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36 stratagemmi

I 36 stratagemmi non vanno considerati un "manuale" nel senso occidentale del termine, bensì un compendio sapienziale in cui nulla si "afferma", nulla si "nega", tutto continuamente si crea, si moltiplica, scompare per ricomparire sotto altra forma. Queste affermazioni, formulate più di sei secoli fa, operano a vari livelli di comprensione – a seconda delle capacità di approfondimento e di percezione di ciascuno – e in vari ambiti: quello più strettamente bellico e strategico, quello delle più tradizionali discipline marziali, ma trovano anche un'attuazione più vasta, di tipo sociale ed economico nonché nel campo della pirateria informatica. Intorno al XV secolo, nell'epoca compresa tra la fine della dinastia Ming e l'inizio di quella Qing, videro la luce i 36 stratagemmi, raccolti in forma estremamente sintetica da monaci guerrieri e divenuti, nell'arco dei secoli successivi, un classico delle astuzie belliche segrete di ogni tempo, talmente prezioso da rimanere del tutto nascosto all'Occidente perfino nell'epoca di Mao Tze-tung, che ne applicò con successo i principi per tutta la durata del suo regime. Ideale complemento del Tao-tê-Ching, dell'Arte della guerra di Sun Zu e dell'I:Ching, spesso direttamente correlati a quegli insegnamenti, i 36 stratagemmi hanno analogamente trovato applicazione, in epoca moderna, nei contesti più disparati e apparentemente lontani tra loro, dal marketing alla psicologia comportamentale, dalle arti marziali alla formazione manageriale e ai rapporti interpersonali, lasciando spesso in ombra, che pone al centro dell'universo l'uomo in quanto attivamente consapevole di se stesso. Lo stesso numero 36 deriva dalla "filosofia dell'unità degli opposti", espressa nell'I:Ching con la nozione di Yin e Yang, le due categorie complementari dell'universo, alle quali appartiene ogni singola cosa esistente. La loro interazione determina lo sviluppo di tutti gli eventi in una miriade di rapporti: offesa e difesa, forza e moderazione, regolarità e sorpresa, vuoto e solidità, amici e nemici, ospite e padrone di casa, lavoro e riposo e così via. Tale unità presenta anche un'altra importante caratteristica, secondo cui ogni qualità o entità può trasformarsi nel suo opposto: in base a questo principio, in determinate circostanze, il debole può vincere il forte o il nemico trasformarsi in amico (e viceversa).

Ahamannam io sono cibo

Tutte le creature nascono dal cibo, inteso come cibo spirituale e materiale, in un continuo rito di sacrificio universale dell'Essere per la vita.

Nel suo supremo senso, la fame di cibo non è meramente fame di questo o di quello ma fame di armonia, cioè di unità. Quando l'armonia è raggiunta, la "fame" apparentemente cessa, con la realizzazione dell'Unità energetica. Al di là delle forme e degli apparenti cibi, non vi è che la dualità erronea o l'Unità interiore raggiunta, cioè l'armonia di sé, di cui tutte le apparenti forme non sono che simboli. Il bisogno di amare è anch'esso fame di Unità, sia che tu venga a me (mio cibo) sia che io mi dissolva in te (tuo cibo): nell'Unità raggiunta non c'è che l'Uno. In realtà noi non siamo che immagini: ciò che realmente "è" è l'Essere. Di qui il significato supremo della frase di Cristo: "chi mangia la mia carne e beve il mio sangue sta in me e io in lui." Nello stesso senso l'Autore interpreta il canto della Taittiriya Upanishad: "Io sono il cibo...e colui che mangia il cibo...è nel cuore dell'immortalità". La gioia dell'amore è nel donarsi alla fame dell'altro e assumere il dono dell'altro, annullando l'io e l'altro nell'Uno.

Aikido e la sfera dinamica

Settima edizione - Il primo libro sull'Aikido pubblicato in Italia. Sebbene l'Aikido non sia del tutto sconosciuto, pochi, estranei al mondo delle arti marziali, riescono a distinguerlo dalle altre molteplici discipline. Le sue caratteristiche salienti, comunque, si possono rinvenire in parte nel suo stile sofisticato, e soprattutto, nelle sue motivazioni essenziali. L'Aikido è un metodo di autodifesa che può essere usato contro ogni tipo di attacco, ma è anche - a livelli più alti - una disciplina di coordinamento, un «sentiero» da seguire per giungere all'armonia di tutti i poteri vitali dell'uomo. Nell'Aikido non c'è mai attacco; il suo scopo, infatti, è semplicemente quello di neutralizzare un'aggressione e rendere inoffensivo l'avversario, senza causargli alcun danno serio, per quanto è possibile. Per raggiungere questo risultato è necessaria una grande abilità, ma, soprattutto, un preciso proponimento etico. La stessa parola aikido, infatti, contiene i tre elementi che compongono l'arte: ai, armonia o coordinamento; ki, spirito o energia; do, il metodo, il «sentiero». Colui che studia e pratica l'Aikido correttamente, desidera soltanto difendere se stesso, senza ledere il suo prossimo, ma per possedere questa capacità, l'individuo deve raggiungere un altissimo livello di integrazione fra le forze della mente e quelle del corpo.

Aikido etichetta e disciplina

L'Aikido comporta un allenamento del corpo e dello spirito. Fino alla seconda guerra mondiale, tutti i giapponesi apprendevano questa disciplina, ma l'epilogo della guerra provocò l'avvento della democrazia e dell'educazione occidentale e la loro brusca interruzione ha rovesciato le strutture e l'educazione tradizionale giapponese. Gli argomenti raccolti nel libro provengono per la maggior parte dalla tradizione orale.

Aikido i fondamenti spirituali della via dell'armonia

Questo libro è il primo scritto da un importante Maestro americano di Aikido che prende in esame il modo in cui quest'arte marziale del ventesimo secolo sia stata emanata dalle antiche tradizioni spirituali del Giappone. William Gleason offre un lucido commento agli insegnamenti di Morihei Ueshiba, fondatore dell'Aikido. Molti insegnamenti di quest'ultimo appaiono per la prima volta in questo libro. Ueshiba considerava l'Aikido non come un metodo di combattimento né come uno sport competitivo, ma piuttosto come un mezzo per divenire uno con le leggi dell'ordine universale. L'Aikido, affermava, è radicato nei principi del kototama, un sistema di sillabe sacre giapponesi. Esaminando i principi di base dello Shinto è dello Zen, Gleason mostra come le sillabe del kototama rappresentino aspetti diversi dell'energia vitale universale, ovvero del ki. Le sue spiegazioni di concetti come Uno Spirito, Quattro Anime, Tre Fondamenti e Otto Poteri descrivono la generazione ed il movimento del ki, che è la sorgente della forza nelle arti marziali. Oltre 160 fotografie illustrano l'applicazione del kototama ai movimenti effettivi dell'aikido. In 22 sequenze fotografiche, l'autore e i suoi allievi dimostrano alcune forme complete nel dettaglio. La profondità di analisi di Gleason rende questo volume molto di più che un manuale tecnico. Esso si rivelerà una fonte inestimabile sia per il neofito, sia per il praticante esperto di arti marziali. "Si tratta di un libro necessario, opportuno e ben scritto. William Gleason è il primo a spiegare in dettaglio gli insegnamenti spirituali del fondatore". Mitsugi Saotome Shihan, autore di AIKIDO - La Via del Budo

Aikido la pratica

L'Autore indica le conoscenze basilari necessarie per apprendere e mettere in pratica l'arte dell'Aikido. In questi ultimi anni l'Aikido ha avuto un notevole sviluppo in tutto il mondo: i suoi praticanti si sono moltiplicati non solo in Giappone, ma a livello internazionale. L'elemento più importante che sta all'origine di questo fenomeno è certamente la filosofia dell'Aikido, la quale, unitamente alla bellezza e alla molteplicità dei suoi movimenti, consente una pratica fisica e un arricchimento spirituale al medesimo tempo. La sensazione che esso dà di "essere uno con l'universo" è una delle più alte espressioni del Budo giapponese. Secondo i principi dell'Aikido, la forza e la tecnica, da sole, non sono sufficienti: il praticante deve entrare nel dominio dello spirito per sviluppare se stesso e il suo pensiero. Il testo illustra esercizi preparatori di base, che possono essere fatti da soli o a coppie, tecniche avanzate, storia e sviluppo dell'Aikido. Il volume è illustrato da 512 fotografie e 22 grafici.

