36 stratagemmi

I 36 stratagemmi non vanno considerati un "manuale" nel senso occidentale del termine, bensì un compendio sapienziale in cui nulla si "afferma", nulla si "nega", tutto continuamente si crea, si moltiplica, scompare per ricomparire sotto altra forma. Queste affermazioni, formulate più di sei secoli fa, operano a vari livelli di comprensione – a seconda delle capacità di approfondimento e di percezione di ciascuno – e in vari ambiti: quello più strettamente bellico e strategico, quello delle più tradizionali discipline marziali, ma trovano anche un'attuazione più vasta, di tipo sociale ed economico nonché nel campo della pirateria informatica. Intorno al XV secolo, nell'epoca compresa tra la fine della dinastia Ming e l'inizio di quella Qing, videro la luce i 36 stratagemmi, raccolti in forma estremamente sintetica da monaci guerrieri e divenuti, nell'arco dei secoli successivi, un classico delle astuzie belliche segrete di ogni tempo, talmente prezioso da rimanere del tutto nascosto all'Occidente perfino nell'epoca di Mao Tze-tung, che ne applicò con successo i principi per tutta la durata del suo regime. Ideale complemento del Tao-tê-Ching, dell'Arte della guerra di Sun Zu e dell'I:Ching, spesso direttamente correlati a quegli insegnamenti, i 36 stratagemmi hanno analogamente trovato applicazione, in epoca moderna, nei contesti più disparati e apparentemente lontani tra loro, dal marketing alla psicologia comportamentale, dalle arti marziali alla formazione manageriale e ai rapporti interpersonali, lasciando spesso in ombra, che pone al centro dell'universo l'uomo in quanto attivamente consapevole di se stesso. Lo stesso numero 36 deriva dalla "filosofia dell'unità degli opposti", espressa nell'I:Ching con la nozione di Yin e Yang, le due categorie complementari dell'universo, alle quali appartiene ogni singola cosa esistente. La loro interazione determina lo sviluppo di tutti gli eventi in una miriade di rapporti: offesa e difesa, forza e moderazione, regolarità e sorpresa, vuoto e solidità, amici e nemici, ospite e padrone di casa, lavoro e riposo e così via. Tale unità presenta anche un'altra importante caratteristica, secondo cui ogni qualità o entità può trasformarsi nel suo opposto: in base a questo principio, in determinate circostanze, il debole può vincere il forte o il nemico trasformarsi in amico (e viceversa).

Budo classico Vol. 2

Le arti marziali giapponesi come discipline spirituali. Il Budo Classico non consiste in metodi di combattimento come il Bujutsu o le Arti Marziali vere e proprie; e non si tratta neppure di attività sportiva come il Judo, il Karate o il Kendo. Esso è innanzitutto e soprattutto un insieme di discipline spirituali, il cui fine ultimo si raggiunge attraverso il più rigoroso esercizio mentale e fisico: è l'autorealizzazione del Buddhismo Zen tradizionale. L'autore tratteggia la storia, la filosofia e i metodi di questa particolare varietà di "via marziale", che si esegue a volte con l'uso delle armi, e volte senza.

Budo la via spirituale delle arti marziali

Karate, Tai Chi, Judo e Aikido significano saper dominare il proprio corpo e la propria forza nel combattimento e difesa personale. Ma queste arti marziali non significano solo forma, tecnica, e neppure solamente contenuto e spirito: esse rappresentano la possibilità di ritrovare se stessi, di imparare a riconoscere le cose, di perfezionare l'anima e lo spirito. Nella teoria e nella pratica tale fondamento spirituale viene troppo spesso dimenticato: ci si concentra sul risultato sportivo agonistico che priva le arti marziali del loro vero senso. Werner Lind, fondatore e direttore di una scuola di karate orientata verso la tradizione, spiega, in questo libro cosa sono e cosa possono veramente essere le arti marziali se l'allievo scopre la Via, il Do. In modo comprensibile anche per chi poco conosce della materia, l'autore approfondisce i diversi gradi della Filosofia della Via — il Budo — emblema di tutte le arti marziali che, pur differenziandosi tra loro, hanno il medesimo scopo: istruire l'individuo in modo da superare la forma e la tecnica, stimolando l'energia vitale interiore ad un maggiore sviluppo per crescere moralmente e spiritualmente. Quindi, la Via raggiunge il livello massimo non nel perfetto agonista, ma nell'uomo che ha raggiunto la pienezza nel pensiero, nel comportamento e nei sentimenti.

Budo shoshinshu

Budōshoshinshu, Insegnamenti Essenziali sulla Via del Guerriero scritto dal maestro Daidoji Yūzan nel periodo Edo, rappresenta il trattato più autorevole sulla filosofia del samurai. Tema principale è il ruolo del guerriero in tempo di pace e la difesa del codice dei samurai.

Nello stesso periodo e sullo stesso argomento il samurai Yamamoto Tsunemoto scrive un altro trattato, l’Hagakure. Le due opere avranno percorsi molto differenti poiché il primo sarà fin da subito reso pubblico, lo scritto di Yamamoto invece sarà adottato dalla famiglia Nabeshima come testo segreto del clan e tale rimarrà fino al XX secolo. I due trattati hanno anche differenti impronte: mentre l’Hagakure è stato definito più radicale e romantico, l’opera di Daidoji è più pratica e maggiormente influenzata dal confucianesimo.

