Astrologia cabalistica

Gli antichi Ebrei svilupparono il più ricco e sofisticato sistema astrologico che il mondo occidentale conosca, ma questa pratica è stata quasi del tutto dimenticata. Ora Joel Dobin, rabbino e astrologo praticante, porta alla luce la ricchezza di informazioni astrologiche contenute nella Kabbalah, nella Bibbia, nel Talmud e nel Midrash, che rivelano una tradizione profonda di incalcolabile valore, oggi come millenni addietro. La chiave di questo sistema astrologico è la Kabbalah la tradizione mistica ebraica nella quale il Sacro Albero della Vita collega gli influssi delle dodici costellazioni dello zodiaco e dei sette pianeti con le singole lettere dell'alfabeto ebraico, creando così un metodo peculiare per realizzare un oroscopo. L'analisi dello zodiaco secondo i rispettivi domini dei figli di Giacobbe, l'importanza delle posizioni relative del sole e della luna, gli influssi maschili e femminili, e la natura di cambiamento epocale propria della congiunzione Giove-Saturno, vengono esplorati per determinarne l'impatto sul destino collettivo e individuale. L'opera propone tutte le informazioni necessarie per effettuare responsi astrologici, con più di 30 tavole e diagrammi.

Cabala e magia

L'antica arte magica della Cabala . L'origine della Cabala viene comunemente attribuita alla tradizione e alle esperienze del popolo ebraico; ma essa contiene e nasconde antiche verità, che sono venute a noi dalla notte dei tempi e da una terra oggi perduta. Questa tradizione composita forma il tema della stimolante opera di W.E. Butler, in cui il noto occultista ha cercato di illuminare e istruire il lettore, rivolgendosi ai più profondi livelli della sua mente. La parola QBL (Qabalah) significa "dalla bocca all'orecchio": essa era una tradizione orale di conoscenze esoteriche passata da una generazione di iniziati all'altra in una linea ininterrotta. Solo più tardi si iniziò a scriverne alcune parti: alcuni scritti ebbero origine prima dell'era cristiana, altri vennero elaborati durante il fertilissimo periodo talmudico, e il Rabbi ben Jochai (durante il regno dell'imperatore romano Antonino) diede la prima stesura organica e completa di quella che sarebbe stata definita la Cabala storica. La lettura di quest'opera, ricca di spunti di meditazione pratica, sarà molto utile nel lavoro che ciascuno deve operare su se stesso per giungere a quei mutamenti di coscienza che sono la mèta dell'arte magica, e darà l'opportunità di raggiungere quei "bagliori di Realtà" che l'autore ha avuto la grande fortuna di conoscere.

I cabbalisti cristiani del rinascimento

Se le grandi correnti della mistica ebraica, pubblicate da M.G. Scholem nel 1941, hanno chiarito l'argomento della cabala, la sua diffusione nel dominio umanistico richiede ancora degli studi pazienti. In mancanza di una sintesi, Secret, che ha iniziato da numerosi anni lo studio di questa corrente di idee complesse, ne propone un panorama a partire dal Quattrocento, secolo in cui Pico della Mirandola ne sviluppò la conoscenza, fino all'epoca nella quale Padre Mersenne cercò di stroncarla. È tutto un mondo di personaggi spesso considerevoli, dimenticati dal grande pubblico colto, che appare: dai Pico della Mirandola, ai Reuchlin, cattolici e protestanti, eruditi o divulgatori e ciarlatani. È un cardinale, Egidio di Viterbo, generale dell'ordine degli Agostiniani al tempo di Lutero, che dedica a Clemente VII la sua "Scechina", o la Presenza di Dio in terra, e rivela i misteri della cabala a Carlo V, un ambasciatore del quale, Gérard Veltwyck, ne discute la fondatezza. È un francescano dell'Angoulême, Jean Thénaud, che espone la cabala a Francesco I, uno dei cui primi lettori, Guillaume Postel, tradurrà Il libro della creazione e lo Zohar. Blaise de Vigenère, emulo di Amyot, ne trarrà una piccola antologia sul tema della preghiera. Un poeta, Guy le Fèvre de la Boderie, ne riceverà ispirazione. Un santo, Laurent de Brindes, ne nutrirà le sue meditazioni.
Nel corso di quest'opera, illustrata da documenti tratti da manoscritti e da testi particolarmente rari, i grandi temi che affascinarono quelli che una espressione consacrata chiama i "cabbalisti cristiani" sono sviluppati così come la loro incidenza in un secolo particolarmente complesso. Questo testo che riunisce una massa considerevole di documenti, interesserà tanto l'uomo comune, per il quale è stato concepito, che gli specialisti: storici delle idee, delle religioni, della letteratura e dell'arte.

