa nuova edizione dell'opera è, rispetto alle precedenti, praticamente raddoppiata con l'aggiunta di due appendici, una per sezione, che riuniscono diciassette articoli e saggi pubblicati fra il 1930 e il 1973, con un triplice scopo: dimostrare principalmente che il punto di vista di Julius Evola non nacque nel 1964 col senno di poi, ma assai prima venendo già espresso, in modo esplicito e adatto al contesto storico, negli anni Trenta e Quaranta; approfondire alcuni spunti trattati sommariamente nei diversi capitoli del libro; allargare lo sguardo anche su altri «fascismi» (Guardia di Ferro, Falange, idea imperiale nipponica).

Filone D'Alessandria

L’analisi profonda di una ricca e singolare personalità, che unisce la fede dell’Antico Testamento alla cultura ellenistica. Il suo sottile allegorismo libera la fede dei suoi padri dall’inviluppo semitico, per rivestirla con le forme più raffinate della filosofia del suo tempo. E la testimonianza più importante della sua opera è quella che egli rende al valore supremo dei beni spirituali. In questi ultimi anni, la personalità e l’opera di Filone d’Alessandria, che hanno così profondamente segnato il pensiero dei principali Padri della Chiesa, sono state ispiratrici di numerosi lavori, principalmente in America e in Germania. Questo interesse è dovuto sia alla seduzione che non cessa di esercitare questa singolare e ricca personalità, che unisce la fede dell’Antico Testamento alla cultura ellenistica, sia al fatto che Filone è un testimone dello stato del Giudaismo dell’epoca in cui appariva il Cristianesimo. Di lui; sono state date molte immagini diverse. E le contraddizioni hanno la loro matrice nell’estrema sottigliezza del carattere dell’Ebreo Alessandrino. Non è possibile considerare la sua opera senza considerare l’uomo, la cui alta condizione sociale non gli ha impedito di essere appasionatamente devoto alla sua fede. Il Giudaismo di Filone non ha però nulla della rigidità farisaica e del fanatismo zelota. Il suo sottile allegorismo libera la fede dei suoi padri dall’inviluppo semitico, per rivestirla con le forme più raffinate della filosofia del suo tempo. E la testimonianza più importante della sua opera è quella che egli rende al valore dei beni spirituali.

Forme tradizionali e cicli cosmici

L'opera più originale di Guénon.
Di particolare interesse sono i capitoli dedicati alla Regione Iperborea e all'Atlantide, e lo studio dei cicli cosmici.
Terza edizione .
Gli articoli raccolti in questo volume rappresentano l’aspetto forse più “originale” – e per molti lettori anche il più sconcertante – dell’opera di René Guénon. Si sarebbe potuto scegliere un titolo come “Frammenti di una storia sconosciuta”, ma d’una storia che ingloba protostoria e preistoria, poiché inizia la Tradizione primordiale contemporanea agli albori della presente umanità. Si tratta di frammenti destinati a rimanere tali, nel senso che sarebbe stato certamente impossibile, per lo stesso Guénon, esporre questa storia senza soluzione di continuità e senza lacune, poiché le fonti tradizionali che gli hanno fornito i vari elementi erano verosimilmente molteplici. Anche da un altro punto di vista questi possono definirsi “frammenti”: nella raccolta, infatti, si sono potuti riunire soltanto i testi che ancora non sono stati incorporati in volumi anteriori, sia dallo stesso Guénon, sia da coloro i quali hanno provveduto alla compilazione delle raccolte postume già pubblicate. Dei testi contenuti in quest’opera, soprattutto quelli riguardanti la Regione Iperborea e l’Atlantide costituiranno per alcuni la pietra dello scandalo, poiché quanto viene detto su tali argomenti si trova in netto contrasto con le idee generalmente prevalenti nel mondo scientifico occidentale. Più numerosi sarebbero forse i punti di contatto con i risultati della ricerca scientifica sovietica; ma la conoscenza che abbiamo di essi è troppo imperfetta, per poterne trarre delle utili conclusioni. D’altra parte, dato il carattere chiaramente preistorico delle epoche alle quali ci riportano le tradizioni iperborea ed atlantidea, non si potrebbe ricavarne che semplici indizi o fasci d’indizi, per lo più nei domini dell’etnografia, della linguistica comparata e delle religioni. Lo studio dei cicli cosmici, con cui s’inizia la raccolta, data la sua caratteristica di preambolo, non presenta particolari difficoltà, essendo generalmente nota in Occidente l’esistenza di una dottrina dei cicli, nella tradizione indù. Si sa ora dell’esistenza di teorie cicliche anche nella Cabala ebraica e nell’esoterismo islamico. Le conoscenze cosmologiche tradizionali racchiuse in questi quattro libri costituiscono una somma che senza dubbio non ha uguali in nessuna lingua.