Alla ricerca del sé

Un brillante giornalista e produttore televisivo francese scopre e vive in prima persona il fascino e l'efficacia della meditazione Yoga, che diventa la sua vera ragione di vita.

Arogya yoga

AROGYA YOGA per la salute e il benessere
Vera novità per l’Italia, questo libro è un compendio degli articoli, pubblicati per l’inserto domenicale di un quotidiano indiano da Iyengar, convinto che la ricerca di uno stile di vita migliore, più sano e più integro ci guidi inevitabilmente allo yoga che, come scienza e come filosofia, comprende tutti gli aspetti della vita. Il risultato è un manuale semplice e accurato, importante tanto per l’uomo comune quanto per il praticante evoluto, che fornisce una metodologia estremamente dettagliata composta da oltre 45 asana (e relative varianti), sequenze e suggerimenti pratici adatti a persone con qualsiasi livello di preparazione. Gli asana proposti prevedono anche l’uso di pareti, cinghie, tavoli, sgabelli, cuscini, coperte, oggetti che si trovano comunemente in ogni casa.

Autorità spirituale e potere temporale nella teoria indiana del governo

a cura di Giovanni Monastra

Mentre gli interessi di Coomaraswamy per le arti e per l’universo religioso e sapienziale hanno riscosso interesse e spesso plauso, il tema di questo saggio ha invece suscitato forti riserve e ha portato molti studiosi a marginalizzare, trascurare e anche occultare volutamente i suoi studi sulla “dottrina politica tradizionale”, che apparivano scandalosi e inaccettabili.

La tesi espressa dallo studioso anglo-indiano in questo scritto, arricchito dai sapienti apparati critici di Giovanni Monastra, è che il Potere temporale debba sottostare all’Autorità spirituale, depositaria dei “principi” che, in condizioni normali, dovrebbero ispirare il potere politico-amministrativo.
Coomaraswamy criticava il moderno “dogma” democratico (ma non la democrazia come principio di realistico autogoverno, specie a livello locale), l’egualitarismo, l’individualismo, la desacralizzazione della società. Sosteneva sia il fondamento trascendente dell’autorità di governo, che solo così poteva essere legittima, sia il sistema delle caste, basato sull’eredità e sulla vocazione, il quale, a suo parere, se ben inteso e correttamente applicato, risulterebbe valido anche ai nostri giorni, sia pure con alcuni aggiustamenti dovuti all’epoca in cui viviamo.
Le sue affermazioni ledevano la sensibilità e la suscettibilità dei suoi contemporanei, che perciò scelsero di ignorare, per quanto possibile, testi, come questo, dove affrontava in profondità il tema scabroso dell’organizzazione politico-sociale.

Bhagavad Gita

La Bhagavad Gita è un testo fondamentale di saggezza e conoscenza, che contiene la più chiara interpretazione di tutti gli insegnamenti delle Upanishad. I sei capitoli di questo libro commentato da Maharishi Mahesh Yogi costituiscono a loro volta il cuore di tutta la Bhagavad Gita. Nel poema, lo stesso Signore Krishna spiega ad Arjuna che l’uomo è per se stesso un amico e un nemico allo stesso tempo, poiché costantemente diviso tra mente e cuore, tra senso del dovere e ricerca del piacere. Lo Yoga e la Meditazione sono solo il mezzo per equilibrare queste diverse tendenze e liberarsi dalla dualità, unica fonte dell’infelicità. «Colui che ha conquistato il suo Sé per mezzo del suo Sé soltanto è l’amico di se stesso; ma il Sé di colui che non ha conquistato il suo Sé si comporterà con l’inimicizia di un avversario». Così ammonisce la Gita. E più avanti: «Non possiamo percepire la natura reale di questo mondo. La sua fine, la sua origine, la sua esistenza rimangono sconosciute. Solo tagliando quest’albero dalle robuste radici con la solida ascia del non-attaccamento si può cercare quello stato che, una volta raggiunto, non consente ritorno». Questo commento alla Bhagavad Gita, dovuto ad una delle massime autorità spirituali del nostro tempo, è un mezzo prezioso per raggiungere tale stato, esponendo l’arte che, anche negli atti quotidiani della vita pratica, consente di conciliare le opposte tendenze, indirizzando così gli esseri umani verso una costante evoluzione.

Bhagavad Gita canto del beato

interpretazione lirica di Giulio Cogni

La Bhagavad-Gita (« Canto del Beato ») è il famoso canto del Mahabharata del leggendario Vyasa cui Arjuna, prima della battaglia con i cugini traditori nel campo di Kurukshetra, pieno d'angoscia per il male che si prepara  a compiere, interroga il grande re Krishna. Questi gli risponde  incitandolo  all'azione, che egli ritiene giusta e, in una tremenda visione, gli si rivela come un aspetto del divino Brahman.
Il dialogo tra Arjuna e Krishna si svolge in 18 capitoli, e costituisce da secoli il Vangelo dell'India, per i sublimi concetti etici e religiosi che espone con un'altissima intuizione lirica.
La Bhagavad-Gita è certamente il massimo canto epico-didascalico del mondo. La fondamentale dottrina  unitaria che domina tutto il pensiero filosofico indiano, quella cioè per la quale ogni aspetto del mondo è soltanto manifestazione dell'Uno, dell'Io trascendentale, del Sé, Atman universale, viene qui  espressa nell'esposizione dell'essenza dello Yoga che troviamo nel VI capitolo. E da queste prime spiegazioni prende avvio un discorso profondissimo, che abbraccia ogni aspetto dell'agire umano e universale; un discorso, però, che non perde mai il suo altissimo valore poetico.
Il commento e la traduzione lirica di uno dei più profondi studiosi della materia fanno di questa nuova versione italiana un'opera di particolare pregio, grazie alla perfetta conoscenza della pronuncia e della metrica indiana che ha permesso, per la prima volta, un'esposizione in versi che rispetta perfettamente il ritmo e la rapidità sintetica della lingua originale.

Buddhismo pratico

Dopo la pubblicazione dei volumi Lo Yoga del Tao e Ch'an e Zen, dello stesso Autore, questo nuovo libro offre ulteriori nozioni e insegnamenti


Dopo la pubblicazione dei volumi Lo Yoga del Tao e Ch'an e Zen, dello stesso Autore, questo nuovo libro offre ulteriori nozioni e insegnamenti sul Dharma del Buddha e sulla sua pratica. Diviso in varie parti, il volume contiene la teoria e la pratica della dottrina del Buddha, distinta nella scuola dell'insegnamento e nella trasmissione della mente al di fuori dell'insegnamento. Tali discipline comprendono diverse fasi, dallo stato di estinzione delle passioni e delle sofferenze ai diversi metodi di meditazione. In un secondo stadio vi è la conoscenza delle perfezioni necessarie per entrare nella condizione di Buddha: insegna a spazzare via tutti i dualismi, la relatività e i contrari, per passare d'un balzo allo stato assoluto dell'increato. Segue la descrizione di alcune esperienze dirette di illuminazione conseguite da occidentali, a conferma dell'universalità della via dello Zen. Vi è poi una breve storia del Terzo Patriarca Seng Ts'an ed il suo famoso gatha Hsin Hsin Ming (Abbi fede nella tua mente), che insegna a realizzare la mente per conseguire l'illuminazione. Una parte successiva è dedicata ad un Koan particolare, che consiste nell'emettere un grido. La penultima parte espone il metodo di preparazione per conseguire la bodhi del maestro Han Shan, mentre la parte finale contiene al lettore di conoscere nei dettagli il modo in cui è possibile conseguire la realizzazione.

Budo classico Vol. 2

Le arti marziali giapponesi come discipline spirituali. Il Budo Classico non consiste in metodi di combattimento come il Bujutsu o le Arti Marziali vere e proprie; e non si tratta neppure di attività sportiva come il Judo, il Karate o il Kendo. Esso è innanzitutto e soprattutto un insieme di discipline spirituali, il cui fine ultimo si raggiunge attraverso il più rigoroso esercizio mentale e fisico: è l'autorealizzazione del Buddhismo Zen tradizionale. L'autore tratteggia la storia, la filosofia e i metodi di questa particolare varietà di "via marziale", che si esegue a volte con l'uso delle armi, e volte senza.

