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Alchimia e mistica in terra d'Islam

Di rado l’alchimia viene studiata per ciò che essa è: non un’indagine impossibile dei segreti della natura, ma una ricerca spirituale. Pierre Lory analizza nei minimi particolari le procedure degli alchimisti musulmani, che seppero leggere in maniera armoniosa la scienza greca, la metafisica, la numerologia mistica e la cabala delle lettere.

A partire dal corpus alchemico di Jâbir ibn Ḥayyân, il lettore è invitato a scoprire l’esegesi che pone in relazione i diversi gradi dei mondi materiali con quelli divini; l’influsso decisivo dello sciismo sull’esoterismo alchemico, il cui scopo consiste nel dare vita al corpo mistico di colui che lo pratica; i calcoli, infine, e le operazioni concrete: rapporto numerico e interpretazione dell’alfabeto arabo fanno della cabala islamica un sapere paragonabile, in più di un aspetto, alla cabala ebraica.

Diversamente dai libri in cui l’alchimia è solo un pretesto, ecco finalmente un’opera che ci mostra nel dettaglio ciò che essa effettivamente è.

I Segreti Dei Fiori e Degli Uccelli

Libro I SEGRETI DEI FIORI E DEGLI UCCELLI, Izz al-Dîn al-Muqaddasî

Le allegorie mistiche di un maestro sufi del XIII secolo


Questa è la prima traduzione italiana de I Segreti dei Fiori e Degli Uccelli un classico della letteratura mistica medievale in lingua araba. L’opera è un unicum nella storia del sufismo ed è l'unica opera pervenutaci dell'autore Izz al-Dîn al-Muqaddasî, mistico egiziano del XIII secolo. In questo libro dissemina insegnamenti sapienziali attraverso l’uso felice di allegorie animali e vegetali.

Nei 37 brevi capitoli del testo, al-Muqaddasi immagina che una lunga serie di fiori (camomilla, lavanda, basilico) e di uccelli (nobili come l’usignolo, il falco, la rondine, il pavone, ma anche meno nobili, come l’oca, il gallo, il pipistrello), gli parlino rivelandogli i loro segreti e le loro qualità. Il testo, come La lingua degli uccelli di ‘Attar, si richiama al genere della fiaba allegorica ma, al di là del suo valore poetico, può essere considerato come una delle migliori espressioni della letteratura esoterica araba.

Prefazione, introduzione e traduzione dall’arabo di Angelo Iacovella -Postfazione di Alberto Ventura

I Sufi

Già agli inizi del XII secolo il maestro Sufi afgano Sanai scriveva: «L'umanità è come immersa nel sonno, si interessa soltanto di ciò che è inutile e vive nel mondo dell'errore. Credere di essere superiori è soltanto una consuetudine, una convenzione, non una religione. Questa "religione" non ha alcuna utilità...». Studiosi e ricercatori orientali e occidentali si sono completamente dedicati a rendere disponibile per tutto il mondo il materiale letterario e l'insegnamento filosofico dei Sufi. In molti casi hanno riportato fedelmente anche l'affermazione che «la Via dei Sufi non può essere compresa per mezzo dell'intelletto o dall'apprendimento attraverso i libri». Ciò nondimeno, anch'essi hanno cercato di far rientrare il Sufismo nel compasso della loro comprensione. Ma i Sufi non erigono sistemi come degli edifici da lasciare ai posteri: il Sufismo si trasmette attraverso l'esempio umano, il maestro. L'Autore sottolinea come la diffusione del pensiero sufi a partire dal VII secolo avesse scopi essenzialmente divulgativi, ma il vero scopo del Sufismo è quello di sviluppare una linea di comunicazione con la conoscenza reale, non con semplici teorie; né con limitazioni individuali. Questo è quanto questo volume dimostra in modo evidente e concreto. Una parte notevole del materiale raccolto in quest'opera non è conosciuta al di fuori dei circoli Sufi tradizionali e costituisce pertanto una vera e propria rivelazione, particolarmente per il mondo occidentale.