Frate Elia

Elia da Cortona, o Elia da Assisi (1180-1253), francescano laico, fu molto vicino a san Francesco essendo uno dei suoi primi seguaci. Diventò ministro dell’Ordine generale e ricoprì un ruolo importante nel promuovere la realizzazione della Basilica inferiore di Assisi. Ebbe un rilevante ruolo politico come amico e consigliere di Federico II di Svevia, dal quale ricevette delicati incarichi diplomatici. Non riuscì, però, nel suo intento di riconciliare i poteri universali del Papato e del Sacro romano impero; anzi, il suo impegno politico gli costò una scomunica che fu resa pubblica ed effettiva nel 1240. Un suo riavvicinamento al Papato si ebbe solamente nel 1250, dopo la morte di Federico II.

Il documentatissimo libro di Salvatore Attal, ormai introvabile da decenni, è stato uno dei primi a raccontare la sfaccettata biografia di quest’importante figura del XIII secolo.

Frate Elia compagno di san Francesco

con uno studio su Frate Elia e l'Alchimia
di Anna Maria Partini
Elia da Cortona, o Elia da Assisi (Assisi, 1180 circa-Cortona, 22 aprile 1253), francescano laico, fu molto vicino a San Francesco essendo uno dei suoi primi seguaci. Ebbe un importante ruolo politico come amico e consigliere di Federico II di Svevia, dal quale ricevette delicati incarichi diplomatici. Non riuscì, però, nel suo intento di riconciliare i poteri universali del Papato e del Sacro romano impero; anzi, il suo impegno politico gli costò una scomunica che fu resa pubblica ed effettiva nel 1240. Un suo riavvicinamento al Papato si ebbe solamente nel 1250, dopo la morte di Federico II.

Una tradizione cronachistica, a lui sostanzialmente avversa, lo indica anche come dedito a pratiche alchemiche, arrivando perfino ad attribuirgli la stesura, presso la corte federiciana, di un trattato in sei libri in lingua latina sull’argomento intitolato Lumen luminum, ispirato al Libro degli allumi e dei sali e ai formulari del Corpus Hermeticum di Ermete Trismegisto.

Da questi presupposti parte l’analisi di Anna Maria Partini che correda la nuova edizione del celebre e raro testo di Salvatore Attal di uno studio accurato e di un profilo biografico aggiornato sul celebre compagno di San Francesco.

Geni, Angeli e Demoni

Un gruppo di studiosi formato da orientalisti e ricercatori francesi dell'Ecole des hautes études ha deciso di mettere in comune le proprie esperienze e conoscenze per pubblicare una serie di opere, rivolte al grande pubblico, dedicate ai riti e alle credenze diffusi in passato e tuttora vivi nelle culture d'Oriente e dell'Estremo Oriente. Il presente volume tratta delle demonologie nelle civiltà orientali. Una moltitudine di dèi, geni e dèmoni lo affolla in una maniera sconcertante per il profano. Ma il loro panorama, una volta spiegato, rappresenta un'efficace iniziazione a quei mondi esotici e permette di affrontare le questioni più interessanti per lo storico, l'etnologo, il filosofo e il sociologo. Lo scopo essenziale di questa iniziativa, infatti, è la comprensione delle credenze più diffuse e radicate nelle culture prese in esame. L'originalità dell'opera sta nell'ottica innovativa in base alla quale vengono esaminati i problemi religiosi: invece di incentrare più opere sugli aspetti della vita religiosa di un'unica civiltà, vengono presentati i diversi aspetti di uno stesso fenomeno religioso nel maggior numero possibile di civiltà.