Budo gli insegnamenti del fondatore Aik

Quest'opera classica sulle arti marziali è preceduta da un saggio biografico su Morihei, scrìtto da suo figlio, Kisshomaru Ueshiba. Un lavoro illuminante, che racconta la giovinezza del fondatore, i suoi incontri ispiratori con il religioso mistico Onisaburo Deguchi, e le rivelazioni spirituali che lo hanno portato a sviluppare l'arte dell'Aikido. L'Aikido è molto più di uno stile di lotta, è un approccio olistico alla vita, che Morihei descrive come un passo divino ispirato dagli dei che guidano alla verità, alla bontà e alla bellezza. Purtroppo Morihei ci ha lasciato pochi scritti che spiegano la filosofia delle sue arti marziali, preferendo insegnare ai suoi discepoli con l'esempio diretto. Sono note infatti le foto che rappresentano l'uomo anziano il quale senza sforzo sconfigge i suoi più giovani awersari. Nel 1938 Morihei scrisse «Budo» (Maritai way), manuale che non venne mai divulgato al grande pubblico; contiene perfino l'ingiunzione: «...queste tecniche non dovrebbero essere svelate a chiunque». Ora, con la divulgazione dell'Aikido in Giappone e nel mondo, la Fondazione dell'Aikido e la famiglia Ueshiba hanno deciso di pubblicare questi trattati storici e di renderli noti sk ai profani, sia ai praticanti di Aikido. Riprodotta fedelmente dall'originale, quest'opera contiene uno dei più rari documenti sui principi basilari espressi sia in prosa che in forma di poesia mistica. Il testo è arricchito da 400 foto di Morihei che illustrano le tecniche dell'Aikido da lui descritte, e da una serie di rare foto del fondatore in azione, scattate nel 1935 e nel 1951.

Budo la via spirituale delle arti marziali

Karate, Tai Chi, Judo e Aikido significano saper dominare il proprio corpo e la propria forza nel combattimento e difesa personale. Ma queste arti marziali non significano solo forma, tecnica, e neppure solamente contenuto e spirito: esse rappresentano la possibilità di ritrovare se stessi, di imparare a riconoscere le cose, di perfezionare l'anima e lo spirito. Nella teoria e nella pratica tale fondamento spirituale viene troppo spesso dimenticato: ci si concentra sul risultato sportivo agonistico che priva le arti marziali del loro vero senso. Werner Lind, fondatore e direttore di una scuola di karate orientata verso la tradizione, spiega, in questo libro cosa sono e cosa possono veramente essere le arti marziali se l'allievo scopre la Via, il Do. In modo comprensibile anche per chi poco conosce della materia, l'autore approfondisce i diversi gradi della Filosofia della Via — il Budo — emblema di tutte le arti marziali che, pur differenziandosi tra loro, hanno il medesimo scopo: istruire l'individuo in modo da superare la forma e la tecnica, stimolando l'energia vitale interiore ad un maggiore sviluppo per crescere moralmente e spiritualmente. Quindi, la Via raggiunge il livello massimo non nel perfetto agonista, ma nell'uomo che ha raggiunto la pienezza nel pensiero, nel comportamento e nei sentimenti.

Budo shoshinshu

Budōshoshinshu, Insegnamenti Essenziali sulla Via del Guerriero scritto dal maestro Daidoji Yūzan nel periodo Edo, rappresenta il trattato più autorevole sulla filosofia del samurai. Tema principale è il ruolo del guerriero in tempo di pace e la difesa del codice dei samurai.

Nello stesso periodo e sullo stesso argomento il samurai Yamamoto Tsunemoto scrive un altro trattato, l’Hagakure. Le due opere avranno percorsi molto differenti poiché il primo sarà fin da subito reso pubblico, lo scritto di Yamamoto invece sarà adottato dalla famiglia Nabeshima come testo segreto del clan e tale rimarrà fino al XX secolo. I due trattati hanno anche differenti impronte: mentre l’Hagakure è stato definito più radicale e romantico, l’opera di Daidoji è più pratica e maggiormente influenzata dal confucianesimo.

La storia ci tramanda che copie manoscritte del Budōshoshinshu siano circolate tra un certo numero di clan poco dopo la morte di Yūzan, avvenuta nel 1730. Fu corretta e pubblicata in xilografie nel 1834 per volontà del clan Matsushiro ma questa versione aveva ridotto alcune sezioni del trattato e in questa sintesi si erano perse nozioni essenziali. Nel 1943, Furukawa Tesshi curò una nuova edizione, basata su un manoscritto ritenuto più conforme all’originale di Daidoji: la presente traduzione è basata su questi manoscritti di Furukawa.

Ma in che modo i discorsi sulla cultura dei samurai possono suscitare oggi l’interesse del lettore moderno? Sicuramente per gli appassionati di storia del Giappone, il libro riporta testimonianze del periodo alla luce degli ideali che ispiravano il corso delle azioni e restituisce prospettive che arricchiscono gli eventi e la politica dell’epoca.

In secondo luogo, è vero che la classe dei guerrieri dovette soccombere ma lo spirito del samurai continua a vivere: è evidente in molte sfere della società, nel mondo degli affari e nell'organizzazione sociale e del lavoro. La filosofia dei guerrieri rappresenta una delle chiavi per comprendere la società giapponese contemporanea.

Infine, la vita di un samurai era densa di significato, cosa che spesso sembra mancare nelle nostre esistenze prese da materialismo e consumismo. Con i suoi 56 sintetici saggi che indicano come vivere secondo i principi morali samurai - improntati a lealtà, solidarietà, integrità professionale e rivolti ad un fine più alto per proseguire la vera tradizione cavalleresca del Bushidō- il presente trattato riempie un vuoto di valori, evidenzia ideali e principi che appaiono ormai perduti e ci rassicura sull’importanza della nostra esistenza e delle nostre scelte.

Bujutsu & Budo moderno vol. 3

Le più efficaci forme di autodifesa tratte dalla tradizione classica. Il Bujutsu moderno consiste in ben definite ed efficaci forme di autodifesa, sia con armi, sia a mani nude, che sono state perfettamente adattate per le necessità contemporanee degli esperti nella tradizione classica. Invece - secondo l'Autore - la storia del Budo moderno, e in particolare le versioni sportive del Kendo, del Judo e del Karate, comportano un adattamento ed una alterazione degli ideali classici. Egli analizza i molti miti relativi al Budo moderno, criticando tutto ciò che divide queste moderne versioni dalla loro essenza tradizionale di discipline spirituali

Bujutsu classico vol. 1

Gli aspetti pratici delle arti marziali: le armi e le tecniche. Le arti marziali giapponesi come discipline spirituali . Sviluppatosi nel corso degli incessanti conflitti del Giappone medievale, il "Bujutsu" ("arti marziali") dotò il guerriero di quell'addestramento tecnico e psicologico che lo preparava a far uso delle sue armi in uno scontro reale. "Bujutsu classico" fa comprendere la natura intensamente pratica delle arti marziali. L'Autore descrive le sedici più importanti forme di Bujutsu, con l'uso di numerose tecniche.

Bushido - l'anima del Giappone

Il Bushi-do, che significa letteralmente “via del guerriero”, è il codice morale che i cavalieri dovevano osservare nella vita quotidiana e nell’esercizio della loro professione. Non è scritto – tutt’al più è codificato in alcune massime trasmesse oralmente o fissate su carta da qualche famoso saggio o guerriero – tuttavia possiede una forza assai più potente dell’esempio concreto e di una legge scritta sulle tavole del cuore. Non è il parto di una sola mente, né è nato dall’esperienza di vita di un singolo personaggio: si è sviluppato in modo piuttosto organico nel corso dei secoli all’interno della casta militare.

I suoi concetti cardine – rettitudine, coraggio, audacia, sopportazione, benevolenza, empatia, cortesia, sincerità, onore, lealtà, autocontrollo – sono stati spiegati agli occidentali magistralmente, più di cento anni fa, da questo trattato che è ancora oggi è il punto di riferimento per comprendere il Giappone antico e moderno, le arti marziali e il mondo dei samurai.

Bushido per principianti

Bushido per principianti, il cui titolo giapponese è Bushido Shoshinshu (traduzione di Thomas Cleary), venne scritto dopo cinque secoli di legge marziale in Giappone per fornire ai guerrieri istruzioni pratiche e morali, correggere comportamenti refrattari e delineare gli standard di condotta personale, sociale e professionale tipici del Bushido (la “Via del Guerriero”), il codice cavalleresco giapponese. È uno specchio piuttosto fedele di molte caratteristiche e aspetti della moderna civiltà giapponese, e rappresenta una tradizione fondamentale di prestigio e potere. Responsabilità familiari, relazioni familiari, doveri pubblici, educazione, finanza, etica e così via; tutti questi aspetti della vita e altri ancora vengono affrontati in questo testo dal punto di vista dello spirito marziale della cavalleria giapponese. Anche le forme di incompetenza e corruzione politica e professionale che il Giappone oggi si ritrova ad affrontare sono descritte con precisione sconcertante in questo libro vecchio di tre secoli, tanto profonde sono le radici dei modelli feudali e militari del Giappone antico. Questo manuale rappresenta quindi una risorsa essenziale per tutti coloro che vogliono avere una comprensione realistica del Giappone e dei giapponesi.