La storia ci tramanda che copie manoscritte del Budōshoshinshu siano circolate tra un certo numero di clan poco dopo la morte di Yūzan, avvenuta nel 1730. Fu corretta e pubblicata in xilografie nel 1834 per volontà del clan Matsushiro ma questa versione aveva ridotto alcune sezioni del trattato e in questa sintesi si erano perse nozioni essenziali. Nel 1943, Furukawa Tesshi curò una nuova edizione, basata su un manoscritto ritenuto più conforme all’originale di Daidoji: la presente traduzione è basata su questi manoscritti di Furukawa.

Ma in che modo i discorsi sulla cultura dei samurai possono suscitare oggi l’interesse del lettore moderno? Sicuramente per gli appassionati di storia del Giappone, il libro riporta testimonianze del periodo alla luce degli ideali che ispiravano il corso delle azioni e restituisce prospettive che arricchiscono gli eventi e la politica dell’epoca.

In secondo luogo, è vero che la classe dei guerrieri dovette soccombere ma lo spirito del samurai continua a vivere: è evidente in molte sfere della società, nel mondo degli affari e nell'organizzazione sociale e del lavoro. La filosofia dei guerrieri rappresenta una delle chiavi per comprendere la società giapponese contemporanea.

Infine, la vita di un samurai era densa di significato, cosa che spesso sembra mancare nelle nostre esistenze prese da materialismo e consumismo. Con i suoi 56 sintetici saggi che indicano come vivere secondo i principi morali samurai - improntati a lealtà, solidarietà, integrità professionale e rivolti ad un fine più alto per proseguire la vera tradizione cavalleresca del Bushidō- il presente trattato riempie un vuoto di valori, evidenzia ideali e principi che appaiono ormai perduti e ci rassicura sull’importanza della nostra esistenza e delle nostre scelte.

Budo taijutsu

Masaaki Hatsumi, il più famoso Gran Maestro ninja vivente, esplora in questo libro l’essenza di alcune tecniche di combattimento senza armi proprie delle arti marziali giapponesi, note come Budo Taijutsu. Si tratta di metodi estremamente specialistici, selezionati tra la messe di insegnamenti segreti del ricco retaggio di varie scuole del Paese.

Attraverso una serie di tecniche tramandate attraverso i lignaggi dei grandi maestri, il praticante sarà in grado di eludere o ricevere un attacco anche da parte di un avversario armato di spada, per poi reagire con pugni e calci fino a immobilizzare o controllare il corpo dell’aggressore. Tali arti di combattimento – trasmesse all’autore dal maestro Toshitsugu Takamatsu e derivanti da scuole diverse come il Kosshijutsu della Gyokko-ryu, il Koppojutsu della Koto-ryu e il Ninpo Taijutsu della Togakure-ryu – sono diventate in seguito la base di molte altre arti più popolari, inclusi il Jujutsu e il Judo.
Quest’opera offre al lettore una conoscenza unica di alcune delle aree meno note delle arti marziali giapponesi, aumentando così la sua comprensione delle loro radici e consentendogli, allo stesso tempo, di apprendere ulteriori tecniche di lotta.
Con le sue numerose foto di tecniche e di rari disegni, dipinti, documenti e rotoli segreti, Budo Taijutsu costituirà un’inestimabile aggiunta alla biblioteca di chiunque sia interessato agli aspetti più esoterici dell’antica storia marziale nipponica.

Bujutsu & Budo moderno vol. 3

Le più efficaci forme di autodifesa tratte dalla tradizione classica. Il Bujutsu moderno consiste in ben definite ed efficaci forme di autodifesa, sia con armi, sia a mani nude, che sono state perfettamente adattate per le necessità contemporanee degli esperti nella tradizione classica. Invece - secondo l'Autore - la storia del Budo moderno, e in particolare le versioni sportive del Kendo, del Judo e del Karate, comportano un adattamento ed una alterazione degli ideali classici. Egli analizza i molti miti relativi al Budo moderno, criticando tutto ciò che divide queste moderne versioni dalla loro essenza tradizionale di discipline spirituali

Bujutsu classico vol. 1

Gli aspetti pratici delle arti marziali: le armi e le tecniche. Le arti marziali giapponesi come discipline spirituali . Sviluppatosi nel corso degli incessanti conflitti del Giappone medievale, il "Bujutsu" ("arti marziali") dotò il guerriero di quell'addestramento tecnico e psicologico che lo preparava a far uso delle sue armi in uno scontro reale. "Bujutsu classico" fa comprendere la natura intensamente pratica delle arti marziali. L'Autore descrive le sedici più importanti forme di Bujutsu, con l'uso di numerose tecniche.

Bushido per principianti

Bushido per principianti, il cui titolo giapponese è Bushido Shoshinshu (traduzione di Thomas Cleary), venne scritto dopo cinque secoli di legge marziale in Giappone per fornire ai guerrieri istruzioni pratiche e morali, correggere comportamenti refrattari e delineare gli standard di condotta personale, sociale e professionale tipici del Bushido (la “Via del Guerriero”), il codice cavalleresco giapponese. È uno specchio piuttosto fedele di molte caratteristiche e aspetti della moderna civiltà giapponese, e rappresenta una tradizione fondamentale di prestigio e potere. Responsabilità familiari, relazioni familiari, doveri pubblici, educazione, finanza, etica e così via; tutti questi aspetti della vita e altri ancora vengono affrontati in questo testo dal punto di vista dello spirito marziale della cavalleria giapponese. Anche le forme di incompetenza e corruzione politica e professionale che il Giappone oggi si ritrova ad affrontare sono descritte con precisione sconcertante in questo libro vecchio di tre secoli, tanto profonde sono le radici dei modelli feudali e militari del Giappone antico. Questo manuale rappresenta quindi una risorsa essenziale per tutti coloro che vogliono avere una comprensione realistica del Giappone e dei giapponesi.