I Sufi e la preghiera in movimento

Un libro sintetico, semplice ma illuminante, che spiega la storia, i fondamenti religiosi, le abitudini e molte altre curiosità riguardanti i sufi e la loro danza rotante. Attraverso una gran mole di citazioni di autori importantissimi per questa corrente dell'islamismo, come per esempio Rûmî (1207-1273), e grazie all'ausilio di tantissime illustrazioni, i lettori scopriranno l'essenza dell'insegnamento dei sufi, il loro originale modo di vivere l'esperienza religiosa e mistica, la particolarità del loro abbigliamento e il senso che la danza ha per essi. La mistica sufi affonda le proprie radici tra i popoli nomadi della steppa (sufi vuol dire "gente con abiti di lana"), credenti on the road, sempre in viaggio, aperti nei confronti di tutte le religioni e di ogni indirizzo spirituale – venerano anche Gesù come profeta – i sufi fanno voto di povertà e si avvicinano a dio non mortificando il corpo bensì attraverso il cibo, la danza e la gioia. La grande fioritura culturale degli ordini sufi, la loro poesia e la loro musica appartengono al passato, ma i loro riti si sono mantenuti vivi ancora oggi. Per molti musulmani costituiscono, ora come un tempo, l'unica via mistica che avvicina a Dio, per altri, invece, rappresentano la quintessenza della stagnazione e della decadenza; per di più l'Islam dogmatico vieta la danza e la musica, che costituiscono la peculiarità, lo strumento principe per avvicinarsi a Dio di moltissime comunità sufi. Molti dervisci continuano a vedere nello sheikh, cioè nel capo del monastero, l'incarnazione del puro amore di Dio, il collegamento con dimensioni di esperienze superiori, ma la fiducia nelle sue possibilità ha portato molti seguaci delle confraternite a un fatalismo religioso e sociale.

Il misticismo del suono

Musica e suono come espressione dell'Armonia Divina
Questo volume – che fa parte del Messaggio Sufi di Hazrat Inayat Khan – raccoglie la maggior parte dell'insegnamento mistico Sufi concernente il suono e la musica. Il suono quale base della creazione e la musica quale mezzo essenziale per il raggiungimento dello sviluppo spirituale. Essendo stato un musicista di chiara fama prima di lasciare la sua arte per dedicarsi interamente al Messaggio Sufi, Inayat Khan ha seguito prontamente la regola degli antichi Sufi esprimendo le verità esoteriche in termini di suono e musica. Una volta egli descrisse tutto ciò nella seguente maniera: "Ho lasciato la musica perché da essa ho avuto tutto quello che dovevo ricevere. Per servire Dio bisogna sacrificare ciò che si ha di più caro; e così ho sacrificato la mia musica. Sono arrivato allo stadio in cui ho raggiunto la Musica delle Sfere. Da allora ogni anima è divenuta per me una nota musicale e tutta la vita è diventata musica. Ora, invece degli strumenti sintonizzo le anime, invece delle note armonizzo gli esseri umani, mettendoli in armonia con se stessi e con gli altri".

In un roseto d'Oriente

Un messaggio Sufi sull'amore, l'armonia e la bellezza .
Questo volume raccoglie discorsi estemporanei dell’Autore degli anni 1918/1920. Essi abbracciano riflessioni di tipo mistico, filosofico e religioso; ma anche di tipo pratico, poiché tali principi vanno applicati nella vita quotidiana, se li accettiamo e se crediamo in essi. Eccone alcuni esempi: – Quel che cerchiamo nella vita, dobbiamo concederlo agli altri; se è la gentilezza, concedetela; se è la bontà, concedetela; se è la solidarietà; concedetela. Il segreto della felicità consiste in questo. – Noi esseri umani amiamo alcuni, proviamo avversione per altri; consideriamo uno degno di molta stima, un altro di nessuna. Per Dio, invece, tutti sono la sua creazione. Dio è amore, e ha creato l’uomo per amore. Egli è pertanto colui che ama e insieme l’oggetto dell’amore. – Tutte le religioni derivano da una sola religione: quella della Natura. La natura insegna ad ogni anima ad adorare Dio in un modo o in un altro, nella forma più adatta a ciascuno. Non importa il modo in cui una persona adora la divinità: importa soltanto la sincerità con cui lo fa; ciò che importa è che il cuore di chi adora sia puro e che la mente sia in contatto con Dio. Dopo aver letto questo libro si capirà che in questo giardino meraviglioso che è la Creazione, in questo roseto pieno di fiori e profumi, il giardino, il giardiniere e i profumi sono la stessa cosa.

Iniziazione al Sufismo

Il misticismo nella vita quotidiana. La lettura di questo libro dedicato al sufismo - esplicativo, introduttivo e attendibile - non richiede conoscenze


Il misticismo nella vita quotidiana. La lettura di questo libro dedicato al sufismo - esplicativo, introduttivo e attendibile - non richiede conoscenze specialistiche né una preparazione specifica. Presuppone, tuttavia, un certo interesse per le cose dello spirito. Esso è scritto in modo semplice e chiaro, come la verità richiede. Mille anni fa un grande sufi definì il sufismo un "sapore", poiché il suo fine è una conoscenza diretta e personale delle verità trascendenti. Quest'opera offre al lettore un po' di quel sapore. L'autore presenta la storia millenaria della mistica islamica, la sua attualità, la sua originalità e la sua universalità, i suoi fini e il suo metodo.