Gli antichi egizi

Molte opere, in vari paesi, hanno visto la luce in questi anni sulla vita quotidiana degli antichi egizi. Scavi, anche importanti, hanno avuto luogo e altri sono in corso nella Valle del Nilo, senza tuttavia aggiungere molto – dal punto di vista essenziale – alle nostre precedenti conoscenze. Tutt’al più hanno richiesto l’ampliamento dei luoghi di conservazione dei reperti, accentuando la problematica preesistente sulla opportunità del prosieguo degli scavi quando ancora il materiale accumulatosi non sia stato debitamente studiato e pubblicato e, soprattutto, quando manchino i mezzi atti a conservare le strutture portate alla luce. Si pensi alle stupende tombe del periodo protostorico scavate da W.B. Emery a Sakkara – scavi a cui l’Autore ha preso parte – in mattoni d’argilla cotti al sole che all’epoca recavano finissime stuccature policrome raffiguranti le facciate dei palazzi e che oggi sono informi monticoli di terra che il vento del deserto disperde tra le dune. Gli enormi danni arrecati al patrimonio archeologico ed ecologico dalla costruzione della diga di Assuan sono stati focalizzati in studi specialistici. Le polemiche provocate da simili eventi concorrono a mantenere vivo l’interesse del grande pubblico verso la terra dei Faraoni. Tuttavia le acquisizioni archeologiche e quelle storico-filologiche hanno mantenuta intatta la distanza tra l’uomo moderno e l’antico egizio. Il solo modo di gettare un ponte tra i due mondi è quello di far rivivere i documenti originali in tutta la loro freschezza, trasformandoli in tasselli vivi sul grande mosaico di base degli inevitabili dati nozionistici. È questo il motivo del presente “quaderno di schizzi e di impressioni” che, su una seria impostazione di tutto il materiale documentario, intende far assaporare al lettore il sottile gusto metafisico di una civiltà così raffinata, ma pratica ed essenziale a un tempo, quale fu quella dell’antico Egitto.

Goethe a Roma

Paola Giovetti accompagna il poeta nel suo celebre viaggio dalle Alpi fino alla Sicilia, con attenzione particolare per la città di Roma, dove Goethe visse durante la maggior parte del tempo che trascorse in Italia. Ripercorre le emozioni e il significato che il grand tour ebbe per lui, cercando di capire perché fu un evento fondamentale, una vera e propria cesura con ciò che era avvenuto prima, un mutamento radicale che si ripercosse poi in tutti i successivi anni della sua vita. Emerge così la complessa personalità dell’uomo, che nella distanza temporale si è rivelato sempre più universale, un modello avanti anni luce rispetto ai suoi tempi e anche rispetto ai nostri. Goethe non fu, infatti, soltanto il grande poeta, il saggio maestro di vita che tutta l’Europa conobbe: fu il prototipo di un nuovo modello umano al quale ancora aspiriamo, l’uomo costantemente attivo, che non cessa mai di ricercare, indagare, scoprire, il grande europeo capace di far sua la sapienza dell’antichità, dell’Occidente e dell’Oriente, e insieme il grande educatore delle generazioni future. Concreto e realista, Goethe credeva nell’azione creativa, nell’operosità instancabile; conosceva tutti gli errori, le tentazioni, gli abissi dell’anima, ma seppe portarli all’armonia e trasformarli in ricchezza.

Conversazione con Paola Giovetti su "Free Lance International Press"

Governi occulti e società segrete

Dietro le quinte della Storia . Chi governa "veramente" il Mondo? I governi della Terra sono influenzati e guidati da reggitori occulti che ne dirigono l'evoluzione


Dietro le quinte della Storia . Chi governa "veramente" il Mondo? I governi della Terra sono influenzati e guidati da reggitori occulti che ne dirigono l'evoluzione e ne delimitano l'azione? Questo sostiene, con inoppugnabili dati di fatto, Serge Hutin. Il mondo è governato da personaggi ben diversi da quelli apparenti: dietro le quinte della storia, della politica, dei rapporti internazionali di ogni tempo e di ogni Stato, misteriosi personaggi detengono i reali poteri. Questi governanti sono stabili, immutabili, e la loro potenza è superiore a qualsiasi altra. Essi condizionano la stampa e le decisioni di ogni governo, mantenendo il corso della storia entro un ambito determinato. La nostra libertà, pertanto, è solo apparente, poiché se deviassimo troppo dalla direzione già tracciata, "qualcosa" o "qualcuno" ci riporterebbe sul cammino prestabilito dai governanti occulti.