Hagakure

Precetti per un Samurai .
A cura di Bruno Ballardini e Antonio Fichera.
Tenendo conto di un’importantissima ricerca di un accademico degli Stati Uniti che contiene scoperte fondamentali in questo campo, Ballardini e Fichera hanno operato una profonda revisione della traduzione del testo originale, approfondendo aspetti storico-filosofici finora poco conosciuti. In tal modo hanno trovato e corretto un mare di errori contenuti nelle più importanti edizioni italiane e inglesi dell’opera, che negli anni hanno portato a date e interpretazioni completamente sbagliate Questa, quindi, è l’edizione dell’Hagakure più corretta fra quelle esistenti! È corredata da un’eccellente introduzione storico-filologica scritta con perizia e gran preparazione. Insieme a questa c’è la più completa bibliografia esistente per chi si occupi di questi studi tanto che il testo si prepara a diventare libro di testo degli Istituti di orientalistica universitari. L’Hagakure è uno dei capisaldi della letteratura samuraica ed è costituito da una raccolta di argomenti vari che riunisce gli insegnamenti segreti impartiti dal monaco buddhista Yamamoto Tsunetomo a un giovane samurai di nome Tashiro Matazaemon Tsuramoto. Nonostante la sua devozione – e trasgredendo a un principio basilare del codice etico del guerriero nipponico che gli avrebbe dovuto imporre l’ubbidienza assoluta – Tsuramoto, per fortuna della Storia e nostra, non esaudì la volontà di J ch che gli aveva chiesto di dare alle fiamme il manoscritto, pertanto le conversazioni avvenute tra il Maestro e il suo unico allievo circolarono per quasi due secoli presso dei gruppi ristretti di samurai e in seguito vennero pubblicate. Gli insegnamenti di Yamamoto Tsunetomo sono suddivisi in 11 capitoli che comprendono 1343 brani, generalmente concisi. Apparentemente difforme e caotico per il gran numero di argomenti in esso contenuti (precetti, consigli pratici e morali, alcuni scarni dati autobiografici, citazioni e massime, riferimenti letterari, considerazioni filosofiche e religiose e resoconti epici e storici), l’Hagakure è invece redatto in modo accurato. Infatti, i temi guida di ciascun volume sono sempre trattati compiutamente e organicamente. L’Hagakure non propone al lettore un sistema filosofico codificato, nel senso che non contiene argomenti sistematici o circoscritti in definizioni. I pensieri che vi sono espressi non sono né intellettuali né eruditi e la loro apparente mancanza di metodicità dipende dall’essere stati, in origine, delle vere e proprie conversazioni. I temi trattati spaziano dalle visioni più profonde dell’autore riguardo la “Via del samurai”, agli strumenti che si devono usare nella “Cerimonia del tè” o semplicemente al perché alcune mansioni abbiano un determinato nome.

Hara-Kiri

Per gli occidentali, il termine « hara kiri » evoca l'immagine di una morte data a se stessi in maniera stoica e dolorosa. Per i Giapponesi, questo tipo di suicidio dimostra le più alte virtù di coraggio, onore e disciplina. Il nome tradizionale dell'« hara kiri » è « seppuku », e l'autore, dallo studio diretto di antichi documenti, ha ricavato interessanti notizie circa questo singolare uso, nonché sui complicati rituali che circondano la cerimonia. L'intento principale di questo libro è quello di approfondire l'atmosfera storico-sociale dell'hara kiri, it quale, sviluppatosi durante il periodo feudale, venne istituzionalizzato come parte integrante della disciplina dei samurai, la classe dei guerrieri. Pur essendo un suicidio volontario, il seppuku veniva spesso offerto come forma di riparazione onorevole, anche se necessaria, a delitti che avrebbero meritato la pena di morte,e col tempo dette la sua impronta anche al Bushido. Ancora oggi, per cancellare l'onta del disonore che potrebbe abbattersi sull'intera famiglia, per espiare una colpa o per far fronte ad un rovescio di fortuna, alcuni giapponesi di grande coraggio non esitano a ricorrere al seppuku, squarciandosi il ventre con una lama così come facevano i loro nobili antenati.