Introduzione alle dottrine esoteriche dell'Islam

Seconda edizione . In questa opera, che è una introduzione allo studio della dottrina sufica, l'Autore affronta l'argomento dall'interno, cioè comprendendo ed assimilando le verità permanenti ed universali di cui ogni dottrina sacra è un modo di espressione, e non dall'esterno, come è d'uso nella erudizione accademica che considera tali argomenti secondo una visuale scientifica limitata soltanto all'aspetto storico e contingente. Oltre a lumeggiare la prospettiva intellettuale del sufismo, ponendo soprattutto l'accento sull'opera di Muhyi-d-din ibn'Arabi, il "Grandissimo Maestro", la trattazione mostra le analogie intercorrenti tra taluni insegnamenti sufici e quelli di altre dottrine metafisiche, affermando il principio secondo il quale tutte le forme tradizionali possono considerarsi come i raggi di una ruota convergenti verso il mozzo comune: la Verità una, ovvero come espressioni parziali, ma pienamente legittime, di Essa. Il libro si conclude con un approfondito esame della realizzazione spirituale della via dei sufi.

L'alchimia della felicità

L’alchimia della felicità è l’argomento di una conferenza tenuta da Hazrat lnayat Khan all’inizio del 1920, ed è posta in questo libro come primo capitolo. Gli insegnamenti di lnayat Khan coprono praticamente ogni aspetto dell’esistenza umana. Da una parte ci sono gli aspetti metafisici: il rapporto fra Dio e l’uomo, i piani e i diversi stadi dell’esistenza, il posto dell’uomo nella crezione, e numerosi altri; dall’altra egli esplora in profondità la vita terrena, analizzandola ed esaminandone i problemi e le possibilità, e indicando la strada verso una esistenza più equilibrata e felice. Per quanto importante ed interessante possano essere lo studio e la pratica degli aspetti metafisici del messaggio Sufi, lnayat Khan ci ricorda costantemente che quello studio e quella pratica sono inutili se la nostra vita quotidiana non è in armonia con tali principi. La reale comprensione della verità avviene vivendola. Il vero scopo della ricerca religiosa è la felicità. Ad essa si può giungere attraverso il processo del quietare la mente, tramite la concentrazione, con la scienza del respiro e con l’amore per Dio, che scioglie il cuore. Allorché il cuore si è riscaldato, in colui che è alla ricerca si sviluppa la conoscenza di Dio e tutti gli aspetti profondi dell’esistenza divengono per lui perfettamente chiari.

L'immaginazione Gnostica

Gnosticismo, Mandeismo e Misticismo della Merkavah
Primo studio esaustivo sui rapporti tra lo gnosticismo e la mistica ebraica. Comprende altresì un’analisi delle prospettive esposte da Gershom Scholem sulla materia, una panoramica analitica della rimanente letteratura secondaria e un esame attento delle fonti originali. Questo lavoro esplora un ampio spettro di argomenti, dal mito all’esegesi alla cosmologia. Sebbene l’argomento centrale siano le tradizioni gnostiche occidentali e la mistica della merkavah, il libro di Nathaniel Deutsch si occupa inoltre di materiale rilevante proveniente dal mandeismo e dal tardo periodo della mistica ebraica, come il pietismo tedesco e la qabbalah. L’opera qui presentata non è solo la prima ad approfondire e valutare la storia degli studi su un tale complesso argomento, ma crea inoltre i presupposti per ricerche future, illuminando gli aspetti metodologici e topici del campo d’indagine preso in considerazione.

L'uomo di luce nel Sufismo iraniano

Libro L'UOMO DI LUCE NEL SUFISMO IRANIANO, Henry Corbin

Orientalista tra i più autorevoli, Henry Corbin nel libro L'Uomo di Luce nel Sufismo Iraniano sviluppa il tema di una "fisiologia dell'uomo" di luce, con lo studio dei suoi "organi di luce". Dalla presenza umana nello spazio – e di conseguenza nel tempo – deriva la necessità di un “orientamento” in tale dimensione spazio-temporale. Proprio la “ricerca dell’oriente” è uno dei temi principali del sufismo iraniano: ma si tratta di un Oriente mistico e spirituale, non geografico.