Capire lo yoga

Origini, contenuti, significati e sviluppi di una disciplina di emancipazione della coscienza. Questo libro vuole essere un aiuto per chi desidera entrare nello spirito dello Yoga. Esso, pur non potendo sostituirsi all'insegnamento diretto degli istruttori, potrà essere di grande utilità, poiché contiene una sintesi informativa e culturale che risponde alle molteplici domande che chiunque si avvicini allo Yoga si pone. Ad esempio: quali sono l'origine e lo sviluppo dello Yoga, quali le sue concezioni fondamentali, quali le sue finalità. E inoltre: quale utilità può avere, e a quale esigenza risponde la pratica dello Yoga; è oggi attuale la pratica dello Yoga, e quali risultati consente di raggiungere. Lo Yoga è una disciplina di evoluzione spirituale in cui la materia non è zavorra, ma strumento, il corpo non è fango, ma tempio l'energia vitale non è satana, ma il motore dell'emancipazione; un procedimento che, rivelando, quanto di sacro c'è nel profano, mostra l'origine spirituale dell'universo fisico. Lo Yogi è cultore del corpo e della salute, come individuo dalle prestazioni fisiche eccezionali, raggiunte attraverso un paziente allenamento, e come medico e di se stesso, grazie all'amorosa cura che egli ha del proprio corpo. Contemporaneamente, è cultore della psiche, come ricercatore della propria, interiorità; ed ancora è cultore dello spirito, come devoto, filosofo, spesso ritirato in profonda meditazione, quando non in estasi mistica. Rispondendo alle molte domande, questo libro, con l'aiuto di testi antichi e moderni e con la pratica dell'Autore, noto insegnante di Yoga, dice qualcosa di nuovo su questo importante argomento. Una parte del volume è dedicata all'esposizione e alla spiegazione di tutte le più importanti posizioni dello Yoga, con le relative illustrazioni.

Ch'an e Zen

Il Buddhismo Ch'an e Zen sta destando oggi un grande interesse in Occidente. Poiché i maestri qualificati ad insegnarlo sono molto pochi, si è reso necessario rivelare il significato della sua letteratura, che qualche volta è scritta deliberatamente in termini oscuri o in complessi enigmi (Koan). Anche i metodi di preparazione venivano tenuti segreti. Con la sua opera, Lu K'uan Yu definisce chiaramente i significati nascosti, e descrive, con altrettanta chiarezza, le pratiche necessarie per seguire questo antico sentiero. Questo volume comprende: la pratica, così come venne insegnata dal Venerabile Hsun Yun, il più famoso Maestro Ch'an dei tempi moderni, fondata sulla tecnica conosciuta come hua t'ou, insegnata nello zendos giapponese; sei storie rappresentative (kung an) di antichi Maestri Ch'an, tradotte dalla selezione Imperiale di Detti Ch'an. Ogni kung an è spiegato esaurientemente, così da apparire comprensibile anche ai non iniziati; una traduzione del Sutra del Cuore, con il commentario del Maestro Ch'an Han Shan. Poco prima di morire, C.G. Jung stava leggendo proprio questo libro, e chiese espressamente alla sua segretaria di scrivere all'autore: "Jung se ne è entusiasmato... quando ha letto ciò che disse Han Shan, ha avuto la sensazione che lui stesso avrebbe potuto dire esattamente le stesse cose! La corrispondenza era perfetta!".

Chi Kung

Kung fu in cinese indica un’attività che richiede tempo, energia e pazienza. Chi Kung significa Kung fu della circolazione dell’energia interna. L’Autore spiega in questo libro i concetti generali del Chi Kung, la sua storia e le sue relazioni con la salute e le arti marziali. Tratta dei metodi e delle tecniche atti a incrementare la circolazione locale del Chi; il Dan Tien Chi, o circolazione interna/esterna, già sperimentata da Taoisti e Buddhisti, e infine come usare il Chi Kung per il mantenimento della salute e in abbinamento con le arti marziali. Questo volume sarà di aiuto sia ai principianti che ai praticanti più esperti di arti marziali nell’accrescimento della potenza e dell’efficacia. Chiunque si applichi e dedichi qualche tempo alla pratica di questi esercizi potrà incrementare la propria salute e vitalità.

Classico della Purezza e della Quiete

Manuale taoista per coltivare la calma
Quest'opera appartiene al canone taoista, cioè al corpus di volumi che rappresentano le fondamenta del sistema filosofico-religioso cinese chiamato taoismo, ed è a tutt'oggi il primo testo ad essere studiato dagli iniziati. Il suo nome cinese completo Tai Shang Qingjing Jing, Classico della purezza e della quiete di Tai Shang, ne attribuisce la paternità a Tai Shang Laojun, un titolo conferito a Laozi. Probabilmente, invece, è stato scritto da uno dei molti autori presenti nel canone che volevano dimostrare che l'alchimia interna affondava le sue radici spirituali nella filosofia di Laozi. È un testo molto breve, formato da ventiquattro segmenti, che si pensa sia stato scritto all'Epoca delle Sei Dinastie (220-589 d.C.), anche se il suo stile letterario risale al Periodo degli Stati Combattenti (475-221 a.C.), un elemento questo che sottolinea la sua vicinanza filosofica con il Tao-Tê-Ching. Diversamente dai testi alchemici precedenti, Il Classico della purezza e della quiete fonde con abilità il Taoismo classico con quello alchemico per esprimere livelli multipli d'interpretazione. Un'interpretazione essoterica (o letterale) trasmette una lettura del Taoismo che si focalizza sui principi del wuwei, della semplicità, e di una vita in pace e armonia. Invece, un'interpretazione esoterica rivela insegnamenti segreti sull'alchimia interna e la meditazione, e fornisce consigli su uno stile di vita tendente alla coltivazione della salute e della longevità. Ogni segmento - che può essere brevissimo come, ad esempio, "Quando le diecimila cose fanno la loro comparsa / compaiono la brama e il desiderio" - necessita, ovviamente, di un'articolata e vasta esegesi. Il commentario illustrato presente in questa traduzione contiene la terminologia meno esoterica tra tutti gli altri, ed è quindi accessibile ai più: molto probabilmente è stato scritto per gli iniziati novizi piuttosto che per gli adepti avanzati. L'autore del commentario è un certo Shuijing Zi, mentre le illustrazioni sono di Hunran Zi. Questi nomi sono degli pseudonimi. Come per molti altri autori dei testi appartenenti al canone taoista, anche in questo caso si sa poco o nulla riguardo alle loro vite.

Colloqui sullo yoga Integrale

In queste pagine sono state raccolte, dalla memoria paziente di qualche discepolo, le ricostruzioni estremamente efficaci e toccanti


In queste pagine sono state raccolte, dalla memoria paziente di qualche discepolo, le ricostruzioni estremamente efficaci e toccanti delle conversazioni che Mère teneva ai discepoli negli anni 1930 e 31 in una sala dell'Ashram di Pondicherry. In esse sono tracciate, con molta semplicità ma con altrettanta chiarezza, le linee fondamentali dello yoga di Sri Aurobindo. A tali colloqui sono stati uniti, sotto il titolo "Risposte e Aforismi", alcuni brani di lettere, brevi massime o semplici riflessioni dedicate da Mère ai discepoli negli anni dal 1930 al 1938. Questo è il primo testo integrale di Mère tradotto e pubblicato in Italia. Esso apre la strada alla pubblicazione integrale degli scritti di questo straordinario Essere, che è, nella grande semplicità del suo linguaggio disadorno e "parlato", il testimone e il pioniere di un'esperienza le cui conseguenze non possono ancora essere valutate appieno, ma che già ora attirano l'interesse, anche in Europa, di molti uomini di scienza e di cultura. A Parigi è sorto un "Istituto di ricerche evolutive" col precipuo scopo di studiare le testimonianze, lasciate da Mère e da Sri Aurobindo, su questa "avventura", che è in pieno svolgimento: l'avventura della specie. Analoghe iniziative stanno nascendo in Italia e in altri paesi dell'Europa e dell'America. Questo libro è un primo contributo a tali "ricerche".