I segreti dei samurai

Questo volume dedicato alle arti marziali del Giappone feudale, illustra dettagliatamente le armi, le tecniche, le strategie e i principi di combattimento che resero così terribili i guerrieri giapponesi. Si tratta dell'unica opera occidentale dedicata a questo argomento. Partendo da una panoramica delle prime lotte tumultuose per la supremazia politica, il volume segue e presenta l'affascinante ed inarrestabile ascesa della classe militare verso il potere assoluto. Tutte le più importanti arti marziali sono esaminate in maniera particolareggiata, e l'evoluzione di ognuna di esse è seguita attraverso i più famosi maestri e combattenti. Gli autori trattano inoltre di metodi di preparazione e di allenamento pressoché sconosciuti, considerati generalmente esoterici e spesso anche di origine divina: essi avevano lo scopo di aiutare lo sviluppo del potere interiore dell'uomo, e di fondere tutte le sue energie in un'unica forza concentrata. Il volume si conclude alle soglie dei tempi moderni, e fornisce in tal modo un'ampia e accurata retrospettiva per una migliore comprensione delle arti marziali così come vengono oggi praticate, che si sono irradiate dal Giappone in tutto il mondo. Riccamente illustrato, questo studio si approfondisce su ogni forma e tipo di arte marziale, a mani nude o con armi. Oltre che appassionati e cultori di arti marziali, il volume interessa anche studiosi e collezionisti di armi ed armature, i quali troveranno nel testo numerose e dettagliate illustrazioni.

I segreti dell'arte giapponese della guerra

I Segreti dell'Arte Giapponese della Guerra - Libro

Il libro I Segreti dell'Arte Giapponese della Guerra è la prima traduzione italiana degli scritti fondamentali di Yamamoto Kansuke (1501-1561). I testi di Yamamoto hanno fornito le basi della sua “Scuola della vittoria certa”, la cui filosofia precedette Il libro dei cinque anellidi Miyamoto Musashi. La scienza della guerra di Yamamoto, e in particolare lo studio delle risposte strategiche alle situazioni variabili.I precetti della sua dottrina marziale contengono elementi essenziali relativi all’addestramento e alle strategie utili ai guerrieri di ogni tipo.

Uomo misterioso e di umili origini, Yamamoto si distinse al servizio del grande Takeda Shingen (1521-1573). Yamamoto fu un militare di professione e fondò la cosiddetta “Scuola della vittoria certa”, che formò anche il famoso Miyamoto Musashi. La sua scuola sviluppò l’arte del cogliere le situazioni vantaggiose in combattimento, affinché il guerriero potesse agire solo quando il successo era virtualmente assicurato.

Tradotto e corredato dalle preziose note di Thomas Cleary, uno dei traduttori principali della sapienza marziale dell’Asia, questo libro è fondamentale per militari, membri delle forze dell’ordine, per chi si occupa di situazioni di emergenza e anche per praticanti di arti marziali, atleti, uomini d’affari, diplomatici e politici.

Leggi la recensione de I Segreti dell'Arte Giapponese della Guerrapubblicata da SakuraMagazine

Il codice del samurai

La vera via del Guerriero.
L'influenza dei samurai e del loro codice del Bushido sulle usanze e sulla morale del Giappone è stata enorme. Per quasi settecento anni gli Shogun hanno governato il Giappone. Questi dittatori militari svilupparono un codice d'onore che ogni "cavaliere gentiluomo" doveva seguire. Con il tempo, tali regole di comportamento divennero parte così integrante del tessuto della società giapponese che la "Via del Guerriero" divenne nota come "Lo spirito nazionale del Giappone". Tale spirito nazionale, o ideale di comportamento, viene rivelato ne Il codice del samurai come in nessun altro libro sull'argomento. Esso espone principi e regole di vita giunti fino ai nostri giorni. L'onore e il dovere vengono continuamente sottolineati ai giovani che devono anche essere indifferenti al dolore, incrollabilmente leali ed esperti in tutte le arti militari, mai dimenticando di dover morire. Questo codice, che ha contribuito a formare anche il Giappone di oggi, è rispettato anche nel "dojo".

Il discorso del demone sulle arti marziali

A cura di William Scott Wilson

Nel Discorso del Demone sulle Arti Marziali, tradotto da Issai Chozanshi da un classico del XVIII secolo destinato ai samurai, un anonimo guerriero si reca sul monte Kurama, il regno tradizionale dei Tengu, demoni con lun- ghi nasi, metà uomini e metà uccelli. Lì incontra una legione di tali demoni e, attraverso una serie di colloqui e discorsi spesso giocosi, essi gli rivelano i principi più profondi delle arti marziali e gli mostrano come i segreti dell’arte della spada impregnino di sé le verità della vita stessa. Il libro inizia con i Discorsi, una raccolta di storie fantastiche sul tema della trasformazione, che per Chozanshi rappresenta un fenomeno centrale della pratica delle arti marziali. Nella parte principale dell’opera, Il Discorso, Chozanshi dimostra come la trasformazione sia favorita e alimentata dal ch’i, la vitale e fondamentale energia che fluisce in tutte le cose. A tal fine, l’autore usa la voce dei Tengu, mentre il lettore è esortato ad ascoltare insieme al samurai le rivelazioni da parte del demone delle profonde verità concernenti il ch’i, i principi di yin e yang, per conoscere il modo in cui tali forze modellano la nostra esistenza. Nel Messaggio, La misteriosa tecnica del gatto, i temi raggiungono un’elegante conclusione utilizzando la parabola di un vecchio gatto sdentato che, come il demone, ha appreso alla perfezione l’arte di agire senza fare affidamento su nulla, e nel far ciò è in grado, nonostante l’età avanzata, di afferrare perfino il più astuto e terribile dei topi.

Libro inestimabile che dovrebbe essere presente nella biblioteca di quanti siano interessati ai principi fondamentali delle arti marziali. Non propone consigli su tecniche, strategie o manovre, ma cerca piuttosto di fornire al praticante di arti marziali un solido avviamento a un percorso interiore. Numerose note che richiamano le fonti cinesi che hanno influenzato il pensiero dell’autore.