I Tarocchi

Settima Edizione. Contiene un meraviglioso mazzo di 22 carte (gli Arcani Maggiori) stampato a 6 colori
Wirth esamina e spiega tutti gli aspetti occulti ed esoterici dei Tarocchi, risalendo alle origini della loro complessa simbologia e presentandone il lato alchemico, quello astrologico, quello magico-religioso e quello esoterico moderno. Certamente, i Tarocchi possono venire usati anche come strumento divinatorio, e l’autore infatti illustra anche questo loro aspetto, chiarendo i molteplici significati di ciascun Arcano e il modo in cui farne uso, tuttavia questa non è che una faccia, forse la più popolare, di un poliedro. L’opera di Oswald Wirth dedicata ai Tarocchi è la più famosa mai pubblicata su questo argomento; ed è anche la più importante, la più seria e la più completa. Questo spiega come essa abbia mantenuto inalterata nel tempo la sua validità, nonostante che numerosi autori abbiano cercato di emularla. La si può, in realtà, definire un’opera ispirata. È noto infatti come Oswald Wirth, vissuto tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento, fosse un iniziato. Affiliato alle principali società segrete, Wirth ebbe il merito di saper recepire e sintetizzare il pensiero e i principi delle più importanti correnti iniziatiche, servendosene per l’interpretazione dei segreti della Grande Opera, e dedicandosi allo studio dell’Alchimia, della Cabala e dei Tarocchi. Conscio del valore universale del simbolo, Oswald Wirth riteneva di poter ricondurre l’insegnamento delle varie scuole esoteriche ad una matrice comune, mediante l’impiego di una simbologia generalizzata, derivata direttamente dai concetti archetipici del pensiero magico. Egli, pertanto, esamina i Tarocchi come un libro muto, potenzialmente in grado di rispondere a tutte le domande. Non per nulla gli occultisti affermano che – a saper cercare – nei Tarocchi si possono trovare i segreti dell’universo, il ritmo nascosco che guida la danza della vita. Approfondendo lo studio dei Tarocchi si troveranno significati sempre nuovi e sempre, comunque, adeguati al livello iniziatico ed evolutivo di colui il quale vi si dedica.

Il giardino dei melograni

La Cabala è una guida sicura che conduce alla comprensione sia dell’Universo, sia del proprio Sé. In quest’opera l’Autore, noto studioso di occultismo, ne espone una concisa, ma chiara e completa, introduzione, con l’illustrazione di tavole e diagrammi e con definizioni e corrispondenze facilmente comprensibili che semplificano l’acquisizione dell’argomento. Afferma l’Autore che in tempi di materialismo come l’attuale, l’antico imperativo "Conosci te stesso" diviene più che pressante. L’uomo non è nato per trascorrere la sua vita fermo a un bivio di cui una via conduce verso l’ignoto e l’altra nel nulla. Quella della Cabala è una sicura via di conoscenza che può essere seguita da uomini di ogni fede e credo religioso, come anche da agnostici e atei. L’Albero della Vita, simbolo della Cabala, è nello stesso tempo un'immagine dell’Universo e dell’Uomo, del Macrocosmo e del Microcosmo. È attraverso questa conoscenza che l’uomo può divenire egli stesso la luce che illumina il proprio cammino.

Il Grande Libro dei Sogni

100° migliaio - Edizione riveduta, aggiornata, ampliata

Spiega i sogni, svela il futuro e consiglia i numeri della cabala per il lotto.