Graal simbolo millenario

Non esiste nella storia della letteratura mondiale una serie di racconti che, come quelli graalici, abbiano suscitato così diverse interpretazioni. Nel libro Graal Simbolo Millenario,Leggenda, Storia, Arte, Esoterismo a cura di Giovanni Sessa, tutto questo viene portato in luce. C'è chi ha voluto vedere nel Graal una leggenda cristiana, chi l’ha fatta risalire a un’origine celtico-pagana, chi l’ha voluta frutto di una influenza indo-orientale o siriaca. A queste ipotesi si aggiungono quelle che mettono in gioco l’alchimia, le dottrine dei catari o dei persiani. Da qui l'esigenza di individuare il senso ultimo di questo simbolo millenario.

I saggi che compaiono in questo volume discutono il simbolismo graalico da più punti di vista. Indagano gli aspetti leggendari e mitici, storici e letterari, artistici ed esoterici, inerenti la «cerca» della Sacra Coppa. Sono il frutto del lavoro di scavo filologico e teorico dei più noti studiosi italiani dell’argomento. Dalla lettura di queste pagine si evince la centralità delle posizioni espresse, sul tema, da Julius Evola: «Il Graal ha un contenuto vivente, un “mistero”, che a tutt’oggi può dirsi in larga misura ignorato. Il piano che gli è proprio è quello di una tradizione metafisica nel senso più vasto del termine, e solo da questo punto di vista esso può venir colto secondo il suo significato più vero».

Il saggio individua premesse teoriche generali utili al lettore per comprendere l’importanza del simbolo del Graal. Nella società della comunicazione di massa in cui siamo calati, assistiamo ad un enorme flusso di pubblicazioni sul Graal, così come a un numero rilevante di opere cinematografiche dedicate alla “cerca”. Molte di esse sono vere e proprie mistificazioni della storia e delle problematiche graaliche.

Il Mistero del Graal fornisce al lettore strumenti teorici per ottenere orientamenti seri, in merito alla Tradizione e al senso che essa assume nella contemporaneità, ma soprattutto nei confronti della stessa ricerca graalica. Il tema dell'opera ha a che fare con il recupero, a un tempo, dell’egemonikon individuale e dell’ordnung comunitario, nella convinzione platonica che non si possa giungere al secondo, se non attraverso il coerente perseguimento del primo. Per questo scopo, è d’obbligo partire dal presente. Meglio, da ciò che il mistero graalico ha prodotto ai nostri giorni.

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INDICE

  • Introduzione: Evola, il Graal e l'Impero interiore - di G. Sessa
  • Prologo: Perchè Evola scrisse Il Mistero del Graal - di G. de Turris
  • Premessa alla prima edizione del 1937, di Julius Evola
  • Epilogo alla prima edizione del 1937, di Julius Evola
  • Cap. 1 - Il Graal la leggenda e la reliqua
  • Cap. 2 - Chrétien de Troyes, Wolfram von Eschenbach e Julius Evola
  • Cap. 3 - Il Graal tra leggenda e esoterismo: il Parzival di W. von Eschenbah
  • Cap. 4 - Il Graal e i Catari secondo Julius Evola
  • Cap. 5 - Il Graal e l'Oriente
  • Cap. 6 - Il Graal nell'arte
  • Cap. 7 - Il Graal come percorso interiore e visione politica
  • Bibliografia