Commento agli Yoga Sutra di Patañjali

Si racconta che Patañjali sia vissuto tra il 500 e 200 a.C., ma tutto quello che sappiamo di questo maestro dello yoga è leggenda. Negli Yoga sutra egli ci descrive i metodi per superare le sofferenze del corpo e le fluttuazioni della mente che sono gli ostacoli allo sviluppo spirituale. La novità del commento di Iyengar è il taglio accademico ma pratico, rivolto a coloro che stanno intraprendendo il cammino dello yoga.

Compendio di teoria e pratica dello yoga

Il classico di B.K.S. Iyengar Teoria e Pratica dello Yoga, costituisce un testo esauriente sullo yoga, con la descrizione dettagliata di oltre 200 posizioni (asana) e 14 esercizi respiratori (pranayama). Il presente libro, che ne è una sintesi, illustra 57 asana di base e un breve compendio sul pranayama; è corredato da numerose fotografie che illustrano i punti salienti del testo. L’allievo potrà così eseguire le posizioni anche senza la guida di un maestro. L’appendice fornisce inoltre un corso di asana per l’allievo che pratichi con continuità. Il volume rappresenta un’introduzione completa e immediatamente comprensibile scritta da una riconosciuta autorità in materia. “Da quando è stato pubblicato per la prima volta, Teoria e pratica dello Yoga di B.K.S. Iyengar ha permesso a molti di seguire il suo esempio, formando insegnanti che proseguono la sua opera. All’epoca fui lieto di partecipare alla presentazione del libro, ed è con pari entusiasmo che accolgo questa nuova versione condensata: essa avvicinerà a un pubblico molto più vasto i fondamenti dell’arte dello yoga e ne consentirà la pratica al livello più alto” (dalla Prefazione di Yehudi Menuhin).

Comprendere shorinji kempo

Nel libro troviamo i fondamenti di filosofia combinati alla tecnica marziale. Fondato in Giappone nel 1947 da Doshin So ha come obiettivo lo sviluppo e il miglioramento psico-fisico delle persone, soprattutto dei giovani, attraverso efficaci e reali tecniche di combattimento finalizzate all’autodifesa.

Si compone di più di 600 tecniche, comprendendo sia i classici pugni e calci, sia tecniche di proiezione, torsione, svincolo e immobilizzazione offrendo così tutti i possibili strumenti di difesa per qualsiasi genere di situazione attraverso un continuo addestramento specifico.

Il completo Sistema Educativo migliora il carattere, rende sicuri di sé per vivere felicemente, aiutandosi reciprocamente e rafforzando in se stessi la fiducia nel prossimo.
L’attività sportiva aiuta a sviluppare il corpo in crescita - inclusa l’attività motoria - fortifica carattere, personalità, disciplina e concentrazione.

Oltre a essere un modo per mantenersi in forma, questa discplina orientale insegna valori importanti nella quotidianità, diventando un vero e proprio allenamento alla vita. I programmi tecnici e filosofici che un praticante segue risultano identici in tutto il mondo e le attestazioni di grado progressivamente conseguite sono rilasciate direttamente dall’organizzazione mondiale (W.S.K.O.) e hanno validità internazionale.

E' un’arte marziale ma allo stesso tempo uno sport da combattimento, reale ed efficace che permette di affrontare numerose situazioni di scontro fisico e, praticato in ambiente sicuro e controllato, è accessibile a tutti.

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Indice

  • Premessa
  • Parte 1 - Insegnamenti
  • Parte 2 - Sistema educativo
  • Parte 3 - Tecniche
  • Il gruppo dello Shorinji Kempo e la sua diffusione
  • Storia di questa disciplina
  • Sul marchio del simbolo/logo dello Shorinji Kempo
  • Che cosa sono i leader?
  • Storia della Federazione italiana
  • Tavola cronologica dello Shorinji Kempo
  • Profilo dell'Autore

Concentrazione e meditazione

Più di ogni altro libro finora pubblicato sull’argomento, quest’opera illumina sulla pratica della meditazione, particolarmente come essa viene intesa nel mondo indù e come può essere messa in atto nella trasposizione occidentale. La meditazione conduce, forse più rapidamente, a un vasto schiudersi dell’essere in molte delle sue parti e delle sue possibilità, ma la sua via è piena di imprevisti e irta di pericoli. Per tali motivi questo libro è indispensabile a chiunque voglia dedicarsi alla meditazione; esso costituisce una guida pratica e completa, seguendo la quale non si rischia di smarrirsi. Anzi, le sue spiegazioni e i suoi consigli permettono di seguire la via più breve e più sicura verso la realizzazione di sé, che è il fine ultimo di ogni individuo.

Coscienza cosmica

In questa meravigliosa autobiografia spirituale, unica nel suo genere, l'Autore descrive il metodo di meditazione da lui praticato e le sue esperienze interiori. È un'opera ricca di affascinanti rivelazioni, di amore e di luce: una guida concreta per evolvere e raggiungere Dio. Contiene un insegnamento chiaro e preciso, il cui potere spirituale è capace di trasformare la vita; per il suo carattere illuminante, esprime il divino. Ogni ricercatore potrà scoprirvi una miniera di rivelazioni e di importantissime istruzioni per avanzare nel cammino verso la riunificazione con Dio. La saggezza in esse racchiusa giunge a vette elevatissime. In quest'opera, fondamentale per avere la giusta comprensione dell'esistenza e intraprendere con chiarezza di idee il sentiero dell'Illuminazione, l'Autore ci conduce nel santuario segreto della Coscienza, per renderci liberi dalle limitazioni della realtà materiale. Il testo si basa sulle personali esperienze vissute dal Maestro, e non soltanto sulla semplice comprensione intellettuale, cosa che accresce il valore e l'utilità dell'opera. È un insegnamento intenso, profondo ed esauriente, ma allo stesso tempo pratico, per la vita quotidiana, in cui le illuminazioni si susseguono l'una all'altra in maniera armoniosa, innalzando gradualmente l'individuo nella dimensione della trascendenza, fino alla realizzazione dell'Assoluto.

Crisi nel pensiero moderno

La scienza del ventesimo secolo ha elargito all’umanità una generosa messe di doni: le ha portato benessere materiale e ha ampliato i suoi orizzonti mentali; ma ha anche prodotto un grande disagio interiore; e a poco a poco ha fatto perdere di vista i principi etici e spirituali più comuni, baluardo di ogni grande civiltà del passato. Oggi i valori assoluti sembrano un sogno irragiungibile. Il nostro è un mondo nuovo e inconsueto di relatività. E dunque essenziale cercare di sostituire il nostro perduto senso dei valori. J. Donald Walters considera la realtà da un punto di vista completamente nuovo e libero, giacché collega direttamente la filosofia alla scienza moderna e alle leggi della natura. Questo libro, che porta chiarezza nella storia della filosofia occidentale, offre una radicale e limpida soluzione al nichilismo, e a quello che l’Autore definisce il problema del “nonsenso”. Egli collega in modo autorevole l’approccio scientifico a una seria indagine filosofica, dimostrando che di fatto i valori esistono, ma nell’ordine naturale e nelle leggi che governano la natura, oltre che nel comportamento umano. Crisi ne/pensiero moderno costruisce dei ponti: riesce a conciliare controversie considerate prima d’ora irriducibili; là dove altri hanno visto solo contraddizioni, riesce a cogliere connessioni, osservando le cose da una prospettiva di eccezionale ampiezza. Questo libro non mette in discussione le scoperte scientifiche. Al contrario, le pone in una luce completamente nuova, giungendo - tra l’altro - a dimostrare che la realtà fondamentale dell’universo è coscienza pura. «Vi prego -scrive l’Autore - di accostarvi a questo libro come a qualcosa di nuovo - o, se preferite, come ad un nuovo punto di vista. Non cercate di determinare a quale scuola di pensiero occidentale si richiami: non deve le sue soluzioni a nessuna di esse. E ricordate che ci vuole tempo per dimostrare di essere nel giusto su temi così difficili. Vi prego quindi di seguirmi, prima di confutarmi, anche se il primo istinto vi porterà a respingere le mie argomentazioni».