Il libro completo dei tarocchi

Dei Tarocchi, e in particolare degli Arcani maggiori, si è molto scritto; si sono trovate analogie e si è ampliato il loro supporto divinatorio. Ma la specularità estrema che si può riscontrare tra la tradizione kabbalistica ebraica e la loro essenzialità offre un nuovo metodo interpretativo che, pur concedendo spazio all'uso divinatorio, approfondisce la loro reale qualità "iniziatica" di tavolette sacre, che conducono prima alla scoperta di se stessi e poi all'identificazione di quel quid spirituale racchiuso in ognuno di noi. Approfonditi cenni storici sull'origine e sullo sviluppo dei Tarocchi aprono questo ampio studio su un metodo divinatorio di antiche origini, che si ispira all'esoterismo della Kabbalah e ai suoi simboli. L'analisi della Kabbalah nei suoi rapporti con i Tarocchi e della relativa simbologia è svolta con chiarezza e precisione, evidenziando e spiegando i diversi aspetti di ogni simbolo. Con lo stesso metodo vengono analizzate le carte dei Tarocchi, una per una, dagli arcani maggiori a quelli minori, con una descrizione particolareggiata del significato di ogni carta, per spiegare con attenta precisione tutte le caratteristiche divinatorie. L'uso dei Tarocchi viene quindi dichiaramente illustrato attraverso i diversi metodi divinatori, come quello complessivo e i due metodi che lo compongono; viene inoltre spiegato il sistema a croce, ed infine tutti quei metodi che rispodono in maniera chiara e precisa a domande specifiche. Questo libro è indirizzato soprattutto a coloro che desiderano "leggere" i Tarocchi per se stessi e per gli altri, rendendo questa mantica accessibile a tutti; ma anche gli studiosi di esoterismo lo troveranno di grande interesse. L'opera è completata da uno studio sull'iter iniziatico insito nella sapienza antica degli arcani maggiori. Il volume è illustrato da 68 disegni di cui 22 rappresentano gli arcani maggiori, mentre gli altri sono dedicati all'interpretazione.

Il Tao e l'Albero della Vita

I segreti della sessualità e dell'alchimia taoiste. Accessibile a tutti, al principiante come all’iniziato, Il Tao e l’Albero della Vita propone il confronto e l’analisi di due sistemi analoghi sotto moltissimi punti di vista: il Tao e la Cabala. Gli antichi taoisti hanno guidato la sessualità a livelli mai prima raggiunti: oggi i loro segreti saranno a disposizione dei lettori di questo libro che descrive l’intera struttura dell’alchimia interna taoista raffrontandola con la tradizione ebraica che pure ha tenuti nascosti – nello Zohar e nel Sepher Yetzirah – meravigliosi segreti alchemici e sessuali. I concetti cardine di queste due oscure tradizioni, che si sono occupate della circolazione energetica nel corpo, e anche le più elevate formule esoteriche, sono spiegati in modo chiaro e pratico; molti di essi vengono resi noti per la prima volta. La conoscenza alchemica orientale si integra con quella occidentale, l’Albero della Vita taoista si sovrappone a quello cabalista attraverso un originale filo conduttore, dettato dall’esperienza sciamanica dell’Autore.

La Cabala

Libro LA CABALA, Gershom Scholem

La Cabala è un sistema di pensiero esoterico, mistico e teosofico fondato sui sacri libri ebraici (Torah, Sefer Yezirah, Heikhalot, ecc.). Nata con la stessa coscienza religiosa del popolo semitico - e da molti considerata come la parte esoterica degli insegnamenti ricevuti da Mosè sul monte Sinai - ebbe il suo massimo sviluppo nel Medio Evo, periodo in cui si approfondirono la ricerca e lo studio volti a "definire l'indefinibile", "conoscere l'inconoscibile" e ad avvicinarsi alla comprensione dell'Universo, manifestazione di Ayn Soph, il Nulla, l'Infinito.

Questo eccellente testo dedicato alla Cabala illustra la nascita e lo sviluppo storico e filosofico del misticismo ebraico, i suoi complessi rapporti con il mondo cristiano, la sua diffusione in Europa e nel bacino mediterraneo e i suoi temi fondamentali, quali: il concetto di Dio, la dottrina delle Sefirot e delle Shemittot, il problema del Male, il significato della Torah, la dottrina della Creazione.

La seconda parte del libro è dedicata agli elementi e alle correnti che hanno contribuito alla crescita del pensiero cabalistico: lo Zohar, lo Shabbateanismo, il Frankismo, la Demonologia, l'Escatologia, la Gematria, la Meditazione, il Misticismo della Merkabah, e tutte quelle idee e testi che hanno determinato l'evoluzione delle scuole rabbiniche depositarie di questa conoscenza.