Il libro dei cinque anelli

Il Libro dei cinque anelli scritto da Miyamoto Musashi è considerato un classico dei trattati sulla strategia militare, spesso assimilato a l'arte della guerra di Sun Tzu. Il libro è conosciuto anche come "Il libro degli elementi" o "Il libro dei cinque elementi", dato che ognuno dei cinque capitoli del libro ha il nome di uno degli elementi che secondo l'autore costituivano il mondo. I cinque anelli sono: Terra, Acqua, Fuoco, Vento, Vuoto. Ogni elemento rappresenta un differente aspetto della strategia e si presume che il guerriero che sia in grado di padroneggiare perfettamente i cinque elementi sia un guerriero invincibile. Quando è stato presentata la prima traduzione in inglese il libro ha riscosso subito un notevole successo tra i manager che interpretavano gli insegnamenti del maestro nell'ottica della competizione economica. È pertanto considerato un manuale per il manager moderno e un prezioso consigliere da consultare in ogni circostanza.

Il samurai moderno

NOVITA' OTTOBRE 2021 Come dare sempre il meglio di sé

Un manuale ricco di consigli e attività pratiche che mostra come impiegare nel mondo moderno le tecniche dei famosi samurai giapponesi. I lettori impareranno a controllare la mente e le emozioni, a usare l’impegno e la dedizione per perfezionare le proprie abilità, a sviluppare una rete di leali sostenitori, a raggiungere i massimi livelli nel proprio campo di azione, e a diventare degli individui inarrestabili nel perseguimento degli obiettivi che si sono assegnati.

Il samurai solitario

Miyamoto Musashi . Musashi fu una leggenda della sua epoca. La sua arma preferita era una spada di legno, e raramente combatté usandone una vera. Sconfisse i suoi avversari giocando d’astuzia, o ritorcendo loro contro la loro stessa forza. Raggiunto lo sviluppo massimo del suo potere, iniziò a evolversi artisticamente e spiritualmente, diventando uno dei pittori e dei calligrafi più abili del paese e al contempo intensificando la sua pratica dello Zen. Fu capace di incanalare le sua capacità marziali nella ricerca di qualcosa di più profondo. Musashi rimase sempre un viaggiatore solitario, rifuggendo il potere, la ricchezza e le comodità che gli sarebbero derivate da un impiego fisso al servizio di un signore feudale, e preferendo la ricerca costante e indefessa della verità, della perfezione e della vera Via. Giunse infine a comprendere che la perfezione in un’arte, fosse questa di pace o di guerra, permetteva di raggiungere una comprensione spirituale più profonda. La sua filosofia è concentrata, insieme alle sue strategie marziali, nella sua celebre opera, Il libro dei cinque anelli, scritta verso la fine della sua vita. Basandosi su materiale e fonti originali giapponesi, William Scott Wilson ha creato un ritratto indimenticabile di Musashi che è ancora una figura piena di fascino sia per i giapponesi sia per quelli che in Occidente si sono avvicinati agli ideali dei samurai e del Buddhismo Zen. Il samurai solitario è una biografia ricchissima di informazioni su questo spadaccino errante del XVII secolo, la cui eredità è ancora più forte del tempo e della geografia.

Ju Jitsu autodifesa

L'Ing. Orlandi spiega in modo chiaro e ben ordinato un sistema pratico per l'apprendimento dell'autodifesa. L'ampio uso delle illustrazioni fotografiche permette di comprendere ed imparare l'esecuzione dei movimenti ed i tipi di presa con molta facilità. Le singole combinazioni sono chiaramente ordinate secondo una logica didattica, con una selezione di tecniche che si possono applicare in molteplici occasioni. Nell'esposizione, peraltro, l'autore ha volutamente tralasciato molti riferimenti derivanti dal mondo orientale, seguendo una impostazione soprattutto pratica e positiva, meglio rispondente alla mentalità occidentale, e dei nostri tempi in particolare. II Ju Jitsu era, alle sue origini, una vera arte marziale, e quindi finalizzato al combattimento. Oggi, sebbene limitato nella sua espressione sportiva alle tecniche non pericolose, conserva pur sempre una eccezionale efficacia.

Ju-Jitsu moderno

Un libro e un DVD che consentono l’apprendimento diretto e immediato delle Azioni Fondamentali del Ju-Jitsu, sulle quali si svilupperanno poi le evoluzioni personali. L’impostazione e le finalità didattiche del testo e delle immagini trasmettono una chiara visione di movimenti e sequenze eseguiti da un grande Maestro e cultore di questa antica arte marziale. È così possibile per la prima volta apprendere direttamente dal video le azioni del Ju-Jitsu, avendo inoltre la possibilità di rivederle più volte fino a quando si sarà in grado di eseguirle perfettamente. A tale scopo, ogni azione è ripetuta a velocità ridotta (o comunque “scandita”) ed è corredata, quando necessario, di inquadrature ravvicinate sui dettagli più importanti. Sono inoltre illustrate le varianti, quando previste. Considerazioni più approfondite sulle tecniche base (Settori) e sul contenuto del Ju-Jitsu nel suo complesso sono state sviluppate dallo stesso Autore anche in Ju-Jitsu Autodifesa (Edizioni Mediterranee).