Dallo yoga alla Rosacroce

"Dallo Yoga alla Rosacroce", pubblicato per la prima volta nel 1972, non è un’autobiografia convenzionale: resterebbero delusi i lettori che la leggessero soltanto per soddisfare la loro curiosità o per apprendere notizie. Il libro è il racconto di un’esperienza durata l’intera vita, vita che a sua volta – lo si vede chiaramente fin dal titolo – non ha avuto per Scaligero altro senso se non la conduzione stessa di tale esperienza.
Il profilo biografico tracciato nell’Introduzione al volume – corredato anche di alcuni ritratti di Scaligero presi in età diverse – intende colmare la significativa sobrietà di informazioni che si hanno sulla vita del filosofo ed esoterista italiano, ma anche completare un quadro che si ferma otto anni prima della scomparsa di Scaligero.
Le poche note che sono state aggiunte alla prima edizione hanno carattere prevalentemente bibliografico e offrono minime indicazioni biografiche sui personaggi menzionati che non compaiono già nell’Introduzione. Un esiguo apparato che aiuta l’interessato ad accedere alle opere citate e al quadro cronologico, ma non è essenziale per la comprensione del testo.
Alla fine del volume è stato aggiunto un Indice-glossario dei termini indiani, traslitterati secondo l’uso moderno.

Divina beatitudine

Insegnamenti di saggezza. A cura di Rosa e Sergio Domian. Lo scopo di questo libro è di far conoscere l'insegnamento di Swami Premananda


Insegnamenti di saggezza. A cura di Rosa e Sergio Domian. Lo scopo di questo libro è di far conoscere l'insegnamento di Swami Premananda ai numerosi devoti che affluiscono nel suo ashram, nel Tamil Nadu, e a coloro che pur non avendo la possibilità di compiere questo viaggio desiderano avvicinarsi a lui. I curatori hanno preferito lasciare la parola all'autore, attingendo alle scarse pubblicazioni in lingua inglese dell'ashram, poiché Swami Premananda si esprime normalmente in lingua tamil, alle videocassette e alle registrazioni dei discorsi fatte dai devoti e agli articoli del giornale dell'ashram. Il testo è stato raggruppato per argomenti, sotto forma di domande e risposte, per renderne più agevole la consultazione. Swami Premananda non ama le disquisizioni filosofiche o i lunghi discorsi; il suo insegnamento è eminentemente pratico e improntato alla più grande semplicità. Perciò, in questo libro si è cercato di rimanere sempre aderenti allo spirito, più che alla lettera dei suoi discorsi.

Esercizi di concentrazione

Terza edizione. Lo scopo di questo libro è quello di dare al lettore una reale conoscenza della sua mente e i sistemi per dirigerla come strumento della propria coscienza. Dopo alcuni capitoli esplicativi, il lettore è avviato agli esercizi, chiaramente esposti in cinque serie, il cui scopo è quello di insegnare la concentrazione mostrandone la pratica e i risultati. Mouni Sadhu fa uso di un metodo “eclettico” che attinge materiale da fonti sia occidentali, sia orientali, dal momento che, pur essendo diverse nelle loro forme esteriori, le tradizioni orientali e quelle occidentali hanno uno stesso contenuto iniziatico. Egli ci offre così una raccolta di lezioni provate ed efficaci, che possono essere seguite da chiunque desideri sperimentare la pace interiore e l’autorealizzazione. Naturalmente, ha un’importanza fondamentale la conoscenza di termini e tecniche orientali, che l’autore illustra dettagliatamente. Il libro è di estrema utilità anche per migliorare la propria efficienza e prontezza mentale, oltre che per una pratica sperimentazione dei più alti stati di coscienza, che conducono alla via della liberazione. Il volume si conclude con brani scelti dalle Upanishad e costituisce un’opera logica e mistica allo stesso tempo.

Evoluzione 2

Dopo che Sri Aurobindo e Mère hanno aperto un primo passaggio ad una nuova evoluzione, Satprem ci rivela in questa recentissima testimonianza le esperienze e le scoperte fatte nel suo corpo in questi ultimi dieci anni. Ci mostra come agisce l’immane energia che Sri Aurobindo aveva chiamato “sopramentale”: una forza che ricrea dalle radici la sostanza del corpo, dando vita a un essere interamente nuovo, dalla respirazione fisica totalmente nuova... Dopo Darwin, non riusciamo a immaginare una specie successiva alla nostra se non come un “miglioramento” di quella attuale, sperando si comporti in modo meno distruttivo. Invece non c’è nessuna nuova specie possibile né alcun possibile futuro per la Terra a meno di non scavare fino alla radice fisica di ciò che provoca la Distruzione: di tutto, uomini ed animali, da miliardi di anni. Non c’è che un modo per snidare la prima tomba terrestre: immergersi nel corpo, nelle sue cellule, nei suoi atomi, attraversando – ma da vivi – quel “qualcosa che provoca la morte”. Allora, senza microscopi né astesie, uno si rende conto che la grande Distruttrice, “la Morte che si nutre delle sue creature”, può essere attraversata e distrutta. Al termine di questa rischiosa avventura scopriamo nelle cellule stesse del nostro corpo una nuova sorta di vita, una diversa respirazione fisica, quale non c’è mai stata dalla comparsa del primo sistema polmonare e del primo anfibio, 400 milioni di anni fa. Scopriamo così il segreto della nostra vecchia evoluzione mortale: quello che ci spalanca la porta di un’altra forma di vita sulla Terra – di un’Evoluzione 2.

Far nascere Dio

Tutti i libri di Satprem – romanzi, racconti, saggi – sono contemporaneamente una sfida e un viatico, spalancano orizzonti e danno le vertigini. Appartengono a quel genere di opere che spronano il lettore a buttarsi per le via del mondo e al tempo stesso a intraprendere il proprio tragitto interiore. Opere del genere sono rare, e il più delle volte tenute a distanza prima che s’impongano con la loro evidenza, con la loro folgorante e spietata lucidità. Queste lettere che si succedono nell’arco di mezzo secolo (1943-1992) non costituiscono delle “memorie”: rivelano un percorso che cerca via via il proprio tracciato, lo perde, lo conquista. Ognuno viene invitato senza mezzi termini a seguire l’intimo tragitto di una delle avventure più radicali, e più sconvolgenti, del nostro tempo. Le lettere di Satprem, buttando a mare tante sedimentazioni di tombe e di paure, hanno fortificato potere di rompere gli ormeggi da  ogni norma stabilita, anzi di chiedere l’impossibile. Una caparbia vocazione, quella di Satprem. Che dice infatti: “Non saranno mai troppi gli insubordinati, mai troppi i provocatori. In un certo senso, ho fatto di tutto per portare scandalo e scompiglio dovunque passassi”.

Gandhi commenta la Bhagavad Gita

Tra le numerose interpretazioni della Gita brilla per autorevolezza e approfondimento questa dell'apostolo della non-violenza.

Il Mahatma Gandhi, il padre dell’indipendenza dell’India, è Autore di questa personalissima “lettura” della Bhagavad Gita, uno dei più importanti testi della filosofia sapienziale dell’India.
Il volume raccoglie la trascrizione, eseguita da due allievi, di una serie di conversazioni sulla Gita che Gandhi tenne dal 24 febbraio al 27 novembre 1926 presso l’Ashram Satyagraha di Ahmedabad.
Il fatto che si tratti di un testo ricostruito dagli appunti presi nel corso di vere e proprie “lezioni” rende vivo e spontaneo il linguaggio dell’opera, tanto che al lettore sembrerà di partecipare di persona all’ascolto delle spiegazioni del Mahatma. Non si può non rilevare come una perfetta rispondenza tra dottrina e vita pratica abbia sempre ispirato l’esistenza dell’apostolo della non-violenza. Nella vita e nelle azioni quotidiane – e anche nell’adempimento della sua missione di “liberatore dell’India” – Gandhi riuscì sempre a coniugare i sublimi ideali espressi dalla Gita con l’opera alla quale si era votato. Il libro contiene continui richiami e confronti tra il proprio agire e l’insegnamento della Gita, esprimendo quindi una assoluta e davvero unica sintonia tra i principi e la pratica.

Gayatri

La parola Gāyatrī è usata nelle scritture induiste con tre diversi significati. In primo luogo, viene usata per il ben noto mantra, che viene recitato e sul quale si medita durante il saṃdhyā; in secondo luogo, per il chandas, o metro, nel quale è composto il suddetto mantra, e infine, per quella Devī (Dea) che incarna il potere di questo mantra.

Il professor Tainmi tratta in maniera chiara e sintetica della natura, del significato del Gāyatrī Mantra e del suo metro, prendendo in esame innanzitutto la natura essenziale di Gāyatrī Devī, ossia del Potere che viene invocato tramite questa straordinaria affermazione meditativa di ventiquattro sillabe che non ha bisogno di particolari riti di accompagnamento e che chiunque può recitare.