Questo Oriente sovrasensibile, luogo dell’Origine e del Ritorno, oggetto della Ricerca eterna, è al polo celeste, un polo così estremo da essere la soglia della dimensione “aldilà”. L’Oriente cercato dal mistico è in direzione del nord, al di là del nord, e soltanto un cammino ascensionale può avvicinare a questo nord cosmico scelto come punto d’orientamento. La dimensione polare come dimensione trascendente dell’individualità terrestre implica l’esistenza di una figura-controparte, di un celeste “alter ego” che consente il raggiungimento del polo ponendosi come “guida sovrasensibile” del ricercatore.

Lo scopo di questo libro è precisare meglio cosa sia tale orientamento e dove esso conduca, rivelando altresì l’intero segreto della guida invisibile, del compagno celeste del mistico itinerante, figura di luce, immagine e specchio in cui si arriva a contemplare la teofania nella forma corrispondente al suo essere. L’Autore tenta di fissare l’identità di questa figura sotto i diversi nomi che vengono dati alle sue apparizioni, poiché questa guida di luce è quella che riconduce alla Terra di luce.

L'uomo universale

...Là dove la Conoscenza s'unisce al proprio essere, e dove l'Essere conosce sé nella sua immutabile attualità, non si ragiona più dell'uomo


...Là dove la Conoscenza s'unisce al proprio essere, e dove l'Essere conosce sé nella sua immutabile attualità, non si ragiona più dell'uomo. Lo spirito in proporzione al suo profondarsi in tale condizione, si fa identico, non all'uomo individuale, ma all'Uomo universale (al-insan al-kamil), che costituisce l'unità intrinseca d'ogni creatura. L'Uomo universale è il tutto; per trasponimento dall'individuale all'universale lo si denomina "uomo"; essenzialmente, è il prototipo eterno, illimitato e divino di tutti gli esseri. L'Uomo universale non è realmente separato da Dio, è come il Suo Volto nelle creature. Per il tramite dell'unione con lui, lo spirito s'unisce a Dio. L'Uomo universale è egli stesso il simbolo completo di Dio.

La cura della salute

Principi terapeutici dei Sufi Dopo l'esame delle cause e i metodi per evitare le malattie, l'Autore propone efficacissimi sistemi terapeutici


Principi terapeutici dei Sufi Dopo l'esame delle cause e i metodi per evitare le malattie, l'Autore propone efficacissimi sistemi terapeutici e lo sviluppo del potere di risanare. La malattia non è altro che l’effetto di una disarmonia. Tra le cause principali di tale disarmonia vanno considerate le carenze di tono e di ritmo nell’attività psico-fisica; ma essa dipende certamente anche dalle circostanze esterne, dall’alimentazione, dal tipo di vita che si conduce, dalle persone con le quali si ha a che fare, dal lavoro e dal clima. La scuola Sufi insegna come mantenere sempre perfettamente accordato quel meraviglioso strumento che è il corpo umano. Dopo aver esaminato le varie cause che danno origine alle malattie e suggerito i metodi per evitarle, l’Autore entra nel vivo dei metodi terapeutici, trattando dello sviluppo del potere di risanare e della sue diverse applicazioni. Fra queste, particolarmente interessanti la guarigione con incantesimo, con acqua magnetizzata, tramite il respiro, e i passaggi magnetici, guarire con il contatto, con lo sguardo, con la suggestione, con la presenza, con la preghiera e a distanza. Infine, l’Autore distingue tra guarigione fisica, mentale, spirituale e astratta.

La divina sinfonia

Una preziosa raccolta di aforismi, massime, poesie e preghiere. Per Hazrat Inayat Khan l’arte è un mezzo per esprimere la concezione spirituale Sufi. Egli divenne così il musicista dell’anima. Ecco quanto dice riguardo alla sua rinuncia alla musica: “Ho rinunciato alla musica perché da essa avevo ricevuto tutto ciò che dovevo ricevere... Ora non sono più gli strumenti che voglio accordare ma le anime. Se vi è qualcosa nei miei pensieri filosofici è la legge dell’armonia; come ci si deve mettere in armonia con se stessi e con gli altri. Ho trovato che in ogni parola vi è un valore musicale, che vi è melodia in ogni pensiero, un’armonia in ogni sentimento. Suonai la Vina fino a quando il mio cuore si trasformò in questo strumento; ho offerto allora questo strumento al Musico Divino: l’Unico Musico che esiste. Da allora sono diventato il Suo flauto e quando Egli lo desidera io suono la sua musica. Le persone che mi ascoltano mi attribuiscono il merito di questa melodia; in realtà; non è dovuta a me, ma al Musico che suona”. Questo libro è composto da due opere: “Gayan” e “Vadan”; “Gayan” significa “Canto”, ed il carattere ritmico dell’opera esprime l’Armonia del Pensiero Divino di cui questi insegnamenti sono le note che si rivelano all’anima. “Vadan” ha il senso di “Sinfonia Divina”, la cui esecuzione è lo scopo della Creazione e ogni anima fa parte di questa sinfonia; tutta la natura lo manifesta, e quando il cuore si espande, quando l’anima si risveglia; la Divina Sinfonia diventa udibile.