La terza parte del volume esamina le personalità principali che hanno influenzato il pensiero cabalistico; da Azriel di Gerona a Moses Cordovero, a Christian Knorr von Rosenroth a Isaac Luria, per citare solo alcuni dei più famosi. In quest'opera fondamentale, attraverso un lavoro sistematico di ricerca, Gershom Scholem illustra con chiarezza questa dottrina mistica ed esoterica che è tra le più potenti ed affascinanti mai elaborate dall'uomo nel suo anelito alla Conoscenza.

La Cabala

Da sempre la Cabala richiama l'attenzione e l'interesse di numerosi spiriti, ma è in fondo poco conosciuta. L'Autore espone qui uno studio approfondito che sì propone di penetrare il vero significato della Cabala, analizzando i diversi elementi che ne costituiscono la struttura. Egli esamina i suoi termini, il suo linguaggio e Ì suoi simboli, nonché quanto in essa è volutamente nascosto. Il fine più importante dell'opera è quello di mettere in rilievo i tratti fondamentali della metafisica, quelli che si ricollegano all'essenza divina o alla totalità, senza tuttavia trascurare i problemi relativi alle origini della Cabala, ai suoi fondatori, ai suoi adepti illustri, al carattere mistico della preghiera, della fede e dell'etica. Il lettore interessato non tanto alla magia, quanto alla filosofia, troverà pertanto nel volume uno studio il più chiaro possibile dei testi fondamentali relativi alla Cabala. Tale dottrina, che si è sviluppata nella presente forma a partire dal secolo XIII, comporta l'insieme dei commentari mistici ed esoterici ebraici dei testi biblici e della loro tradizione orale. Allo scopo dì risolvere taluni enigmi della natura profonda dell'essere, Henri Sérouya ha evidenziato gli elementi più importanti della metafisica della Cabala, cercando anche di chiarire il carattere mistico, dell'arte e della filosofia. Chi non abbia per natura un temperamento mistico dovrà attingere a tutte le proprie risorse di natura spirituale per riuscire, a poco a poco, ad afferrare le sfumature più fluide e sottili di quest'opera.

La rota magica dei tarocchi

Due volumi indivisibili in cofanetto . Nell'occultismo tradizionale, dell'Occidente, i Tarocchi sono considerati la chiave di volta dell'intero sistema filosofico chiamato Ermetismo. Non è facile risalire alle loro origini, ma gli autori più competenti e famosi sono pressoché concordi nell'opinione che il vero simbolismo dei Tarocchi provenga dall'antico Egitto. I Tarocchi - scrive Eliphas Levi - sono una vera macchina filosofica, che arresta il vagabondaggio della mente, lasciandole la sua iniziativa e libertà; essi sono la matematica applicata all'Assoluto, l'alleanza del positivo e dell'ideale, una serie di pensieri esatti come numeri, forse la concezione più semplice e vasta realizzata dal genio umano... Una persona imprigionata o isolata dal mondo, con il libro dei Tarocchi come unica compagnia, se sa come usarlo, può acquisire una conoscenza universale, e parlare di ogni argomento con ineguagliabile ed inesauribile erudiziene. Quest'opera è la prima esposizione in forma enciclopedica della grande tradizione occidentale, ed ha un suo completo e importante significato. Lo studio filosofico dei Tarocchi è stato sempre riconosciuto quale chiave universale a tutta la conoscenza che l'essere umano può conseguire su questo pianeta. Non si tratta di un testo semplicemente teorico o soltanto per specialisti: al contrario, quest'opera mette alla portata di ogni lettore nuovi orizzonti di pensiero, attività, psicologia, cosmogonia e occultismo pratico. In questo libro l'Autore presenta i Tarocchi come uno strumento di conoscenza, e, nello stesso tempo, fornisce un manuale pratico di evoluzione della coscienza. II Tarocco classico comprende quattro branche dell'occultismo: Alchimia, Astrologia, Kabbalah e Magia. Quindi, per ogni Arcano Maggiore (o trionfo) l'Autore ha riservato una parte di testo a ciascuna di queste discipline. La trattazione è dedicata: ad una spiegazione del simbolismo dell'immagine dipinta su ogni carta; al posto che quel particolare Arcano occupa nello schema del tetragram-maton; ad un'analisi della lettera ebraica collegata a quella particolare carta; alla branca di insegnamenti occulti ad essa corrispondenti (insegnamenti occidentali ed orientali, Yoga incluso); ad esercizi per l'uso pratico delle equazioni mentali, suggerite dalle operazioni «teosofiche» con le figure. Gli esercizi sono posti in genere alla fine della trattazione dell'Arcano: grazie a loro è possibile vedere in che modo la teoria esposta funzioni pienamente e continuamente nella pratica. Dalla approfondita lettura di quest'opera, ciascuno può capire di essere il Tutto, la Totalità: non vi è nulla dentro e nulla fuori: né passato, né futuro, né spazio; la Coscienza Reintegrata torna ad essere parte integrate dell'Uno, laddove nulla è più «separato».