Kensho il cuore dello Zen

Il Kensho è lo sguardo che trasforma e rivela la vera natura di tutte le cose. Nella pratica dello Zen, il Kensho è un'esperienza tanto cruciale da essere paragonata al ritrovamento di un inesauribile tesoro che rivela le potenzialità, esistenti in ogni momento, per raggiungere la consapevolezza pura, libera dalle proiezioni dell'ego. Tra le opere Zen tradizionali vi sono un certo numero di importanti testi incentrati sulle profonde sottigliezze di questo essenziale risveglio Zen e sui metodi utilizzati per la sua realizzazione. I brani scelti da Cleary sono estratti da: La retta spiegazione della vera mente, del Maestro Zen coreano Chinul (1158-1210), concernente l'equilibrio necessario per comprendere il Kensho collegandolo ai più vasti insegnamenti delle scritture e dei trattati buddhisti. Numerose opere del Maestro Zen giapponese Hakuin (1686-1769), i cui insegnamenti svelano le tecniche usate nel perfezionamento e nell'applicazione del Kensho, e l'importanza di superare questa stessa esperienza per applicare la visione interiore Zen a tutto l'agire umano. Il libro della tranquillità, una raccolta di koan cinesi dei secoli XII e XIII, con chiose che dimostrano la dimensione concreta di tale classica pratica. Ogni brano è corredato da un'ampia nota introduttiva e da un dettagliato commento del traduttore che aiutano il lettore a capire il vero significato di questa fondamentale esperienza Zen.

L'anima del samurai

L’anima del samurai presenta nuove traduzioni di tre opere giapponesi del XVII secolo che dimostrano la notevole influenza dello Zen sul Bushido, il leggendario codice dei samurai, in particolare si tratta degli insegnamenti Yagyu (1571-1646) e di Takuan (1573-1645) sulla scherma e lo Zen. Yagyu era al contempo insegnante di scherma e capo della polizia segreta dello shogun, mentre Takuan era un kokushi (“insegnante del Regno”), maestro Zen dell’Imperatore. Gli insegnamenti Zen e l’influenza di Takuan sono evidenti nell’opera del maestro Yagyu sulla scherma Zen, Il libro delle tradizioni familiari sulle arti marziali. Alcune delle idee originali del maestro Zen, inoltre, si trovano nei suoi scritti diretti al maestro di scherma: L’impenetrabile finezza della saggezza inamovibile, una serie di commenti in giapponese su questioni riguardanti lo Zen, e Tai-A Ki: annotazioni sulla spada senza pari, un criptico trattato in Kanbun (cinese) sulla spada Zen, con un commentario in giapponese di Takuan.

La Maschera del Samurai

L’immagine del samurai, indissociabile da quella del Giappone tradizionale, è diventata lo stereotipo del cavaliere che fa uso della sua spada per tagliare teste o che parte all’assalto del nemico per dar prova del proprio ardore e coprirsi di gloria. Dopo la sua scomparsa, il samurai è stato innalzato al rango di eroe nazionale, mitizzato, e in Giappone non passa giorno senza che un’emittente non ricordi, per mezzo di film o serie televisive, le sue meravigliose imprese. Ma di quale eroe si tratta? Ad Aude Fieschi, più che raccontare le celebri battaglie che decisero l’egemonia di un clan o dell’altro, interessano soprattutto le motivazioni di questi guerrieri – nate dalle grandi correnti di pensiero che prevalsero in Giappone tra il XII e il XIX secolo – e l’educazione morale, religiosa, filosofica, oltre che militare, che veniva inculcata loro fin da bambini, senza la quale non si può comprendere quel particolarissimo codice di valori che è il bushido, la Via del Guerriero, il cui fine ultimo è il raggiungimento della perfezione. Ma la costante ricerca della perfezione che guidava i samurai si manifestò anche nella pratica delle arti, che talvolta essi segnarono durevolmente con la propria impronta, come nella cerimonia del tè, nel gioco del go o nella meditazione zen. Le figure del samurai sono molteplici e molto più ricche di quanto le apparenze non lascino credere: questo saggio ne svela la realtà attraverso la loro storia, che è anche quella del Sol Levante, gettando uno sguardo sotto la loro maschera, alla scoperta di quegli uomini che con tutta la loro ricchezza e la loro diversità, dominarono il Giappone per sette secoli.

La mente senza catene

Questo libro raccoglie tre celebri scritti dell’abate Takuan Sōhō: due sono lettere – “La Testimonianza Segreta della Saggezza Immutabile” e “Annali della Spada Taia” – mentre il terzo, “Il Chiaro Suono dei Gioielli”, tratta della natura e dell’essere umano, del modo in cui un samurai, un daimyo – o chiunque altro – possa conoscere la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è mero egoismo, e possa comprendere la fondamentale questione di sapere quando e come morire. Nell’insieme, i tre testi si rivolgono alla classe dei samurai e mirano a unificare lo spirito dello Zen con lo spirito della spada. I consigli offerti fondono insieme gli aspetti pratici, tecnici e filosofici che presiedono qualsiasi incontro. Considerati individualmente e in senso ampio, si potrebbe dire che la prima lettera tratta non solo della tecnica, ma di come l’ego si collega al Sé nel corso dell’incontro e di come un individuo possa diventare un insieme unificato. La seconda lettera, invece, affronta più in particolare degli aspetti psicologici del rapporto tra il sé e l’altro. L’estrema sinteticità delle idee dell’autore ha fatto sì che questi scritti siano sopravvissuti alla dissoluzione della classe dei samurai fino ad arrivare fino ai nostri giorni ed essere letti, in cerca di orientamento e ispirazione, dai moderni manager, oltre che da quanti si dedicano alla pratica delle arti marziali nella loro forma attuale.