La dottrina sufica dell'unità

Gli studi sull’Islam condussero Schaya nel 1950 in Marocco, dove ebbe l’opportunità di entrare in contatto


Gli studi sull’Islam condussero Schaya nel 1950 in Marocco, dove ebbe l’opportunità di entrare in contatto con alcuni eminenti rappresentanti della spiritualità musulmana, tra cui il venerato Shaikh Mohammed at-Tadili. Egli poté così approfondire il lato essenziale di questa Tradizione, attingendo alle sue sorgenti più pure. La presente opera è un riflesso di quell’incontro intimo con lo spirito vivente del Sufismo, nonché delle sue meditazioni sul Corano e sui trattati sufici. È, infatti, nel Corano che è ancorato tutto l’Islam, il cui messaggio gravita costantemente intorno a un solo oggetto: Allah, “La Divinità” una e onnipresente; ed è nell’insegnamento sufico che è possibile scoprire il senso più profondo di questo messaggio.
L’obiettivo di questo libro è quello di esporre gli aspetti fondamentali della metafisica sufica, che scaturisce dal credo musulmano: “Non vi è divinità all’infuori della Divinità” (la ilaha ill-Allah), e della sua interpretazione esoterica, secondo la quale “La Divinità” è “il Tutto che è unico” e “l’Unico che è tutto”. È questa metafisica, allo stesso tempo musulmana e universale, che l’Autore ha cercato di descrivere, insieme alla cosmologia che da essa deriva e alla via unitaria che conduce l’uomo, fuori dalla sua illusione “coesistenziale”, verso l’“Uno senza secondo”.

La Lingua degli Uccelli

La lingua degli uccelli – il cui titolo originale è Mantiq al-Tayr – è una summa del migliore e più raffinato misticismo islamico e insieme un messaggio universale di apertura al trascendente. L’opera – che è un classico nel suo genere – si configura come una sorta di magistrale «favola esoterica», che ha per oggetto il tema del «viaggio», al tempo metaforico e reale, che l’anima intraprende perché si distacca dal mondo transeunte della materialità per tuffarsi nell’oceano senza rive del mistero divino. Protagonista un gruppo di volatili (l’upupa, il pappagallo, il falco, il pavone, ecc.) che, riunitisi a convegno, spiccano il volo alla volta del loro bramato sovrano, il Simorgh (o «Fenice») della mitologia iranica, posto agli estremi limiti della terra conosciuta. Per raggiungerlo, dovranno, tra molti pericoli, attraversare «sette valli», che rappresentano altrettante «tappe» o «stazioni» di un vero e proprio itinerario iniziatico, che si ammanta di simboli universali, suscettibili di interpretazioni plurime. Dei centomila uccelli avventuratisi alla ricerca del loro Signore, a non più di «trenta» (in persiano: si morgh) sarà però dato il privilegio di raggiungere la tanto agognata meta. Questi, difatti, finiranno per specchiarsi nel volto accecante del Re, alla vista del quale, inceneriti, scopriranno – paradossalmente – di essere tornati al punto di partenza.

La purificazione della mente

Tecniche Sufi

Hazrat Inayat Khan afferma in quest’opera un principio fondamentale della dottrina sufi, ed offre al lettore anche i metodi pratici per la sua effettiva realizzazione. Come è necessario tenere pulito e purificare il corpo, ancora più necessario è purificare la mente. Infatti le impurità possono causare malattie, ma anche impurità mentali possono influire negativamente sulla salute del corpo e sulla spiritualità. Di qui la necessità di aspirare ad una costante purificazione della mente. Essere "spirituali" non significa — come alcuni credono — essere in grado di fare miracoli o di operare cose meravigliose, ma semplicemente essere naturali. E questo è il risultato che si ottiene, senza sforzo e quasi senza rendersene conto, quando si consegue la purificazione della mente. È possibile purificare la mente seguendo tre metodi: il primo consiste nel placarla. Una mente non disturbata riceve più chiaramente intuizioni e ispirazioni, proprio come uno specchio d’acqua non turbato riflette nitidamente le immagini. Il secondo metodo è la respirazione: respirando correttamente e assumendo le giuste posizioni, ne conseguirà una "pulizia" della mente attraverso il respiro. Il terzo modo di purificare la mente è tramite il corretto atteggiamento verso la vita: questo costituisce la via morale e la strada maestra per conseguire la purificazione. Ma è anche il più importante, poiché senza quest’ultimo i primi due saranno senza effetto. Hazrat Inayat Khan spiega come riuscire nello scopo in quest’opera di preziosa utilità per ogni "cercatore" della verità.