Le conversazioni angeliche di John Dee

Novità di LUGLIO 2021 - Cabala, alchimia e fine del mondo. Tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, il più stimato filosofo naturalista dell’Inghilterra elisabettiana, John Dee, con l’aiuto di un cristallo chiamato “pietra divinatoria” parlò con gli angeli a proposito del mondo naturale e della sua fine apocalittica.

I resoconti di queste conversazioni con gli angeli costituiscono uno dei più duraturi misteri dell’inizio dell’epoca moderna. Perché un laureato di Cambridge che vantava il titolo di “filosofo della Regina” si dedicò a un’attività così apparentemente inutile e infondata, che richiedeva così tanto tempo? Era forse uno sciocco credulone? Aveva sofferto un crollo psicotico?

Possiamo anche volgere lo sguardo al di là della formazione intellettuale e delle sue esperienze personali, e cercare di situare i diari angelici nel più ampio contesto culturale della seconda metà del XVI secolo. Il saggio della Harkness, tra saggezza enochiana e conversazioni angeliche, offre interessanti risposte al riguardo collocando l’opera di Dee nel contesto della fervente vita intellettuale dell’epoca. Come afferma l'Autrice "In ognuna delle sue opere possiamo notare lo sforzo di stendere una scala dal mondo terreno in declino alla volta celeste".

Indice

  • Ringraziamenti
  • Abbreviazioni e convenzioni
  • Introduzione
  • Parte I – Genesi
  • Il convegno degli angeli: Praga 1586
  • Costruire la scala di Giacobbe: la genesi delle conversazioni
  • Salire la scala di Giacobbe: l’angelologia come filosofia naturale
  • Parte II – Rivelazioni
  • Poi giunse la fine: l’apocalisse, la filosofia naturale e le conversazioni
  • La vera cabala: leggere il libro della Natura
  • L’alchimia di Adamo: la medicina di Dio e la restituzione della natura
  • Epilogo
  • Bibliografia

Le vie della Kabbalah

Storia, tradizioni e pratiche della mistica ebraica

“La mistica ebraica è un roseto con mille spine. La maggior parte dei libri intrappola il lettore tra le spine; Le via della Cabala ci permette di sentire il profumo del fiore. Questo è un libro da leggere più e più volte”.
Rabbi Rami M. Shapiro
La mistica ebraica è fiorita – talvolta brillantemente, talvolta oscuramente – nel corso di cinquemila anni. In Le Vie della Kabbalah Perle Epstein offre una vivida ed accessibile introduzione ai metodi, alle scuole e ai praticanti di questo mondo affascinante. L’Autrice traccia la storia della Cabala attraverso le vite dei suoi illustri studiosi e santi, e sbroglia la rete delle antiche tradizioni celate in testi quali il Sefer Yetzirah e lo Zohar. Queste pagine sono attraversate dalle parole di cabalisti e mistici straordinari – tra cui Simeon Bar Yohai, Isaac Luria, Abramo Abulafia e il Baal Shem Tov – i quali impartiscono istruzioni su pratiche che vanno dalla contemplazione degli insegnamenti segreti della Bibbia al rito, alla preghiera estatica e alla meditazione intensiva.
“L’autore spiega la cabala con la massima chiarezza con cui può essere illustrata, e con un’autentica simpatia verso il sapere mistico”.
Isaac Bashevis Singer