Hagakure

Precetti per un Samurai .
A cura di Bruno Ballardini e Antonio Fichera.
Tenendo conto di un’importantissima ricerca di un accademico degli Stati Uniti che contiene scoperte fondamentali in questo campo, Ballardini e Fichera hanno operato una profonda revisione della traduzione del testo originale, approfondendo aspetti storico-filosofici finora poco conosciuti. In tal modo hanno trovato e corretto un mare di errori contenuti nelle più importanti edizioni italiane e inglesi dell’opera, che negli anni hanno portato a date e interpretazioni completamente sbagliate Questa, quindi, è l’edizione dell’Hagakure più corretta fra quelle esistenti! È corredata da un’eccellente introduzione storico-filologica scritta con perizia e gran preparazione. Insieme a questa c’è la più completa bibliografia esistente per chi si occupi di questi studi tanto che il testo si prepara a diventare libro di testo degli Istituti di orientalistica universitari. L’Hagakure è uno dei capisaldi della letteratura samuraica ed è costituito da una raccolta di argomenti vari che riunisce gli insegnamenti segreti impartiti dal monaco buddhista Yamamoto Tsunetomo a un giovane samurai di nome Tashiro Matazaemon Tsuramoto. Nonostante la sua devozione – e trasgredendo a un principio basilare del codice etico del guerriero nipponico che gli avrebbe dovuto imporre l’ubbidienza assoluta – Tsuramoto, per fortuna della Storia e nostra, non esaudì la volontà di J ch che gli aveva chiesto di dare alle fiamme il manoscritto, pertanto le conversazioni avvenute tra il Maestro e il suo unico allievo circolarono per quasi due secoli presso dei gruppi ristretti di samurai e in seguito vennero pubblicate. Gli insegnamenti di Yamamoto Tsunetomo sono suddivisi in 11 capitoli che comprendono 1343 brani, generalmente concisi. Apparentemente difforme e caotico per il gran numero di argomenti in esso contenuti (precetti, consigli pratici e morali, alcuni scarni dati autobiografici, citazioni e massime, riferimenti letterari, considerazioni filosofiche e religiose e resoconti epici e storici), l’Hagakure è invece redatto in modo accurato. Infatti, i temi guida di ciascun volume sono sempre trattati compiutamente e organicamente. L’Hagakure non propone al lettore un sistema filosofico codificato, nel senso che non contiene argomenti sistematici o circoscritti in definizioni. I pensieri che vi sono espressi non sono né intellettuali né eruditi e la loro apparente mancanza di metodicità dipende dall’essere stati, in origine, delle vere e proprie conversazioni. I temi trattati spaziano dalle visioni più profonde dell’autore riguardo la “Via del samurai”, agli strumenti che si devono usare nella “Cerimonia del tè” o semplicemente al perché alcune mansioni abbiano un determinato nome.

I Druidi

I Druidi e i loro segreti

La dottrina druidica è ancora oggi quasi completamente sconosciuta. “I sapienti non mettevano per iscritto le loro cognizioni”, affermano Françoise Le Roux e Christian-J. Guyonvarc’h, due specialisti del mondo celtico. Non si può quindi accedere ad alcuna conoscenza diretta e bisogna sempre fare sempre riferimento a testi di seconda mano, cioè ai resoconti stilati dagli autori classici (Tacito, Strabone, Cesare e Diodoro Siculo). Questi ci hanno però trasmesso solo approssimazioni, riflessioni alterate dalla loro cultura. Alcuni, per esempio, li reputavano dei teologi o filosofi, simili ai santoni indiani, immersi nello studio della natura e in comunione con gli dèi. Secondo Giulio Cesare, essi costituivano una casta cui gli aspiranti potevano accedere solo dopo lunghi studi: erano allo stesso tempo sacerdoti e detentori del sapere, ma soprattutto tramandavano la memoria dei Celti privilegiando la trasmissione orale, perché non volevano congelare la scienza, da loro considerata in perenne evoluzione. Morgan Brooks raccoglie e mette a confronto notizie, leggende, testi classici, nonché i manufatti rinvenuti recentemente dagli archeologi e, con uno studio serio e documentato, fa compiere al lettore un favoloso balzo indietro nel tempo, fino agli albori del Medioevo, facendolo sprofondare nelle radure e nelle foreste dell’Europa occidentale. Il suo è un saggio indispensabile per tutti gli appassionati di spiritualità, mitologia celtica, magia bianca o medicina druidica.

