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L'occhio del cuore

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Categoria: Filosofia e Tradizionalismo
Collana: Edizioni Mediterranee - Orizzonti dello SpiritoEdizioni Mediterranee - Orizzonti dello Spirito

Frithjof Schuon

Nasce a Basilea nel 1907 da padre originario del Württemberg e da madre alsaziana. Dal 1930 al 1932 lavora come disegnatore d'arte a Parigi, senza tuttavia trascurare gli studi di orientalistica, compreso quello dell'arabo. Poco dopo si reca in Africa settentrionale per studiarvi il Sufismo, in questo periodo conosce il maestro sufi Cheikh El-Allauoi. Il seguito della sua vita è caratterizzato da una serie di viaggi in vari paesi orientali; rende visita due volte a René Guénon al Cairo – con il quale collabora per due decenni alla rivista Etudes Traditionelles – il suo soggiorno in India viene invece interrotto dalla Seconda Guerra Mondiale. Più tardi nel 1959 e nel 1963 Schuon soggiorna a lungo presso gli Indiani dell'America del Nord, stringe amicizia con personaggi eminenti e viene adottato dalla tribù dei Sioux. L'interesse per le civiltà orientali e in particolare per la loro arte ha permeato tutta la vita di Frithjof Schuon. Dopo aver vissuto per quarant'anni in Svizzera sulle rive del lago Lemano, si ritira negli Stati Uniti, dove muore nel 1998. Delle sue opere le Edizioni Mediterranee hanno pubblicato in questa collana: Unità trascendente delle religioni, Sufismo: velo e quintessenza, Sentieri di gnosi, Sguardi su mondi antichi, Sulle tracce della religione perenne, Immagini dello spirito, Cristianesimo/Islam, Dal divino all'umano, Forma e sostanza delle religioni, L'esoterismo come principio e come via, Le stazioni della saggezza, Il sole piumato.

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9788827209097

Alcuni troveranno senza dubbio, in quest’opera, esclusivamente speculazioni dogmatiche e petizioni di principio, e non sarà possibile far comprendere loro che la verità intrinseca è indipendente dalla dialettica… Il razionalismo, invece, ammette come vero soltanto ciò che si prova, senza considerare, da una parte che la verità è indipendente dalla nostra disposizione ad ammetterla o no e, dall’altra, che una prova è sempre proporzionata a un bisogno di causalità, cosicché vi sono verità che non possono essere dimostrate a tutti… L’errore del razionalismo non consiste nel dimostrare quanto la ragione può perfettamente conseguire, ossia i fatti e le leggi della natura, ma nel voler provare ciò di cui la ragione non può ottenere certezza alcuna con i propri mezzi… La Verità, in proporzione alla elevatezza dei suoi aspetti considerati, vuole essere «vista» e non semplicemente «pensata»; quando si tratta di verità trascendenti, l’operazione mentale può avere soltanto due funzioni, che sono piuttosto i modi positivo e negativo di una sola: contribuire all’assimilazione, attraverso l’individuo, della visione intellettuale ed eliminare gli ostacoli mentali che si oppongono a questa visione o, in altri termini, che velano «l’Occhio del Cuore». (Dalla Prefazione dell’Autore)

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