La sapienza dei profeti

Libro LA SAPIENZA DEI PROFETI, Muhyi-d-dîn Ibn ‘Arabi

Il sufi Abu Bakr Muahmmad Ibn al-'Arabi nacque nell'anno 560 dell'egira (1165 d.C.) a Murcia in Andalusia e morì nel 638/1240 a Damasco. Negli ambienti esoterici dell'Islam è soprannominato muhyi-d-din, "il vivificatore della religione", e ash-sheikh al-akbar, "il sommo maestro". La sua opera dottrinale si affermò per la profondità e per la sintesi, sia per la forza incisiva di alcune formulazioni che si riferiscono agli aspetti più elevati del Sufismo.

I libri e i trattati del maestro furono numerosissimi, ma la maggior parte di essi sembra definitivamente perduta; tra quelli pervenutici, Fucuc al-Hikam (la Sapienza dei Profeti) è considerata il testamento spirituale del maestro, che la redasse nell'ano 627/1229 a Damasco. Il titolo è soltanto una parafrasi, ormai consacrata dall'uso, del titolo arabo Fucuc al-Hikam, che significa alla lettera "i castoni delle sapienze".

Questa espressione riassume simbolicamente il contenuto del libro e non può essere compreso senza una conoscenza preliminare del suo simbolismo: al-facc - singolare di fucuc - è il castone che racchiude la pietra o il sigillo (al-khatam) di un anello; con "le sapienze" (al-hikam) bisogna intendere invece gli aspetti della sapienza (al-hikmah) divina. I "castoni" che contengono le pietre preziose della sapienza (al-hikmah) eterna sono le "forme" spirituali, che incanalano l'uno o l'altro aspetto della conoscenza divina. Il carattere incorruttibile della pietra preziosa corrisponde alla natura immutabile della sapienza.

Lo Yoga dell'Islam

Saggio eccezionale che apre la porta ad una nuova conoscenza del mondo islamico. Anche nell’Islam sono previste rigorose discipline interiori come la meditazione, non diverse dalle più note pratiche spirituali dell’Induismo, del Buddhismo o del Taoismo. Nonostante la loro storia sia ormai secolare e siano ancor oggi diffuse in gran parte del mondo musulmano, il pubblico occidentale ignora quasi del tutto l’esistenza di queste discipline spirituali.

L'opera esplora per la prima volta in maniera completa e particolareggiata i metodi di una di queste «Vie» di realizzazione, la Naqshbandiyya. Emersa in Asia Centrale attorno al XII secolo, questa organizzazione iniziatica si impiantò successivamente in India, dove conobbe il definitivo sviluppo. Sue caratteristiche peculiari sono l’invocazione silenziosa del Nome divino, la teoria dei centri sottili- analoghi ai chakra dello Yoga tantrico - le contemplazioni di realtà metafisiche sempre più elevate, il legame invisibile che si instaura fra il discepolo e il maestro.

Il libro propone numerosi confronti con le pratiche di altre tradizioni dell’Oriente, che dimostrano come questo Yoga dell’Islam si inserisca a pieno titolo e con pari efficacia fra le grandi discipline dello spirito.

Leggi la recensione pubblicata da Ereticamente

Indice

  • I metodi del Sufismo
  • La Via dei Maestri
  • L'invocazione silenziosa
  • Il viaggio per tappe e la via diretta
  • Le undici regole
  • Dottrina e metodo dei centri sottili
  • Negazione e affermazione
  • Le contemplazioni
  • Il legame iniziatico
  • L'azione del maestro sul discepolo
  • Conclusione
  • Bibliografia
  • Indice dei nomi
  • Indice dei termini arabi e persiani

Rumi dialogo con l'universo

Gli insegnamenti spirituali del grande poeta mistico persiano
Contiene il CD: IL SUONO HU