Gheranda Samhita la scienza dello yoga

Questa notissima opera che ha visto la luce diversi secoli fa grazie al Saggio Gheranda, e che appare finalmente anche in lingua italiana, è un trattato di Hatha Yoga che espone in forma graduale e spiega didatticamente tutte le tecniche dello Hatha Yoga fino alle diverse forme di Samadhi. Il testo inizia dalla spiegazione del rapporto tra Guru e discepolo e delle modalità necessarie affinché quest’ultimo possa realizzare il frutto dello yoga. L’Hatha Yoga non è soltanto il cosiddetto “Yoga della salute”, ma, come altri tipi di Yoga, mira al risveglio dell’energia latente nell’uomo, o Kundalini. Tale risveglio comporta la sperimentazione di una vasta gamma di esperienze spirituali, sempre più sottili, che culmineranno nella illuminazione. Lo strumento attraverso il quale l’aspirante, o Sadhaka, potrà progredire sono le Asana o posizioni, da praticare in una determinata sequenza, per una certa durata e accompagnate da un particolare ritmo respiratorio (Pranayama). Contemporaneamente, il praticante dovrà ripetere il proprio Mantra (o sillaba sacra) eseguendo la concentrazione, o Dharana. Successivamente Rishi Gheranda tratta dei Mudra, ossia i gesti sacri, di grandissimo, arcano potere. Solo con la pratica continua di tutto quanto la Samitha consiglia il praticante potrà infine conseguire il benefico Samadhi. Finalmente anche per i lettori di lingua italiana si rende così disponibile questo testo di fondamentale importanza e di preziosa utilità per la conoscenza dello Yoga.

Ginnastica Orientale

Da sempre l'antica tradizione orientale ha dato molta più attenzione e considerazione alle attività fisiche rispetto a quelle intellettuali, e ha elaborato un ampio sapere empirico capace di fornire risposte ai bisogni e alle necessità umani. La visione orientale del mondo per cui "fare è sapere" deve essere compresa e tenuta sempre presente per eseguire correttamente gli esercizi di ginnastica finalizzati al raggiungimento dell'equilibrio e del rilassamento perfetti, in modo tale che le malattie possano essere prevenute e l'energia generale dell'organismo aumentare. Per un occidentale è comunque importante, prima di tutto, familiarizzare con la teoria energetica orientale e con i concetti di salute e di malattia propri dell'antica medicina cinese: le prime due sezioni del libro di Meloni sono perciò dedicate a un'introduzione teorica su tali argomenti. La terza parte è invece completamente incentrata sugli esercizi veri e propri, divisi secondo 10 livelli energetici, dei quali gli ultimi tre specifici per lo sviluppo della percezione, della concentrazione e della capacità meditativa. Un libro agevole, semplice ma non semplicistico, completato da chiare illustrazioni e da schemi, adatto anche a chi per la prima volta si avvicini ai segreti della salute e del benessere tramandatici dall'Oriente.

Gli aforismi yoga di Patanjali

Oltre 1500 anni fa, un grande saggio dell’India, Patanjali, compose una serie di aforismi, o Sutra, allo scopo di spiegare lo Yoga ai suoi contemporanei. Nessun’altra opera, prima e dopo di questa, è apparsa altrettanto preziosa e illuminante per la conoscenza di che cosa sia lo Yoga, quele siano i suoi scopi, i suoi metodi, i suoi poteri, e quale liberazione esso possa donare. Di volta in volta, lo Yoga è stato definito, dai suo vari studiosi, una filosofia, una religione, un modo di vita, uno stato dell’essere, e, perfino un semplice esercizio fisico. In realtà, lo Yoga non può essere definito esattamente servendosi di termini o espressioni propri delle tradizioni occidentali; esso è semplicemente “lo Yoga”, e come tale deve essere studiato, al fine di comprendere la sua natura, il suo significato, la sua essenza. Questa nuova traduzione del testo originale sanscrito, arricchita da un limpido e preciso commento, sfronda questo testo classico di verbose astrusità e di oscuri aspetti esoterici che caratterizzavano le precedenti versioni, offrendolo al lettore nella sua chiara e semplice integrità. I traduttori hanno posto ogni cura nel rendere utilizzabile lo Yoga, nei suoi principi e nei suoi metodi, in particolare al lettore occidentale, gettando un ponte tra il pensiero orientale e il nostro mondo. L’opera pertanto interesserà e si rivelerà utile tanto agli studiosi della filosofia e delle religioni dell’India, quanto ai praticanti di Yoga o aspiranti tali, che vi troveranno gli indispensabili fondamenti della teoria e della pratica.

Gli insegnamenti del Buddha

Questo autorevole classico contribuirà all’esatta conoscenza della dottrina buddhista, una delle maggiori religioni del mondo e, allo stesso tempo, al dialogo ecumenico, lungo un cammino sostanzialmente comune, che è parte essenziale dello sviluppo dell’umanità. Il libro contiene l’antica e originale dottrina del Buddha, il cui scopo è lo sviluppo dell’uomo, il quale coscientemente subordina la propria individualità alla luce del vero Sé. Soltanto in vista di ciò il divenire dell’individuo acquista un vero significato. Tale esigenza implica la mediazione, tipicamente indiana, tra religione e filosofia. La presente opera conduce essenzialmente alla conoscenza della visione religiosa degli insegnamenti del Buddha. Attraverso di essi, la nostra sbiadita esperienza quotidiana nelle cose del mondo recupera la sua autentica dimensione. Georg Grimm illustra, in maniera chiara e semplice, il cammino della liberazione da un mondo dilaniato dal dolore e attanagliato dalla paura. Tale cammino si determina attraverso le possibilità della meditazione e della ragione. Malgrado tutto, è l’evidenza a contrassegnare questa pragmatica dottrina del Buddha, le cui esigenze etiche, sotto un certo aspetto, aiutano a meglio comprendere le altre religioni del mondo. Già mentre l’autore era ancora in vita sono apparse ben 14 ristampe della presente opera, che si fonda quasi esclusivamente sui discorsi del Buddha e dei suoi discepoli più significativi. Nel corso degli anni essa ha conquistato sempre nuovi lettori e appassionati e oggi costituisce un’opera essenziale della letteratura buddhista. Tuttavia, un classico del genere di presta soprattutto a far conoscere e comprendere la visione religiosa del mondo buddhista – una religione apparentemente estranea al cristianesimo, ma che allo stesso tempo si avvicina ad esso per il proprio contenuto etico. La mistica, in particolare, getta un ponte tra le due religioni. La presente opera si presta dunque a servire da pietra di costruzione di una visione ecumenica.

Guarire con il pensiero

NUOVA EDIZIONE

Mediante il pensiero, si manifesta nell’uomo ciò che ha il potere di farlo ammalare; allo stesso modo, mediante il pensiero può fluire in lui ciò che ha la capacità di guarirlo. Una simile alternativa è frutto soltanto di una saggia disciplina interiore. Il pensiero, infatti, può divenire nell’uomo veicolo delle più elevate forze dell’Universo o di forze degradatrici, a seconda dell’orientamento ricevuto. In tal senso, malattia e guarigione esprimono il processo mediante il quale l’Io agisce sull’umano. Nella prima parte dell’opera, l’Autore identifica il tipo di pensiero che nell’attuale civiltà contrasta con la formazione interiore, opponendosi così al potere di guarigione. Nella seconda parte individua ed evidenzia il pensiero che guarisce, in quanto asceticamente realizza la propria virtù come forza magica originaria ritrovata. Infine, l’Autore esamina le tecniche interiori di guarigione, fondate sulla liberazione del pensiero dalla condizione riflessa, fino alla possibile terapia radicale del male umano, la «medicina del Graal», alla quale è dedicato un capitolo particolare.

Guerrieri senza armi

L’evoluzione del karate di Okinawa attraverso i suoi più autorevoli praticanti: sensei che furono eroi popolari del loro tempo e sono entrati nella leggenda attraverso la tradizione sia scritta che orale dei propri discepoli.

“Nello studio della storia del karate si rimane continuamente frustrati da testimonianze contrastanti e dalla generale scarsità di notizie. [...] Ciascuna delle tante affermazioni contraddittorie ha probabilmente qualche validità, e quindi diventa impossibile creare un sistema schematico suffragato da date ed eventi come la maggior parte delle storie. Di conseguenza, la migliore alternativa rimane accostarsi alla storia del karate attraverso i pittoreschi personaggi che hanno contribuito allo sviluppo dell’arte e alle sue tradizioni”.