Magia della Cabala Vol. 1: Teoria

Il grande esoterista MacGregor Mathers ha curato versione, introduzione e commento dei testi che compongono quest'opera, i quali si rivelano fondamentali ai fini di un serio studio della Cabala, sia dal punto di vista dottrinale che da quello operativo. Nel titolo scelto, i termini "magia" e "cabala" vengono usati nel più ampio e comprensivo significato conferito loro dalla Tradizione iniziatica, il primo indicando la sapienza esoterica in genere ed il secondo quella sua particolare forma che scorre all'ombra della Tradizione biblica e che è stata quindi coltivata in ambito ebraico e, con peculiari modalità e tendenze, anche in ambiente cristiano. Nel libro intitolato "La Cabala senza veli" (Volume I) il Mathers ha effettuato una sapiente scelta di testi dello "Zohar", il famoso cabalistico "Libro dello Splendore", avvalendosi innanzitutto delle celebre traduzione latina, recante l'analogo titolo di "Kabbala denudata", del barone Christian Knorr von Rosenroth, fiorito nella seconda metà del secolo XVII. Il libro è corredato da un'ampia introduzione e da numerose note, intese ad avviare il lettore alla giusta interpretazione e comprensione del testo. Esso vale quindi ad introdurre il lettore dei misteri della Cabala ed a fornirgli quell'insieme di nozioni teoriche che, oltre a possedere un intrinseco ed imprescindibile valore conoscitivo, risulta indispensabile, a che un eventuale passaggio alla "pratica" costituisca uan lucida e consapevole ricerca e non un avventato e brancolante tentativo. "Il libro della magia sacra del mago Abra-Melin (Volume II) introduce quindi nel vivo di tale pratica. Il testo, contenuto in un vecchio manoscritto della Bibliothèque de l'Arsenal di Parigi, si presenta come una esposizione di Cabala pratica che è, secondo una definizione del Mathers, "l'applicazione degli insegnamenti mistici alla produzione di effetti magici". Tale pratica comporta l'intervento di varie entità del mondo invisibile e necessita quindi di una particolare preparazione da parte del cabalista operante. Soccorrono a tale scopo la magistrale introduzione e le abbondanti note del Mathers, le quali costituiscono un indispensabile ausilio alla difficile impresa. Il Mathers mostra di possedere una profonda conoscenza del testo ed una chiara padronanza della materia, laddove, ad esempio, fornisce la "chiave" operativa che sostituisce l'arcaico e modernamente impraticabile ricorso alla chiaroveggenza di un fanciullo. Ma soprattutto, il suo contributo risulta prezioso nel facilitare la retta comprensione del testo, ponendo in guardia contro errori, deviazioni, abusi, con i pericoli e le delusioni che ne derivano, e indicando invece che la via maestra, in questa come in ogni altra via di realizzazione spirituale, è soltanto quella che si dirige verso il Bene e verso la Luce.

Magia della Cabala Vol. 2: Pratica

Il grande esoterista MacGregor Mathers ha curato versione, introduzione e commento dei testi che compongono quest'opera, i quali si rivelano fondamentali ai fini di un serio studio della Cabala, sia dal punto di vista dottrinale che da quello operativo. Nel titolo scelto, i termini "magia" e "cabala" vengono usati nel più ampio e comprensivo significato conferito loro dalla Tradizione iniziatica, il primo indicando la sapienza esoterica in genere ed il secondo quella sua particolare forma che scorre all'ombra della Tradizione biblica e che è stata quindi coltivata in ambito ebraico e, con peculiari modalità e tendenze, anche in ambiente cristiano. Nel libro intitolato "La Cabala senza veli" (Volume I) il Mathers ha effettuato una sapiente scelta di testi dello "Zohar", il famoso cabalistico "Libro dello Splendore", avvalendosi innanzitutto delle celebre traduzione latina, recante l'analogo titolo di "Kabbala denudata", del barone Christian Knorr von Rosenroth, fiorito nella seconda metà del secolo XVII. Il libro è corredato da un'ampia introduzione e da numerose note, intese ad avviare il lettore alla giusta interpretazione e comprensione del testo. Esso vale quindi ad introdurre il lettore dei misteri della Cabala ed a fornirgli quell'insieme di nozioni teoriche che, oltre a possedere un intrinseco ed imprescindibile valore conoscitivo, risulta indispensabile, a che un eventuale passaggio alla "pratica" costituisca uan lucida e consapevole ricerca e non un avventato e brancolante tentativo. "Il libro della magia sacra del mago Abra-Melin (Volume II) introduce quindi nel vivo di tale pratica. Il testo, contenuto in un vecchio manoscritto della Bibliothèque de l'Arsenal di Parigi, si presenta come una esposizione di Cabala pratica che è, secondo una definizione del Mathers, "l'applicazione degli insegnamenti mistici alla produzione di effetti magici". Tale pratica comporta l'intervento di varie entità del mondo invisibile e necessita quindi di una particolare preparazione da parte del cabalista operante. Soccorrono a tale scopo la magistrale introduzione e le abbondanti note del Mathers, le quali costituiscono un indispensabile ausilio alla difficile impresa. Il Mathers mostra di possedere una profonda conoscenza del testo ed una chiara padronanza della materia, laddove, ad esempio, fornisce la "chiave" operativa che sostituisce l'arcaico e modernamente impraticabile ricorso alla chiaroveggenza di un fanciullo. Ma soprattutto, il suo contributo risulta prezioso nel facilitare la retta comprensione del testo, ponendo in guardia contro errori, deviazioni, abusi, con i pericoli e le delusioni che ne derivano, e indicando invece che la via maestra, in questa come in ogni altra via di realizzazione spirituale, è soltanto quella che si dirige verso il Bene e verso la Luce.