Un viaggio nel mondo poetico e spirituale del grande mistico sufi Rumi, vissuto nel XIII secolo, considerato non solo un poeta ma anche un profeta e un santo, tanto che per molti musulmani è un nuovo Maometto, per molti cristiani un nuovo Gesù, per molti ebrei un nuovo Mosè. Il suo messaggio – l’amore è l’essenza di tutte le cose – può essere assimilato a quello di san Francesco e di Dante, suoi contemporanei, ma si rilevano anche affinità con il pensiero di Pitagora, Socrate e Platone. Il libro, attraverso un’evocativa selezione dei versi di Rumi, ne indaga il percorso esoterico mettendolo spesso in relazione con l’opera dantesca, spiegando come il tesoro di dottrine e di tecniche estatiche conservi tuttora un sapore estremamente moderno, questo perché l’approccio di Rumi, libero e universale, trascende la specificità delle singole religioni.
Ascolta l'audio recensione del libro RUMI IN DIALOGO CON L'UNIVERSO

Ascolta l'intervista a Giuliana Colella su NewLife Radio
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Sapienza sufi

Il Sufismo è stato spesso presentato come una semplice «mistica» dell’Islam, impedendo così di coglierne la natura di rigorosa dottrina esoterica e iniziatica. Seguendo l’impostazione tracciata da René Guénon, questo volume intende appunto dimostrare che la complessa metafisica e i precisi metodi di realizzazione spirituale del Sufismo sono quanto mai lontani da quella vaga religiosità spiritualista alla quale molti occidentali vorrebbero ridurlo. D’altra parte, alcuni hanno voluto leggere le profonde dottrine dei sufi come speculazioni teoriche evolutesi nel tempo, confondendo il loro svilupparsi con quello di una qualsiasi filosofia «profana». In realtà, la dottrina dell’esoterismo islamico non ha nulla a che vedere con le idee dei filosofi o dei teologi, ma rappresenta una disciplina metafisica finalizzata interamente alla realizzazione spirituale dell’essere.

In entrambi gli aspetti del suo magistero – sia per quanto attiene alla dottrina, sia per le operazioni iniziatiche – il Sufismo si differenzia da altre discipline speculative perché fa largo uso del simbolo, per cui ogni immagine o parola viene riportata a un significato superiore e più profondo. Il libro si propone dunque di evidenziare come questi simboli non siano semplici allegorie, cioè rappresentazioni del tutto convenzionali, ma vere traduzioni sul piano umano di realtà d’ordine metafisico, che ci permettono di intuire verità trascendenti altrimenti irraggiungibili.

Una particolare cura è stata dedicata a mettere in risalto le analogie fra l’esoterismo islamico e altre dottrine, orientali e occidentali. Ancora una volta, si dimostra così l’assoluto accordo fra le più svariate tradizioni, che dietro la diversità delle loro forme nascondono un’unica e sovrumana ispirazione.

Guarda il video della presentazione alla Libreria Ibis di Bologna

Sufismo ed esicasmo

Il Sufismo – corrente della mistica islamica che assunse importanza fondamentale nelle prime esperienze monastiche del VII secolo – e l'Esicasmo – teoria e pratica meditativa ascetica, propria della teologia bizantina, ma già in uso presso gli eremiti orientali – trovano una seria e completa trattazione in questi saggi e articoli che Michel Vâlsan pubblicò nella rivista Études Traditionelles tra il 1961 e il 1971. Nel volume vengono tradotti e raccolti i seguenti testi:

  • Un simbolo ideografico dell'Uomo Universale

  • Il triangolo dell'Androgino e il monosillabo "Om"

  • Referenze islamiche del "Simbolismo della Croce"

  • Un testo dello Shaykh el Akbar sulla "realizzazione discendente"

  • Note di lettura sullo Shaykh Al-Alawi

  • Precisazione

  • Studi e documenti sull'Esicasmo

Sufismo pratico

“La via sufi non è una religione. Essa è presente nel cuore di tutte le religioni e di tutte le spiritualità”, così dice Phillip Gowins, che non è nato sufi, ma lo è diventato in seguito a una crisi nella prima maturità, che lo ha indotto alla promessa solenne di porsi al servizio del mondo, in qualunque modo. Quando si recò ad ascoltare una conferenza di Pir Vilayat Inayat Khan, leader spirituale dell’Ordine Sufi Internazionale, Gowins capì di essere giunto a casa. Ora, dopo decenni di pratica con Pir Vilayat e di insegnamento rivolto agli altri, egli offre ai lettori questo libro sapiente, divertente e compassionevole, pieno di storie coinvolgenti e di esercizi di meditazione. È una prima, intensa introduzione all’Ordine Sufi, e rivela il valore della sapienza sufica a tutti i cercatori, indipendentemente dal loro sentiero spirituale. L’attenzione di Gowins per gli insegnamenti sufici sulla pazienza, sull’autenticità, sull’impegno, sulla resa e sull’amore gioveranno a tutti. “La gioia è reale, e la depressione non è inevitabile”, egli dice. “Festeggiate i vostri problemi, poiché essi sono la chiave per godervi la vita”.