Guida al viaggio spirituale

Dove stiamo andando? Come viviamo la nostra vita? Il guru del Siddha Yoga ci addita il sentiero da percorrere per la vera realizzazione del Sé. Nel momento in cui cominciamo a porci queste domande, abbiamo già iniziato, che lo sappiamo o no, il viaggio della vita spirituale. Nei brani, nelle domande e risposte e nelle interviste che si trovano in questo libro, un grande Maestro spirituale descrive i diversi stadi di quel viaggio, trattando la natura della vita, il riconoscimento del Sé interiore, la giusta pratica del mantra e della meditazione, il risveglio dell'energia interiore, la funzione del Guru, e molto di più. Presi insieme,i capitoli formano una mappa completa del processo di Autoconoscenza, dalla prima domanda improvvisa, al raggiungimento dello stato di gioia perfetta e libertà che è la sua mèta. Guida al viaggio spirituale è sia un manuale del viaggio interiore, sia un'introduzione agli insegnamenti di uno dei più rispettati Maestri di meditazione dei nostri tempi.

Guida alla salute

Con semplicità e saggezza, il Mahatma ci indica l’itinerario, facile e difficile ad un tempo, per ottenere la perfetta salute non solo del corpo, ma anche dell’anima, ricorrendo alla natura ed alla purezza di cuore.

Hagakure

Precetti per un Samurai .
A cura di Bruno Ballardini e Antonio Fichera.
Tenendo conto di un’importantissima ricerca di un accademico degli Stati Uniti che contiene scoperte fondamentali in questo campo, Ballardini e Fichera hanno operato una profonda revisione della traduzione del testo originale, approfondendo aspetti storico-filosofici finora poco conosciuti. In tal modo hanno trovato e corretto un mare di errori contenuti nelle più importanti edizioni italiane e inglesi dell’opera, che negli anni hanno portato a date e interpretazioni completamente sbagliate Questa, quindi, è l’edizione dell’Hagakure più corretta fra quelle esistenti! È corredata da un’eccellente introduzione storico-filologica scritta con perizia e gran preparazione. Insieme a questa c’è la più completa bibliografia esistente per chi si occupi di questi studi tanto che il testo si prepara a diventare libro di testo degli Istituti di orientalistica universitari. L’Hagakure è uno dei capisaldi della letteratura samuraica ed è costituito da una raccolta di argomenti vari che riunisce gli insegnamenti segreti impartiti dal monaco buddhista Yamamoto Tsunetomo a un giovane samurai di nome Tashiro Matazaemon Tsuramoto. Nonostante la sua devozione – e trasgredendo a un principio basilare del codice etico del guerriero nipponico che gli avrebbe dovuto imporre l’ubbidienza assoluta – Tsuramoto, per fortuna della Storia e nostra, non esaudì la volontà di J ch che gli aveva chiesto di dare alle fiamme il manoscritto, pertanto le conversazioni avvenute tra il Maestro e il suo unico allievo circolarono per quasi due secoli presso dei gruppi ristretti di samurai e in seguito vennero pubblicate. Gli insegnamenti di Yamamoto Tsunetomo sono suddivisi in 11 capitoli che comprendono 1343 brani, generalmente concisi. Apparentemente difforme e caotico per il gran numero di argomenti in esso contenuti (precetti, consigli pratici e morali, alcuni scarni dati autobiografici, citazioni e massime, riferimenti letterari, considerazioni filosofiche e religiose e resoconti epici e storici), l’Hagakure è invece redatto in modo accurato. Infatti, i temi guida di ciascun volume sono sempre trattati compiutamente e organicamente. L’Hagakure non propone al lettore un sistema filosofico codificato, nel senso che non contiene argomenti sistematici o circoscritti in definizioni. I pensieri che vi sono espressi non sono né intellettuali né eruditi e la loro apparente mancanza di metodicità dipende dall’essere stati, in origine, delle vere e proprie conversazioni. I temi trattati spaziano dalle visioni più profonde dell’autore riguardo la “Via del samurai”, agli strumenti che si devono usare nella “Cerimonia del tè” o semplicemente al perché alcune mansioni abbiano un determinato nome.

I Ching Taoista

Il libro contiene in omaggio le tre monete cinesi per la pratica dell'I Ching. L'I Ching, o «Libro dei Mutamenti» è considerato il più antico dei testi classici cinesi ed ha goduto attraverso i secoli di prestigio e popolarità insuperati. Contenente diversi livelli dì lettura, che danno luogo ad altrettante interpretazioni, esso ha attirato l'interesse dì consultanti e studiosi per oltre due millenni. È stato considerato un'opera fondamentale da filosofi e mistici, politici, alchimisti, yogi, maghi e veggenti e, più recentemente, da scienziati e matematici. La prima parte del presente volume è costituita dal vero e proprio testo dell'I Ching — i sessantaquattro esagrammi e le loro definizioni — con il commentario composto da Liu I-ming, un adepto taoista, nel 1796. La seconda parte è un commentario dello stesso Liu I-ming sulle due sezioni aggiunte all'I Ching dai commentatori precedenti, che sì ritiene fossero membri della scuola Confuciana. Complessivamente questo libro illumina circa gli insegnamenti interni taoisti così come erano praticati alla Scuola della Realtà Completa. Liu I-ming, ben preparato sia nel Buddhismo che nel Confucianesimo e nel Taoismo, intese la sua opera come una guida per la completa autorealizzazione nel corso di una normale esistenza nel mondo. Nel suo impegno per sollevare il velo del mistero del linguaggio esoterico dell'I Ching, egli fa uso contemporaneamente di termini di psicologia, sociologia, storia, mito e religione; il suo commento offre un grande contributo alla scoperta del genio spirituale cinese.

I classici del pugno

Un libro che riunisce alcuni testi fondamentali per la comprensione delle arti marziali interne cinesi e la profonda influenza che hanno esercitato sul karate antico di Okinawa attraverso gli scritti di grandi maestri del passato che hanno trasmesso così le loro conoscenze derivate dall’esperienza diretta.

I brevi trattati – Il nuovo libro delle tecniche efficaci, Il Canone del pugilato, I dieci punti fondamentali del Tàijíquán, Trattato sul Tàijíquáne Il Canone illustrato del Tàijíquán –sono stati tradotti direttamente dagli originali cinesi, con particolare attenzione alla resa dei termini tecnici che spesso, passando da una lingua all’altra, perdono importanti livelli di significato e quindi di corretta informazione.

Oltre all’aspetto tecnico, ogni testo sottolinea in maniera peculiare quanto il lavoro del praticante di arti marziali sia innanzitutto un percorso di crescita e approfondimento delle proprie qualità interiori, per arrivare a conoscere le condizioni che generano il conflitto e poterlo evitare.

L’antologia che avete in mano è particolarmente preziosa: raccoglie alcuni trattati rarissimi, mai tradotti prima in lingua occidentale, che illuminano sull’uso dell’energia interna nell’esecuzione delle tecniche. Gli insegnanti e gli studiosi potranno senz’altro rinvenirvi spunti indispensabili per arrivare a comprendere a fondo l’antica ‘arte del Pugno’” (Bruno Ballardini).

I grandi maestri di okinawa

Pubblicato per la prima volta in italiano, questo volume, l'ultimo importantissimo lavoro di Shoshin Nagamine, tramanda l'eredità morale e le storie della vita dei più grandi artisti marziali di Okinawa. Oltre ai profili dei leggendari lottatori di tegumi, Nagamine Sensei presenta i maggiori maestri di karate, inclusi i fondatori degli stili originari da cui è derivato il karate moderno. Nel libro si legge di Choken Makabe, l'aristocratico, leggendario «gigante» le cui incredibili imprese hanno spronato intere generazioni ad allenarsi con impegno; di Kosaku Matsumora, il primo grande maestro che ha collocato l'aspetto morale al disopra di tutto; di Sokon Matsumura, la cui consumata sintesi ha combinato le tradizioni native di Okinawa con i principi e le tecniche del jigen-ryu giapponese e della boxe cinese di Fuzhou; infine del grande To-Te Sakugawa, che ha lasciato un segno ancora oggi incisivo sia con le tecniche con le armi che con quelle a mani nude. I grandi maestri di Okinawa corregge le inesattezze storiche intorno alle arti marziali di Okinawa e rende vivi gli ormai mitici Sensei del passato. Nagamine presenta al lettore l'eredità marziale del popolo di Okinawa e, per completare e sottolineare i concetti più importanti di questi racconti e di queste storie di vita, conclude l'opera con istruzioni dettagliate per la pratica dello zazen, la meditazione seduta. Già diventato un classico nell'edizione giapponese e inglese, I grandi maestri di Okinawa è un libro indispensabile per tutti gli appassionati di karate e di tegumi, così come per tutti coloro che praticano le arti marziali.

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