La religione dei samurai

Filosofia e disciplina Zen in Cina e Giappone
In appendice L’origine dell’Uomo di Tsung Mih
Presentazione di Riccardo Rosati

Nel 1913, una dozzina di anni prima del celeberrimo tentativo di proporre il Buddhismo all’Occidente di D.T. Suzuki col suo fondamentale Saggi sul Buddhismo Zen (1927-1934), un altro importante studioso giapponese provò a fornire una lettura “nazionale” di questa religione, e dello Zen in particolar modo, che fosse tuttavia comprensibile e, nel contempo, suggestiva anche per il lettore straniero. Ecco che La religione dei samurai di Kaiten Nukariya, che qui si presenta in prima traduzione italiana e che venne molto apprezzato da Julius Evola, si attesta come un prezioso documento dal triplice valore: politico, religioso e storico. Partendo da un dettagliato resoconto sulla nascita e sulla diffusione di questa religione, l’Autore mostra come lo Zen possa essere una forma vitale per cimentarsi con l’esistenza, sia da un punto di vista strettamente spirituale, sia pratico. In appendice, è inclusa la traduzione dello stesso Nukariya del Gen nin ron (Saggio sull’origine dell’Uomo) del cinese Tsung Mih (774-841), che egli utilizza quale sostegno per le proprie tesi sul Buddhismo Mahayana e la sua corrente Zen.

La saggezza dei Samurai

Il volume presenta le nuove traduzioni, curate da uno dei massimi esperti sull’argomento, di cinque opere giapponesi, redatte nel XVII e agli inizi del XVIII secolo, che trattano della scuola di Bushido creata da Yamaga Soko (1622-1685), una scuola che poneva l’accento sull’importanza della pratica dei valori della Via del guerriero nella vita quotidiana. Yamaga fu un pensatore critico che respinse l’ortodossia accademica ufficiale e ne pagò il prezzo con la censura e l’esilio. Le sue opere vennero salvate dai suoi eredi e dai suoi discepoli, per riemergere in seguito come opere paradigmatiche sugli ideali del Bushido. Il libro contiene: 1. La Via del guerriero, un’antologia classica sui principi e la pratica del Bushido 2. La regola del guerriero, una panoramica del pensiero di Yamaga sullo stile di vita del samurai 3. I fondamenti delle questioni militari, un resoconto della scienza militare di Yamaga 4. L’educazione dei guerrieri, il manuale della cultura e dell’etica del guerriero 5. Introduzione all’educazione marziale, un saggio sulla filosofia e l’idea politica della regola del guerriero.

La via del budo

In quest'opera l'autore espone i principi e le tecniche fondamentali dell'aikido, quali sono state insegnate dallo stesso Ueshiba. Tutte le tecniche sono da lui spiegate con l'aiuto di numerose fotografie. Il volume intende essere una guida per avvicinarsi, attraverso le proprie capacità fisiche, mentali e spirituali, alla pratica dell'Aikido al fine di applicare la sua saggezza nella vita quotidiana.

Le vie dei guerrieri, i codici dei re

Una presentazione pratica e concisa dei principi della leadership e della strategia espressi dagli antichi maestri cinesi. Thomas Cleary ha redatto quest’antologia di perle di saggezza estratte dai sei classici:

 
– L’arte della guerra di Wu Qi
– Wei Liao Zi
– Tre strategie
– Sei strategie
– Il codice guerriero degli aurighi
– L’arte della guerra di Sun Zu
 
Scritti originariamente per i governanti e i generali, questi testi, influenzati dal taoismo, contengono una saggezza che è universalmente applicabile a tutti i tipi di relazioni umane persino al giorno d’oggi, negli affari, nel governo e nei rapporti interpersonali. Trattano tutti del potenziale umano, nel bene e nel male e ci aiutano a capire quanto potremmo essere efficienti se ci impegnassimo di più, oppure quanto potremmo diventare malvagi se fossimo troppo incuranti di evitare il male.
Un’antologia di aforismi e di brevi estratti dalle maggiori opere della saggezza cinese. Una sapienza antica da scoprire e mettere in pratica ogni giorno.

Lo Iaido

Opera che ripercorre l’esperienza dell'Autore fatta in Giappone nel raggiungere la consapevolezza attraverso la pratica della spada. Tale insegnamento, trasmesso a Michel Coquet dal maestro Takeuchi – un nome fittizio, dato che egli preferisce rimanere anonimo – nel corso di un anno, mirava a fargli conseguire il vuoto mentale, il mushin.

Le istruzioni eccezionali di questo maestro sono state scrupolosamente distillate dall'Autore e rappresentano un tesoro di saggezza orientale per tutti coloro che aspirano al raggiungimento del vuoto come obiettivo supremo della propria esistenza.Sono insegnamenti indirizzati allo spirito più che al corpo e, in questosenso, costituiscono un metodo pratico ed efficace per chi cerca la verità e ha scelto la disciplina marziale per raggiungerla.