Manuale pratico di interpretazione dei Tarocchi

Gli autori di questo libro sono ambedue dotati di buone facoltà paranormali e studiosi appassionati del mondo occulto. Grazie a queste loro facoltà, hanno scritto e pubblicato già altre opere di successo. In questo volume essi svolgono un vero e proprio corso pratico di cartomanzia con i Tarocchi. Il volume si articola, infatti, in una serie completa di lezioni che seguono uno sviluppo logico e sistematico dell'insegnamento e mettono il lettore in grado di apprendere direttamente i vari metodi di "lettura" dei Tarocchi. Il primo segreto sta proprio nel far emergere le qualità extrasensoriali (ESP) presenti in ogni essere umano e portarle - mediante appropriati esercizi - alla soglia della coscienza. Sono queste che permetteranno, successivamente, una corretta interpretazione del significato delle carte nel rapporto specifico con il consultante. Inoltre, gli autori approfondiscono il senso di dare a ciascuna parte in relazione alle altre che la seguono immediatamente, tracciando così una vera e propria mappa che permetterà ad ognuno di leggere il futuro. Vari sistemi di divinazione con le carte completano il libro.

Sepher Yetzirah

Il Libro della Formazione, Istruzioni per creare mondi e realizzare il Golem - Il Sepher Yetzirah  (qui con traduzione e commento di Sebastiano Fusco) è stato scritto probabilmente in Palestina nel secondo o terzo secolo. La sua natura è quella di un grimorio, cioè un manuale di magia pratica volto principalmente all’evocazione di entità ultraterrenecon cui stabilire un legame a proprio vantaggio. E infatti dall'antichissimo testo ha avuto origine la Kabbalah come disciplina meditativa ma anche come pratica magica. La sua dottrina strutturata e coerente si è rivelata cruciale nei secoli, ha influenzato lo sviluppo delle tecniche per elevare lo stato di consapevolezza e percorrere l'ascesi ma anche le dottrine magiche dal Rinascimento fino ad oggi.

L'edizione che presentiamo è tradotta dall'ebraico ed è estesamente commentata. E’ composta dalle sue Tre versioni principali, insieme con le Trentadue Vie della Sapienza che descrivono le tappe dell’ascesi, e alle Cinquanta porte della comprensione.

Il mondo così come sembra non esiste, siamo noi a percepirlo tale: si dice che Rabbi Rava, un sapiente rabbino fra i più citati dal Talmud, abbia affermato che “se i giusti lo desiderano, possono creare un mondo”. La frase apre le porte a molti interrogativi. Di che mondo parla il Rabbi? E’ forse un mondo interiore dell’anima? Oppure la figurazione della mente in cui possiamo essere tutto ciò che vogliamo? O forse si tratta di un mondo vero e concreto? E quanto sarebbe grande? E dove si collocherebbe? Per avere le risposte bisogna riferirsi alla Kabbalah.