I quattro libri dell'architettura

Pubblicati a Venezia nel 1570 ma attesi e lavorati per un ingente numero di anni, I quattro libri dell’architettura rappresentano la summa architettonica del tardo Rinascimento e il purissimo distillato della sapienza di Palladio: sapienza empirica, costruttiva, ma ciò nondimeno raffinata; lungamente ricercata e modellata sul fondamentale exemplum di due illustri predecessori: Marco Vitruvio Pollione e Leon Battista Alberti. In nessun modo tuttavia Palladio può essere considerato un semplice imitatore: la materia architettonica trattata – quadripartita in dottrina classica degli ordini, edifici dei privati cittadini, costruzioni di pubblica utilità, architettura religiosa antica – pur prendendo avvio dall’attenta lettura e dal rilievo del patrimonio monumentale dei Romani, si è trasformata in invenzione originale. Il “nuovo” classico di Palladio è lontano da ogni neoclassicismo di maniera: ciò che vive nella sua architettura – e ne fa un organismo unico, «uno intiero e bene finito corpo» – è un sistema di relazioni necessarie, perfettamente calcolate benché non manifestate apertamente: proporzionalità di cui geometria e musica si armonizzano. Difficilmente sopravvalutabili nella vastità della portata, I quattro libri di Palladio – per quanto spesso semplificati o equivocati – hanno influenzato l’architettura occidentale per i successivi quattro secoli, modificandola in modo irreversibile.

I Rosacroce - storia, dottrine, simboli

Storia Dottrine Simboli
Rosacroce è il nome di una confraternita di mistici e ricercatori spirituali la cui origine si fa risalire al secolo XIV, ma che ebbe notevole influenza nella Germania del secolo XVII, e, successivamente, in tutta Europa. Ancora oggi alcune società segrete e ordini iniziatici rivendicano la propria appartenenza all’Ordine della Rosa-Croce.
Le origini della confraternita rimangono oscure (per consuetudine tutti i documenti venivano bruciati) ma è facile collegarle indirettamente all’insieme dei movimenti esoterici, ai gruppi iniziatici segreti più antichi, a misteriose associazioni di pochi eletti preposti a coordinare e dirigere l’evolversi delle conoscenze e della storia umana.
La Confraternita della Rosa-Croce perseguiva una nuova fraternità tra gli uomini, insegnava la vera religione, la carità e l’amore cristiano, la vera filosofia, la vera moralità; tramandava le scienze più segrete, tra cui l’alchimia, scienza trasformatrice della materia universale e di trasmutazione dell’essere umano. Ma solo coloro che ne sono degni potranno superare «passaggi» e «porte», per ricevere la rivelazione della Luce divina, sì da ritrovare il proprio aspetto cosmico, poiché la via della vera saggezza si apre soltanto per coloro che hanno raggiunto la conoscenza della natura visibile e invisibile.
L’Autore presenta qui una storia e una interpretazione obiettiva, e per quanto possibile completa, della Confraternita della Rosa-Croce, quale movimento di alta spiritualità che anche nella nostra società conserva solide basi di una tradizione la cui validità rimane intatta in ogni tempo.
Partendo dai suoi primi «Manifesti», che risalgono al 1614, Jean-Pierre Bayard tratta quindi del periodo della Riforma e della Guerra dei Trent’anni, passando poi ad altri movimenti nati nel secolo dei Lumi. Infine esamina l’epoca contemporanea, nella quale prosperano numerose Società Rosacrociane.
L’opera dimostra che tutte le nostre credenze, tutte le nostre interpretazioni formano un insieme coerente con gli insegnamenti di ogni civiltà e che è compito dell’uomo conoscere e dominare le forze della natura nella loro essenza al fine di ritrovare le sue origini, per la sua vera e totale comprensione dell’Universo.