L’opera richiama alla mente altri testi che offrono le chiavi per aprire lo scrigno segreto della pratica spirituale delle arti marziali giapponesi, pratica che persegue come trascendere l’ego, il nostro avversario più temibile. C'è di più: in un’epoca in cui in Occidente la parola Zen viene infilata dappertutto senza averne compreso essenza e sviluppo storico, nel mondo delle arti marziali si dà per scontato che la base filosofica di tutte le discipline giapponesi sia necessariamente lo Zen. Tale parziale visione e inesatta è stata ispirata da alcuni studiosi tra cui Thomas Hooper. Viceversa, l'Autore rivela per la prima volta la forte influenza esercitata sullo iaido dal buddhismo esoterico, ovvero la scuola Shingon, insieme a influenze dello shintoismo. Legami che sono stati finora ampiamente sottovalutati, o addirittura ignorati.

Non solo, ma in virtù di una fine cultura filosofica il dialogo dell'Autore col suo maestro risulta a tratti più profondo. Coquet infatti può vantare una formazione più variegata e vissuta profondamente attraverso la pratica.

Il libro si inserisce in un genere particolarissimo e non molto nutrito: i diari diviaggio dei grandi esploratori delle arti marziali e delle discipline orientali, spessopionieri come questo autore, ma più in generale grandi allievi che hanno avuto ilprivilegio di essere scelti da grandi maestri. Autori capaci di restituirci, al ritorno dailoro fortunati percorsi, pagine ricchissime di spunti e riflessioni, indicazioni di rotta,affascinanti testimonianze per chi ancora non si è avvicinato a queste discipline, maanche indispensabili mappe per chi sta già facendo gli stessi percorsi sul piano esperienziale.

Indice

  • Ringraziamenti
  • Prefazione
  • Introduzione
  • La storia mitica della spada divina
  • I costruttori di spade
  • Il ken-jutsu, tecnica della spada di legno
  • Lo iai-jutsu, tecnica con spada vera o katana
  • Il Kendo
  • PRIMAVERA
  • ESTATE
  • AUTUNNO
  • INVERNO
  • Glossario
  • Opere consigliate

Ninjutsu

Quelli che oggi vengono comunemente definiti agenti segreti, o anche "guerriglieri", "sabotatori", e perfino "assassini", trovano i loro predecessori dei Ninja del Giappone feudale. Sebbene tali figure siano sempre esistite in ogni parte del mondo, il Ninja giapponese è stato molto probabilmente il primo a riunire in sé tutte quelle abilità che si perdono tra mistero e leggenda. Quest'opera rivela molti segreti dei misteriosi Ninja, i maestri dell'invisibilità e dell'inganno, che contano al proprio attivo una incredibile attività di guerrieri per la lotta al potere. Sullo sfondo di tale scenario, i Ninja erano uomini e donne perfettamente allenati, dal coraggio incredibile e con una grandissima pratica nelle arti marziali. Alla base di tutto ciò vi era in Ninjutsu, o arte dell'invisibilità, che per addestramento e risultati consentiva ai Ninja di ottenere risultati e capacità quasi soprannaturali.

Stick fighting

Combattimento col Bastone - Tecniche di Autodifesa e di Immobilizzazione. Mentre in Occidente non esistono sistemi di lotta basati sul bastone, in Estremo Oriente troviamo un'ampia scelta di tecniche, poiché il bastone occupa da molti secoli un posto d'onore tra gli stili di lotta. Praticato nell'ambito di un sistema esauriente di tecniche di allenamento, il bastone consente di controllare un aggressore e, se necessario, di infliggergli sofferenze senza correre il rischio di provocargli lesioni permanenti o di ucciderlo. Inoltre, è un'arma facilmente reperibile. Le tecniche descritte in questo libro costituiscono un manuale di autodifesa col bastone, e derivano dal Ryu (sistema) chiamato Kukishin Ryu, un antico metodo giapponese aggiornato e adattato ai giorni nostri. In Giappone, vi sono principalmente tre tipi di bastone di combattimento: il bo (il più lungo), con circa 360 tecniche; il jo (medio), con oltre 70 tecniche; lo hanbo (corto), con altrettante. I modi d'impiego di questi tre tipi di bastone sono, ovviamente, differenti. Questo libro presenta il modo di combattere con un bastone lungo come quello da passeggio, ma include anche alcune tecniche che utilizzano un bastone molto corto. A questo riguardo, anche penne, regoli, accendini, posate e altri oggetti sono potenziali armi, e basta usare l'immaginazione per trovare una tecnica che vi si adatti.

Yojokun

Lezioni di vita di un samurai
A cura di William Scott Wilson

L’idea di Ekiken è estremamente semplice: al momento della nascita, ad ogni individuo, con rare eccezioni, viene concesso un corpo che è predisposto a durare 100 anni. Il modo in cui ce ne prendiamo cura a livello mentale, spirituale e fisico, determina se vivremo o meno la nostra vita al massimo dei suoi limiti, godendocela dall’inizio alla fine. L’elemento chiave si trova nella moderazione, nel controllo dei nostri desideri, nell’apprezzamento delle giuste cose e nella capacità di regolazione della forza vitale che si trova dentro di noi. Con abbondanti note basate sui classici cinesi, la sua pratica medica, i numerosi viaggi e l’ambiente circostante, questo samurai dottore ci svela passo dopo passo la sua Via per coltivare la vita, un metodo sorprendentemente intuitivo e ancora eccezionalmente valido anche ai giorni nostri, quasi 300 anni dopo la sua prima esposizione.

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