Sufismo Universale

“Sufismo” è un termine - che definisce una dottrina - derivante dal greco sophia (saggezza) e dall’arabo sof (purezza); le due parole, unite, indicano la pura saggezza che nasce dalla pura coscienza, liberata da tutti i problemi e le sensazioni esterne. Il Sufismo Universale, diffuso in tutto il mondo da Hazrat Inayat Khan (1882-1927), offre una risposta ampia e soddisfacente alle esigenze dei tempi attuali. Per un mondo che tende all'integrazione, in cui tutte le culture e le religioni entrano a più stretto contatto, vi è chiaramente una grande necessità di comprendersi e armonizzarsi fra loro. L’opera di lnayat Khan dedicata al Sufismo Universale si propone di portare tutte le religioni unite verso un unico ideale. Egli dimostra infatti che vi è una sostanziale unità tra le grandi ideologie religiose del mondo, poiché l’ispirazione divina interviene, di tempo in tempo, in forme diverse, ma in armonia con taluni popoli in alcuni momenti storici per manifestarsi in forme diverse di un’unica verità. Nel mondo contemporaneo, il Sufismo Universale offre una filosofia mistica che si armonizza felicemente sia con la scienza moderna, sia con il misticismo e la religiosità. Una visione onnicomprensiva, come quella che da più parti la coscienza dell’uomo di oggi cerca e anela. Il volume traccia una breve storia del Sufismo e, attraverso la vita, l’opera e gli ideali propagati da lnayat Khan, costituisce un vero e chiaro manuale del messaggio Sufi.

Sufismo, velo e quintessenza

«Velo» (hijàb) e «quintessenza» (lubàb): due termini che indicano un'opposizione nella sfera simbolistica e dottrinale e che si riferiscono rispettivamente all'esteriore


«Velo» (hijàb) e «quintessenza» (lubàb): due termini che indicano un'opposizione nella sfera simbolistica e dottrinale e che si riferiscono rispettivamente all'esteriore e all'interiore, ovvero alla contingenza e alla necessità... Taluni hanno creduto giovare alla reputazione del Sufismo, o custodirne il mistero, asserendo che non è un sistema come le filosofìe, bensì un insieme di espressioni e di simbolismi liberamente scaturiti dall'intelletto e dall'ispirazione... Del resto, non si ritiene che le espressioni dottrinali siano esaurienti, poiché i! loro compito è unicamente quello di offrire i riferimenti per una verità complessa e in considerazione dell'Ineffabile. La qual cosa i moderni non hanno mai compreso, anzi accusano le dottrine antiche di essere insieme dogmatiste e insufficienti... Ritroviamo in noi stessi tutti questi principi, che conferiscono all'Islam il suo carattere incontestabile e la sua universalità; le loro manifestazioni esteriori traggono ogni significato – nella prospettiva metafisica e contemplativa – dai loro archetipi a un pari trascendenti e immanenti. (Dalla Prefazione dell'Autore)

Un santo Sufi del XX secolo

Uno straordinario personaggio contemporaneo che ha incarnato il distacco e la saggezza dei Sufi nella vita quotidiana del nostro secolo


Uno straordinario personaggio contemporaneo che ha incarnato il distacco e la saggezza dei Sufi nella vita quotidiana del nostro secolo. Questo libro – secondo il Journal of Near Eastern Studies – è uno dei più intensi e affascinanti tra quelli dedicati al Sufismo da parte di uno studioso occidentale. In realtà, nulla del suo contenuto vi è ripostato “di seconda mano”. L’Autore lascia che siano gli stessi Sufi a parlare e, in una serie di testi non comuni, per la maggior parte tradotti direttamente dall’arabo, egli ci offre un vivido quadro della vita in un ordine Sufi del Nordafrica. Su questo sfondo si stagli l’indimenticabile figura dello Sceicco algerino che fu a capo di detto ordine dalla morte del suo Maestro, nel 1909, fino al 1934. Gli ultimi capitoli sono dedicati soprattutto ai suoi scritti, tra i quali vi sono alcuni notevoli poemi mistici. Per coloro i quali considerano ciò che è spirituale al di sopra di ciò che è materiale e che sono disposti a ritenere valida anche una religione diversa della propria, lo Sceicco al-‘Alawi può essere definito – come Ramana Maharshi di Tiruvannamalai – tra i pochi autentici grandi uomini di questo secolo. Il libro è indirizzato anche a chi non abbia uno specifico interesse per l’argomento, né conoscenze generali sull’Islam, ma sia semplicemente e sinceramente interessato al “mondo dello Spirito”. 5 fotografie.

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