I segreti dell'iconografia bizantina

a cura di PierLuigi Zoccatelli

Vera rarità, questo manuale scritto nel corso di molti secoli da monaci ortodossi per i propri confratelli dediti alla pittura, vide le stampe per la prima volta a Parigi nel 1844 con una dedica del traduttore francese a Victor Hugo, «poëte des Orientales et des Feuilles d’automne». Le ragioni di un simile trattato sono bene sintetizzate da M. Diron nell’Introduzione: «In Grecia l’artista è schiavo del teologo; la sua opera, che copieranno i suoi successori, è stata copiata dai dipinti che l’hanno preceduto. L’artista greco è asservito alla tradizione come l’animale al suo istinto; crea una figura come la rondine il suo nido o l’ape l’alveare. Il pittore greco è un maestro dell’esecuzione; possiede l’arte, ma solamente l’arte: l’invenzione e l’ideazione appartengono ai padri ai teologi, alla Chiesa cattolica”. Gli appassionati di pittura bizantina e in particolare di iconografia cristiana troveranno dunque in questo libello, conservato gelosamente nei monasteri del monte Athos, le regole, codificate nel corso di secoli, per la corretta realizzazione di un’icona, e quindi per la prima volta avranno a disposizione gli strumenti per interpretare correttamente e per apprezzare completamente questo particolare tipo di produzione artistica. L’opera e quadripartita: nella prima sezione, pincipalmente tecnica, sono esposti i procedimenti pittorici impiegati dai greci, il modo di preparare pennelli e colori, di stendere l’intonaco per gli affreschi e i quadri, e di dipingere su tali supporti; nella seconda vengono descritti nel dettaglio, con una precisione degna di nota, i soggetti della simbolica, ma soprattutto la storia che la pittura può rappresentare; la terza parte determina in quale posto conviene collocare tal soggetto o tal personaggio, in una chiesa, in un atrio, un refettorio o vicino ad una fontana; un’appendice, infine, fissa le caratteristiche che devono avere il Cristo e la Vergine e riporta alcune delle più frequenti iscrizioni che abbondano nelle pitture bizantine.

I Templari e il Graal

La storia dei Templari e la cerca del Graal, due dei più enigmatici e persistenti misteri della storia mondiale, sono stati a lungo associati


La storia dei Templari e la cerca del Graal, due dei più enigmatici e persistenti misteri della storia mondiale, sono stati a lungo associati, tanto sul piano storico che su quello della tradizione. Il grande poeta medievale Wolfram von Eschenbach definì i cavalieri preposti alla custodia del Graal (nominato per la prima volta in un poema gallese del nono secolo) Templiesen; tuttavia, l'esatta relazione tra codesti guardiani e l'Ordine storico dei Templari attende ancora di essere chiarita. Durante la loro epoca – l'Ordine fu fondato nel 1119 – si credette che i Templari fossero entrati in possesso di qualcosa di enorme potere ed importanza, qualcosa che, qualunque sia stata la sua reale natura, quasi certamente contribuì all'improvvisa e tragica distruzione dell'Ordine, avvenuta nel 1307. Prima di quel momento, i Templari costituivano una delle più potenti organizzazioni del mondo, ma, vittima di un ben orchestrato attacco che li presentò come eretici, sodomiti, adoratori del diavolo e omicidi, dopo una serie di processi drammatici furono letteralmente cancellati dalla storia. Karen Ralls rileva in questo libro che i Templari non scomparvero del tutto, ma furono accolti in altri Ordini o continuarono ad operare sotto altri nomi, custodi di una conoscenza esoterica di straordinaria importanza per il mondo intero. Tale conoscenza potrebbe essere semplicemente un complesso di dottrine derivate da una sapienza antica, oppure la vera e propria coppa del Graal. Questa è una delle ipotesi plausibili avanzata dall'Autrice. Ma il Graal può essere molte cose, può manifestarsi in quasi tutti i modi, avere più di una forma o non averne alcuna, può persino non esistere in questa dimensione. In ogni caso rappresenta l'obiettivo di una ricerca personale, la quale è in grado di condurre ad una crescita interiore e alla rinascita dello spirito. Lo studio meticoloso di Karen Ralls è un contributo significativo tanto alla storia e ai miti che circondano i Templari quanto alla letteratura assolutamente esoterica del Graal. In quest'opera la dottoressa Ralls ha gettato un ponte essenziale tra questi due straordinari e longevi temi.