In realtà, la formazione di un mondo è una cosa che facciamo in ogni istante della nostra vita poichè il mondo reale non esiste, ci sembra così perché è il modo in cui lo percepiamo. Anche la fisica quantistica lo afferma: lo stato di una particella, ovvero i parametri che la definiscono, è indeterminato finché andiamo a misurarlo. È l’atto percettivo a decidere se stiamo parlando di una particella o di un’onda, ed è sempre l’atto percettivo che determina quali siano le sue caratteristiche. Con l’incertezza fra onda e particella la fisica quantistica ci ha posti spietatamente di fronte al problema dell’ambiguità del reale, che è il labirinto nel quale brancola oggi il pensiero scientifico e filosofico.

E' la consapevolezza ad interpretare il mondo che ci circonda e a dargli significato: i fenomeni si definiscono e si completano per come vengono percepiti, altrimenti rimangono in uno stato di indeterminazione. E’ difficile dire quanto tale considerazione rivaluti coscienza e spirito, in una parola il grado di consapevolezza, nei confronti del puro materialismo.

L’aveva capito invece, quasi duemila anni fa, Rabbi Rava, sottolineando che per creare un mondo adatto a noi occorre essere “giusti”. Nell’ebraismo, e in particolare nella Kabbalah, il termine tzadiqnon ha significato generico di “persona retta”, ma indica colui la cui anima serve da veicolo - merkavah - a Dio, e per questo fa da fondamento - yesod - al mondo. Non è uno status che si conquista con la rettitudine, ma viene concesso da Dio a chi vuole Lui: è la consapevolezza, ispirata da Dio, a fare da fondamento al mondo come noi lo conosciamo. Il concetto emerge chiaramente dal testo: la consapevolezza umana interpreta la struttura dell’universo conferendole un significato e quindi un’essenza.

L'opera escrive anche come si “forma” e si caratterizza un mondo a misura del “giusto”, e lo fa introducendo un altro concetto che di nuovo sembra tolto di peso alla fisica quantistica: quello di multiverso, che nel testo viene chiamato galgal, cioè “sfera”, una sfera a undici dimensioni (quante ne prevedono le teorie cosmologiche più avanzate) i cui infiniti piani sezione rappresentano ciascuno un possibile universo alternativo al nostro. L’Opera indica come definire questo universo sulla base di uno schema di simboli legati alle lettere dell’alfabeto ebraico, e come trasferirvi la nostra consapevolezza alterando il nostro sistema percettivo (che è anche la chiave della realtà oggettiva) mediante un metodo concettualmente semplice - ma in verità difficile ad attuarsi - grazie al quale il nostro livello di sensibilità aumenta.

Come scrive Sebastiano Fusco, traduttore e curatore del testo “per ciò che dice e ancor più per ciò che fa intuire, leggerla è come fare un tuffo nel profondo di noi stessi e riemergere nell’infinito”.

Indice

  • Presentazione
  • Capitolo I
  • Capitolo II
  • Capitolo III
  • Capitolo IV
  • Capitolo V
  • Capitolo VI
  • Commento del curatore
  • Le Trentadue Vie Della Sapienza
  • Le Cinquanta Porte Della Comprensione
  • Sepher Y versione breve
  • Sepher Y versione lunga
  • Bibliografia

Tarocchi & Kabbalah

Il linguaggio simbolico dei Tarocchi, grazie alla forza evocativa delle immagini dei ventidue Arcani Maggiori, possiede l’indiscutibile capacità di poter essere compreso e assimilato con estrema facilità. Tuttavia, in esso convergono una nutrita varietà di conoscenze sapienziali aventi natura ben poco “popolare”, ma soprattutto iniziatica, mistica e filosofica. Tra queste spicca, in particolare, il prezioso apporto della Kabbalah ebraica, facilmente riconoscibile non solo da sporadiche analogie tra i due sistemi simbolici, bensì dalla presenza di vere e proprie “identità” concettuali, assolutamente sorprendenti… Da questa confluenza simbolica nasce uno studio e un’interpretazione dei Tarocchi (di Marsiglia, mazzo Grimaud) che spazia dalla visione più metafisica ed esoterica degli stessi, a quella principalmente pratica, che ne permette l’utilizzo nel modo più preciso possibile.

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