I templi di Karnak

Libro I TEMPLI DI KARNAK, R.A. Schwaller de Lubicz

Nel libro I Templi di Karnak di R. A. Schwaller de Lubicz troviamo tutto il fascino dell'esoterismo egizio. La più perfetta e colorita delle descrizioni non rimpiazza né la vista, né l'impressione che possiamo provare nell'ambiente e in contatto con le opere di una civiltà che ci è aliena da tutti i punti di vista come quella dell'Antico Egitto. Esoterismo puro. Geograficamente l'Egitto è vicino alla nostra Europa, i suoi resti monumentali sono ricchissimi, i documenti scritti sono numerosi e ci informano sul suo culto religioso e sulla sua storia, tuttavia il contatto con questo suolo e con i suoi monumenti ci lascia l'impressione di sfiorare un mondo sconosciuto a chi non fa parte di quella cultura. Non ci è ostile, non ci opprime. La sua arte non ha nulla di sensuale e tuttavia ne sperimentiamo la bellezza, ma resta 'lontano da noi'. Il senso del 'lontano da noi' che prova il visitatore di questo strano esempio di un'antica altissima civiltà ha, da sempre, fatto parlare del "misterioso" Egitto e, per quanto ricchi siano i documenti accumulati dai nostri archeologi, l'Antico Egitto resta davvero sempre misterioso, perché nessuna logica ci permette di comprendere l'insieme del suo culto, o la reale struttura della sua organizzazione sociale.

Durante la magnifica passeggiata che il lettore di questo libro farà attraverso i monumenti, le rovine, le statue e i bassorilievi dei Templi, si porrà molte domande. Le risposte non hanno potuto trovar posto in quest'opera che doveva accontentarsi di presentare nel modo più semplice, ma anche il più chiaro possibile, ciò che le conoscenze storiche dell'egittologia classica hanno creduto di poter stabilire o supporre. Questo libro è un percorso incantato attraverso i resti di un mondo consacrato a una fede inattaccabile nella sopravvivenza, una fede la cui certezza sembra abbia esaltato costruttori, artisti ed artigiani, come avvenne, per pochi secoli, nel nostro Medio Evo, quello delle cattedrali.

Il “Caso” Borromini

"Che cosa avviene quando un artista di oggi incontra un artista di ieri e vi scopre una personalità che lo affascina, uno stile di vita che lo colpisce un’opera che gli rivela risvolti inaspettati, delle zone d’ombra da illuminare? Avviene che l’artista di oggi si fa tanto partecipe dell’artista di ieri da identificarsi con lui, da scriverne una biografia interiore come questa, in prima persona ma non romanzata, facendo proprio il linguaggio tecnico dell’altro. È quanto è avvenuto a G. A. Spadaro nei confronti di Francesco Borromini. Il risultato è il libro che il lettore ha tra le mani, qualcosa di più delle solite biografie e dei soliti romanzi: una narrazione che ha precise basi nella realtà e all’immaginazione concede solo quel che è necessario per riempire verosimilmente i vuoti che la cronaca e la storia hanno lasciato. Francesco Borromini (Bissone, Lago di Lugano, 1599 - Roma 1667), in una crisi d’ipocondria, la mattina del 2 agosto 1667 si gettò sulla propria spada, alla maniera de gli Antichi, e mori alle cinque pomeridiane: Spadaro lo vede sul letto d’agonia mentre ripensa l’intera sua vita, dagli esordì come scalpellino alla Fabbrica di San Pietro sino a diventare uno degli architetti più famosi della Roma barocca, in perenne contrasto col Bernini.

Quest'itinerario del Borromini sul letto di morte, Spadaro ce lo presenta come una sorta di Opera al Nero alchemica, attraverso la quale, mortificando le ragioni della sua forte e schiva personalità, che gli avevano causato quella densissima ipocondria, il Borromini perviene infine a riconoscersi e identificarsi nelle imperscrutabili ragioni di Dio. La descrizione delle vicissitudini umane del Borromini è rigorosa, quella delle motivazioni di tipo simbolico-esoterico del tutto plausibile. La ricostruzione della Roma papalina, degli intrighi e rivalità nobiliari, delle gelosie fra artisti, delle guerre di religione che vi fanno da sfondo, affascinante. Un libro nuovo e profondo, che va oltre l’arte parlando d’arte, e rivela al lettore una personalità, quella del Borromini, mai fino ad ora ricostruita con tanta puntigliosa passione."
Gianfranco de Turris

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